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Morso del cobra, scoperto nuovo antidoto: è la ‘vecchia’ eparina

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(Adnkronos) –
Ogni anno muoiono migliaia di persone nel mondo a causa del morso del cobra e molti altre – probabilmente nell'ordine dei centomila, secondo le stime degli esperti – rimangono gravemente mutilate per via di necrosi causate dal loro veleno, che possono portare all'amputazione. I cobra continuano ad essere in cima alla lista delle paure più diffuse a livello globale. A ragione. Anche perché ci sono poche armi per combatterli. Forse però le carte in tavola potrebbero un po' cambiate. Un team di scienziati dell'University of Sydney e della Liverpool School of Tropical Medicine ha infatti scoperto un nuovo antidoto per i morsi di questa famiglia di pericolosi serpenti. Ed è anche 'low cost'. Il nuovo antidoto è un vecchio farmaco: l'eparina.  
Perché gli autori non esitano a definirla "una scoperta notevole"? Perché l'attuale trattamento antidotico è costoso e non cura efficacemente la necrosi della carne nel punto del morso, spiegano. Mentre l'eparina è un anticoagulante comunemente utilizzato, economico e ampiamente disponibile, e dai risultati della ricerca che si è guadagnata la copertina di 'Science Translational Medicine', emerge che potrebbe essere riutilizzato anche come antidoto poco costoso contro il veleno del cobra.  Questa scoperta "potrebbe ridurre drasticamente le terribili ferite da necrosi causate dai morsi di cobra e potrebbe anche rallentare il veleno, il che potrebbe migliorare i tassi di sopravvivenza", argomenta l'autore corrispondente dello studio Greg Neely, del Charles Perkins Centre e della Facoltà di Scienze dell'università di Sydney. Utilizzando la tecnologia di editing genetico Crispr per trovare i geni umani di cui il veleno di cobra ha bisogno per causare la necrosi e identificare i modi per bloccarlo, il team composto da esperti provenienti da Australia, Canada, Costa Rica e Regno Unito ha concentrato la sua attenzione sull'eparina e su farmaci correlati, e ha dimostrato di poter fermare la necrosi causata dal morso. "L'eparina è onnipresente ed è un medicinale essenziale elencato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)", fa notare l'autore principale, Tian Du, anche lui dell'università di Sydney. "Dopo test positivi sull'uomo, potrebbe essere distribuito relativamente in fretta e diventare un farmaco economico, sicuro ed efficace per il trattamento dei morsi di cobra". Quello che hanno scoperto gli scienziati è che uno degli obiettivi richiesti dal veleno sono gli enzimi necessari per produrre le molecole correlate eparan ed eparina, che sono prodotte da molte cellule umane e animali. L'eparan si trova sulla superficie cellulare e l'eparina viene rilasciata durante una risposta immunitaria. Il veleno può legarsi a entrambi. I farmaci eparinoidi agiscono come 'esca': inondando il sito del morso con molecole eparinoidi, l'antidoto può legarsi e neutralizzare le tossine presenti nel veleno che causano danni ai tessuti.  "I morsi di serpente restano le più letali tra le malattie tropicali trascurate, e il loro impatto ricade in modo schiacciante sulle comunità rurali dei Paesi a basso e medio reddito – commenta Nicholas Casewell, Liverpool School of Tropical Medicine – I nostri risultati sono entusiasmanti perché gli attuali antiveleni sono ampiamente inefficaci contro l'avvelenamento locale grave, che comporta un doloroso gonfiore progressivo, vesciche, necrosi dei tessuti attorno al sito del morso. Ciò può portare alla perdita della funzionalità dell'arto, all'amputazione e alla disabilità permanente".  L'Oms ha identificato il morso di serpente come una priorità nel suo programma per affrontare le malattie tropicali neglette e ha annunciato l'obiettivo ambizioso di ridurre della metà il peso globale del morso di serpente entro il 2030. "Quel traguardo è ormai a soli 5 anni di distanza – conclude Neely – Ci auguriamo che il nuovo antidoto al cobra che abbiamo scoperto possa contribuire alla lotta globale per ridurre la mortalità e le lesioni da morso di serpente in alcune delle comunità più povere del mondo". —[email protected] (Web Info)

Salute: difetti visivi, lenti Icl soluzione innovativa quando laser sconsigliato

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(Adnkronos) – Rappresentano una svolta nel trattamento dei difetti visivi, con oltre tre milioni di impianti effettuati e un tasso di soddisfazione dei pazienti superiore al 99%. Sono le lenti fachiche o Icl (Implantable Collamer Lens) che, inserite tra il cristallino e la pupilla, permettono di eliminare l'uso di lenti a contatto e occhiali anche quando la chirurgia laser è sconsigliata. Nei casi in cui l’occhio non è idoneo alla chirurgia laser – spiega una nota – le Icl offrono un’alternativa efficace, consentendo la correzione della miopia fino a 20 diottrie e dell’ipermetropia fino a 10 diottrie, anche in presenza di astigmatismo elevato. “L’utilizzo delle lenti fachiche in camera posteriore, o Icl, permette di correggere difetti visivi come l’ipermetropia e l’astigmatismo – spiega Luigi Conti, medico oculista presso il Centro San Paolo Vision Care di Napoli – Con questa procedura si possono correggere tutti i gradi di miopia, dalle lievi alle moderate, in particolare quelle elevate. Inoltre, rappresentano una valida alternativa al laser quando questo non può garantire la correzione prevista. È fondamentale che il paziente segua un percorso diagnostico in cui vengono evidenziati quelli che sono i dati oculari biometrici al fine di ottimizzare il risultato”. Grazie a un rapido intervento, della durata di pochi minuti, e svolto sotto anestesia locale, è possibile impiantare le lenti Icl e ottenere immediatamente una visione tra i 9 e i 12 decimi, con un effetto praticamente istantaneo. Questa procedura è di tipo ‘additivo’, poiché non comporta la rimozione di tessuto come avviene con la chirurgia laser. “La lente – precisa Conti – viene inserita all’interno dell’occhio attraverso una piccola apertura corneale, dietro all’iride e davanti al cristallino e, per il suo materiale, garantisce un’alta qualità visiva. La sicurezza di questa lente è assolutamente elevata e comprovata”. Dopo l’intervento i pazienti registrano un miglioramento della vista già dal primo giorno. “I vantaggi dell’impianto Icl – sottolinea Conte – possono essere riassunti fondamentalmente in: alta qualità visiva, eccellenti e immediati risultati post-operatori, ridotto rischio di indurre la sindrome da ‘occhio secco’ poiché la procedura non agisce sulla cornea e reversibilità dell’intervento". Le lenti Icl vengono prodotte negli Stati uniti e sono riconosciute e approvate dal principale istituto regolatorio mondiale, la Food and drug administration (Fda). —[email protected] (Web Info)

Trump in ospedale dopo l’attentato, il video inedito

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(Adnkronos) – “Cammina! Cammina!”. Il video che documenta l’ingresso di Donald Trump in ospedale a Butler, dopo l’attentato subito sabato scorso, rimbalza sui social. Le auto dei servizi segreti si fermano davanti all’ingresso mentre i pazienti, dall’interno della struttura, osservano la scena con i cellulari accesi.  C’è chi è in ansia per le condizioni di Trump, ferito all’orecchio, e chi tira un sospiro di sollievo quando vede l’ex presidente scendere da solo dall’auto: “He’s walking, he’s walking”. “Sta camminando, sta camminando”. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Logistica: Alis, a Manduria confronto con imprese e istituzioni

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(Adnkronos) – “Anche quest’anno ALIS ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder nella splendida cornice della Masseria Li Reni a Manduria per l’evento 'L’Italia protagonista dello sviluppo euro-mediterraneo', che ha rappresentato un’occasione per confrontarci su temi legati a logistica, economia, occupazione e sostenibilità e per fare il punto su quanto sta accadendo nel mondo, in Europa ed in Italia in un periodo storico decisamente complesso. Abbiamo ricordato in particolare che il nostro Paese ha uno straordinario patrimonio di innovazione, creatività e tradizione e ha un enorme potenziale anche grazie alla capacità di eccellere in settori chiave come il trasporto e la logistica, che valgono circa il 10% del PIL nazionale, e il turismo, con la Puglia come esempio di forte competitività”. Lo ha sottolineato il Presidente di Alis Guido Grimaldi aprendo i lavori dell’evento a Masseria Li Reni, dopo i saluti del Sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro. "Rispetto alla crescita competitiva del nostro Paese intervengono tuttavia alcuni fattori che rappresentano seri ostacoli, tra cui la iper-tassazione derivante dalle normative europee in materia di sostenibilità. La presenza del Viceministro all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica Vannia Gava – ha aggiunto il Presidente Grimaldi – ci ha fornito l’occasione per ribadire anche qui a Manduria che il grande lavoro svolto dai nostri associati nel trasporto sostenibile rischia infatti di essere fortemente compromesso da alcune scelte compiute dall’Europa e, in particolare, dalle normative ETS e Fuel EU Maritime che dall’inizio del 2024 stanno tassando e tasseranno il settore marittimo a danno di cittadini e imprese. Si stima che l’ETS avrà un impatto economico sul naviglio a livello europeo pari a oltre 3 miliardi di euro nel 2024 ed oltre 7 miliardi di euro a partire dal 2026 (quando l’applicazione sarà al 100%), mentre il Fuel EU Maritime, che richiede l’utilizzo di bio-carburanti non ancora disponibili e penalizzerà ancor di più il settore marittimo ed in particolare le navi Ro-Ro e Ro-Pax impiegate nei servizi di Autostrade del Mare e di cabotaggio insulare, avrà un impatto economico a livello europeo pari ad oltre 1,5 miliardi di euro dal 2025 (quinquennio 2025-2030) e pari ad oltre 65 miliardi di euro al 2050, in quanto saranno necessari gli e-fuels da energie totalmente rinnovabili".  "Riteniamo quindi fondamentale – ha aggiunto – porre la dovuta attenzione sul futuro utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dall’ETS affinché siano destinate interamente al trasporto marittimo, ed in particolare alle Autostrade del Mare, attraverso incentivi virtuosi da almeno 100 milioni di euro annui per l’intermodalità marittima, aumentando quindi la dotazione del Sea Modal Shift, specialmente ora che tale settore è fortemente penalizzato nonché maggiori investimenti in formazione, ricerca e sviluppo per creare le nuove competenze richieste dal settore ed incentivare la transizione energetica e la produzione dei carburanti green da utilizzare nel settore". Alcuni di questi importanti temi correlati al ritorno competitivo delle imprese europee sullo scenario globale, insieme alla transizione energetica, allo sviluppo sostenibile, al potenziamento dei sistemi di formazione e alle dinamiche occupazionali sono stati oggetto dei successivi momenti di confronto dell’evento di ALIS ed affrontati nella relazione introduttiva del Presidente Guido Grimaldi, che ha sottolineato: “ALIS, con i suoi 2300 soci, 261.000 lavoratori e 87 miliardi di euro di fatturato, è in prima linea anche per ridurre il divario esistente tra Nord e Sud che oggi è ancora di 21 punti percentuale, nonostante un consistente aumento del tasso di occupazione nel Mezzogiorno, ed è quindi anche nostro compito cercare di ulteriormente i territori e la cultura del Mezzogiorno, tenuto anche conto che al Sud è prodotto il 24% del PIL turistico nazionale, creare maggiori prospettive lavorative e trattenere i nostri giovani talenti”. Nel corso dell’evento si sono infatti svolti il panel “Le sfide di porti ed imprese del trasporto sostenibile tra PNRR e normative europee”, moderato da Antonio Errigo, in cui si sono confrontati Andrea Annunziata (Presidente AdSP Mar Tirreno Centrale), Domenico De Rosa (Amministratore Delegato SMET), Luigi D’Auria (Amministratore Delegato Trans Italia), Pino Musolino (Presidente AdSP Mar Tirreno Centro-Settentrionale) e Sergio Prete (Presidente AdSP Mar Ionio), ed il panel “L’Italia al centro del Mediterraneo: le nuove prospettive dello sviluppo economico”, moderato dal padrone di casa Bruno Vespa con gli interventi di Vannia Gava (Viceministro all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica), Marcello Di Caterina (Direttore Generale Alis), Silvio Busico (Presidente Rete nazionale ITS per la mobilità sostenibile) e Felice Simonetti (Responsabile Sustainable B2B ENI). Successivamente è stato presentato, con un emozionante video e con le toccanti parole del Sindaco di Maruggio Alfredo Longo, il progetto “Invictus Camp”, primo campo di terapia ricreativa nel Sud Italia che sta per essere realizzato proprio nel territorio pugliese. L’evento di Alis si è poi chiuso con l’intervista doppia di Bruno Vespa a due grandi protagonisti della blue economy, che hanno evidenziato ulteriormente il ruolo cruciale che l’Italia può e deve svolgere nel contesto internazionale e nella crescita sostenibile per tutti: l’Ammiraglio Nicola Carlone (Comandante Generale Capitanerie di Porto-Guardia Costiera), per il quale “abbiamo una forte responsabilità nel supportare l’armamento e la logistica cercando anche di velocizzare i traffici migliorando e digitalizzando i sistemi di comunicazione”, ed Emanuele Grimaldi (Presidente International Chamber of Shipping e AD Gruppo Grimaldi), recentemente definito “Ambasciatore Green” dal Time, il magazine d’informazione più famoso al mondo, che ha sottolineato “Ci vorrebbe un maggiore sforzo da parte delle istituzioni europee nel dare il buon esempio, anche in termini di sostenibilità, attraverso normative migliori a livello globale e anche attraverso un concreto aiuto a quei Paesi che sono in difficoltà a sviluppare nuovi carburanti e nuove tecnologie”. —[email protected] (Web Info)

Dengue, in Italia 283 casi da inizio anno: tutti importati

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(Adnkronos) – Sono 283 i casi confermati di Dengue segnalati all'Istituto superiore di sanità nel 2024. Tutti sono stati contratti durante viaggi all'estero, la maggior parte in Brasile e alle Maldive. Lo riporta l'ultimo bollettino dell'Iss sulle arbovirosi, aggiornato per il virus Dengue all'8 luglio. Rispetto alla rilevazione precedente (259 casi da inizio anno al 10 giugno), si contano 24 nuove infezioni in 1 mese.  Quasi la metà dei casi Dengue registrati nel 2024 in Italia si concentrano fra Veneto (49), Lazio (48) e Lombardia (43). Dei 283 infettati, metà sono maschi e metà femmine, età mediana 42 anni. Al momento non sono stati riportati decessi. In Italia "nel primo semestre 2024 il numero di casi confermati da virus Dengue è aumentato di oltre 5 volte rispetto allo stesso periodo del 2023. Un aumento coerente con la diffusione della trasmissione del virus negli ultimi anni a livello globale", sottolinea l'Istituto superiore di sanità. Dal 1 gennaio all'11 luglio 2024 – emerge inoltre dal bollettino Iss – al sistema di sorveglianza nazionale risultano anche 4 casi confermati di Zika virus (di importazione); 5 casi confermati di Chikungunya (di importazione); 20 casi confermati di infezione neuro-invasiva-Tbe (autoctoni e concentrati soprattutto in Veneto, con zero decessi); 12 casi confermati di infezione neuro-invasiva da Toscana virus (autoctoni e concentrati soprattutto in Emilia Romagna, con zero decessi).  Rispetto al bollettino precedente di un mese fa, sono stabili le infezioni Zika, mentre si registrano 1 caso in più di Chikungunya, 8 in più di infezione neuro-invasiva da Tbe e 10 in più di infezione neuro-invasiva da Toscana virus. —[email protected] (Web Info)

Omicidio Michelle Causo, la madre: “Sentenza le dà un po’ di giustizia” – Video

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(Adnkronos) – "Oggi con questa sentenza riusciamo un pochino a dare giustizia a Michelle". Così la mamma di Michelle Causo dopo che il killer di sua figlia è stato condannato a 20 anni dal tribunale dei minori di Roma. "È la prima volta che un minore prende 20 anni, ma se li merita tutti – ha scandito la donna – . Adesso andiamo avanti, ho un altro figlio e mi dovrò dedicare completamente a lui”.  —[email protected] (Web Info)

Omicidio Michelle Causo, l’imputato condannato a 20 anni

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(Adnkronos) – Il tribunale dei minori di Roma ha condannato a 20 anni di carcere il giovane di origini cingalesi che il 28 giugno dello scorso anno uccise Michelle Causo, la 17enne lasciata poi cadavere su un carrello della spesa in zona Primavalle. Nel procedimento, svolto con rito abbreviato, il pm aveva chiesto il massimo possibile della pena per il rito abbreviato, 20 anni. Il giovane, diventato da poco maggiorenne, collegato in videoconferenza dal carcere di Treviso, prima della camera di consiglio ha chiesto perdono ai genitori.  
“Sono consapevole di aver commesso un reato gravissimo e voglio pagare per quello che ho fatto, ma non ho premeditato l’omicidio”, ha detto. Per il giovane le accuse sono omicidio aggravato dalla premeditazione, occultamento e vilipendio di cadavere. In aula erano presenti il padre e la madre della vittima assistiti dall’avvocato Antonio Nebuloso e Claudia Di Brigida.  “Venti anni è un record assoluto, il massimo possibile che poteva arrivare da questo tribunale”, hanno detto i genitori uscendo dal tribunale. Il ragazzo imputato, dopo una perizia psichiatrica disposta dal tribunale, è stato ritenuto capace di intendere e volere. Il corpo senza vita della 17enne venne scoperto all'interno di un carrello della spesa accanto ai cassonetti. La macabra scoperta venne fatta dopo la chiamata alle forze dell'ordine di un passante che aveva raccontato di aver visto un ragazzo trascinare un carrello dal quale gocciolava sangue. Dalle indagini emerse che la ragazza era stata colpita da diverse coltellate e per l'omicidio è stato arrestato il 17enne cingalese, reo confesso, che conosceva la vittima. —[email protected] (Web Info)

Roma, incendio a Casal Lumbroso: evacuati i residenti. Pioggia di cenere fino in centro. Il Campidoglio: “Tenete chiuse le finestre”

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(Adnkronos) – Due incendi sono scoppiati oggi, 17 luglio, a Roma. Il primo nella zona di Casal Lumbroso nel quadrante Ovest della Capitale. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco che stanno spegnendo le fiamme. Il rogo partito da alcune sterpaglie, lambisce alcune abitazioni che sono state evacuate.  Un'alta colonna di fumo visibile a distanza si leva dal rogo di legname e sterpaglie. La nube è visibile anche nel vicino parco acquatico e pulviscolo di cenere e l'odore acre ha raggiunto persino il centro della Capitale.  Sul posto oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri la polizia anche e gli agenti della polizia di Roma Capitale che hanno chiuso al traffico via di Casale Lumbroso per vicolo di Casale Lumbroso. Il secondo rogo è scoppiato nel quadrante Est di Roma, in via Di Scheda. Anche qui sono al lavoro gli uomini dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme, e la polizia.  Impegnata su entrambi i fronti la Protezione Civile di Roma. ''Abbiamo un incendio importante in zona Casal Lumbroso e un altro sempre importante a Tor Vergata. Siamo impegnati con squadre della Protezione civile'', dice all'Adnkronos il direttore della Protezione civile di Roma Giuseppe Napolitano sui due incendi che sono divampati in alcune zone di Roma. Una situazione che sta portando anche ''nel centro della città un odore di bruciato e frammenti di cenere dal cielo. Stimiamo che si tratti della colonna di fumo che parte da Casal Lumbroso''.  ''In questo momento l'unico consiglio è quello di chiudere le finestre in presenza di fumo maleodorante e di non mettere in funzione condizionatori che non abbiano i filtri all'interno, dove invece la situazione è più complicata bisogna anche bloccare i filtri all'interno. In via precauzionale per le zone in prossimità dell'incendio abbiamo attivato Arpa regionale che è andata a posizionare un campionatore''.  —[email protected] (Web Info)

Sanpellegrino, nuovo Collegamento Intermodale per trasporto da Scarperia fino a porto Livorno

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(Adnkronos) – Nasce il nuovo Collegamento Intermodale tra l’Interporto della Toscana Centrale e il Terminal Darsena Toscana che sarà, da subito, utilizzato per il trasporto di acqua minerale dal sito produttivo di Acqua Panna a Scarperia, in provincia di Firenze, fino al porto di Livorno. Il nuovo collegamento ferroviario è stato inaugurato oggi alla presenza di Antonio Napolitano, Amministratore Delegato dell’Interporto della Toscana Centrale, Simona Mascia, International Supply Chain Manager del Gruppo Sanpellegrino, Gianluca Cornelli, Amministratore Delegato di Logistica Uno e Paolo Montanari, Direttore Generale di Logtainer e Francesco Querci, Presidente dell’Interporto della Toscana Centrale. Hanno partecipato alla cerimonia del taglio del nastro anche Stefano Baccelli, Assessore alle Infrastrutture, alla mobilità e al governo del territorio della Regione Toscana, Ilaria Bugetti, Sindaca del Comune di Prato e Marcello Gozzi, Direttore di Confindustria Toscana Nord. Logistica Uno e il Gruppo Sanpellegrino, hanno siglato un accordo per ottimizzare la riduzione delle emissioni di CO2 nel trasporto di Acqua Panna dallo stabilimento di Scarperia (Fi), al porto di Livorno. Il progetto, che rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità ambientale, è stato realizzato anche grazie al contributo dell'Interporto di Prato e Logtainer che ha recentemente avviato un nuovo servizio ferroviario per il trasporto merci, collegando l’Interporto della Toscana Centrale di Prato con il Terminal Darsena Toscana di Livorno. La nuova tratta ferroviaria movimenterà nella fase iniziale 25 container con cadenza settimanale e, grazie ai suoi 500 metri di lunghezza, sarà in grado di sostituire l'equivalente di 1.500 camion all'anno con una riduzione del 12% delle emissioni di CO2 sulla tratta Scarperia-Livorno. Questo comporterà significativi benefici ambientali e una riduzione del traffico, in particolare sulla congestionata arteria Fi-Pi-Li. L'obiettivo a lungo termine è incrementare il servizio a pieno regime fino a tre treni completi settimanali, che corrispondono a circa 75 container con una riduzione del 36% delle emissioni di CO2, creando così un collegamento più efficiente e fruibile per il distretto della Toscana Centrale. Questa ambiziosa iniziativa non solo contribuirà alla diminuzione delle emissioni di CO2, ma ridurrà anche il numero di camion sulle strade, migliorando la qualità dell'aria e la sicurezza stradale. L'acqua destinata principalmente agli Stati Uniti e ad altri mercati internazionali sarà trasportata in container su treno che potranno essere riutilizzati al rientro dal Porto di Livorno per l'importazione, ottimizzando ulteriormente la logistica. In questa iniziativa, Logistica Uno si conferma come azienda partner di Sanpellegrino, promotrice e coordinatrice di questo progetto innovativo. Questo nuovo collegamento ferroviario dimostra l'impegno delle aziende coinvolte verso l'innovazione e la sostenibilità nel settore della logistica, promuovendo soluzioni che migliorano l'efficienza e riducono l'impatto ambientale. Questa iniziativa evidenzia come la sinergia tra Logistica Uno, Interporto Toscana, Logtainer e Gruppo Sanpellegrino stia portando a soluzioni logistiche innovative e sostenibili, a beneficio dell'ambiente e dell'efficienza operativa. "Siamo lieti di essere la prima azienda a utilizzare il nuovo collegamento ferroviario intermodale con il porto di Livorno che ci consentirà di rendere la nostra rete logistica ancora più efficiente e sostenibile concorrendo ad abbattere ulteriormente le emissioni di carbonio. La sostenibilità accompagna da sempre le nostre scelte aziendali. Da anni siamo impegnati a rendere il trasporto della nostra acqua minerale sempre più sostenibile attraverso il miglioramento continuo delle performance logistiche e il trasporto intermodale risponde perfettamente a queste esigenze. Questo è possibile grazie alla collaborazione con le istituzioni, gli operatori logistici e le compagnie marittime", sottolinea Simona Mascia, International Supply Manager del Gruppo Sanpellegrino. "Un progetto che finalmente si concretizza e che vede protagonista l'interporto della Toscana Centrale spa. Uno sforzo che abbiamo voluto fare convintamente per dare un importante servizio alla Toscana e un contributo ancora più importante in termini di abbattimento di CO2", sottolinea con soddisfazione Antonio Napolitano, Amministratore Delegato di Interporto Toscana. "Per poter rendere questo progetto realtà abbiamo lavorato per mesi come un unico team – commenta Paolo Montanari, Direttore Generale di Logtainer – e siamo particolarmente orgogliosi di averne fatto parte. Questi progetti innovativi sono quelli dove vogliamo maggiormente investire e dove vediamo proiettato il nostro futuro, visto che ci consentono di offrire un servizio personalizzato ai clienti, ottimizzando le risorse disponibili e promuovendo con sempre maggior forza lo sviluppo sostenibile del trasporto". "Il lancio di questo nuovo collegamento ferroviario intermodale segna l’inizio di un nuovo servizio a basso impatto ambientale. Non si tratta solo di ridurre le emissioni di CO2, ma di ridefinire l'intera infrastruttura logistica della Toscana. Grazie alla sinergia con il Gruppo Sanpellegrino, Interporto Toscana Centrale e Logtainer, stiamo trasformando una visione green in una realtà tangibile. Stiamo costruendo un futuro dove efficienza operativa e rispetto per l'ambiente viaggiano sullo stesso binario", conclude Gianluca Cornelli, Amministratore Delegato di Logistica Uno. —[email protected] (Web Info)

Dieta mediterranea bio raddoppia testosterone e protegge spermatozoi

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(Adnkronos) – Più fertili mangiando bene. Seguire per almeno 3 mesi una dieta mediterranea biologica, povera di carboidrati e ricca di legumi, cereali integrali, verdure a foglia verde e altri ingredienti antiossidanti (spezie comprese), negli uomini raddoppia i livelli di testosterone e protegge il Dna degli spermatozoi. Nell'Italia delle culle vuote, lo dimostra per la prima volta uno studio guidato dall'Istituto di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), pubblicato lo scorso novembre su 'Current Research in Food Science' e presentato all'ultimo Congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia).  L'infertilità, un problema in crescita che colpisce il 15-20% delle coppie a livello globale, si combatte anche a tavola. Le sue cause possono essere diverse, dallo stile di vita ai fattori ambientali, dallo stress a condizioni socio-economiche sfavorevoli – ricorda Alessandro Palmieri, presidente della Sia e professore di Urologia all'università Federico II di Napol – e la dieta è cruciale: "Pratiche dietetiche scorrette, sovrappeso e obesità – spiega – possono infatti causare squilibri ormonali e modificare direttamente la funzione e la composizione molecolare degli spermatozoi". Inoltre "una dieta scorretta può accentuare gli effetti deleteri e pro-ossidanti dello stress e dell'inquinamento – aggiunge il presidente degli andrologi italiani – e causare la frammentazione del Dna negli spermatozoi, uno dei fattori alla base dell'infertilità maschile, che riduce notevolmente le probabilità di concepire naturalmente o attraverso procedure come l'inseminazione intrauterina e la fecondazione in vitro. Ridurre lo stress ossidativo è pertanto fondamentale per aumentare le possibilità di concepimento di una coppia".  Lo studio tricolore è il primo a quantificare l'effetto di una dieta antiossidante: "Ha verificato come la dieta mediterranea biologica possa contrastare l'effetto pro-ossidante degli inquinanti e avere benefici negli uomini con bassa fertilità, raddoppiando la secrezione di testosterone e riducendo del 47%", quindi dimezzando, "la presenza di spermatozoi con Dna frammentato".  Ma ecco come si è svolto lo studio targato Cnr e cosa ha concluso. Da novembre 2020 a ottobre 2021 – illustra la Sia – gli autori hanno seguito 50 uomini dai 35 ai 45 anni, normopeso, non fumatori e che non facevano consumo abituale di alcolici, senza malattie croniche o varicocele, che avevano deciso di seguire una dieta pre-concezionale. A tutti è stato assegnato un regime dietetico con precise linee guida nutrizionali: consumo per l'80% di alimenti biologici; assunzione quotidiana di cereali integrali e di alimenti a basso indice glicemico; eliminazione o riduzione dei latticini; consumo quotidiano di alimenti fermentati come yogurt o kefir e di frutti rossi; assunzione giornaliera di verdure a foglia verde e di frutta a guscio; consumo frequente di legumi, verdure crucifere, pesce azzurro e uova; eliminazione delle carni lavorate, dei prodotti confezionati e consumo di frutta non superiore ai 300 g al giorno; uso frequente di spezie come zenzero, curcuma, coriandolo, rosmarino, basilico, aglio, cipolla e prezzemolo. A un sottogruppo di 20 partecipanti sono state date anche istruzioni aggiuntive, per ridurre l'assunzione di carboidrati al 35% dell'apporto calorico giornaliero. I 50 uomini hanno seguito la dieta per 3 mesi, prima di sottoporsi a un test del testosterone e a un test di frammentazione del Dna spermatico.  "E' stato osservato che i soggetti, a 3 mesi dall'inizio della dieta – riassume Veronica Corsetti, prima autrice dello studio, biologa nutrizionista, ricercatore del Cnr e presidente dell'associazione Fertilelife – hanno registrato un aumento del 116% dei livelli di testosterone, che è più che raddoppiato passando da 3,2 nanogrammi/millilitro a 6,92 ng/ml. Contemporaneamente, il gruppo di uomini che ha aderito a una dieta con una riduzione dell'apporto di carboidrati e un aumento di antiossidanti, attraverso il consumo giornaliero di frutti rossi e un minimo di 3 porzioni di verdure fresche al giorno, ha riportato una riduzione nella percentuale di spermatozoi con Dna frammentato, che è scesa al 23,2% rispetto al 44,2% iniziale".  "Con questo studio – commenta Corsetti – siamo riusciti a dimostrare per la prima volta che gli uomini che aderiscono alla dieta mediterranea e riducono l'assunzione di carboidrati sperimentano una minore frammentazione del Dna spermatico e un aumento dei livelli di testosterone. Il contributo maschile alla fertilità di una coppia è fondamentale e i risultati di questo studio sottolineano l'importanza della variazione della dieta e dell'inclusione di alimenti biologici per raggiungere questo obiettivo". "E' indubbio che la dieta mediterranea sia universalmente riconosciuta come benefica per il mantenimento della salute generale e per ridurre l'incidenza delle principali malattie croniche", osserva Fabrizio Palumbo, dirigente medico presso l'Uoc di Urologia dell'ospedale Di Venere di Bari. "Questa dieta – descrive lo specialista – è caratterizzata da un elevato consumo di verdura, frutta, olio d'oliva, cereali, latticini e noci, con un apporto molto basso di carne rossa e un consumo moderato di pesce e vino. E' caratterizzata da un grande consumo di fibre che hanno un impatto positivo sul microbiota intestinale, portando a un miglioramento complessivo dell'infertilità maschile. Inoltre, gli acidi grassi insaturi e gli acidi grassi monoinsaturi nei cibi che ne fanno parte sono in grado di ridurre lo stress ossidativo e il colesterolo, prevenendo la frammentazione del Dna spermatico, con una conseguente migliore qualità degli spermatozoi. Infine, i polifenoli contenuti nella dieta mediterranea esercitano effetti antiossidanti che hanno proprietà antinfiammatorie e che prevengono l'agglutinazione spermatica che avviene quando gli spermatozoi aderiscono tra di loro formando dei veri e propri cumuli che ne impediscono il movimento". —[email protected] (Web Info)