(Adnkronos) –
Caldo sempre più feroce sull'Italia che si prepara a vivere altre giornate roventi in un quadro meteo estremo. Oggi, 11 luglio, saranno 7 le città della contrassegnate dal 'bollino rosso' – il livello di allerta 3, quello massimo – secondo il bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute. Sui 27 capoluoghi monitorati, giovedì 11 luglio appaiono in rosso Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma e Trieste. E venerdì 12 luglio si salirà a 11 città con allerta 3: Bologna, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste e Viterbo.
L'afa dovrebbe risparmiare solo Genova e Napoli, gli unici capoluoghi per cui oggi e domani è previsto bollino verde (livello di allerta 0). Sul resto d'Italia dominano il giallo (allerta 1) e l'arancione (allerta 2). L'Anticiclone africano, secondo i modelli, per almeno 10 giorni porterà a temperature con punte di 43° in Sicilia e Sardegna, 38° a Roma, 37° anche in Emilia Romagna con tantissima afa al Nord. L'allerta rossa, spiega il ministero della Salute, indica "condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Tanto più prolungata è l'ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute". Questi i consigli ai cittadini: "Consulta ogni giorno il bollettino della tua città; evita di esporti al caldo e al sole diretto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18): temperatura e umidità elevate possono provocare sintomi associati al caldo e ustioni; evita l'attività fisica intensa all'aria aperta durante gli orari più caldi della giornata; trascorri le ore più calde della giornata nella stanza più fresca della casa, bagnandoti spesso con acqua fresca; utilizza correttamente il condizionatore. Se hai solo il ventilatore, utilizzalo seguendo alcuni accorgimenti" elencati sul sito del ministero, nell'opuscolo 'Come migliorare il microclima delle abitazioni'. E poi "trascorri alcune ore in un luogo pubblico climatizzato, in particolare nelle ore più calde della giornata; assicura un adeguato ricambio di aria: la ventilazione naturale determina un miglior ricambio dell'aria rispetto alla ventilazione meccanica; indossa indumenti chiari, leggeri, in fibre naturali (per esempio cotone e lino), riparati la testa con un cappello leggero di colore chiaro e usa occhiali da sole; proteggi la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo". "Bevi liquidi – suggerisce inoltre il ministero della Salute – moderando l'assunzione di bevande gassate o zuccherate, tè e caffè. Evita bevande troppo fredde e bevande alcoliche; segui un'alimentazione leggera, preferendo la pasta e il pesce alla carne ed evitando cibi elaborati e piccanti; consuma molta verdura e frutta fresca. Fai attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (ad esempio latticini e carne), in quanto elevate temperature possono favorire la proliferazione di germi patogeni causa di disturbi gastroenterici". "Se assumi farmaci – è la raccomandazione – non sospendere autonomamente terapie in corso, ma consulta il tuo medico curante per eventuali adeguamenti della terapia farmacologica; fai attenzione alla corretta conservazione dei farmaci, tienili lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta e riponi in frigo quelli che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C". Ancora: "Se l'auto non è climatizzata, evita di metterti in viaggio nelle ore più calde della giornata (ore 11-18). Non dimenticare di portare con te sufficienti scorte di acqua in caso di code o file impreviste; non lasciare persone non autosufficienti, bambini e anziani, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole". Infine, "assicurati che le persone malate o costrette a letto non siano troppo coperte; offri assistenza a persone a maggiore rischio (ad esempio anziani che vivono da soli) e segnala ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Nelle persone anziane un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi), che può indicare un peggioramento dello stato di salute; in presenza di sintomi dei disturbi legati al caldo, contatta un medico". —[email protected] (Web Info)
Caldo sempre più feroce: oggi 7 città da bollino rosso e domani diventano 11
Salute: dieta mediterranea e omega-3 alleati anti-acne, lo studio
(Adnkronos) – Siamo quello che mangiamo: un aforisma filosofico, ma anche una verità scientifica sperimentabile letteralmente 'sulla pelle'. Lo suggerisce uno studio tedesco condotto su 60 persone con acne da lieve a moderata, da cui emerge che "seguire una dieta mediterranea e assumere integratori di acidi grassi omega-3 ha portato a riduzioni significative delle lesioni cutanee infiammatorie e non infiammatorie, nonché a una migliore qualità della pelle". La ricerca è pubblicata sul 'Journal of Cosmetic Dermatology'. In particolare, il lavoro indica che "all'inizio dello studio il 98,3% dei partecipanti presentava deficit di acidi grassi omega-3". Ma "in coloro che hanno raggiunto i livelli target di omega-3" durante il periodo di osservazione, "la gravità dell'acne è diminuita significativamente". "Gli interventi sullo stile di vita, comprese le raccomandazioni dietetiche, non dovrebbero essere considerati in opposizione alla prescrizione di farmaci, ma piuttosto come un prezioso complemento a qualsiasi moderno piano di trattamento dell'acne", afferma Anne Guertler dell'università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, autrice corrispondente dell'articolo. "Gli studi futuri dovrebbero fondarsi sulle basi gettate dai nostri attuali risultati", consiglia la ricercatrice, auspicando un disegno di trial "randomizzato e controllato verso placebo, per migliorare le raccomandazioni dietetiche ai pazienti affetti da acne". —[email protected] (Web Info)
Sanità: Asl Roma 3, al via progetto pilota Circe per la prevenzione pediatrica
(Adnkronos) – Prevenzione e promozione della salute dei piccoli cittadini alla Casa della Salute di Palidoro, con un'iniziativa che coinvolge gli studenti di 10 e 12 anni delle scuole di Fiumicino a partire da settembre. Oggi, presso la sede della Asl Roma 3 in via Casal Bernocchi 73, si è svolto l'incontro di lancio di un progetto pilota che porterà alla realizzazione di attività dedicate all'età pediatrica, "in una logica di Health Promotion Center". Un'iniziativa alla quale l'azienda sanitaria sta lavorando dopo essere stata scelta tra i siti di attuazione del progetto europeo Circe- Joint Action. "Circe è una Joint Action co-finanziata dalla Comunità europea, un'azione congiunta per l'incremento di buone pratiche cliniche nelle cure primarie attivate e trasferite da 4 Stati membri (Belgio, Portogallo, Slovenia e Spagna) in 42 siti di attuazione di 12 Stati membri con differenze strutturali, organizzative e istituzionali nei loro sistemi sanitari. La nostra Asl è stata selezionata per portare qui sul territorio il modello di Health Promotion Center operativo in diverse città in Slovenia", spiega Francesca Milito, direttore generale della Asl Roma 3. Un team della Asl Roma 3 composto da Antonio Fiore, direttore del reparto di Medicina dello sport, Elisabetta Zuchi, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, e Paolo Michelutti, project manager, ha visitato a maggio l'Hpc Ljubljana Moste-Polje, il più importante centro della città slovena dedicato agli adulti, e quello di Domžale, le cui attività sono invece rivolte alla popolazione giovanile, con l'obiettivo di apprendere e mutuare il modello sanitario proposto in loco. Dopo questa missione, a Casal Bernocchi è partita oggi la fase iniziale del progetto con la presentazione ai futuri attori (medici, infermieri e personale sanitario) e ai responsabili scolastici. "La prima tappa – ha detto Fiore – ci ha consentito di conoscere e di interagire con le figure professionali fondamentali del centro, di studiare la metodologia di lavoro e i protocolli applicati su cui si basa il funzionamento della struttura e la presa in carico del paziente. Il modello da replicare a Fiumicino è quello relativo al secondo centro visitato, che promuove iniziative e interventi che qui da noi riguarderanno i ragazzi di 10 e 12 anni. La figura centrale di questi Hpc è il pediatra, che ha il compito di svolgere le valutazioni cliniche e di coordinare tutti gli interventi effettuati dai componenti del team". La principale popolazione-target di questo tipo di centro di promozione della salute, ha aggiunto Zuchi, "è quella rappresentata da persone a rischio di obesità. I giovani affetti da obesità grave non sono dunque reclutati, ma indirizzati verso strutture sanitarie dedicate a questo tipo di patologie. I ragazzi inseriti nel programma sono di norma individuati dal pediatra di libera scelta, nell'ambito delle valutazioni antropometriche di routine, oppure dal team di medicina scolastica, composto da pediatra ed infermiere, nell'ambito delle campagne di promozione della salute. Il team alla Casa della salute di Palidoro, dove opererà l'équipe del Prevention center, coordinata dall'infermiere, sarà formata da: nutrizionista, psicologo, laureato in scienze motorie". Nelle scuole saranno svolti una serie di interventi educativi e formativi (seminari, workshop, open day), rivolti in primo luogo alle famiglie e al personale scolastico. "La nostra Asl, da sempre in prima linea nella promozione di iniziative a tutela della salute dei nostri ragazzi, ha sposato convintamente lo spirito di questo progetto. La promozione della salute in un contesto scolastico può prima di tutto migliorare la salute attuale dei più giovani, ma anche potenziarne il rendimento scolastico e sportivo e facilitarne l'approccio alla vita sociale", conclude la Dg Milito. —[email protected] (Web Info)
Sanità, da 300 ricoveri l’anno a quasi 100mila, i 60 anni del Policlinico Gemelli
(Adnkronos) – Da poco più di 300 ricoveri l'anno a quasi 100mila. Totale: "Milioni di persone curate in 60 anni di attività" del Policlinico Gemelli di Roma, che in occasione della ricorrenza ricorda il suo passato, festeggia il presente e guarda al futuro. Un compleanno celebrato al Quirinale, dove una delegazione di quella che oggi si chiama Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs è stata ricevuta in udienza dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'occasione per ricordare alcuni numeri che "rendono immediatamente il senso di questa storia prodigiosa", sottolineano dalla Fondazione. "Dai 304 ricoveri del 1964", anno in cui l''Ospedale dei Papi' è stato inaugurato il 10 luglio, "ai 99.564 nel 2023. Dai 471 bambini nati nel 1967, anno di apertura della sala parto, ai 4.358 nati al Gemelli nel 2023. Settanta erano i posti letto nei primi reparti funzionanti nel primo anno di attività", mentre "oggi sono attivi 1.611 posti letto". Nel suo lungo cammino il policlinico si è affermato come "il più grande centro oncologico in Italia per numero di pazienti curati (57.751 nel 2023). Numerosi e prestigiosi – evidenzia la Fondazione – i riconoscimenti ottenuti a livello mondiale. Il Gemelli per il quarto anno consecutivo si è confermato il 'migliore ospedale d'Italia' secondo la classifica stilata dal magazine americano 'Newsweek', e si colloca al 35simo posto del mondo e tra i primi 10 in Europa. Rimarchevole la recente conferma dell'accreditamento da parte della Joint Commission International (Jci)", ottenuto per la prima volta nel giugno 2021. Risultati a cui ha contribuito la "stretta collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, con i suoi oltre 5.500 studenti e 2.100 specializzandi, che negli oltre 60 anni dall'istituzione (il 5 novembre 1961) ha dato un notevole contributo nella formazione di generazioni di medici e operatori sanitari. A oggi sono 10.838 i laureati in Medicina e Chirurgia, 214 i laureati in Medicine and Surgery e oltre 16.000 i laureati nelle Professioni sanitarie (4.844 presso la sede di Roma e 11.342 presso le sedi collegate). Il Gemelli è oggi anche uno dei più importanti centri di ricerca nazionali e internazionali. Sono 1.199 i progetti di ricerca clinica attivi, per un valore di 22.979.885 euro, oltre al valore delle sperimentazioni cofinanziate da aziende che è di 1.965.999 euro". —[email protected] (Web Info)
Alimenti, Iias: nel 2023 surgelati oltre soglia 1 mln tonnellate, consumo procapite di 17,2 kg
(Adnkronos) – Oltre un milione di tonnellate di prodotti surgelati consumati nel 2023 (1.016.358), con una lieve crescita a volume rispetto al 2022 (+0,14%) e un nuovo massimo storico di consumo pro capite annuo che, per la prima volta, supera la barriera dei 17 chili, attestandosi a 17,2 (+2,4% vs. il 2022), per un valore di mercato pari ai 5,8 miliardi di euro, in crescita rispetto agli oltre 5,4 miliardi dell'anno precedente (+6,5%). Sono questi i numeri che, nel 2023, hanno spinto il comparto dei surgelati a raggiungere vette mai toccate prima, trainato dal Fuoricasa, che ha registrato una crescita del +5,3% rispetto all'anno precedente, compensando sia la piccola diminuzione del Retail (-1,1%) sia quelle, più significative, del door-to-door (-8%) e dell'e-commerce (-5%). È quanto emerge dal "Rapporto Annuale sui Consumi dei prodotti surgelati”, realizzato da Iias – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, per fotografare l'andamento del comparto in Italia nell'ultimo anno. Inoltre, il report segnala un aumento nei consumi domestici di quasi dieci punti percentuali (+9,4%) rispetto ai livelli pre-pandemici (2019). Scendendo nel dettaglio dell'analisi delle singole categorie merceologiche, anche nel 2023 si conferma la leadership per volumi consumati nel Retail, dei vegetali, con oltre 215.000 tonnellate (nonostante una lieve diminuzione rispetto al 2022 del-1,9%). I vegetali preparati (con 22.380 tonnellate) registrano invece una performance pienamente positiva, conquistando un +3,7% vs. il 2022 e ribadendo, ancora una volta, il ruolo dei vegetali surgelati come 'comfort food', scelti per la loro capacità di soddisfare la richiesta di benessere e di elevati contenuti nutrizionali che da sempre li accompagnano. Le patate surgelate si collocano al secondo posto tra le preferenze degli italiani. Nel 2023, le patate hanno registrato la performance più positiva del comparto, con circa 110.500 tonnellate acquistate e una crescita del +8% vs. 2022 (102.400 tonnellate). Sicuri, nutrienti e facili da preparare, i prodotti ittici surgelati conquistano il terzo posto del podio, toccando le 92.500 tonnellate, tra ittico preparato panato (oltre 33.000 tonnellate) e pesce naturale (59.000). Seguono, al quarto posto in classifica, i piatti pronti, ossia primi e secondi piatti, contorni ricettati e alimenti con proteine vegetali, che si attestano su oltre 66.600 tonnellate (registrando un lieve calo del -1,1% rispetto alle quasi 67.500 tonnellate del 2022). L'alta qualità degli ingredienti, le ricettazioni sia tradizionali sia innovative, la velocità di preparazione e l'attenzione all'equilibrio nutrizionale si confermano i fattori chiave del loro successo tra le famiglie italiane. Da non dimenticare, infine, sono le specialità salate (pancake e altri prodotti), che hanno mantenuto quota 33.300 tonnellate (con una lieve diminuzione dello 0,5% rispetto alle 33.400 tonnellate del 2022) e le carni surgelate, con 15.700 tonnellate nel 2023 (-3% vs. 2022). Tra gli altri segmenti, spicca la performance positiva di pane e paste surgelate, che hanno registrato un aumento del +1,3% vs. il 2022, raggiungendo oltre 5.730 tonnellate. —[email protected] (Web Info)
Salute: mangiare male costa a ogni italiano circa 300 euro l’anno
(Adnkronos) – Diete e modelli alimentari sbagliati costano a ogni italiano circa 300 euro in più l'anno e incidono sulla probabilità̀ di avere malattie. Con un duplice rischio: l'impatto negativo sulla salute e, più̀ in generale, la crescita di costi economici e sociali. Un 'legame pericoloso' illustrato, dati alla mano, oggi dalla Fondazione Aletheia – think thank scientifico italiano – con il patrocinio del ministero della Salute, con il rapporto 'Malattie, cibo e salute'. A illustrare il report il Comitato scientifico della Fondazione, presieduta da Stefano Lucchini e diretta da Riccardo Fargione, con il coordinamento delle attività̀ scientifiche di Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà̀ di Medicina e chirurgia dell'Università̀ Cattolica del Sacro Cuore. Nel 2023 l'eccesso di peso, in Italia, ha interessato il 46,4% della popolazione di maggiore età̀, rilevando una crescita nell'ultimo ventennio del 7,1% delle persone in sovrappeso e del 36,4% di quelle affette da obesità. A questo si aggiunge anche un aumento dell'incidenza di diabete che passa dal 6,3% nel 2021 al 6,6% nel 2022, con una crescita negli ultimi vent'anni del 65%. I costi sanitari legati a queste malattie comportano oggi – secondo quanto rilevato dal rapporto – una contrazione annua del Pil europeo del 3,3%. Entrando nel dettaglio, l'incremento del sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un''extra tassa' annuale di 289 euro. In tal senso la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, rappresenta valori di contrasto a questo fenomeno."La dieta mediterranea – ha specificato Claudio Franceschi, docente emerito di Immunologia all'Università̀ di Bologna, tra gli autori della ricerca – rappresenta indiscutibilmente un elemento cardine per la salute dei cittadini poiché́ ha una serie di effetti favorevoli sulla composizione corporea, lo stato infiammatorio cronico caratteristico dell'invecchiamento ed anche su tutta una serie di parametri cognitivi". Da qui, dunque, i rischi di consumi elevati di cibi ultra-processati. Il rapporto evidenzia, infatti, come una riduzione del 20% delle calorie assunte da alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire in Italia 688mila malattie croniche entro il 2050 e far risparmiare 278 milioni di euro l'anno di spesa sanitaria: circa 7 miliardi nei prossimi 25 anni. "L'evento di oggi – ha affermato Riccardo Fargione, direttore di Aletheia – consolida un percorso avviato con il ministero della Salute. Assistiamo spesso a disinformazione e strumentalizzazioni che spingono verso modelli di consumo dannosi per i cittadini. Non possiamo permetterlo in una Paese, come l'Italia, che vanta una cultura ed un patrimonio enogastronomico di assoluta eccellenza. Ma non possiamo permetterlo neanche a livello globale, per il bene dei cittadini e dei nostri figli. Ed è per questo che con la Fondazione Aletheia ci siamo dotati di un team di medici e scienziati di altissimo profilo per provare a scardinare falsi miti e mettere ordine su un tema delicatissimo". La ricerca focalizza inoltre la garanzia del controllo di qualità̀ dei prodotti assunti, sia in termini di composizione nutrizionale sia sotto l'aspetto della sicurezza alimentare. I prodotti italiani risultano infatti i più controllati dalle autorità̀ europee (oltre 11,3mila campioni analizzati), seguono quelli francesi (circa 10mila) e tedeschi (poco meno di 8,7 mila). Nel confronto, circa il 10,3% dei campioni di origine extra Ue ha registrato livelli di contaminazione da fitofarmaci superiori ai limiti di legge, ben 5 volte superiore a quelli di origine Ue (2%). —[email protected] (Web Info)
Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di autoesclusione fisica
(Adnkronos) – Dopo il primo significativo studio sul settore del gioco pubblico in Italia, dell'anno scorso, il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato questa mattina a Roma i dati di 'Strategia di esclusione dal gioco fisico', una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al precedente lavoro che aveva già delineato la necessità di un Registro unico delle esclusioni (Rue) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online. "Il Gruppo ricerca 'Diritti e salute del giocatore-consumatore' dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato con lo scopo di studiare strategie per la tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, del giocatore consumatore e prevenire i fenomeni di disturbo da gioco d'azzardo (Dga) – afferma Giulia Donadel, del Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale – conclude il secondo anno di studio. Il Gruppo presenta proposte di integrazione secondo la Legge del 09/08/2023 n. 111, che prevede il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco. A questo scopo viene presentato un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia che prevede il coinvolgimento del consumatore-giocatore attraverso un processo di graduale potenziamento verso la presa di coscienza, con l'autoesclusione dal gioco fisico, e al contempo un ambiente di gioco sicuro e consapevole. L'obiettivo – continua – è la realizzazione di un portale di 'auto-esclusione inclusiva' come strumento con cui veicolare le politiche di prevenzione, in cui è necessaria la 'collaborazione pubblica' nella corretta gestione legata all'autoesclusione mediante l'utilizzo di strumenti digitali, con tecnologie che possono avvalersi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'integrazione e l'analisi di dati atti a prevenire i fenomeni di disturbi da gioco d'azzardo e del gioco minorile". La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. La rete fisica di gioco in Italia – si legge in una nota – è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione. L'analisi del 'customer journey' ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l'ambiente di gioco, cruciali per l'attuazione delle misure di autoesclusione. "La ricerca – aggiunge Laura D'Angeli, componente del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore – pone al centro il consumatore-giocatore e il suo empowerment, promuovendo il rafforzamento degli strumenti e delle iniziative informative per supportare un percorso consapevole di gioco. L'analisi approfondita del 'customer journey' ha consentito di individuare i principali momenti di interazione tra il giocatore e l'ambiente di gioco, contribuendo a sviluppare una visione olistica dell'autoesclusione". Un aspetto centrale della ricerca è l'importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore, non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma per abilitare anche l'utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l'invio di avvisi. Le tecnologie mobili come smartphone e tablet o accessi web possono giocare un ruolo chiave permettendo un controllo continuo e discreto, con l'obiettivo di garantire un gioco più sicuro e consapevole. Questi sistemi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale. "L'ampliamento del sistema dell'autoesclusione al gioco fisico – sottolinea Cristiano Iurilli, responsabile Area legale del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore – deve considerarsi un passo fondamentale per implementare una adeguata strategia volta a prevenire ed intercettare per tempo eventuali problematiche di gioco patologico o problematico. Con questa ricerca non solo l'Università di Tor Vergata vuole offrire al legislatore e al regolatore strumenti concreti per una revisione dell'attuale sistema di autoesclusione, oggi limitato al gioco online, ma si propone quale Osservatorio nazionale sull'autoesclusione per monitorare, nel continuum, il fenomeno e dunque offrire validi strumenti conoscitivi, interpretativi ed applicativi allo Stato, ai giocatori ed ai concessionari". A tale proposito, "la realizzazione di un framework di autoesclusione efficace, rispettoso dei diritti individuali e socialmente sostenibile – osserva Roberto Basili, del Dipartimento di Ingegneria dell'impresa – prevede una significativa base tecnologica in grado di garantire il giusto equilibrio tra automazione, fruibilità ed eticità. Le reti di telecomunicazione esistenti possono essere sfruttate da diversi servizi intelligenti per la gestione del flusso di dati necessario al supporto dell'autoescluso, rispettando la sua privacy e garantendo accuratezza. Nel progetto sono state studiate soluzioni applicabili e sostenibili, sfruttando le infrastrutture esistenti e le recenti innovazioni garantite dall'intelligenza artificiale". In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisce i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l'importanza della comunicazione e dell'informazione al consumatore. "L'introduzione di misure di autoesclusione nel gioco fisico – rimarca Elisabetta Poso, direttrice dell'Ufficio Adì di Adm – rappresenterebbe una importante opportunità nell'ottica della prevenzione e riduzione del gioco compulsivo e patologico. L'Agenzia ha estremo interesse ad approfondirne la fattibilità e gli impatti. Tra le interessanti soluzioni scaturite dallo studio che viene oggi presentato, emerge che l'impiego della tecnologia, unito alla rigorosa protezione dei dati personali, potrebbe consentire l'introduzione dell'autoesclusione nel gioco fisico contemperando insieme l'esigenza di tutela della salute per i giocatori problematici con la possibilità, consentita alla generalità dei giocatori, di praticare il gioco come forma di intrattenimento fisiologica e consapevole. Infine, una più efficace strategia di comunicazione sarebbe sicuramente importante ai fini di una maggiore conoscenza dell'esistenza di questo utile strumento, presente nel gioco a distanza già da anni, e ne rafforzerebbe la diffusione e l’efficacia". Come ricorda Mario Lollobrigida, direttore Giochi di Adm, "tra i principi dell'articolo 15 della legge 111 del 2023, vi è quello del rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco, anche sulla base di un registro nazionale al quale possono iscriversi i soggetti che chiedono di essere esclusi dalla partecipazione in qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro. L'autoesclusione deve svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi da gioco d'azzardo assumendo un ruolo fondamentale nella promozione del gioco d’azzardo consapevole. Già ora, per il gioco online costituisce un importante presidio di sicurezza per i giocatori. Per i concessionari – conclude Lollobrigida – regole forti in tema di autoesclusione anche sul gioco fisico potranno divenire un obbligo legale costituendo ancor prima una precisa scelta etica. L'Agenzia apprezza le proposte scaturite dalla ricerca sottolineando l'importanza dell'informazione degli utenti e la necessità di strumenti semplici che si concilino con l'esigenza di garantire comunque la sfera di privacy dei giocatori". —[email protected] (Web Info)
Estate, il medico: “Vacanze in montagna benefiche a 360°”
(Adnkronos) – Temperature miti, aria pulita, movimento fisico, buona alimentazione, natura e niente stress. Le vacanze estive in montagna hanno tutti gli ingredienti giusti per favorire il benessere a 360 gradi, nel corpo e nello spirito. E gli studi scientifici confermano anche i benefici a lungo termine, certificando che chi vive in quota ha più chance di longevità rispetto a chi vive in colina o al mare, come racconta all'Adnkronos Salute Vittore Verratti, docente di Scienze dell'esercizio fisico e dello sport all'Università D'Annunzio di Chieti, che il 13 luglio a Pizzoferrato modererà parte del convegno 'Montagna e benessere: dalla ricerca alle soluzioni cliniche'. "In generale, in un tempo in cui il riscaldamento globale crea disagi di temperatura sulle basse quote, come stiamo vedendo in questi giorni – spiega Verratti – in montagna il problema è ridotto, si avverte di meno. E' un elemento che permette, soprattutto alle persone anziane, di fare delle vacanze in grado di dare refrigerio, quindi davvero riposanti, ed è molto importante sul piano della salute. Poi c'è l'aspetto legato alla serenità della vita in montagna. E' un valore aggiunto, soprattutto per coloro i quali vivono nelle grandi città". I benefici, più nel dettaglio, "sono legati allo stile di vita, alla possibilità comunque di avere una qualità del quotidiano più serena, più a misura umana". Poi "c'è il bosco – continua – che è un luogo dove l'uomo si riconcilia con la parte ancestrale che lo contraddistingue, ottenendo un beneficio psicologico nello stare immerso nella sacralità del bosco". Importante anche l'alimentazione, "un aspetto di cui parleremo al convegno del 13 luglio. Il cibo di montagna è un altro valore aggiunto: il più delle volte si utilizza il chilometro zero, si è lontani dalle grandi distribuzioni, quindi i piccoli produttori riescono a ottemperare alle necessità delle popolazioni ridotte", sottolinea l'esperto. Ci sono, dunque, molti elementi che contribuiscono a una vita salutare che incide anche sulla sua durata. "Uno studio che abbiamo realizzato all'Università di Chieti – riferisce il docente – ha analizzato una serie di paesini dell'entroterra abruzzese, comparando la longevità in questi paesi con quella delle aree collinari e costiere. E ne è venuto fuori che i piccoli borghi montani, soprattutto quelli sopra i 600 metri, rispecchiano un andamento di ultralongevità interessante che si sovrappone ai dati delle 'blue zone' (aree in cui l'aspettativa di vita e superiore a quella media globale), per esempio Okinawa in Giappone, l'Olgliastra in Sardegna, l'Icaria in Grecia", ricorda Verratti. Questa 'evidenza di longevità', "in qualche modo – rimarca Verratti – rappresenta anche una cartina al tornasole di quello che può essere la relazione con la salute che contraddistingue questi luoghi della montagna. E' chiaro che le variabili sono tante: alimentazione, attività fisica, che sicuramente è un aspetto determinante, serenità. Questo mix, dati alla mano, indica la possibilità di avere effetti positivi sulla longevità. Non possiamo generalizzare nulla, ma che la montagna sia un luogo salutare è una certezza basata sulle evidenze". Ovviamente "non basta una vacanza – precisa il docente – ma qualche beneficio si ottiene anche nello spazio delle ferie estive". In particolare "nella fascia d'età sopra ai 60 anni è un luogo particolarmente adatto a rigenerarsi, così come è indicato per le persone che cercano serenità, refrigerio e tranquillità". —[email protected] (Web Info)
Il Policlinico Gemelli di Roma compie 60 anni, Mattarella: “Un punto di riferimento prezioso per il Paese”
(Adnkronos) – Era il 10 luglio del 1964 e a Roma veniva inaugurato l'Ospedale Agostino Gemelli, oggi Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs. Sono passati 60 anni e il 10 luglio 2024 l''Ospedale dei Papi' – così tutti gli italiani lo conoscono, da quando il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II, Papa Wojtyła, venne ricoverato proprio al Gemelli dopo l'attentato a piazza S. Pietro – ha festeggiato il suo compleanno in grande stile. Una delegazione della Fondazione è stata ricevuta in udienza dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un camice bianco, quello per la direzione dell'Unità operativa complessa Italia, è il dono che il capo dello Stato ha ricevuto a nome di tutta la comunità del Gemelli da Antonio Gasbarrini, presidente di Medicina dell'Università Cattolica. "E' davvero un piacere accogliervi qui nelle varie articolazioni della costellazione che contrassegna un grande Policlinico con al centro la persona del paziente – ha dichiarato Mattarella – Non è possibile infatti scindere la considerazione della persona del paziente, da quella della cura, della ricerca scientifica e dell'insegnamento. Che è quanto avviene al Gemelli, che ringraziamo per questo. Anche i numeri sottolineano quanto il Gemelli sia un punto di riferimento prezioso per il nostro Paese. Numeri che dimostrano non solo il contributo offerto dal Gemelli alla salute dei nostri concittadini, ma anche la fiducia che questi vi ripongono. Ed è questa la certificazione più efficace della qualità delle attività svolte. Qualità peraltro ampiamente certificata dai tanti riconoscimenti ottenuti dal Gemelli, sia a livello internazionale che interno. Ma il riconoscimento più efficace – ha aggiunto il presidente – è la fiducia che riscuote tra la gente e il fatto di rappresentare un punto di riferimento per i nostri concittadini. Questi 60 anni, trascorsi nella costante crescita dell'attività di questo Policlinico, sono un'occasione per ringraziare a nome della Repubblica il Gemelli per quanto fa per la salute del nostro Paese e l'Università Cattolica con l'Istituto Toniolo per quanto fanno per sostenerlo. Grazie ancora. E' un piacere farvi gli auguri per i prossimi 60 anni di sempre maggiore crescita". Alla cerimonia sono intervenuti Carlo Fratta Pasini, presidente della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs; Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica, e Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli. Presenti Paolo Nusiner, direttore generale dell'Università Cattolica; monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale; il preside di Medicina Gasbarrini; Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell'Istituto G. Toniolo di studi superiori, e per lo stesso istituto Enrico Fusi, segretario generale, e Michele Lenoci, componente del Consiglio di amministrazione. Insieme a loro una rappresentanza di medici, ricercatori, operatori sanitari, dipendenti amministrativi, pazienti, associazioni di volontariato, donatori, studenti e specializzandi. "Ciò che accade ogni giorno nel nostro Policlinico, che Papa Francesco ha definito 'la città del dolore e del sollievo', è un piccolo e faticoso miracolo", ha affermato Fratta Pasini. Un miracolo "che continua a ripetersi – ha spiegato – nonostante le difficoltà legate alla recente impennata dei costi lo rendano sempre più difficile e pesante. Ai nostri collaboratori siamo costretti a chiedere sempre maggior dedizione e sforzi, quando non veri e propri sacrifici, che vengono ogni volta accettati con grande senso di responsabilità. E questo perché i nostri professionisti hanno sempre interpretato la cura e la preoccupazione per i pazienti non tanto come un lavoro, quanto come il senso stesso della propria esistenza. Il nostro Policlinico deve tutto a loro, ma può purtroppo ben poco riconoscere e offrire – ha rimarcato il presidente della Fondazione – per la sofferenza economica legata alle tariffe dei Drg 'congelate' da oltre 12 anni. Ed ecco perché il Policlinico Gemelli, nato 60 anni fa in pieno boom economico, rappresenta oggi un piccolo, quotidiano miracolo sanitario". "Persona, cura, dedizione, solidarietà". Sono le 4 parole che la rettrice Beccalli ha scelto per riassumere "l'orizzonte ideale del Policlinico Gemelli" di Roma. "Il 10 luglio 1964 – ha ricordato – prendeva forma il grande sogno di Padre Agostino Gemelli con l'inaugurazione di un Policlinico, parte integrante dell'Ateneo dei cattolici italiani. L'idea del Policlinico si sviluppò grazie all'appassionata determinazione del nostro fondatore e dei suoi stretti collaboratori di allora, la Beata Armida Barelli e Giancarlo Brasca, convinti che questa iniziativa avrebbe aggiunto un ulteriore, fondamentale, tassello al progetto educativo dell'Università", ha sottolineato Beccalli citando "alcuni padri ispiratori della nostra azione". "Nelle attività del Policlinico – ha sottolineato – presupposto imprescindibile è l'avere un'attenzione alla persona nella sua interezza, che si realizza in presenza di una vera e propria vocazione alla cura di medici e operatori sanitari. Tutto ciò deve avvenire, giorno dopo giorno, con quella dedizione che caratterizza coloro che sono al servizio delle istituzioni nell'ottica di contribuire al bene comune. E, allo stesso tempo, nel rispetto della virtù della solidarietà, uno dei cardini della Dottrina sociale della Chiesa, cui il personale sanitario del Gemelli è chiamato a ispirare il lavoro quotidiano per l'edificazione propria e di tutta la società. La solidarietà presidia e difende la vita di tutti, tutelando il diritto a essere curati. In questo senso il Gemelli è un vero e proprio luogo di solidarietà. Signor Presidente – ha aggiunto la rettrice, rivolgendosi al capo dello Stato – questa occasione è dunque simbolicamente un Suo dono prezioso al personale del Policlinico Gemelli e a tutta la comunità universitaria, perché è la conferma dello stretto legame tra l'Ateneo dei cattolici italiani e la Repubblica italiana. Un legame che noi cerchiamo di rafforzare alimentando quella missione sociale e civile che Lei stesso ci ha indicato come prioritaria nel Suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2020/2021". Fu per volontà dell'Istituto Toniolo di studi superiori e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che nacque il policlinico intitolato a padre Agostino Gemelli, fondatore della Cattolica. Le attività cliniche iniziarono nel maggio del 1964 con i primi reparti operativi, quelli di Patologia chirurgica e di Patologia medica, per un totale di 70 posti letto. Nel 1977 venne sottoscritta la prima convenzione tra Cattolica e Regione Lazio, che riconobbe al Gemelli la qualifica di Ospedale regionale con una dotazione di 1.786 posti letto e di 55 culle. "Oggi il Gemelli, in stretta unione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica – riferiscono dalla Fondazione – è uno dei più grandi ospedali privati non profit d'Europa e luogo in cui la didattica, la ricerca innovativa, le attività di cura e l'assistenza dialogano quotidianamente a beneficio della comunità di Roma, regionale e nazionale, per rendere disponibili le migliori e più avanzate terapie a tutti i pazienti, adulti e pediatrici".
I primi 60 anni del Gemelli sono l'occasione per ricordare "una straordinaria storia di instancabile servizio quotidiano per la tutela della salute e della vita", scrivono dalla Fondazione. Sessant'anni scanditi da "numerosi, tangibili e continui progressi". Fra gli altri, "la trasformazione del Policlinico Gemelli in Fondazione privata no profit nel 2015, che lo ha reso giuridicamente autonomo dall'Università Cattolica del Sacro Cuore, e il suo successivo riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nel 2018", per le discipline Medicina personalizzata e Biotecnologie innovative. Tappe che "hanno rafforzato ulteriormente l'identità del Policlinico Gemelli come un centro sanitario per 'acuti', orientato alla ricerca. Una storia che oggi fa del Gemelli un punto di riferimento per la sanità nazionale, capace di contemperare l'eccellenza nella missione di cura a vocazione universalistica assicurata a tutti e la non semplice sostenibilità economica, stante le condizioni di contesto". Da poco più di 300 ricoveri l'anno a quasi 100mila, 1 su 5 da fuori regione. Totale: Milioni di persone curate in 60 anni di attività. "Alcuni numeri rendono immediatamente il senso di questa storia prodigiosa", riporta la Fondazione. "Dai 304 ricoveri del 1964 ai 99.564 nel 2023. Dai 471 bambini nati nel 1967, anno di apertura della sala parto, ai 4.358 nati al Gemelli nel 2023. Settanta erano i posti letto nei primi reparti funzionanti nel primo anno di attività", mentre "oggi sono attivi 1.611 posti letto". Nel suo lungo cammino il policlinico si è affermato come "il più grande centro oncologico in Italia per numero di pazienti curati (57.751 nel 2023). Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti ottenuti a livello mondiale. Il Gemelli per il quarto anno consecutivo si è confermato il 'migliore ospedale d'Italia' secondo la classifica stilata dal magazine americano 'Newsweek', e si colloca al 35simo posto del mondo e tra i primi 10 in Europa. Rimarchevole la recente conferma dell'accreditamento da parte della Joint Commission International (Jci)", ottenuto per la prima volta nel giugno 2021. Risultati a cui ha contribuito la "stretta collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, con i suoi oltre 5.500 studenti e 2.100 specializzandi, che negli oltre 60 anni dall'istituzione (il 5 novembre 1961) ha dato un notevole contributo nella formazione di generazioni di medici e operatori sanitari. A oggi sono 10.838 i laureati in Medicina e Chirurgia, 214 i laureati in Medicine and Surgery e oltre 16.000 i laureati nelle Professioni sanitarie (4.844 presso la sede di Roma e 11.342 presso le sedi collegate). Il Gemelli è oggi anche uno dei più importanti centri di ricerca nazionali e internazionali. Sono 1.199 i progetti di ricerca clinica attivi, per un valore di 22.979.885 euro, oltre al valore delle sperimentazioni cofinanziate da aziende che è di 1.965.999 euro". —salute/[email protected] (Web Info)
Dai Ferragnez a Clio Make Up, le coppie social che si sono lasciate
(Adnkronos) – La notizia della separazione tra Clio Zammatteo, conosciuta come Clio Make Up, e il marito Claudio Midolo era già nell'aria da qualche tempo sui social. I fan avevano iniziato a sospettare qualcosa dopo aver visto Clio da sola al concerto di Max Pezzali a Milano e visibilmente dimagrita. Ieri è arrivata l'ufficialità: dopo 18 anni di vita insieme, Clio Zammatteo e Claudio Midolo hanno annunciato la separazione. La coppia, che ha costruito insieme l'impero di ClioMakeUp, ha deciso di prendere strade diverse, pur mantenendo un rapporto professionale. Ma il mondo degli influencer è spesso teatro di storie d'amore che finiscono, lasciando i fan sorpresi e dispiaciuti. Un esempio noto è quello dei Ferragnez: Chiara Ferragni e Fedez erano una delle coppie più amate e seguite sui social media. La loro vita quotidiana, condivisa sui social con i figli Leone e Vittoria, era seguita da milioni di fan. Tuttavia, anche loro hanno attraversato una crisi. Dopo settimane di rumors, frecciate e interviste, i due si sono ufficialmente allontanati, sebbene molti fan sperino ancora in un ritorno di fiamma. Un'altra coppia celebre che ha fatto sognare i fan sui social è stata quella formata da Giulia De Lellis e Andrea Damante. Usciti come coppia da 'Uomini e Donne' nel 2016, sono stati insieme per diversi anni, tra alti e bassi. Dopo vari tira e molla, la coppia ha deciso di separarsi definitivamente nel 2020. Tra le coppie più seguite del mondo della musica e della moda, c'erano anche Damiano David, frontman dei Måneskin, e Giorgia Soleri, modella e attivista. Anche la loro relazione è giunta al termine lo scorso anno, con la conferma della separazione arrivata direttamente via social da parte dell'influencer. Non solo influencer, ma anche personaggi televisivi come Veronica Ruggeri e Nicolò De Devitiis, inviati del programma "Le Iene", hanno annunciato la loro rottura tramite i social media. Legati dal 2019, la scintilla tra i due era scattata proprio a 'Le Iene'. Nei cinque anni di relazione, la coppia aveva conquistato l'affetto del pubblico con divertenti video pubblicati soprattutto da Nicolò su Instagram e TikTok. E adesso i fan sperano in nuovi inizi o possibili riconciliazioni. —[email protected] (Web Info)









