(Adnkronos) – Si conclude con esito positivo il caso della ragazza disabile di 14 anni che rischiava di rimanere esclusa dal concerto dei Coldplay del prossimo 16 luglio allo stadio Olimpico di Roma. Dopo la denuncia del Codacons, infatti, a quanto apprende l’Adnkronos Live Nation si è attivata e ha trovato una soluzione al problema, offrendo alla madre un pass auto per il parcheggio disabili e due posti in tribuna Tevere per consentire ad entrambe di assistere all’evento. “Il Codacons, pur esprimendo soddisfazione per l’esito della vicenda, deve però smentire Live Nation e The Base, organizzatori dell’evento, che nelle scorse ore hanno diffuso informazioni non corrette alla stampa, affermando di non essere stati informati del problema”, spiega l’associazione dei consumatori. “E’ del tutto falso che gli organizzatori del concerto non fossero a conoscenza del caso – racconta il Codacons – In data 2 luglio 2024, infatti, la madre della ragazza ha inviato una formale comunicazione via mail a Live Nation (società che dal 2010 si è fusa a Ticketmaster) dove si chiedeva il cambio dei posti essendo sopravvenuta l’esigenza per la figlia di muoversi in sedia a rotelle. A tale mail Live Nation rispondeva con un messaggio in cui si informava che, per le richieste riservate ai disabili e relative al concerto dei Coldplay a Roma, i posti disponibili erano ‘terminati’”. “Non solo. In data 9 luglio 2024 il Codacons inviava formale diffida via pec sia a Live Nation, sia alla società The Base, invitandoli a trovare una soluzione urgente al problema, allegando il certificato medico della ragazza. Pertanto le affermazioni delle due società circa l’assenza di coinvolgimento nel caso appaiono del tutto errate e prive di fondamento, considerato che erano state informate due volte della questione: prima il 2 luglio, e poi il 9 luglio”, prosegue il Codacons. Che fa sapere inoltre come, dopo l’intervento dell’associazione, sia scattata “una gara di solidarietà tra i cittadini in possesso di biglietti per l’evento allo Stadio Olimpico”, molti dei quali hanno scritto al Codacons proponendo di regalare i propri ticket di ingresso alla ragazza e a sua madre. “Siamo lieti che Live Nation si sia attivata per trovare un posto alla ragazza disabile. Certo fa specie che ancora oggi i disabili per far valere i propri diritti siano costretti a denunciare pubblicamente disservizi e inefficienze, e che solo dopo l’intervento del Codacons e dei mass media i problemi vengano risolti in tempi rapidi”, conclude il presidente Carlo Rienzi. —[email protected] (Web Info)
Trump, la Nato e l’intenzione di ridurre la condivisione di intelligence
(Adnkronos) –
Se eletto alla Casa Bianca, Donald Trump vorrebbe ridurre la condivisione di informazioni di intelligence con i membri della Nato, ovvero con i Paesi europei che molto dipendono in tal senso dagli Stati Uniti. Il che avrebbe conseguenze gravi per la sicurezza, in particolare per il tentativo ucraino di respingere l'invasione russa. Lo scrive Politico citando tre funzionari europei e un alto funzionario della Nato a condizione di anonimato, secondo i quali la riduzione della condivisione di informazioni sensibili rientrerebbe in piano più ampio di Trump per ridurre il sostegno e la cooperazione degli Stati Uniti con l'Alleanza atlantica. Già durante il suo primo mandato presidenziale Trumo aveva messo più volte in discussione la Nato cercando di delegittimarne il ruolo. ''E' stata l'intelligence americana a convincere molti paesi della Nato che Putin era determinato a invadere l'Ucraina", ha detto un funzionario europeo a condizione di anonimato a Politico. "Alcuni Paesi non credevano che la Russia avesse le capacità per portare avanti una campagna militare di successo", ha aggiunto la fonte. Un portavoce della campagna di Trump contattato da Politico per un commento in merito si è limitato a citare un intervento del candidato repubblicano su TruthSocial secondo cui l'ex presidente "ripristinerà la pace e ricostruirà la forza e la deterrenza americana sulla scena mondiale". La riduzione della condivisione di informazioni di intelligence sotto un'eventuale futura Amministrazione Trump è stato argomento di discussione al summit della Nato a Washington, secondo i funzionari citati da Politico. Perché ridurre la condivisione di informazioni di intelligence da parte degli Stati Uniti potrebbe diminuire la capacità dell'Europa di resistere a un'invasione russa, qualora il presidente Vladimir Putin decidesse di espandere le operazioni militari nel continente oltre l'Ucraina, ha affermato un alto funzionario statunitense. Il presidente americano Joe Biden ha al contrario ampliato la quantità di informazioni sensibili che gli Stati Uniti condividono con gli alleati stranieri, in particolare quelle relative alla Russia. Non è chiaro, dicono i funzionari europei, se un eventuale Amministrazione Trump intenda tornare al precedente livello di condivisione di informazioni o ridurle ulteriormente. La condivisione di informazioni da parte di Washington con i propri alleati è stata utile, ad esempio, a prepararli a un potenziale attacco terroristico o per aiutare la Nato a rafforzarsi contro una minaccia militare immediata. In particolare, "la condivisione di informazioni di intelligence tra i membri della Nato e con Kiev è stata assolutamente fondamentale per contrastare l'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina, nonché per scoprire e ostacolare altre attività russe destabilizzanti in Europa e oltre", ha affermato John Brennan, ex direttore della Cia. "Un'interruzione o una significativa riduzione della condivisione di informazioni di intelligence degli Stati Uniti con gli alleati e i partner della Nato avrebbe un impatto negativo immediato, profondo e potenzialmente duraturo sugli interessi di sicurezza occidentali", ha aggiunto Brennan. Inoltre, come ha detto un funzionario europeo al vertice Nato, "la condivisione di informazioni è spesso a doppio senso" e potrebbe finire per danneggiare anche gli Usa. La decisione dell'Amministrazione Biden di aumentare la condivisione di informazioni di intelligence rientra anche in una strategia più ampia degli Stati Uniti volta a contrastare l'influenza e la potenza militare russa in aree del mondo tradizionalmente dominati dagli americani, compresi i paesi africani. Oltre che sui movimenti russi in Ucraina, quindi, negli ultimi anni l'intelligence statunitense ha fornito agli alleati informazioni vitali sulle partnership della Russia con l'Iran e la Corea del Nord, oltre che sull'uso da parte di Mosca della tecnologia militare cinese per supportare le sue operazioni. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Tragica fine per Benji Gregory, ex baby star di ‘Alf’ morto per colpo di calore in auto
(Adnkronos) –
Tragica fine per Benji Gregory, ex baby star della sitcom degli anni '80 "Alf". Il 46enne attore statunitense è stato trovato morto all'interno della sua auto, insieme al suo cane, un carlino di nome Hugs, nel parcheggio di una banca a Peoria, in Arizona. La macabra scoperta è stata fatta lo scorso 13 giugno, come ha rivelato solo ora il sito di gossip TMZ. La sorella dell'attore, Rebecca Hertzberg-Pfaffinger, ha confermato oggi al "New York Times" che Gregory e il suo cane sono stati trovati morti nel veicolo, dichiarando che la causa ufficiale del decesso è ancora in corso di accertamento da parte del medico legale della contea di Maricopa. Hertzberg-Pfaffinger ha anche pubblicato la notizia in un post su Facebook, affermando che la famiglia ritiene che Gregory si sia addormentato e sia "morto per un colpo di calore". Secondo quanto è stato ricostruito, l'attore si sarebbe recato in banca per depositare degli assegni e che poi si sarebbe accidentalmente addormentato mentre era seduto nella sua auto. A causa del caldo torrido dell'estate dell'Arizona, Gregory avrebbe avuto un colpo di calore fatale. La sorella Rebecca ha spiegato che il fratello in passato aveva lottato con problemi di salute mentale e gli erano stati diagnosticati depressione e disturbo bipolare; ha spiegato anche che ha combattuto con un grave disturbo del sonno che a volte lo teneva sveglio per giorni e giorni, facendolo addormentare in momenti inaspettati. Benji Gregory, che era nato il 26 maggio 1978 a Panorama City, in California, aveva interpretava Brian Tanner (1986-1992), il figlio più giovane della famiglia Tanner, nella popolare sitcom "Alf", che racconta le vicende di un alieno che vive con una famiglia di periferia. Gregory ha fatto diverse apparizioni in vari show televisivi durante gli anni '80 e i primi anni '90, tra cui "Storie incredibili", "Ai confini della realtà", "Disneyland", "Gli amici cercafamiglia", "Fantastic Max", "A-Team" e "T.J. Hooker". —[email protected] (Web Info)
Giacomo Bozzoli continua la fuga, il figlio di 9 anni sentito in procura
(Adnkronos) – Proseguono le indagini per rintracciare Giacomo Bozzoli, il 39enne in fuga dopo la condanna in via definitiva per l'omicidio dello zio Mario e la distruzione del suo cadavere nel forno della fonderia a Marcheno in provincia di Brescia l'8 ottobre 2015. Nella serata di ieri, a quanto apprende l'Adnkronos, il pm di Brescia ha ascoltato il figlio di Bozzoli, di nove anni. Il bimbo è stato accolto in procura, in audizione protetta con il supporto di psicologi forensi. Nessuna novità di rilievo, tuttavia, sembrerebbe emersa dal colloquio. —[email protected] (Web Info)
Welfare, Fava (Inps): “Quello generativo dovrà personalizzare prestazioni su esigenze ciclo vita”
(Adnkronos) – "Oggi le esigenze sono diverse e il welfare generativo dovrà personalizzare le prestazioni in relazione alle diverse esigenze di tutto il ciclo di vita delle persone. Istituiremo dei servizi efficaci, efficienti, utili e facili da utilizzare che possano accompagnare la persona durante il suo percorso di vita". A dirlo oggi Gabriele Fava, presidente Inps, intervenendo al nuovo appuntamento Adnkronos Q&A ‘La cura delle persone’, in corso al Palazzo dell’Informazione, in occasione della Giornata mondiale della popolazione. "Sarà importante una campagna di educazione previdenziale e fiscale perché i giovani da subito devono maturare la consapevolezza di quale sarà il loro futuro. La consapevolezza di sapere che c'è un partner di vita che ti accompagnerà per tutta la tua vita e oltre. Da subito devono maturare la consapevolezza di stare lontani dal lavoro nero, perché se introdurremo un'educazione previdenziale, ciò consentirà ai giovani di approcciarsi al mondo del lavoro in chiaro, imparando a governare la loro posizione contrattuale, previdenziale, pensionistica e naturalmente anche retributiva, perché tutto riguarda la posizione lavorativa dei dipendenti". "L'Inps fornisce – precisa – circa 440 prestazioni di servizi che saranno sempre più efficaci e più fruibili. Per fornire servizi migliori, più personalizzati, l'intelligenza artificiale, cioè la tecnologia in senso lato, sarà utile a questo punto di vista, ma non andrà a sostituire le persone". "Facendo una riflessione storica – sottolinea il presidente dell'Inps – non abbiamo mai visto un depauperamento dell'occupazione nel momento in cui venivano introdotte tecnologie, a partire dall'antico Pc o fax. Non si è mai registrata una carenza di occupazione direttamente collegata all'introduzione della tecnologia. In questo caso, la tecnologia ci servirà per dare dati certi, per velocizzare i servizi, perché la tecnologia è uno strumento da utilizzare, bisogna saperlo utilizzare bene, bisogna saperlo governare bene, sono algoritmi". "Gli algoritmi – afferma – serviranno su mansioni o attività ripetitive e questo consentirà di andare a valorizzare le risorse altamente professionali dell'Istituto in modo che si possano dedicare ad attività e a dossier complessi e questo di conseguenza consentirà di arrivare a dare risposte certe e immediate, quindi di accorciare i tempi; i servizi saranno così sicuramente migliori". "L'Inps è in salute e l'obiettivo è di avere un Istituto funzionante per i conti. Deve essere visto come il 'partner di vita' perché consentirà di rispondere a determinate progettualità dei genitori e dei figli, magari aiutando questi ultimi con la propria pensione, che deve essere una certezza. Quella dell'Inps è quasi la più grande banca dati al mondo, quindi è molto importante farne tesoro e tutelare al massimo queste quantità di dati, perché riguarda tutte le generazioni". —[email protected] (Web Info)
Welfare, Bellucci: “In Italia situazione difficile, il tasso natalità è in calo e la speranza vita più lunga”
(Adnkronos) – "In Italia siamo in una situazione particolarmente difficile, abbiamo un tasso di natalità che costantemente scende sotto i 400mila nati, abbiamo quello che viene definito l'inverno demografico, che non è una notizia di questi anni, è un andamento che va avanti da 20 anni, 30 anni, insomma costantemente andiamo a diminuire. Abbiamo anche una speranza di vita sempre più lunga. Noi siamo il primo paese in Europa per numero di anziani, il secondo al mondo dopo il Giappone, abbiamo 14 milioni di abitanti attualmente, nel 2050 arriveremo dal 24 al 34%. E questa è una bellissima cosa, perché vuol dire che in Italia si vive di più. Siamo arrivati straordinariamente a 22mila anziani. Siamo centenari, che è un numero inimmaginabile 30 anni fa. Quindi questa è una bella cosa, ma è anche vero che le politiche di welfare devono essere all'altezza di questo fenomeno e negli ultimi 20 anni non lo è stata". A dirlo oggi Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo all'appuntamento Adnkronos Q&A ‘La cura delle persone’, in corso al Palazzo dell’Informazione, in occasione della Giornata mondiale della popolazione. "In Italia siamo in una situazione particolarmente difficile, abbiamo un tasso di natalità che costantemente scende sotto i 400mila nati, abbiamo quello che viene definito l'inverno demografico, che non è una notizia di questi anni, è un andamento che va avanti da 20 anni, 30 anni, insomma costantemente andiamo a diminuire. Abbiamo anche una speranza di vita sempre più lunga. Noi siamo il primo paese in Europa per numero di anziani, il secondo al mondo dopo il Giappone, abbiamo 14 milioni di abitanti attualmente, nel 2050 arriveremo dal 24 al 34%. E questa è una bellissima cosa, perché vuol dire che in Italia si vive di più. Siamo arrivati straordinariamente a 22mila anziani. Siamo centenari, che è un numero inimmaginabile 30 anni fa. Quindi questa è una bella cosa, ma è anche vero che le politiche di welfare devono essere all'altezza di questo fenomeno e negli ultimi 20 anni non lo è stata". "L'Italia non ha mai varato una legge in favore della terza età, ma l'ha fatto il governo Meloni. In 150 giorni abbiamo approvato il disegno di legge delega e in un anno abbiamo approvato il decreto attuativo. E stiamo lavorando a tutti i decreti ministeriali, le linee guida e tutte le attività che sono fondamentali. Per fare che cosa? Per preoccuparci anche delle politiche di prevenzione, delle politiche attive. Perché noi abbiamo la necessità di andare a sostenere dei piani di esistenza, oltre che di assistenza". "Quando diciamo – afferma – che la speranza della vita è aumentata fino a 100 anni, diciamo che abbiamo oltre 30 anni, dai 65 fino ai 100, che sono uno spazio di tempo che va pensato, immaginato in maniera nuova, come mai prima di oggi. I piani di lavoro e di promozione delle politiche attive sono tantissimi. Bisogna immaginare un futuro che sia capace di eliminare, nel miglior modo possibile, i rischi, di portare sicurezza, salute e benessere nei contesti di lavoro e quindi di promuovere anche la presenza all'interno dei contesti di lavoro". "Abbiamo poi – sottolinea Bellucci – la questione della rigenerazione urbana. Abbiamo 300 miliardi di patrimoni immobiliari non utilizzati in Italia. Abbiamo la necessità di creare dei contesti che siano, a misura anche democratica, a misura di persone anziane, con rapporti intergenerazionali". —[email protected] (Web Info)
Ucraina e Nato, Russia: “Minaccia inaccettabile, Kiev deve sparire”
(Adnkronos) –
''La Nato è pienamente coinvolta nel conflitto in Ucraina''. E l'ingresso di Kiev nell'Alleanza Atlantica è "una minaccia inaccettabile". Le news che arrivano da Washington, dove è in corsa il vertice Nato, scuoto la Russia e provocano la stizzita reazione del Cremlino, che tuona attraverso le parole del portavoce Dmitry Peskov. A Washington, il processo di ammissione dell'Ucraina viene definito "irreversibile" mentre i membri dell'Alleanza varano un piano strutturale di aiuti a Kiev.
Per Peskov, la Nato ha confermato ''molto chiaramente'' di essere una alleanza conflittuale. "L'Alleanza Atlantica ha confermato ancora una volta in modo molto chiaro la sua essenza. Si tratta di un'alleanza creata in un'era di confronto con l'obiettivo di mantenere il confronto. Le tensioni si stanno intensificando nel continente europeo", dice il portavoce di Vladimir Putin. Per Mosca, è una ''minaccia inaccettabile per la sicurezza della Russia l'espansione della Nato in Ucraina'', ovvero ''l'adesione definitiva dell'Ucraina nella Nato'', come annunciato al vertice di Washington. ''Fin dall'inizio abbiamo affermato che l'espansione della Nato nel territorio dell'Ucraina rappresenta una minaccia inaccettabile per noi, per la nostra esistenza, per la nostra sicurezza. Ora vediamo che la Nato sta adottando un documento in cui si afferma che l'Ucraina aderirà definitivamente alla Nato'', afferma Peskov. Dato che ''questo rappresenta una minaccia molto seria per la sicurezza nazionale del nostro Paese'', Peskov sostiene che ''ciò ci obbliga ad analizzare molto profondamente le decisioni prese'' al summit della Nato, ''ad analizzare molto attentamente il testo della dichiarazione adottata''. Per Peskov ''tutto ciò ci richiederà una riflessione, misure di risposta efficaci e coordinate per contenere la Nato''. Non mancano le parole del vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev che, fedele al tono usato abitualmente, sostiene che la Russia deve ''fare di tutto'' per ''far scomparire l'Ucraina'', la Nato, o ''entrambe''. "La conclusione è ovvia – dice -. Dobbiamo fare di tutto affinché il 'percorso irreversibile' dell'Ucraina verso la Nato si concluda con la scomparsa dell'Ucraina o con la scomparsa della Nato. O ancora meglio, con la scomparsa di entrambe".
Per la Russia, ''dalla dichiarazione finale adottata al vertice della Nato'' emerge che ''gli avversari della Russia in Europa e negli Stati Uniti non sono sostenitori della pace e del dialogo sull'Ucraina''. Il riferimento è anche al dispiegamento di missili americani a lungo raggio in Germania rappresentano "una minaccia, risponderemo", fa eco il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Citato da Ria Novosti, a margine del forum parlamentare dei Brics in corso a San Pietroburgo, il numero due della diplomazia di Mosca ha affermato: "La natura della nostra reazione sarà determinata in modo calmo e professionale… Senza nervi, senza emozioni, svilupperemo, prima di tutto, una risposta militare a questa nuova minaccia". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Epatite C, Oms prequalifica il primo test fai-da-te
(Adnkronos) – L'Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato il primo test fai-da-te per il virus dell'epatite C (Hcv), un esame che "può fornire un supporto fondamentale per allargare l'accesso ai test e alla diagnosi, accelerando gli sforzi globali per eliminare l'epatite C", spiega l'Oms. L'autotest OraQuick Hcv, prodotto dalla statunitense OraSure Technologies, è l'estensione di un test rapido al quale l'agenzia ginevrina ha concesso nel 2017 la pequalificazione per l'uso professionale. La versione fai-da-te, "progettata specificatamente per l'utilizzo da parte di utenti comuni", non operatori sanitari, "fornisce un kit unico contenente i componenti necessari per eseguire l'autotest". "Ogni giorno 3.500 persone muoiono a causa dell'epatite virale – afferma Meg Doherty, direttrice dell'Oms per il Dipartimento Programmi globali contro Hiv, epatite e infezioni sessualmente trasmesse – Dei 50 milioni che vivono con l'epatite C, entro fine 2022 solo il 36% era stato diagnosticato e appena il 20% aveva ricevuto un trattamento curativo. L'aggiunta di questo prodotto all'elenco di prequalificazione dell'Oms offre un modo sicuro ed efficace per ampliare i servizi di test e di trattamento dell'Hcv, garantendo che più persone ricevano la diagnosi e le cure di cui hanno bisogno, quindi contribuendo all'obiettivo globale di eliminare il virus dell'epatite C". "La disponibilità di un autotest per l'Hcv prequalificato dall'Oms – evidenzia Rogério Gaspar, direttore del Dipartimento di Regolazione e Prequalificazione dell'agenzia delle Nazioni Unite per salute – permette ai Paesi a basso e medio reddito di accedere a opzioni di autotest sicure e convenienti, essenziali per raggiungere l'obiettivo di diagnosticare l'infezione da virus dell'epatite C al 90% delle persone" che l'hanno contratta. —[email protected] (Web Info)
Iarc: “Il talco probabile è cancerogeno”
(Adnkronos) – Il talco è un "probabile cancerogeno per l'uomo", inserito nel gruppo 2A della classificazione della Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il gruppo 2A – lo stesso, ad esempio, di carni rosse, steroidi ed emissioni da fritture ad alte temperature – è "il secondo livello più alto di certezza che una sostanza possa provocare tumori", chiarisce la Iarc dell'Oms che ha comunicato le sue nuove valutazioni su talco e acrilonitrile. Analisi riassunte su 'The Lancet Oncology', e che nel 2025 saranno descritte all'interno del volume 136 delle 'Monografie Iarc'. Il talco è un minerale naturale che viene estratto in molte regioni del mondo, ricorda la Iarc. L'esposizione a questa sostanza può avvenire in ambito professionale (durante l'estrazione, la macinazione o la lavorazione del materiale, oppure durante la produzione di prodotti che lo contengono), così come nella popolazione generale attraverso cosmetici e polveri per il corpo, ma in misura minore anche tramite alimenti, farmaci e altri prodotti di consumo. La valutazione della Iarc, effettuata da un team di 29 esperti, si è concentrata sui talchi non contenenti amianto. Quelli che lo contengono restano nel gruppo 1, il più alto della classificazione ("cancerogeni per l'uomo"), mentre il talco in generale entra nel gruppo 2A, sostituendo le definizioni "talco non contenente amianto o fibre asbestiformi" e "uso perineale di baby-polveri a base di talco", precedentemente inserite nel gruppo 2B (quello dei "possibili cancerogeni per l'uomo"). "Dopo aver esaminato attentamente la letteratura scientifica disponibile – spiega l'agenzia – il gruppo di lavoro ha classificato il talco come probabilmente cancerogeno per l'uomo (gruppo 2A) sulla base di una combinazione di evidenze limitate per il cancro negli esseri umani (ovaie), sufficienti per il cancro negli animali da esperimento e forti prove meccanicistiche che il talco presenta caratteristiche chiave degli agenti cancerogeni nelle cellule primarie umane e nei sistemi sperimentali". La Iarc riporta che "numerosi studi hanno dimostrato costantemente un aumento dell'incidenza del cancro ovarico in chi auto-segnala l'uso di polveri per il corpo nella regione perineale. Sebbene la valutazione si sia concentrata sul talco non contenente amianto", l'agenzia precisa che "nella maggior parte degli studi non è stato possibile escludere la contaminazione del talco con amianto". Per questo, puntualizza, "non è stato possibile stabilire pienamente un ruolo causale per il talco" nell'associazione con i tumori. Quanto all'acrilonitrile, è stata classificata come "cancerogeno per l'uomo" (gruppo 1), sulla base di un "livello sufficiente di evidenze per il cancro ai polmoni", oltre a "prove limitate per il tumore della vescica". L'acrilonitrile è un composto organico volatile usato principalmente nella produzione di polimeri con vari utilizzi, che includono fibre per abbigliamento, tappeti e altri tessuti – elenca la Iarc dell'Oms – nonché plastica per prodotti di consumo, componenti automobilistici e costruzioni. L'esposizione professionale alla sostanza può verificarsi durante la produzione del composto e il suo impiego per ottenere polimeri. Ma l'acrilonitrile è presente anche nel fumo di sigaretta ed è questa – fumo passivo incluso – la via principale di esposizione per la popolazione generale. Un'altra è l'inquinamento atmosferico. —[email protected] (Web Info)
Inchiesta Liguria, Toti resta ai domiciliari: Riesame respinge istanza difesa
(Adnkronos) – Il tribunale del Riesame di Genova ha rigettato l'istanza di revoca dei domiciliari per il governatore Giovanni Toti arrestato lo scorso 7 maggio per corruzione in un'inchiesta che ha segnato un terremoto nelle regione ligure. Il difensore Stefano Savi aveva chiesto per Toti la revoca della misura o in subordine la conversione nell'obbligo di dimora ad Ameglia (dove si trova ai domiciliari) o di divieto di dimora a Genova. Richieste a cui la procura aveva dato parere negativo e ora arriva anche il no dei giudici. In uno dei passaggi dei giudici si legge che è nelle scelte tecniche che potrebbero favorire interessi di parte e non nell'attività strettamente politica che si "inserisce la persistente pericolosità di Toti, al quale – non a caso – viene contestato di avere scambiato utilità economiche con l'adozione di specifici provvedimenti amministrativi e non certo di avere adottato scelte 'politiche' nella sua veste di presidente della Regione". Il tribunale del Riesame ritiene pertanto corretto avere finora autorizzato Toti "a intrattenere plurimi incontri dalla schietta finalità 'politica', trattandosi di tracciare le linee strategiche di indirizzo della vita gestionale della Regione Liguria e non ravvisandosi alcun periculum cautelare nel doveroso svolgimento di tale attività" – che risponde al mandato popolare ricevuto dal governatore – ma per i giudici "ben altro è occuparsi delle concrete forme, e dei correlati contatti personali, con cui quegli obiettivi sul piano tecnico-amministrativo: un'attività che ben potrebbe protrarre ove la custodia domestica venisse sostituita". In tal senso – non potendosi applicare restrizioni a singole categorie -, spetterà ai magistrati titolari dell'inchiesta "vagliare di volta in volta le singole istanze di autorizzazione a incontri formulate nell'interesse di Toti e valutarne la portata squisitamente 'politica' e non anche tecnico-amministrativa: un settore operativo, quest'ultimo, nel cui alveo s'è detto che persiste la concreta probabilità che l'indagato reiteri condotte di analogo disvalore confidando nel malinteso senso di 'tutela del bene pubblico' cui ha ammesso di essersi ispirato all'epoca dei fatti nei rapporti che ha intrattenuto con Spinelli e Moncada e che, sulla scorta di un quadro gravemente indiziario nemmeno formalmente contestato, ad oggi risultano correttamente qualificati in termini di corruzione" si legge nel provvedimento dei giudici. I giudici replicano poi all'avvocato Stefano Savi che ravvisa come mantenere la misura cautelare "significherebbe, di fatto, 'indurlo' alle dimissioni" andando contro a quello che invece è stata la scelta degli elettori liguri, spiegando che "non si intravede nemmeno in filigrana l'indebita – e inconcepibile, perché decisamente extra ordinem – 'pressione' su Toti affinché, come adombrato dalla difesa, 'si decida' a rinunciare all'incarico istituzionale del quale è tuttora insignito". Nel provvedimento di circa 30 pagine a firma del presidente estensore Massimo Cusatti si ricorda che chi viene eletto non gode di uno "statuto speciale cautelare" e che le accuse mosse al governatore "non concernono un illecito di natura veniale, ma rappresentano un vulnus tra i più gravi che possano essere inferti al buon andamento dell'azione amministrativa, allo stesso rispetto della volontà popolare e ai diritti dei terzi". Ma ricordano anche come proprio la concessione di incontri politici concessi a Toti vadano nella direzione di tener fede al risultato espresso dalle ultime elezioni. —[email protected] (Web Info)









