(Adnkronos) – Negli ultimi anni, l’attenzione ai benefici dovuti all'allenamento costante e all'attività fisica per il miglioramento o il mantenimento delle capacità motorie nelle persone con malattie neuromuscolari come l’Atrofia muscolare spinale (Sma) è molto cresciuta. L’iniziativa “SMAnia di sport”, nata per promuovere il benessere e l’inclusione sociale delle persone con Sma attraverso l’attività fisica e lo sport, ha fatto tappa all’Hotel Federico II di Jesi (Ancona) lo scorso 31 maggio. L’incontro – organizzato da Biogen, azienda internazionale leader nel campo delle biotecnologie, in collaborazione con gli esperti di malattie neuromuscolari del Centro Clinico Nemo di Ancona e con il patrocinio delle Associazioni dei Pazienti Asamsi, Famiglie Sma e Uildm, del Comitato italiano paralimpico della Regione Marche e della Federazione italiana paralimpica powerchair sport – si è rivolto a tutte le persone con Sma appassionate di sport o interessate a scoprire nuove discipline da praticare e ai loro familiari. Tra i partecipanti anche alcuni esponenti del Comitato paralimpico italiano, che hanno condiviso la propria testimonianza rispetto al valore dello sport come strumento fondamentale di inclusione sociale per le persone con ogni tipo di disabilità, a partire da quelle motorie. Alla fine dell’incontro non è mancato un momento per mettere in pratica consigli e suggerimenti degli esperti, con una sessione di esercitazioni pratiche. L’attività fisica è molto più che una semplice pratica per mantenersi in salute ma è anche espressione dell’individualità, un modo di affermare ed esplorare le proprie capacità e, di conseguenza, un importante strumento di inclusione sociale. È quindi importantissimo per le persone con Sma e i loro familiari scoprire come fare sport in sicurezza, sia all’interno del proprio percorso fisioterapico, lasciando il più possibile spazio alle proprie inclinazioni e passioni. "La Sma è una malattia neuromuscolare ad altissima complessità che necessita un monitoraggio costante, a 360 gradi, con approccio multidisciplinare e a misura delle diverse esigenze di ciascun paziente – spiega Michela Coccia, direttore clinico del Centro Nemo di Ancona. È fondamentale quindi, nel percorso di presa in carico, il coinvolgimento di un team di esperti tra cui, oltre al neuropsichiatra infantile e al neurologo, anche il fisiatra, lo pneumologo, il logopedista, il neuropsicomotricista e altre figure importantissime come lo psicologo e il fisioterapista". In questo contesto, "è importante – aggiunge – promuovere lo svolgimento di attività fisica tra le persone con Sma, bambini e adulti, sia come parte integrante del percorso di riabilitazione, sia come strumento concreto per raggiungere un maggiore benessere psicofisico. Rimane importantissimo che ogni tipo di attività sia svolta in sicurezza e sempre sotto consiglio e supervisione degli esperti del Centro di riferimento". Una corretta educazione alla pratica sportiva all’interno della comunità di persone con Sma può quindi aiutare sia per aumentare il benessere e l’equilibrio psicofisico, sia da un punto di vista di autostima e capacità sociali. "L’attività fisica, oltre a essere un importante elemento della riabilitazione neuromotoria, rappresenta, per bambini e bambine con Sma, anche un momento di vera socialità, che aiuta a prendere consapevolezza e a sentirsi più inclusi", sottolinea Valentina Baldini presidente di Asamsi. "È fondamentale che le persone con Sma abbiano accesso a tutte le informazioni utili per praticare attività fisica e la possibilità, sulla base delle inclinazioni personali, di essere parte attiva del mondo dello sport", aggiunge Marco Rasconi Presidente di Uildm. "A volte, soprattutto tra i genitori di bambini con Sma, possono esserci dubbi o timori rispetto alla pratica sportiva. Iniziative come 'SMAnia di sport' – rimarca Anita Pallara, presidente di Famiglie Sma – sono importantissime proprio per aiutare a superarli, fornendo consigli e suggerimenti utili su come svolgere attività fisica, sempre in rapporto con gli esperti del Centro di riferimento". L’iniziativa “SMAnia di sport” vuole creare occasioni di dialogo e confronto diretto con gli esperti, con l’obiettivo di diffondere informazioni puntuali per aiutare le persone con Sma e i loro familiari a esplorare nuove discipline e pratiche sportive, un fattore cruciale per riuscire a vivere la disabilità come una condizione e non come un limite. "SMAnia di sport è una delle numerose iniziative che realizziamo per favorire dialogo multidisciplinare per la presa in carico e la gestione delle malattie neurologiche e neuromuscolari, consentendo un miglior ascolto dei bisogni delle persone che ne sono colpite, e quindi favorendo l’analisi di tutti gli aspetti che influiscono sulla qualità di vita dei pazienti con Sma – conclude Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia – Supportare chi convive con patologie neuromuscolari significa comprenderne le esigenze al fine di poter dare risposte concrete che vadano oltre le terapie farmacologiche: per questo abbiamo sviluppato un progetto che dà la possibilità di esplorare e mettere in pratica le opportunità che la pratica sportiva offre, sia per il benessere individuale di queste persone, sia per la loro maggiore inclusione sociale". —[email protected] (Web Info)
Giorlandino (Uap): “In misure anti-liste d’attesa buon senso tenere fuori farmacie”
(Adnkronos) – Inserire le farmacie nelle misure anti-liste d'attesa allo studio del Governo "sarebbe stata una forzatura legislativa, che sotto le mentite spoglie di abbattere le liste d’attesa e di garantire ai cittadini un più rapido accesso alle cure e alla prevenzione, rappresentava soltanto un favore ad alcune lobbies. In sostanza, si autorizzavano le farmacie all’esecuzione di prestazioni 'mediche' quali elettrocardiogrammi ed esami cardiologici, prelievi del sangue e, in generale, tutte le prestazioni diagnostiche di laboratorio (oltre ad alcuni interventi di telemedicina) senza il rispetto di tutti i requisiti strutturali, professionali, logistici già richiesti alle strutture sanitarie private convenzionate, private autorizzate e agli ospedali privati convenzionati, che contano 95mila strutture a livello nazionale e occupano oltre 350mila lavoratori". Così Mariastella Giorlandino, presidente dell’Uap, l’Unione degli ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, interviene sull'ipotesi che il Governo decida di spostare le disposizioni urgenti per promuovere l'erogazione dei servizi in farmacia – previsti nella bozza del Dl anti-liste d'attesa – in un prossimo Ddl con altre misure per l'abbattimento delle liste d'attesa. "Non si sarebbe trattato di un vero e proprio stravolgimento delle regole esistenti per l’esercizio delle prestazioni sanitarie e diagnostiche comportante un serio pericolo per la salute degli italiani – rimarca la presidente Giorlandino – Ciò in quanto il farmacista non possiede gli strumenti conoscitivi e tecnico-strumentali per trasformare il semplice referto in un referto corredato da unità di misura, intervalli di riferimento e limiti decisionali, elementi, quest’ultimi, che spettano, insieme alla garanzia e al controllo della validità analitica, in via esclusiva ai professionisti della medicina di laboratorio e, quindi, ai soli laboratori pubblici e privati. Ci si chiede: a chi sarebbe spettata la responsabilità civile e penale nel caso di errore diagnostico? A fronte di un referto rilasciato dalla farmacia non firmato da un biologo o non interpretato da un medico specialista". Per tali ragioni, l’Uap "si è appellata al presidente Mattarella, in qualità di garante del rispetto costituzionale, nonché al ministro Schillaci, peraltro medico, per chiedere un controllo su quanto stesse accadendo, al fine di garantire un’uniforme applicazione delle norme già esistenti a tutti gli attori del mercato (ambulatori, poliambulatori, ma anche farmacie), al fine di garantire la tutela della salute dei cittadini e una giusta e adeguata informazione alla popolazione", conclude Giorlandino. —[email protected] (Web Info)
Galipò (Anlaids): “Felici di aderire a progetto One Health-Scuole in Azione”
(Adnkronos) – "Come Anlaids abbiamo aderito con entusiasmo al progetto 'One Health – Scuole in azione' intanto perché si parla di rete e perché ha un focus specifico sui giovani: riguarda gli studenti all'interno del contesto scolastico, con una metodologia innovativa e coinvolgere i giovani è importante perché ci consente di promuovere la salute in senso totale". Lo ha detto Rosario Galipò, coordinatore nazionale di Unlaids, l’Associazione per la lotta contro l'Aids, intervenendo oggi nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati dove sono stati presentati i risultati del progetto 'One Health Project – Scuole in Azione', un gioco per la salute globale che ha coinvolto 1600 studenti delle scuole superiori di tutta Italia "Questo progetto ha come obiettivi i giovani, la prevenzione e la salute – sottolinea Galipò – quindi in linea con gli obiettivi di Anlaids, da sempre in prima linea per diffondere la cultura della prevenzione contro l'infezione da Hiv e le altre infezioni a trasmissione sessuale nell'ottica anche di una educazione sessuale comprensiva, in quanto sappiamo che la sessualità non è solo l'unione, non è solo l'atto sessuale, ma è qualcosa di più ampio che riguarda le emozioni, le relazioni, il consenso, i diritti e anche ovviamente i rischi, come l'infezione da Hiv". Il "nostro compito è iniziato con il progetto Scuole nel 1993 e da oltre 30 anni abbiamo un'attività mirata di programmi di prevenzione per gli istituti secondari di primo, e secondo grado che coinvolgono sia gli studenti che i docenti e anche laddove possibile i genitori proprio per una prevenzione a 360 gradi" conclude. —[email protected] (Web Info)
Leonardi (ministero): “Per modello One Health necessario concorso di tutti”
(Adnkronos) – "Il ministero della Salute è molto felice di essere qui questa mattina perché l'approccio One Health non riguarda in particolare il ministero della Salute o solo la filiera sanitaria", ma è un modello che "necessita del concorso di più istituzioni, perché si tratta di mettere insieme la salute umana, la salute degli animali e la salute ambientale. Proprio per questo ovviamente non si può chiudere tutto in una sola filiera, ma c'è bisogno del concorso di tutti". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Giovanni Leonardi, capo del Dipartimento One Health e Rapporti internazionali del ministero della Salute, a margine della presentazione – oggi alla Camera – dei risultati del progetto 'One Health Project – Scuole in Azione', un gioco per la salute globale che ha coinvolto 1.600 studenti delle scuole superiori di tutta Italia. "Quando parliamo di One Health – sottolinea – parliamo per esempio di stili di vita e quindi adottare gli stili di vita riguarda tutti i cittadini. Ed è questo il motivo per cui la formazione è fondamentale, così come sensibilizzare i giovani ai temi di una sostenibilità ambientale, dove sono ovviamente già molto sensibilizzati, ma anche al fatto che il loro futuro, la loro vita futura non dipende solamente dalla salubrità ambientale, animale, ma dipende anche dagli stili di vita che adottano". "Come ministero della Salute abbiamo istituito un tavolo paritetico con il ministero dell'Istruzione nel quale discutiamo insieme di questi temi. Tutto quello che può riguardare il rapporto tra salute e istruzione viene discusso in questo tavolo, abbiamo fatto diverse iniziative e chiaramente anche questa sulla One Health sarà centrale nel lavoro", conclude Leonardi. —[email protected] (Web Info)
Melosi (Anmvi): “Ruolo medico veterinario fondamentale per visione One Health”
(Adnkronos) – "Quando parliamo di One Health, un ruolo fondamentale lo ha anche il medico veterinario in maniera trasversale, perché la salute dell'uomo dipende dalla salute dell'ambiente e dalla salute degli animali. Il medico veterinario cura gli animali e in qualche modo contrasta quelle che sono le zoonosi", malattie causate da agenti trasmessi per via diretta o indiretta dagli animali all'uomo. "Per questo motivo il nostro ruolo è importantissimo". Lo ha detto Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), a margine della presentazione – oggi alla Camera – dei risultati del progetto 'One Health Project – Scuole in Azione', un gioco per la salute globale che ha coinvolto 1.600 studenti delle scuole superiori di tutta Italia. "Soprattutto quando parliamo di animali da compagnia – sottolinea – sappiamo benissimo che cani, gatti e umani condividono degli spazi ristretti. Par tale motivo è molto importante che i cani siano in salute, che gli animali in generale siano in salute per ridurre al minimo la possibilità di trasmettere zoonosi, che come ricordiamo incidono in maniera importante sulle malattie infettive. Negli ultimi 10 anni il 70% delle malattie infettive sono considerate zoonosi. Ecco perché Anmvi è partner di 'One Health Project – Scuole in Azione'. Come Associazione veterinari crediamo molto in questa iniziativa perché da sempre siamo presenti all'interno delle scuole. Abbiamo un progetto che si rivolge alle scuole primarie, mentre questo è avanzato e coinvolge le scuole secondarie". "I futuri cittadini devono comprendere qual è il concetto di One Health, quanto è importante il rispetto dell'ambiente, quanto è importante il rispetto nei confronti degli animali. Quindi bellissima l'iniziativa che noi ovviamente abbiamo appoggiato con entusiasmo", conclude Melosi. —[email protected] (Web Info)
Collicelli (Asvis): “One Health pilastro centrale anche di Agenda Onu 2030”
(Adnkronos) – "Nell'ambito dell'Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile, di cui Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) si occupa, il tema One Health è molto importante, perché i problemi di fronte a noi non sono solo di carattere ambientale o economico, ma riguardano anche il benessere e la salute delle persone". Così Carla Collicelli, sociologa del welfare e della salute, referente per il gruppo di lavoro del Goal 3 di Asvis, a margine della presentazione – oggi alla Camera – dei risultati del progetto 'One Health Project – Scuole in Azione', un gioco per la salute globale che ha coinvolto 1.600 studenti delle scuole superiori di tutta Italia. "Quindi il pilastro sociale dell'Agenda, come noi lo chiamiamo, deve essere sostenuto e promosso soprattutto grazie alle attività di tipo formativo – rimarca l'esperta – Non a caso, Asvis promuove varie iniziative formative nelle scuole, nelle università, realizza materiali didattici, quindi non potevamo non aderire a questo progetto, il cui obiettivo è fare formazione su One Health e questa è una delle nostre priorità. Per tale motivo abbiamo deciso di aderire dando il nostro patrocinio". "Ci auguriamo anche di poter andare avanti ulteriormente su questa linea e di fare magari anche dei progetti in comune", conclude. —[email protected] (Web Info)
Elezioni regionali Veneto 2024, Crisanti: “Candidato con Pd? Non lo escludo”
(Adnkronos) – Le prossime elezioni regionali in Veneto "non le escludo a priori, se c'è un consenso davvero trasversale nelle forze di opposizione, e il sostegno unanime del Pd". Il professore di microbiologia e senatore dem Andrea Crisanti commenta così all'Adnkronos Salute le indiscrezioni secondo cui potrebbe essere al vaglio il suo nome come candidato del Pd nel 2025, era post Zaia. "Se mi piacerebbe essere il prossimo governatore del Veneto? Il punto non è se piaccia a me, ma se piace ai veneti, eventualmente – sorride lo scienziato che nel 2020 durante la pandemia è stato in prima linea nella lotta a Sars-CoV-2, studiando con il suo gruppo le dinamiche del contagio in uno dei primi epicentri di Covid in Veneto, a Vo' Euganeo – Che piaccia o non piaccia a me è irrilevante. La politica è un esercizio di umiltà. Alla fine conta ciò che piace agli elettori". "Ma adesso – taglia corto – pensiamo al risultato delle prossime elezioni" europee, "che conta molto di più di ipotesi". "Certo non mi candiderei con la certezza di perdere, io vorrei vincere", puntualizza infine, spiegando perché una condizione irrinunciabile per una discesa in campo alle Regionali sarebbe quella di avere un pieno sostegno della sua area politica. —[email protected] (Web Info)
Europee, Salis: “Antifascismo sarà sempre la mia bussola”
(Adnkronos) – "Che la solidarietà, e non la paura, diventi il faro d'Europa". Così Ilaria Salis su Instagram, in cui scrive: "Non sono una politica di professione. Ho sempre fatto politica dal basso. Nei movimenti, nelle lotte sociali e fra le persone comuni. Continuerò a dare respiro e forza ai temi e alle battaglie che hanno caratterizzato la mia storia". Salis, ai domiciliari in Ungheria, è candidata alle Europee con Avs. "L'antifascismo sarà sempre la bussola che orienterà il mio agire – sottolinea – La storia e il presente d'Europa parlano chiaro. La battaglia contro l'oppressione e le discriminazioni è la più importante per vivere come persone libere e uguali. Ho provato sulla mia pelle che 'il grado di civiltà di un Paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri'. E nei mesi passati là dentro ho riflettuto parecchio sulle reali implicazioni di questa frase. Perciò voglio sostenere i diritti umani delle persone detenute e oppormi alle umiliazioni, alle privazioni e ai soprusi che subiscono nelle carceri d'Italia e d'Europa". —[email protected] (Web Info)
Balzanelli: “Valorizzare il 118 e gli operatori, da sempre al servizio della comunità”
(Adnkronos) – La Sis118 "chiede con forza al Governo, dopo quasi 7 anni di motivate e più che documentate sollecitazioni continue, tutte sistematicamente inascoltate, di valorizzare il sistema 118, e quindi i suoi operatori, potenziandolo nelle varie articolazioni e componenti operative che, tutte insieme servono, con strenua dedizione, lo Stato e la comunità". Con questa presa di posizione si è chiuso il XXI congresso nazionale della Società italiana sistema 118 (Sis118), realizzato in collaborazione con la Libera università Giuseppe Degennaro (Lum) a Casamassima (Bari). "La nuova era delle riforme in sanità vede, oggi più che mai, con carattere di evidenza che può definirsi schiacciante sulla base dei dati obiettivi, il sistema di emergenza territoriale 118 quale 'custode tempo dipendente della vita della popolazione italiana' – sottolinea Mario Balzanelli, appena rieletto presidente nazionale Sis118 per il quarto mandato – perché entra, attraverso i suoi operatori tutti, medici, infermieri, autisti-soccorritori, nelle case dei cittadini, si precipita, non senza rischi e pericoli per la personale incolumità degli stessi, sulle strade, interviene con competenza in qualunque ambiente, anche il più ostile. E, di fatto, salva innumerevoli vite umane, ogni giorno, ogni mese, ogni anno. Questa è la forza obiettiva, unica, determinante, primaria ed insostituibile, del sistema 118”. Per questo si chiede al Governo "di non volgersi sempre dall’altra parte, di distinguersi da tutti i governi che lo hanno preceduto da circa vent’anni, consentendo, per irresponsabile pervicace totale indifferenza, o con l’assunzione di decisioni tecnicamente assurde e scellerate, ignorando quanto ampiamente strameritato dagli operatori se si tenesse in debito conto l’imponente evidenza tangibile dei risultati (Covid-19 docet), un progressivo processo di abbandono, se non di vera e propria distruzione che ormai da alcuni anni, ad esempio, sta facendo letteralmente fuggire in massa tutti i medici dal sistema, in tutti i territori regionali, e via via ridurre anche gli infermieri. Così peggiora, sulla pelle dei cittadini, la qualità e l’eccellenza dei soccorsi, di cui gli stessi hanno invece pieno e sacrosanto diritto". Numerosi i temi scientifici, le problematiche gestionali e gli aspetti manageriali trattati nei tre giorni del congresso da relatori, italiani e stranieri: dalle patologie acute tempo dipendenti alle reti cliniche dell’emergenza-urgenza, dalle severe criticità operative sul campo, in ambito territoriale ed ospedaliero, alle molteplici necessità che rendono indispensabile e indifferibile la riforma legislativa nazionale del 118; dalla disamina delle nuove possibilità di inquadramento economico, e di rispettiva valorizzazione, del settore dell’emergenza-urgenza all’innovazione tecnologica – elenca Balzanelli – che impone la realizzazione di un sistema di emergenza territoriale 'connesso' in tempo reale, mediante gli ausili più moderni forniti dalle nuove tecnologie della telemedicina, con gli scenari di maggiore complessità gestionale. E ancora, le nuove frontiere della formazione e addestramento degli operatori, possibili con le nuove tecnologie della simulazione; le possibilità di supporto al momento valutativo, diagnostico e terapeutico, grazie all'utilizzo dell’intelligenza artificiale; la formazione permanente della società civile, e in particolare della popolazione scolastica in tutta Italia, in tema di manovre salvavita; la ricerca scientifica e la sperimentazione di nuove modalità del soccorso, finalizzate alla più significativa riduzione dell''intervallo libero da terapia' ogni qualvolta sia presente imminente pericolo di vita, con l’aerospazio quale strumento efficace di cardioprotezione della comunità e di supporto aereo alla rianimazione avanzata del paziente critico (progetto sperimentale Seuam di Sis118 – Sanitary Emergency Urban Air Mobility). —[email protected] (Web Info)
Estate, appello Ecdc: “Fate sesso sicuro, preoccupa aumento infezioni in Europa”
(Adnkronos) – Nel 2024 c'è un "preoccupante aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili in tutta Europa". Un boom di clamidia, gonorrea e sifilide che spinge il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie a lanciare un appello: "Quest'estate proteggi la tua salute", raccomanda l'Ecdc, esortando tutti a "tenersi informati e praticare sesso sicuro" in occasione di vacanze, viaggi o partecipazione a festival e altri grandi eventi. L'agenzia Ue invita a "essere consapevoli" del rischio di infezioni associate ai rapporti intimi, a "sottoporsi regolarmente ai test" e a informarsi correttamente sul tema rivolgendosi agli operatori sanitari. Gli esperti raccomandano di consultarli anche "per le vaccinazioni contro epatite A, epatite B e Mpox", l'ex vaiolo delle scimmie, nonché per "misure preventive come la profilassi pre-esposizione (Prep)" contro il virus Hiv. L'Ecdc ricorda "l'importanza di pratiche sessuali più sicure, compreso l'uso coerente del preservativo in caso di sesso vaginale, anale e orale. Si consiglia di sottoporsi a test per le malattie sessualmente trasmissibili prima di fare sesso senza preservativo con nuovi partner, poiché molte infezioni – avverte l'agenzia – possono essere asintomatiche". E se testarsi prima non è possibile, precisa, "è importante farlo dopo aver fatto sesso senza preservativo, anche se non si notano sintomi visibili" Oltre a clamidia, gonorrea e sifilide, illustra l'Ecdc, anche "altre infezioni possono essere trasmesse attraverso il contatto ravvicinato e l'attività sessuale". Per esempio "gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rischiano l'Mpox, che si trasmette principalmente attraverso il contatto pelle a pelle e anche durante i rapporti sessuali. Anche prima che si manifestino sintomi, l'Mpox può essere trasmesso ad altri". Ci sono inoltre "alcune infezioni che causano diarrea grave, come Shigella ed epatite A", che "si diffondono anche tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini". Anche contro queste malattie gli esperti raccomandano l'uso di ogni strumento protettivo e igiene costante in qualunque pratica. "Se si soffre di diarrea – consigliano – è importante evitare l'attività sessuale e chiedere assistenza". —[email protected] (Web Info)









