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L’anagrafe più pazza del mondo: la “signora” Vita Mala abita negli uffici del Comune di Roma

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(Adnkronos) – Al Comune di Roma succedono delle cose che nemmeno il miglior sceneggiatore di Walt Disney saprebbe inventare. L’ultimo esempio? La “signora” Vita Mala comunica di alloggiare in via Luigi Petroselli 50 (codice di avviamento postale 00186), ovvero gli uffici centrali dell’anagrafe capitolina. E cosa fa il solerte impiegato del Comune? Protocolla la pratica e poi la invia immediatamente all’ufficio della polizia municipale affinché i vigili di zona possano effettuare il sopralluogo e confermare che la signora Mala-Vita ha la sua dimora abituale negli uffici dell’anagrafe in via Petroselli.  Roba da non crederci, giusto? Eppure ci sono le prove: il documento è stato effettivamente protocollato dagli uffici del Comune di Roma. Ma alla polizia municipale, come si legge con un appunto scritto a penna, qualcuno si è reso conto che qualcosa non andava e lo ha messo in “STAND BAI” (scritto proprio così). A questo punto, è evidente, che all’ombra del Colosseo vale tutto. E la Mala Vita, lo sa benissimo. (di Davide Desario) —[email protected] (Web Info)

“Basta pioggia, torni il sole”: l’ordinanza del sindaco di Coulences

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(Adnkronos) – Il sindaco di Coulonces, un piccolo comune di 216 abitanti del dipartimento dell'Orne, in Normandia, ha emesso un'ordinanza anti-pioggia. "In considerazione del fatto che durante le vacanze ci deve essere il sole, che la quantità di pioggia ha raggiunto il suo limite nel nostro Comune", e in tutta la parte nord della Francia, si prescrive "il bel tempo da metà luglio a ottobre, con temperature tra i 30 e i 35 gradi centigradi durante il giorno, non più di 20 la notte". "Niente canicola", sottolinea pensando ai più anziani. "Siamo un piccolo Comune, non vorrei perdere qualcuno". Poi raccomanda "ai gestori delle parrocchie" di pregare per far tornare un clima più normale. L'ordinanza fa leva sull'articolo L. 2212-2 del codice degli enti locali che tratta degli "inconvenienti che superano i normali disagi della vita sociale". "Dall'anno scorso non abbiamo avuto otto giorni di sole di seguito. È piuttosto strano quest'anno, incide sulla mente delle persone, che non sono inclini a fare festa". "Quando piove e sei bloccato in casa, pensi a tante cose. Mi sono ricordato che qualche mese fa un sindaco ha emesso un'ordinanza contro il maltempo. Stamattina, visto che pioveva a dirotto, ho pensato che fosse il momento giusto per farlo. Almeno farà sorridere", ha spiegato Daniel Marriere, citato da France 3. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Ucraina, Zelensky e l’incognita Trump: accordi e disaccordi tra i due

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(Adnkronos) – Un presidente in guerra e un ex presidente che punta al ritorno nello Studio Ovale. Volodymyr Zelensky, che vuole "vincere ora, prevalere sulla guerra e sul terrore russo", e Donald Trump, che vuole conquistare la Casa Bianca alle presidenziali di novembre. Lo stesso tycoon convinto di essere in grado di "risolvere" la guerra in "un giorno" e ancor prima del 20 gennaio, dell'eventuale insediamento. Interpellato sulle prospettive di una rielezione di Trump, Zelensky – a Washington per il vertice della Nato – 'dribbla'. Al Ronald Reagan Institute ha detto di aver avuto in passato buoni colloqui con Trump. Prima dell'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, il 24 febbraio di due anni fa. "Se il popolo americano voterà per Trump presidente, spero non cambi la sua politica sull'Ucraina", ha risposto Zelensky a Bret Baier di Fox. Una replica che, evidenzia Politico, nasconde probabilmente una preoccupazione significativa, all'interno del governo di Kiev e fra i suoi sostenitori, per il possibile ritorno alla Casa Bianca di Trump.  L'election day di novembre si avvicina e il pensiero corre alle stanze del Cremlino, al leader russo Vladimir Putin. Non c'è un dialogo in corso tra Putin e Trump sulle condizioni per raggiungere la pace in Ucraina, ha detto nei giorni scorsi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Adesso tutti aspettano novembre – secondo Zelensky, che afferma di non conoscere "molto bene" Trump – Gli americani aspettano novembre. E così l'Europa, il Medio Oriente, l'Indo-Pacifico. Il mondo intero guarda a novembre. E, a dire il vero, anche Putin attende l'arrivo di novembre". Per il presidente ucraino, quindi, "è tempo" di "prendere decisioni forti, di agire e non bisogna aspettare novembre". Zelensky, che giovedì vedrà Biden, ha chiesto "forza" e "intransigenza". E, ha detto, "prima di tutto l'America, prima di tutto i leader americani e il presidente degli Stati Uniti come leader del mondo libero devono essere intransigenti nel difendere la democrazia". "Irremovibili contro Putin e il suo Paese, inflessibili contro ogni possibile terrore". Lo spettro di un potenziale ritorno di Trump, che anche alla Nato non ha risparmiato dure critiche e nel timore che possa tagliare il sostegno militare Kiev, tormenta molti degli alleati europei degli Stati Uniti e incombe sul vertice di Washington. Senza mezzi termini il mese scorso Trump accusava Biden di aver provocato la guerra in Ucraina, innescando la reazione di Mosca alle sue promesse fatte a Zelensky riguardo l'ingresso nella Nato. Un percorso che da ore si dice "irreversibile", e per il quale si prepara un "ponte", ma che – per un diplomatico europeo di alto livello citato dalla Cnn – "è in gran parte reversibile". Con i leader dei Paesi dell'Alleanza che lavorano per iniziative a "prova di Trump", il tycoon afferma – sul social Truth – che "sono gli Stati Uniti che stanno pagando di più per aiutare l'Ucraina a combattere la Russia". E che "l'Europa dovrebbe almeno pareggiare" con "100 miliardi" di dollari per Kiev. Quello di giovedì alla Casa Bianca sarà il terzo incontro tra Biden e Zelensky in un mese: il 7 giugno si erano visti in occasione delle celebrazioni per l'80mo anniversario dello sbarco in Normandia e la settimana dopo al G7 in Italia, dove avevano firmato un accordo sulla sicurezza. Sull'Ucraina si estende l'ombra del voto negli Usa. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Mare, Musumeci: “Come risorsa è diventata una cosa seria, al Sud puntare su infrastrutture”

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(Adnkronos) – "Il mare come risorsa è diventata uno cosa seria. Si sta rivelando una carta del mazzo mai giocata perché non ha mai avuto una sua centralità". A dirlo oggi il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenendo occasione della presentazione del XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura dell'Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network. "L'Italia – spiega – ha bisogno di un Sud che giochi un ruolo importante, nel settore del mare, anche grazie alle infrastrutture che sono però rimaste molto indietro. Al Sud la governance locale e il tessuto imprenditoriale devono incontrarsi cosicché la ricchezza possa arrivare, senza ricorrere alla politica dell'assistenzialismo. E' finita, infatti, l'epoca dell'assistenzialismo in cui il governo manteneva solo aziende che non avevano più capacità di produrre ricchezza. In questo contesto le aziende dell'economia blu hanno bisogno di essere guardate con la necessaria attenzione, in un contesto nazionale e internazionale che diventa sempre più difficile a livello europeo, sperando così di spostare l'asse dal Baltico al Sud". "Questa – avverte – è una partita che va giocata sulla digitalizzazione, la transizione green e la dimensione subacquea. Prossimo mese porterò il ddl sulla dimensione subacquea che è un fronte su cui l'industria ha puntato la sua attenzione. L'Italia sarà così il primo Paese in Europa ad avere una legge sullo spazio subacqueo, con l'infrastruttura energetica, quella della comunicazione, l'ambizione di utilizzare le terre rare, con lo stimolo che si deve dare alla biologia e la geologia marina, con la cooperazione con la comunità scientifica e la comunità accademica". "Una realtà -continua- che emerge anche in questo ultimo Rapporto, ma lo avevamo colto già lo scorso anno, è che il mare come risorsa è diventata una cosa seria, il mare come risorsa sta davvero rivelandosi una non scoperta, ma una marcia in più, una carta del mazzo mai giocata perché non ha mai avuto una sua centralità. A determinare questa centralità una serie di coincidenze di carattere economico, sociale, sociologico, di contesto geopolitico e macroeconomico, grazie alle quali abbiamo finalmente compreso con molta esattezza che il Sud Italia non può restare prigioniero di quella gabbia ideologica che si chiama questione meridionale perché c'è solo una questione, che è nazionale".  Nella geografia economica "noi abbiamo capito che le regioni del Sud – ha aggiunto Musumeci – si stanno liberando da questa gabbia ideologica che le ha tenute sotto l'ombrello dell'assistenzialismo. E siccome non è facile poter realizzare quelle infrastrutture strategiche – e non parlo da meridionale ma da uomo di governo – sono convinto che l'Italia abbia bisogno di un Sud che non arranchi ma di un Sud che sia nelle condizioni di giocare tutte le carte di cui dispone, una delle carte più importanti che non ha mai saputo giocare è quella del mare perché le infrastrutture vanno realizzate. Purtroppo non si realizzano da decenni, penso alle infrastrutture della mobilità, alle infrastrutture strategiche sanitarie, sociali e portuali che sono rimaste molto indietro nella pianificazione che per 70-80 anni ha caratterizzato tutti i governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi".  Oggi "abbiamo compreso come il mare possa essere lo sbocco al quale non abbiamo mai guardato con sufficiente attenzione o guardato con una certa riluttanza e un certo scetticismo".  Musumeci ha poi sottolineato "l'importanza del ruolo dell'imprenditore privato" che deve incontrare "il governo, le istituzioni, anche quelle locali, perché "se mettiamo le imprese nelle condizioni di lavorare, di produrre e di investire la ricchezza arriva. Se, invece, continuiamo con la politica dell'assistenzialismo per sostenere imprese che non ce la fanno perché operano nel posto sbagliato, perché nate fragili o sono fuori mercato o non si sono ammodernate per una serie di ragioni, ecco quelle aziende non vanno sostenute assolutamente perché altrimenti le risorse che lo Stato riserva ad una azienda fuori dal mercato sono risorse assolutamente sprecate".  Quindi il ministro ha espresso "apprezzamento per tutte le imprese che lavorano nella Blue Economy perché hanno scommesso in un momento certamente difficile, già nel 2019 si raggiungeva il picco della produttività nella economia blu ma la batosta del 2020 e del 2021 con la pandemia ha costretto anche quel settore della nostra economia a condizioni assolutamente gravi, quasi di paralisi". Dalla "fine del 2021 in poi, l'ascesa è stata assolutamente inarrestabile il che significa che come governo noi dobbiamo prendere atto del fatto che questo settore economico con le sue circa 300.000 imprese tra piccole, medie e grandi hanno bisogno di essere guardate con la necessaria attenzione in un contesto non soltanto nazionale ma anche internazionale ed europeo" ha concluso. "Quello del mare -ha sottolineato- è un settore economico nel quale lavorano circa 300.000 imprese tra piccole, medie e grandi che hanno bisogno di essere guardate con la necessaria attenzione in un contesto non soltanto nazionale ma anche internazionale ed europeo che diventa sempre più difficile. Non possiamo assolutamente dire che l'Unione Europea abbia operato in questi ultimi anni verso il settore della Blue Economy con iniziative appropriate. Anzi. Alcuni provvedimenti appaiono davvero contraddittorie e paradossali, parlo soprattutto di politica fiscale".  "L'Europa continua ancora a guardare al Nord e non al Mediterraneo – protesta Musumeci – e questo è un limite che abbiamo tutti subito ed è un limite al quale il nuovo Parlamento europeo e mi auguro anche la nuova commissione europea, sebbene le notizie che arrivano da Bruxelles non sembrano incoraggianti, dovrebbero certamente cambiare perché il centrosinistra governa queste istituzioni dal 1979, sin dalla prima elezione diretta del Parlamento europeo".  L'auspicio del ministro "è che la Commissione europea possa finalmente guardare con maggiore attenzione al Mediterraneo, cosa che nel passato non è stato fatto, perché oggi la partita economica, di crescita, di cooperazione e di sicurezza internazionale in Unione europea si gioca al Su, nel Mediterraneo non si gioca nel Mar Baltico" ha poi concluso. "Il dominio dello spazio e dell'area subacquea farà la differenza, ci stiamo lavorando con piglio e attenzione. Il prossimo mese porterò in Cdm il disegno di legge sulla dimensione subacquea. E' un fronte sul quale l'industria ha puntato l'attenzione, parliamo di robotica, di strumenti sofisticati, di nuove tecnologie e della necessità di scoprire una parte dell'80% della dimensione subacquea che ancora non si conosce". Ha concluso —[email protected] (Web Info)

Strage Erba, Olindo e Rosa restano all’ergastolo: “Istanza di revisione inammissibile”

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(Adnkronos) – La corte d'Appello di Brescia ritiene inammissibili le istanze della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Non ammette, pertanto, nessuna delle nuove prove che gli avvocati hanno esposto per provare a riaprire il caso sulla strage di Erba e conferma, di fatto, l'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi. La sentenza di oggi – arrivata quasi 5 ore di Camera di Consiglio – ribadisce quanto già stabilito in primo grado, in appello e in Cassazione sul quadruplice omicidio dell'11 dicembre del 2006 e sgretola le speranze della coppia che assiste, nella stessa gabbia, al verdetto. “È stata emessa una sentenza, leggeremo le motivazioni e ricorreremo in Cassazione” dice Fabio Schembri, uno dei difensori dei coniugi Romano.  Nessuna sorpresa, come da pronostico. Anche i giudici di Brescia credono siano i vicini di casa gli autori del massacro nella 'Palazzina del ghiaccio' di via Diaz quando, sotto i colpi di spranga e coltelli, vengono uccisi la trentenne Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di soli due anni, la nonna materna del piccolo Paola Galli di 57 anni. E' la mancina Rosa ad affondare la lama nella gola del bambino. Le fiamme appiccate cancellano le tracce, ma quando gli aggressori si chiudono alle spalle la porta dell'appartamento di Raffaella si trovano di fronte, increduli, i vicini di casa. Si salva per una malformazione alla carotide Mario Frigerio, assalito da Olindo. Viene, invece, colpita sulle scale e, poi, uccisa nella loro mansarda la moglie Valeria Cherubini di 55 anni. “Siamo soddisfatti perché sono state accolte le nostre richieste" dice il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli. "Gli atti giudiziari bisogna studiarli dalla A alla Z e saperli leggere e tanti che hanno commentato questa vicenda non lo hanno fatto”. Questa sentenza conferma le prove “granitiche” sancite nelle tre sentenza".  “Sono deluso, io resto convinto che non siano stati loro" ha detto Azouz Marzouk, aggiungendo che "finché non verranno riaperte davvero le indagini resterà della sua idea". Parte civile ma convinto dell’innocenza dei condannati a chi gli chiede se è il momento di chiedere scusa ai fratelli Castagna, Azouz replica: “Non li conosco”. “Vorremmo che le vittime potessero riposare in pace e confidiamo che oggi sia finito questo rimestare le stesse carte, perché di prove nuove non ce ne sono" dice Massimo Campa, legale dei fratelli Castagna. "Ho sentito i miei clienti, Beppe e Pietro erano insieme, e la parola che li rappresenta è ‘sollievo’, ora possono cercare di girare pagina. Noi avevamo fiducia, non avevamo paura della verità, non avevamo dubbi”.  “È veramente un grosso passo avanti verso la fine di questa storia" afferma Adamo De Rinaldis, legale della famiglia Frigerio. "C’è chi ha provato a mettere in dubbio la memoria di Mario Frigerio, persona lucida, completamente in grado di raccontare la verità”.   —[email protected] (Web Info)

Zanzara tigre agguerritissima, punge anche attraverso i vestiti e in pieno sole

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(Adnkronos) –
Non ci sono più le zanzare di una volta. Non è un modo di dire, ma una realtà con la quale, da qualche decennio, ormai facciamo i conti ogni estate con il diffondersi della 'tigre': più aggressiva, in grado di pungere anche sopra i vestiti, attraversando i tessuti senza problemi, per 'attaccare' la nostra pelle in qualsiasi momento del giorno e della notte, anche in pieno sole, e trasmettere 'nuove' malattie. Una vera e propria 'combattente' super agguerrita che si muove silenziosa e si riproduce anche in piccolissimi ristagni di acqua, come spiega all'Adnkronos Salute Diego Fontaneto, dirigente di ricerca del Cnr all'Istituto di ricerca sulle acque (Cnr-Irsa), sede di Verbania Pallanza. "Conoscerla meglio, però, può aiutarci a difenderci", sottolinea.  La maggior parte delle punture che ciascuno di noi subisce da questi insetti, infatti, non ci sono inferte dalla 'vecchia' zanzara domestica, la Culex pipiens o zanzara comune. "A colpire sono specie 'aliene', arrivate a partire dagli anni '90". E la più presente è proprio la zanzara tigre, "originaria dell'Asia sud-orientale, arrivata da noi partendo dagli Stati Uniti. Ma ci sono anche altre specie, sempre più aggressive della zanzara comune, come quella coreana (Aedes koreicus), presente da una decina d'anni soprattutto in Pianura padana, e la zanzara giapponese (Aedes japonicus)", continua Fontaneto. La zanzara che "c'era fino agli anni '90 pungeva solo la sera, a casa e all'ombra. Andava solo sul collo e sui polsi, perché erano le parti di pelle libera. La tigre e le 'sorelle' che abbiamo oggi sono più aggressive – precisa l'esperto – e pungono in qualsiasi punto del corpo dove riescono a passare, persino con tessuti più spessi come i jeans. Riescono a oltrepassare la stoffa con l'apparato boccale che è molto lungo e sottile".  
Per difendersi, quindi, "sono più efficaci gli abiti larghi, che non stanno attaccati alla pelle. Il pantalone attillato – avverte Fontaneto – viene facilmente oltrepassato". Una strategia da non adottare, invece, in caso di altri tipi di ospiti indesiderati, come "moscerini, pappataci e zecche, che si infilano sotto i vestiti e fanno anche più male. In questi casi abiti chiusi e stretti vanno meglio. Il contrario, in pratica". In sintesi, "la zanzara tigre è sicuramente più antipatica di quelle che conoscevamo in passato". A partire dalla difficoltà di difendersi. "E' silenziosa – descrive Fontaneto – non la si sente arrivare perché ha un volo diverso, il suono non si sente così bene" come quel tipico '…zzzz..' che un tempo funestava le serate estive di tanti, prodotto dalla zanzara comune. Inoltre "è attiva in tutte le ore" e le sue larve "si sviluppano in raccolte d'acqua molto, molto piccole. Non hanno bisogno di stagni, paludi, ambienti con tanta acqua dove è anche facile intervenire. Alla tigre, come alla giapponese e la coreana – puntualizza il ricercatore del Cnr-Irsa – per far sviluppare le larve bastano di pochissimi centimetri cubi di acqua. Bastano i sottovasi, ma anche una canna di bambù bucata".  Ma una possibilità di difesa c'è. "La cosa positiva della zanzara tigre – segnala l'esperto – è che non si sposta mai di più di 200 metri da dove è nata. Se si riuscisse a tenere una zona di quelle dimensioni molto asciutta, senza raccolte d'acqua nemmeno piccolissime – senza sottovasi, senza bocche di lupo – in quell'area le zanzare tigre non arriverebbero perché non si spostano tanto".  —[email protected] (Web Info)

Mare, Testa (Ossermare): “Dati confermano la leadership dell’Italia in Europa”

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(Adnkronos) – “L’Economia del mare italiana conferma il suo trend di crescita superando i 178 miliardi di euro di valore aggiunto. I dati confermano la leadership dell’Italia in Europa, a differenza di quanto registrato dal EU Blue Economy Report 2024 che ci colloca al 4° posto come valore aggiunto dopo Germania, Francia e Spagna, guardando a un perimetro diverso dal nostro. La sfida dell’Italia si vince solo avendo la piena conoscenza dello scenario marittimo in cui ci muoviamo e della sua evoluzione in modo rapido e puntuale ed è quello che noi istituzionalmente, insieme al Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne – Unioncamere, facciamo da più di dieci anni”. A dirlo Antonello Testa, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare. "L'economia del mare -continua- sempre di più occupa uno spazio importante all'interno del dibattito nazionale, l'esigenza è quella di affermare con forza la strategicità della Blue Economy per il sistema Italia"."E' interessante capire come si posiziona l'Italia nello scenario Euro-Mediterraneo. Da parte nostra ci piace guardare al Mediterraneo, un mare che rappresenta l'1% dell'oceano ma dove transita il 20% del traffico marittimo, il 27% delle portacontainer, il 30% del petrolifero, dove i popoli e le popolazioni che vivono sul mare producono quasi il 10% del Prodotto interno lordo mondiale. Questo piccolo spazio ha una forza geopolitica ha nello scenario internazionale", ha proseguito. Testa ha poi ricordato l'appuntamento di settembre, "un road show che vedrà al centro le 15 regioni costiere. Racconteremo quella che è la forza dell'economia del mare in ogni singola regione". "Il nostro obiettivo è cercare di costruire un'economia, un sistema mare che sia sempre più resiliente che possa rispondere in maniera immediata a quelle che sono le sfide della globalizzazione e di promuovere sempre di più tutte le varie eccellenze e tutte quelle risorse che abbiamo come Italia. Siamo convintissimi, che investire nell'economia del mare significa investire nel futuro del nostro Paese, creando ricchezza", ha concluso. —[email protected] (Web Info)

Mare, Acampora (Assonautica): “Riaffermazione nostra identità marittima grazie a Ministro”

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(Adnkronos) – "L'analisi puntuale del valore e del peso dell'economia del mare nel nostro paese la mettiamo a disposizione delle associazioni, dei cluster e del governo". A dirlo oggi Giovanni Acampora, presidente Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di commercio Frosinone Latina, in occasione della presentazione del XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare. "La nostra – sottolinea – è una nazione che ha una tradizione e una lunga storia marittima che ci ha permesso scambi culturali e commerciali con città lontanissime, che hanno contribuito a rendere la nostra nazione unica. Ecco, noi dobbiamo prendere finalmente coscienza, nuovamente, del nostro passato, per orientare le nostre scelte future. Oggi, complice un panorama istituzionale estremamente favorevole, il percorso di riaffermazione della nostra identità marittima ha trovato un interlocutore unico e attento nel ministro del Mare e nella sua struttura tecnica di missione, come dimostra la recente istituzione del Dipartimento per le politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri". Come precisato nel Rapporto nazionale sull'economia del mare: "L'intero sistema camerale è in prima linea, con una convergenza sulle strategie di sviluppo che sta trovando in Assonautica Italiana, l’Associazione nazionale per lo sviluppo dell’economia del mare di Unioncamere, una sintesi sempre più efficace e riconoscibile, grazie alla pressante azione che sta portando avanti nelle sedi istituzionali nazionali ed europee, in raccordo con il mondo produttivo e le associazioni. Stiamo ottenendo una grande capacità di ascolto delle nostre proposte a tutti i livelli istituzionali e l’intenso confronto avviato nel corso della terza edizione del summit nazionale Blue Forum intitolato 'Investiamo nell’Economia del mare', l'appuntamento annuale di tutti gli stakeholder del mare, ci consentirà di dare il nostro contributo alla programmazione italiana unica di investimenti strategici per il 2025-2027 sull’Economia del mare, in coerenza con le strategie del Piano Triennale e alla definizione del 'Collegato sul mare e sulla blue economy'".   “Il nostro Rapporto nazionale è diventato il documento di riferimento del sistema mare italiano, perché offre un’analisi puntuale del valore e del peso dell’Economia blu del nostro Paese, che mettiamo a disposizione di tutti: operatori del settore, Istituzioni, associazioni, imprese e dell’intero cluster del mare. Si tratta di un elemento imprescindibile per dare la giusta importanza alla Blue economy italiana e affermare la sua leadership nel contesto euro-mediterraneo, in linea con il lavoro che stiamo portando avanti con il Piano del mare”. A dirlo Giovanni Acampora, presidente Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di commercio Frosinone Latina. commentando il XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato oggi.  —[email protected] (Web Info)

Baby sitter in vacanza, quanto costa

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(Adnkronos) – Baby sitter o badanti in vacanza, ecco quanto possono arrivare a costare. "Secondo il Ccnl sulla disciplina del lavoro domestico attualmente in vigore – ha dichiarato l'avvocato Filippo Breccia, vicepresidente di Nuova Collaborazione (Associazione nazionale datori di lavoro domestico) – se la baby sitter segue la famiglia in vacanza, deve essere inquadrata come 'Convivente BS' (l'inquadramento BS si riferisce ai lavoratori e alle lavoratrici domestiche che si devono occupare di bambini o di persone autosufficienti)".  "Si parte – ha spiegato – da minimo retributivo di 994,44 euro mensili e, a questa cifra, vanno aggiunti poi 130,78 mensili per ogni figlio sotto i sei anni. Una famiglia con due bambini piccoli, pertanto, potrebbe arrivare a spendere circa 1.256,00 euro al mese per garantire la presenza di una baby sitter durante le vacanze". Durante il periodo estivo, la spesa non si limita soltanto al compenso mensile della babysitter, ma riguarda anche chi svolge un lavoro di cura per gli anziani o per le persone non autosufficienti, come le badanti che, come riportano i dati Inps sul lavoro domestico 2024, sono in prevalenza straniere, rappresentando il 72,7% del totale delle badanti. Quando le badanti straniere tornano nei loro Paesi d'origine per le ferie, si registra un picco di richieste per sostituzioni temporanee. In questi casi, quando le famiglie devono trovare rapidamente soluzioni alternative per garantire l'assistenza ai propri cari, è necessario assumere una badante con la stessa qualifica per il periodo di sostituzione. "Il costo aggiuntivo – ha commentato Filippo Breccia – è pari al compenso mensile ordinario che, per chi ha un contratto 'convivente CS' ammonta a 1.127,04 euro".  La sostituzione della badante, inoltre, avviene con la stipula di un contratto con la procedura e le modalità fissate per tutti i contratti di lavoro domestico.  —[email protected] (Web Info)

Calcutta sostiene la compagna contro Morgan: “Addio Warner”. E la casa discografica ci ripensa

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(Adnkronos) –
Dai suoi profili social Calcutta annuncia di aver interrotto ogni rapporto lavorativo con Warner Music Italia. La decisione è stata presa a seguito della scelta dell'etichetta di offrire un contratto a Morgan, attualmente sotto processo per stalking e diffamazione a Lecco accusato di aver perseguitato la cantautrice Angelica Schiatti, attuale compagna di Calcutta.  Il cantautore di Latina ha prima condiviso nelle sue storie su Instagram un messaggio della compagna, Angelica Schiatti, che ha scritto: "Grazie di cuore per la solidarietà e l'affetto che sto ricevendo da molti di voi. Sono stata in silenzio quattro anni e continuerò a restarci (tanto sono i fatti che parlano per me) sperando che la giustizia possa fare il suo percorso in tempi umani. Mi sono sentita e mi sento molto sola e abbandonata dalle istituzioni. Questa mia è la condizione di una donna che trova il coraggio per denunciare in Italia, che cerca di difendersi e di tutelare la propria dignità e che non dovrebbe mai essere lasciata sola". Successivamente, Calcutta ha espresso la sua posizione personale: "Odio parlare della mia vita privata anzi odio parlare ma adesso mi tocca. Oggi sono usciti diversi articoli che parlano di quello che ha dovuto subire la mia ragazza in questi 4 anni. Vi assicuro che i fatti atroci riportati nell'articolo sono solo una piccola parte di quelli accaduti e hanno modificato la nostra vita più di quanto si possa immaginare. La cronaca purtroppo parla troppo spesso di vicende simili che finiscono nel peggiore dei modi". La decisione, quindi, di lasciare l'etichetta discografica: "Warner music Italia (che non posso taggare perché è già nella lista account bloccati) ha deciso di offrire un contratto a questo persecutore nonostante fosse a conoscenza dei fatti. Per questo mi sembra giusto interrompere ogni mio possibile rapporto lavorativo con questa etichetta. Le canzoni che scrivo non saranno più disponibili per gli/le interpreti del loro roster, e tutti i suoi dipendenti non sono più i benvenuti ai miei concerti. Non sarà un piacere neanche incontrarli per strada sinceramente perché chi si comporta così restando in silenzio ai miei occhi è complice. Guardatevi dentro ogni tanto". Warner Music Italy annuncia di aver dato mandato ai propri legali per interrompere il rapporto contrattuale con l'artista Morgan, attualmente sotto processo per stalking e diffamazione a Lecco. L'artista, il cui vero nome è Marco Castoldi, è accusato di aver perseguitato la cantautrice Angelica Schiatti, attuale compagna del cantautore Calcutta. In una nota ufficiale, pubblicata sui social, l'etichetta discografica dichiara: "Warner Music Italy, alla luce dei contenuti e dei messaggi emersi e riportati dalla stampa italiana in data odierna, dà mandato ai propri legali per interrompere il rapporto contrattuale in corso con l'artista Morgan lasciando che la questione sia dibattuta nelle giuste sedi".  —[email protected] (Web Info)