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Caldo: ondate calore influenzano gravidanza, più bimbi prematuri

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(Adnkronos) – Mentre un'altra ondata di calore si abbatte sull'Italia, gli esperti della Società europea di medicina della riproduzione ed embriologia (Eshre) mettono in guardia dagli effetti del caldo estremo sulle donne incinte, sul feto sui tassi di natalità. L'esposizione prenatale a temperature eccessive è "associata a maggiori rischi di parto pretermine, basso peso alla nascita e natimortalità". Le ondate di calore, ormai sempre più frequenti, sono collegate a un aumento del tasso di nascite premature, anche secondo un recente studio americano che ha analizzato 53 milioni di nascite nelle 50 aree metropolitane più popolose degli Stati Uniti dal 1993 al 2017. Le donne – prosegue l'Eshre – hanno maggiori probabilità di soffrire di ipertensione, di esiti peggiori della gravidanza e degenze ospedaliere più lunghe. Non solo. L'esposizione del feto al calore eccessivo potrebbe causare effetti negativi a lungo termine, ad esempio sulle capacità cognitive. Infine, i tassi di natalità mostrano un'associazione significativa con le temperature estreme.  "E' tempo di agire", affermano gli esperti, riuniti a congresso ad Amsterdam, sollecitando "politiche per affrontare gli effetti del cambiamento climatico sulla salute riproduttiva: dare priorità alla ricerca sugli impatti dell'inquinamento atmosferico e dell'esposizione al calore sulla fertilità e gravidanza per guidare lo sviluppo di misure protettive; promuovere azioni rapide, etiche e durature per ridurre le emissioni di Co2 e l'inquinamento atmosferico con l'obiettivo di raggiungere zero emissioni nette di Co2 entro i prossimi 20 anni; realizzare politiche ambiziose e investimenti economici per ottenere sostanziali riduzioni delle emissioni di Co2, migliorare la qualità dell'aria e stabilizzare l'aumento delle temperature globali entro 1,5 gradi C".  —[email protected] (Web Info)

Minori: adolescenti e alcol, il 75% si è ubriacato almeno una volta

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(Adnkronos) – Un rapporto critico tra adolescenti e alcol, non tanto per la frequenza, ma per l'utilizzo 'da sballo': oltre 7 ragazzi su 10 si sono ubriacati almeno una volta, secondo i primi risultati dell'indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, edizione 2024, realizzata da Laboratorio adolescenza e Istituto di ricerca Iard, con il supporto operativo di Mediatyche Srl, su un campione nazionale rappresentativo di 3.427 studenti tra i 13 e i 19 anni. In generale bevono alcol più volte alla settimana meno del 15% dei maschi e uno scarso 10% delle femmine, e il 50% afferma di non bere mai alcol. Ma tra i non astemi il 75% si è ubriacato almeno una volta, il 32% dei quali più di 3 volte. E nella fascia degli ultimi 2 anni di scuola superiore, la percentuale di chi si è ubriacato più di 3 volte sale al 45% e la percentuale di chi non si è mai ubriacato scende all'11%. Una sorta di 'passaggio obbligato', dunque, dove nel 20% dei casi il condizionamento degli amici è forte. La percezione degli adolescenti, inoltre, è che bere alcol faccia molto meno male alla salute che fumare sigarette e meno male anche di quello che può derivare da una vita stressante. Alla domanda 'quanto sei d'accordo nell'affermare che bere alcol può provocare problemi di salute?', solo poco più del 30% ha risposto 'molto d'accordo', mentre il 40% si è indirizzato su un più vago 'abbastanza d'accordo'. Forse hanno ragione nel desiderare che la scuola dia loro informazioni più precise al riguardo.  L'emergenza alcol – afferma Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica pediatrica dell'Università di Pavia e membro del Consiglio direttivo di Laboratorio adolescenza – è forse oggi una delle maggiori per quel che riguarda l'adolescenza. Ogni sabato sera, tanto per citare un caso pratico, il Pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia si prepara alla sfilata notturna di adolescenti e giovani adulti con disturbi legati all'abuso di sostanze alcoliche. Malessere, stato confusionale, fino ad arrivare a vere e proprie intossicazioni e al coma etilico. A volte sono i genitori, ma spesso sono altri giovani, gli amici, che accompagnano al pronto soccorso, spaventati, il loro o la loro socia di bevute". "Ma, al di là del superamento del momento critico, quello che i giovanissimi sembrano non comprendere – evidenziano gli autori dell'indagine – è la pericolosità dell'alcol non solo nell'immediato dell'ubriacatura, ma anche a medio e lungo termine. Di fronte a questa situazione, l'impegno dei pediatri e dei medici di famiglia deve essere massimo per affrontare attivamente l'argomento con i loro pazienti adolescenti per fare prevenzione". "L'86% dei giovani intervistati considera il fare uso di droghe sintetiche un fattore di alto rischio per la salute. Il dato cala vertiginosamente a un 33,9% quando si fa riferimento all'alcol. Secondo l'Oms – sottolinea Giada Giglio Moro, psicologa e psicoterapeuta di Milano – l'alcol rientra tra la classificazione delle droghe, per cui appare chiara una grave disinformazione riguardo al fatto che l'alcol è a tutti gli effetti una droga. Questa differenza nella percezione del rischio può essere molto pericolosa ed è più che mai necessario aiutare i ragazzi ad interrogarsi circa le ragioni che li conducono a fare uso e abuso di alcol".  Dietro questa scelta "c'è sempre un tentativo di gestire qualcosa, e l'alcol interviene come apparente soluzione a questi problemi. Allora sarebbe opportuno – suggerisce l'esperta – fare prevenzione là dove i ragazzi sono, online e offline, ovvero sui canali digitali e nelle scuole, per aiutarli a trovare modalità adattive che rispondano in modo efficace a ciò che li turba dentro, che li aiuti nella regolazione delle proprie emozioni, nel loro processo di crescita e di sviluppo, al fine promuovere il loro bisogno evolutivo di esplorazione e di non permettere all'alcol, come ad altre sostanze, di mettere un punto alla loro ricerca di sé".  —[email protected] (Web Info)

**Estate: nel beach volley infortuni in difesa e schiacciata, ‘50% a caviglia e ginocchio’**

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(Adnkronos) – E' uno degli sport più amati e praticati in estate sulle spiagge e dal 1996 – con i Giochi olimpici di Atlanta – il beach volley è diventato anche uno sport olimpico e lo vedremo a Parigi 2024. "In generale giocare a pallavolo sulla spiaggia comporta un aumento del rischio di infortuni legati a cadute e distorsioni, mentre l'attività indoor o su campi duri può comportare un maggiore sovraccarico articolare e della colonna vertebrale. I 3 infortuni acuti più comuni nel beach volley sono le distorsioni di caviglia e al ginocchio e i traumi contusivi/distorsivi delle dita. Questi 3 tipi di infortuni rappresentano fino alla metà di tutti gli infortuni acuti subiti giocando sulla sabbia e spesso comportano l'assenza prolungata dal gioco o dagli allenamenti". Così Andrea Bernetti, vice presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), fa il punto per l'Adnkronos Salute sui rischi dei 'crack' legati al beach volley, nel primo di 3 focus sugli sport da spiaggia più diffusi in estate.  "Inoltre, secondo una ricerca, l'incidenza di infortuni – prosegue l'esperto – era di 4,9 ogni 1.000 ore di beach volley e 4,2 infortuni ogni 1.000 ore di pallavolo indoor. In questo sport, la maggior parte degli infortuni si verifica durante la difesa in campo e la schiacciata, mentre nella pallavolo indoor la maggior parte degli infortuni si verifica durante il muro e la schiacciata".  Secondo il medico fisiatra, "mentre gli agonisti giocano durante tutto l'anno, a livello amatoriale questa attività naturalmente si intensifica durante l'estate e in vacanza. Questo – riflette – predispone ad un maggiore rischio di infortuni, soprattutto se si conduce una vita sedentaria e quindi si gioca con poco allenamento alle spalle". Altri infortuni possono "colpire le spalle – puntualizza – come ad esempio la tendinopatia della cuffia dei rotatori e le lesioni del labbro glenoideo".   Bisogna anche considerare come, quando giocato come da regolamento con solo due giocatori sul campo rispetto ai 6 del volley tradizionale, "nel beach volley il volume dei movimenti ripetitivi e le differenze nelle azioni tecniche portano i giocatori a compiere più movimenti ogni partita – ricorda Bernetti – Anche le condizioni climatiche possono influire sul rischio di infortunio: il caldo con eccessiva disidratazione può predisporre gli atleti a maggiore fatica e quindi peggiore controllo articolare".  "Come in qualsiasi altro sport a qualsiasi livello, la prevenzione è possibile con un po' di attenzione e durante l'allenamento e le partite. Sono in particolare importanti gli esercizi dedicati all'equilibrio, soprattutto perché – conclude il fisiatra Bernetti – il beach volley si gioca su una superficie irregolare. Inoltre è molto utile fare attenzione alla tecnica di salto e di caduta e rinforzare la muscolatura degli arti inferiori. Non bisogna poi dimenticarsi di idratarsi a sufficienza durante l'attività fisica". —[email protected] (Web Info)

Bellezza: +20% botulino in Italia, ritocchi senza bisturi 2 volte più graditi

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(Adnkronos) – Sempre più botox in Italia. L'anno scorso "i trattamenti estetici non chirurgici con tossina botulinica sono stati 195mila, circa 34mila in più rispetto all'anno precedente" quando erano stati circa 161mila: un "+21%. E, in generale, gli interventi estetici non chirurgici si confermano essere quasi il doppio di quelli chirurgici". A sottolineare il trend è Giovanni Salti, presidente dell'Associazione italiana terapia estetica botulino (Aiteb), commentando il '2023 Isaps International Survey', studio dell'International Society of Aesthetic Plastic Surgery che fotografa annualmente l'andamento delle procedure di medicina estetica nel mondo. Nel nostro Paese, complessivamente, l'anno scorso sono state 757.442, di cui circa 262mila chirurgiche e circa 495mila 'senza bisturi'. Tra gli interventi non chirurgici, dominano le procedure iniettabili: botulino in primis, seguito dalle iniezioni di acido ialuronico (190mila circa nel 2023) e, a grande distanza, da quelle di idrossiapatite di calcio (12mila circa). Fra gli altri trattamenti 'bisturi-free', fanno registrare numeri significativi anche l'epilazione (26mila circa) e i peeling chimici (22mila circa). Tra le procedure chirurgiche, invece, sul primo gradino del podio c'è l'ingrandimento del seno (quasi 39mila casi), seguito da interventi alle palpebre (31mila), miglioramento delle labbra/procedura periorale (27mila), liposuzione (26mila) e rinoplastica (18mila). "Il trattamento con tossina botulinica – afferma Salti – si conferma al primo posto nella classifica mondiale con quasi 9 milioni di interventi, che riguardano sia donne che uomini in diverse fasce d'età. Un primato che apprezziamo anche nel nostro Paese e che certifica come questa rappresenti, per i pazienti che non intendono ricorrere a pratiche chirurgiche, una soluzione sicura ed efficace. In Italia – rileva il presidente Aiteb – le pratiche cosmetiche che vertono su interventi come il ringiovanimento facciale, peeling chimici, rassodamenti della pelle o trattamenti anticellulite sono tutte in aumento. La nostra medicina estetica conferma dunque un ruolo di eccellenza all'interno del contesto internazionale, sia guardando alla domanda interna, sia al turismo medico che siamo in grado di attrarre ogni anno da diverse parti del mondo". —[email protected] (Web Info)

Cavalcanti (Sidp): “Sanguinamento gengive primo campanello allarme”

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(Adnkronos) – "Il primo campanello d'allarme per le malattie parodontali in generale, quindi anche per le forme più lievi, come le gengiviti, è una gengiva rossa che sanguina. Il sanguinamento con lo spazzolamento è già un segno che deve mettere in allarme. Abbiamo pazienti che si rivolgono a noi, al parodontologo o comunque al dentista, perché riferiscono per esempio di trovare, la mattina, il cuscino sporco di sangue: sono già dei sanguinamenti spontanei che danno l'idea di qualcosa di più grave. Anche accorgersi di avere dei denti mobili, o la loro migrazione, è un altro segnale. E' importante cercare di accorgersi dei sintomi precoci e comportarsi di conseguenza". Così Raffaele Cavalcanti, vicepresidente della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), spiega all'Adnkronos Salute sintomi e trattamenti della patologia orale, in occasione della Giornata nazionale della parodontite. "Come tutti i pazienti che hanno altre condizioni di infiammazione cronica sistemica, anche il paziente con la parodontite – aggiunge Cavalcanti – deve fare una terapia costante che può avere una fase attiva e una fase di supporto, di mantenimento. La terapia è efficace, ma ha bisogno poi di un programma, di richiami personalizzati nel tempo, in base alle condizioni iniziali in cui troviamo i nostri pazienti e alle condizioni al termine della fase attiva di trattamento. Gli intervalli più rigorosi, per pazienti più a rischio, sono di circa 4 mesi, quindi 3 volte all'anno. Quelli invece con un profilo di rischio più basso possono avere degli intervalli un po' più lunghi". A tale proposito, sull'incidenza della parodontite, "non c'è una grande differenza tra i due generi, ma ci sono degli stili di vita che sono più comuni alla popolazione maschile, uno su tutti il fumo, per esempio, oppure un regime alimentare non adeguato e, in generale, per tutti la scarsa attività fisica, che sono dei fattori che predispongono alla malattia". Le tecnologie "ci hanno consentito, in linea generale, di fare passi da gigante – osserva l'esperto – Per quanto riguarda l'aspetto diagnostico, lo strumento tuttora di riferimento è manuale, la sonda parodontale, una specie di righello molto piccolo e sottile per misurare una serie di aspetti, ma anche per esempio la risposta al sondaggio dei tessuti con il sanguinamento. Ci sono poi degli esami diagnostici più avanzati, dalla radiologia di secondo livello, agli esami tridimensionali – conclude Cavalcanti – che possono integrare il percorso diagnostico iniziale che associa, al sondaggio parodontale, radiotografie classiche bidimensionali, soprattutto per i programmi terapeutici e per eventuali percorsi chirurgici: per l'inserimento di impianti, la radiologia di secondo livello e delle immagini 3D possono essere utili". —[email protected] (Web Info)

Salute, Gianserra (Sidp): “Parodontite pesa su casse Ssn, diagnosi precoce è tutto”

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(Adnkronos) – "Il 50% della popolazione italiana soffre con una forma di parodontite, di questi almeno il 13-15% convive con forme gravi e invalidanti che portano alla perdita dei denti e della funzione masticatoria, quindi è una patologia che ha un impatto importantissimo sulla qualità di vita del paziente e sulle casse del nostro Servizio sanitario nazionale. Per questi motivi la diagnosi precoce è tutto". Così all'Adnkronos Salute Rodolfo Gianserra, tesoriere della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), in occasione in occasione della Giornata nazionale della parodontite che si celebra oggi.  E' una patologia "che può essere curata e può essere prevenuta, soprattutto nelle forme iniziali – assicura Gianserra – invece più la diagnosi è tardiva e maggiori sono i costi per le cure a cui dovrà sottoporsi il paziente". La prevenzione e l'igiene costante "iniziano a casa con delle buone procedure", con il lavaggio dei denti 3 volte al giorno. "A questa si aggiunge l'igiene eseguita dal dentista o dall'igienista, in questo modo rendiamo la parodontite praticamente curabile e prevenibile con costi economici minimi". Se invece "dobbiamo trattare forme di parodontite più avanzate di stadio 3 o di stadio 4 – rimarca lo specialista – questo comporta dover fare terapie di igiene professionale, interventi chirurgici, sostituzioni di elementi dentari, protesi, impianti, con costi che oggi sono decisamente molto elevati". La diagnosi precoce presuppone che ci sia una consapevolezza da parte del cittadino. "Purtroppo questa consapevolezza non c'è come vorremmo – lamenta Gianserra – Noi come Sidp lavoriamo per rendere il cittadino partecipe della propria diagnosi e cura puntando sull'informazione, attraverso il nostro numero verde 800144979, attivo tutto l'anno, e promuovendo la Giornata nazionale della parodontite. Tutte iniziative che servono per sensibilizzare la popolazione su questa patologia ancora poco nota, ma che si può prevenire e curare". Per saperne di più il cittadino intanto deve recarsi dal proprio dentista e "richiedere una visita parodontale, durante la quale non basta essere guardati in bocca superficialmente, ma è necessario l'utilizzo di un righello, di una sonda millimetrata, che permette al dentista di fare diagnosi precoce. Quindi questa è la prima cosa che tutti i cittadini dovrebbero già iniziare a capire". Queste informazioni "sono tutte disponibili sul sito della Società italiana di parodontologia e implantologia (https://www.sidp.it/) e su www.gengive.org", conclude. —[email protected] (Web Info)

Ucraina-Russia, Orban e la lettera all’Ue: “Guerra danneggia cittadini europei”

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(Adnkronos) – Il premier ungherese Viktor Orban ha giustificato la missione a Mosca e l'incontro con il presidente russo Vladimir Putin, che non ha concordato con i vertici Ue, parlando dell'impatto negativo che la guerra in Ucraina ha per i cittadini europei. E' quanto si legge in una lettera ottenuta dalla Dpa, datata 5 luglio – lo stesso giorno della visita – e indirizzata al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e ad altri leader Ue. "Gli effetti economici negativi della guerra pongono un onere pesante sulle vite di ogni giorno dei nostri cittadini e sulla competitività dell'Unione Europea", è la tesi sostenuta da Orban, da nove giorni presidente di turno del 27.  Nella lettera, il premier ungherese riporta le impressioni avute dall'incontro con Putin avvenuto venerdì scorso, con il presidente russo convinto di avere il tempo dalla sua parte e sorpreso per il fatto che Kiev non abbia accettato le sue condizioni per il cessate il fuoco. Secondo quello che scrive Orban nella lettera ai colleghi di Bruxelles, sulla base dei colloqui avuti con il presidente russo, "c'è adesso un'opportunità più grande per un cessate il fuoco e per un percorso verso colloqui di pace". Quindi, il premier ungherese esorta i 27 a prendere l'iniziativa, in una fase in cui "la leadership politica degli Stati Uniti è limitata a causa della campagna elettorale in corso". La missione a Mosca di Orban sarà domani al centro di una riunione dei rappresentanti permanenti presso l'Ue, con l'ambasciatatore ungherese invitato a "dare chiarimenti".   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Giochi, focus a Roma su Adi: il futuro tra sostenibilità, innovazione e fiscalità

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(Adnkronos) – Si è tenuto oggi a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos il convegno 'Proiettare gli Adi nel futuro: sostenibilità, innovazione e fiscalità' organizzato da As.Tro Confindustria Sit, sezione Concessionari di Rete, di cui fanno parte Cirsa, Codere Network, Netwin e Nts. Obiettivo dell’incontro, diffondere le analisi condotte dalla Cgia di Mestre e dalla Luiss, in collaborazione con Prisma spa. “Il momento è particolarmente caldo. Si stanno scrivendo le regole per continuare a raccogliere gioco nei prossimi anni sul canale fisico. Le aspettative sono tante, stante la situazione di difficoltà che stanno attraversando alcuni segmenti del comparto fisico – spiega Marco Zega, direttore Affari Istituzionali e Sviluppo Business di Codere Italia – Innanzi tutto ci si aspetta che il percorso della riforma porti al superamento delle barriere ideologiche, in secondo luogo, il riconoscimento che l’attuale modello distributivo, composto sia da ambienti di gioco specializzati che generalisti, è l’unico che assicura al contempo l’invarianza di gettito richiesta dal legislatore ed il contenimento dell’offerta illegale. L’offerta sul canale generalista permette, infatti, quella capillarità necessaria per porre un argine all’offerta illegale. Infine, la definizione di regole certe, equilibrate e stabili nel tempo. Regole che permettano di realizzare le gare per l’aggiudicazione delle nuove concessioni. Alla luce di queste considerazioni cercheremo di fare proposte concrete e sostenibili per il settore evidenziando come un cambio nella fiscalità potrebbe rivitalizzare questa tipologia di prodotti di gioco".  Il mercato del gioco pubblico, precisa Armando Iaccarino, presidente Centro Studi As.Tro Confindustria Sit, "cresce costantemente e vede rapidi spostamenti dell’interesse dei consumatori tra prodotti. Dal 2021, il gioco online supera quello fisico in termini di raccolta. Le istituzioni devono quindi affrontare sfide nella gestione del gettito erariale e nella sicurezza del sistema, considerando le tecnologie collaudate per controllare illegalità e dipendenze e prevedere nuovi apparecchi. Il gettito proviene principalmente dagli apparecchi da intrattenimento nel canale fisico, installati negli esercizi cosiddetti generalisti. Un miglioramento può derivare dalla formazione dei titolari dell'offerta di gioco, in collaborazione con i presidi sanitari, per creare una rete di offerta controllata e stabile nel tempo". “Oggi affrontiamo la sfida del riordino fisico rispetto al quale l’auspicio è che non vengano lasciate indietro le Pmi che, fino ad oggi, a contatto quotidiano con i territori hanno contribuito alla tenuta del ‘sistema gioco pubblico legale’ nel nostro Paese”, dichiara Isabella Rusciano, coordinatrice dell’Associazione As.Tro Confindustria Sit. “Le attuali dinamiche di mercato sono cambiate e fanno registrare una crisi del comparto Adi – continua – come certificano i dati emersi nel convegno di oggi, per cui l’elemento principale da considerare in sede di riordino è la necessità di ricalibrare i valori di gara rispetto a quelli individuati nel 2019".  "Alcune misure – prosegue Rusciano – contenute nella delega fiscale potrebbero essere, inoltre, estremamente impattanti per la tenuta del sistema: per questo motivo Astro insiste nella richiesta di un Tavolo tecnico con i Decisori dove approfondire gli effetti che produrrebbero e studiare eventuali correttivi. Da questo riordino fisico dipende il futuro di migliaia di lavoratori, la garanzia di un gettito erariale rilevante e la tenuta della legalità sui territori: va fatto con massima attenzione ed estrema cautela.” Dal 2004 ad oggi il nostro paese ha creato la più grande rete telematica di controllo per gli apparecchi da gioco: nel 2004 erano 113.000, nel 2015 hanno raggiunto il picco di 420.000 unità, e oggi le Awp collegate sono circa 250.000. Unica parte della conferenza Stato Regioni attuata completamente. Gennaro Parlati, presidente di Acmi Confindustria, ricorda che “la rete legale ha da sempre protetto il giocatore, contrastato il gioco illecito e controllato la raccolta erariale. Nonostante una flessione del 17% nella spesa dei giocatori tra il 2019 e il 2022 (da 10,2 a 8,5 miliardi di euro), gli apparecchi da intrattenimento restano fondamentali per la raccolta di gioco legale. Il nuovo ADI dovrà garantire la sicurezza e la tutela del consumatore, prevenire criticità e salvaguardare la raccolta erariale”. A illustrare i risultati della ricerca, Umberto Monarca, docente di Economia industriale alla Luiss, Università Guido Carli di Roma, in collaborazione con Marco Piatti, esperto analista del Settore e amministratore di Prisma spa hanno presentato. La pandemia ha inciso in un contesto, quello degli Adi (Apparecchi da intrattenimento), che stava attraversando una già complessa fase di riorganizzazione, dovuta da una parte alla forte riduzione della rete di gioco fisica, dall’altra all’espansione del gioco online. Nel dettaglio, la rete di vendita per le AWP dal 2016 al 2019 passa da 85.025 punti vendita a 59.960 per poi attestarsi a poco più di 52.000 punti nel 2023. La spesa per il gioco on line cresce in modo esponenziale: nel 2016 era di appena 440 milioni di euro, per poi crescere fino a 830 milioni di euro nel 2019, raddoppiare alla fine della pandemia (1,773 miliardi di euro nel 2021) e continuando a crescere a ritmi importanti fino ai 2,4 miliardi di euro attesi a fine 2023. Un importante effetto connesso a questi cambiamenti nelle dinamiche di sviluppo dei diversi giochi è la variazione del gettito fiscale: sulle Awp, infatti, il gettito fiscale è calato di quasi un miliardo di euro dal 2019 al 2023, dai 4,9 miliardi di euro del primo anno considerato ai 4,05 attesi a fine 2023, mentre sulle Vlt il gettito fiscale è passato dagli 1,8 miliardi di euro del 2019 ai 1,44 miliardi attesi a fine 2023, circa 400 milioni di euro in meno. A queste forti riduzioni sugli ADI non sono seguite altrettanti importanti incrementi di gettito fiscale su altri giochi, caratterizzati da aliquote fiscali più basse. Il gioco on line, nonostante la forte espansione che ha riscontrato tra il 2019 ed il 2023 ha generato un incremento di gettito fiscale di poco superiore a 400 milioni di euro (dai 215 milioni di euro del 2019 ai 630 milioni di euro attesi a fine 2023). Lo studio di Prisma spa e Grif 'Fabio Gobbo' Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie Luiss si inserisce in questo contesto in piena evoluzione, analizzando gli effetti su Awp e Vlt di un cambio di regime fiscale che utilizzi come base di riferimento per il calcolo delle imposte la spesa e non più la raccolta come nel regime vigente. Il cambio di regime fiscale analizzato, infatti, permetterebbe ai concessionari un maggiore margine di manovra sul payout, con l’obiettivo finale di rilanciare i predetti giochi, con la conseguenza anche di arrestare il correlato calo di gettito fiscale che si è registrato su Awp e Vlt negli ultimi anni.  Nonostante si proponga un cambio di regime per Awp e Vlt spostando l’oggetto della tassazione dalla raccolta, come nella normativa vigente, alla spesa, come nella simulazione, le variazioni proposte nella tassazione di Awp e Vlt possono essere considerate marginali. Nel 2023, infatti, il rapporto tra gettito fiscale e spesa, che corrisponderebbe all’aliquota sulla spesa che si dovrebbe adottare nel 2023 per avere lo stesso gettito fiscale ottenuto tassando invece la raccolta, per le Awp è stimabile al 68,9% e per le Vlt al 54,8%, per cui nel modello è ipotizzata sostanzialmente invariata la tassazione per le Vlt e per le Awp è proposta una riduzione di poco meno di due punti percentuali. I principali risultati dell’analisi economica posso essere riassunti in diversi punti: i livelli di raccolta per tutte le tipologie di gioco analizzato evidenziano una consistente e marcata correlazione rispetto al Pil; il trend di crescita dei Casino Games, il più importante osservato nel periodo di osservazione, non mostra significativa correlazione rispetto all’andamento delle altre variabili considerate nell’analisi, non mostrando quindi una significativa correlazione statistica rispetto ai trend ed ai payout di Awp e Vlt; una significativa correlazione è riscontrata in relazione all’elasticità della spesa delle Awp rispetto al proprio prezzo e all’elasticità incrociata della spesa dei Gratta e Vinci e del Superenalotto rispetto al prezzo delle Awp; la variazione della spesa per le Vlt in relazione ai dati di payout registrati non sembra essere significativamente correlata al proprio payout. E ancora: la variazione di regime fiscale per le Vlt laddove i livelli di payout e aliquota fossero fissati su parametri equivalenti a quelli registrati nel 2023, risulta irrilevante per poter modificare il trend in atto; la variazione di regime fiscale sulle Awp, con conseguente possibilità di incrementare il payout al 72%, potrebbe rivitalizzare il gioco, che ha sofferto molto sia della riduzione dei punti vendita sia dalla riduzione del payout, generando un aumento di spesa di 637 milioni di euro. Il risultato stimato è un incremento atteso di spesa rispetto ai dati del 2023 per le Awp pari a 637,21 milioni di euro, con un gettito fiscale aggiuntivo di 280 milioni di euro. "Il cambio di regime fiscale sulle Awp con una tassazione sulla spesa potrebbe consentire ai concessionari moderati incrementi di payout rispetto alla situazione attuale. Con un payout al 72% si potrebbe rivitalizzare il gioco, che ha sofferto molto sia a causa della riduzione dei punti vendita sia per la riduzione del payout, senza inficiare il gettito fiscale complessivo, generando un aumento di spesa di 637 milioni di euro a sostanziale invarianza di gettito rispetto alla situazione attuale (2023)”, evidenzia Umberto Monarca, docente di Economia industriale alla Luiss. Per Marco Piatti, esperto analista del Settore e amministratore di Prisma spa, "il prodotto Awp è storicamente il prodotto che genera il maggiore fatturato per lo Stato. Negli ultimi anni i flussi di introiti hanno visto un andamento decrescente. L’adozione di una diversa base imponibile per la determinazione dell’imposta sugli apparecchi da intrattenimento potrebbe rappresentare una misura in grado di interrompere la tendenza di contrazione dei volumi giocati consentendo agli operatori di agire sulla leva del payout per garantire una maggiore attrattività del prodotto abbassando il prezzo dell’intrattenimento. Una misura funzionale all’obiettivo di neutralità finanziaria indicata dalla Legge delega al Governo per la riforma fiscale". Esperienze nazionali e internazionali dimostrano come il passaggio della base imponibile dalla raccolta alla spesa di gioco non determini perdita di introito erariale. L’aumento di competitività del prodotto nel complessivo mercato dei giochi, nonché più specificatamente nei giochi maggiormente in competizione tra di loro, si stima possa generare quell’aumento di spesa necessaria a compensare non solamente la modifica della base imponibile dalla raccolta alla spesa, ma anche ad un eventuale abbassamento della aliquota equivalente. Il governo, sottolinea Riccardo Pedrizzi, senatore e residente Commissione Finanze e Tesoro (2001-2006), "ha finalmente riconosciuto la necessità di un riordino del settore, seguendo gli impegni della Conferenza Stato Regioni del 2017 e le conclusioni della Commissione Finanze e Tesoro del Senato. La nuova normativa mira a salvaguardare l'ordine pubblico, tutelare la salute dei giocatori e contrastare la criminalità organizzata".  "Per conferire dignità ai giochi pubblici legali – continua – è cruciale collegare la vendita di biglietti di concorsi pronostici, scommesse e lotterie a fini sociali e culturali. È inoltre essenziale combattere il gioco clandestino e omogeneizzare le regole e il trattamento fiscale. Il settore dei giochi pubblici legali è innovativo, garantisce sicurezza contro la criminalità organizzata e occupa oltre 100mila persone. Rinunciare a questo comparto significherebbe perdere un significativo contributo al Pil e oltre 12 miliardi di euro di gettito erariale.” Ai lavori ha partecipato Mario Lollobrigida, direttore Giochi Adm: “Il tema del riordino del gioco fisico è di particolare importanza in relazione a quanto ci richiede il legislatore nei principi e criteri direttivi contenuti nell’articolo 15 della legge delega. Prima di qualsiasi altro intervento dobbiamo trovare una sintesi con le Regioni e gli enti locali per superare la situazione di impasse in cui da anni ci troviamo. Fondamentale sarà trovare il giusto dimensionamento delle reti sul territorio a tutela degli interessi erariali, tenendo in debito conto le esigenze di presidio della rete legale, dei consumatori per i rilevanti aspetti in tema di sicurezza e tutela della salute, garantendo altresì le legittime aspettative di stabilità degli operatori”. —[email protected] (Web Info)

Welfare: Adnkronos Q&A, genitori e caregiver, le sfide del lavoro per la cura delle persone

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(Adnkronos) – Donne e uomini. Ma anche madri, padri, caregiver e diversità da includere. L’attenzione alle persone nel mondo del lavoro deve avere una prospettiva larga. Le politiche pubbliche devono fare la loro parte ma molto possono fare anche le aziende. Di questi temi si parlerà durante il nuovo appuntamento Adnkronos Q&A 'La cura delle persone', in programma a Palazzo dell’informazione l'11 luglio, in occasione della Giornata mondiale della Popolazione, con l’obiettivo di far crescere la consapevolezza su alcune tematiche cruciali come l'importanza del controllo familiare sulle nascite, la parità tra i sessi, il contrasto alla povertà, la salute durante la maternità e i diritti umani. Il dibattito, alimentato anche da un sondaggio lanciato da Adnkronos sul proprio portale, sarà aperto da alcune interviste istituzionali che lasceranno poi il posto a una mattina di lavoro focalizzata su due temi principali: work life balance, la ricerca di un equilibrio; parità di genere, il congedo parentale Proprio sul work life balance una recente indagine di Manageritalia offre dei numeri che saranno spunto di riflessione. L’indagine condotta con la collaborazione tecnica di Ipsos, su un campione di 547 manager italiani (58% uomini e 41% donne), evidenzia come nel mondo del lavoro italiano cresca la consapevolezza di un bilanciamento tra genitorialità e carriera per entrambi i genitori. Il 78% dei manager coinvolti considera la parità di genere un problema reale. Riguardo al congedo di paternità, il 61% degli uomini lo vorrebbe obbligatorio; la percentuale sale all’85% tra gli under 45, superiore anche all’83% indicato dalle donne. I principali ostacoli sul posto di lavoro sono considerati in maniera diversa tra uomini e donne: i primi indicano la loro maggiore flessibilità per spostamenti e orari (51% contro il 34% delle donne) e le maggiori assenze delle donne perché impegnate con figli e anziani (46% contro il 36%), la tendenza a favorire carriere maschili (45% contro il 39%), e la valorizzazione maggiormente attribuita agli uomini (43% contro il 41%). Ma le donne indicano al primo posto il pregiudizio sociale che vede gli uomini come più adatti a ricoprire ruoli di alto livello (46% contro il 36% degli uomini).  —[email protected] (Web Info)

Francia, leader socialista Faure: “Pronto a fare il premier”

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(Adnkronos) – "Il blocco arrivato in testa è quello del Front Populaire, ora dobbiamo avere la possibilità di governare". Così il primo segretario del Partito socialista francese, Olivier Faure, in dichiarazioni rilanciate da Bfmtv, dopo i risultati delle elezioni legislative in Francia. Faure si è detto "pronto ad assumere l'incarico" di premier, "ma – ha puntualizzato – nel dialogo con i nostri alleati". "Non può esserci per nessuno – ha detto – una pretesa di egemonia". Il presidente francese Emmanuel Macron sarà lontano da Parigi per almeno 48 ore, tempo di partecipare al vertice dei leader della Nato a Washington. Ma di quelle 48 ore la coalizione di sinistra francese, uscita vincitrice dal ballottaggio di domenica, potrebbe approfittarne per imporsi a Matignon. E' quanto temono gli esponenti più vicini al presidente francese che, secondo fonti citate da Le Figaro, starebbero cercando di convincere Macron ad annullare la visita per gli Stati Uniti in programma per domani mattina. Mentre proseguono le trattative in vista della formazione di un nuovo esecutivo in Francia, i dirigenti di governo e di partiti vicini a Macron stanno facendo pressione per evitare che si assenti. ''Non è questa la strada da seguire. Non è il caso di non andare'' al vertice della Nato, hanno risposto fonti dell'entourage di Macron contattate da Le Figaro. ''Il presidente andrà al vertice della Nato'', hanno ribadito altre fonti. Ma secondo un ministro del governo uscente, che ha preferito rimanere anonimo, ''la sinistra si metterà d'accordo sul nome di un primo ministro e noi dobbiamo organizzarci per essere pronti. Però se il presidente va negli Stati Uniti per due giorni, non faremo nulla''. Insomma, ha avvertito un altro ministro sempre a condizione di anonimato, occorre avviare negoziati rapidi perché è in corso ''una gara di velocità. Andare a Washington per tre giorni quando ogni giorno conta significa speculare sul fatto che la sinistra non riuscirà a mettersi d'accordo. Se ci riusciranno, la pressione al suo ritorno sarà molto forte''. Sulla difficoltà a sbarrare la strada al Nouveau Front Populaire (Nfp), il ministro ha affermato: ''Se fossi di sinistra organizzerei una manifestazione davanti all'Eliseo brandendo le chiavi''. Inoltre, considerato l'inizio della nuova legislatura il 18 luglio, ''ci sono cose di cui possiamo discutere fino al 17 e non dopo. Occorre avere il tempo necessario per condurre un negoziato globale che possa tener conto delle posizioni chiave dell'Assemblea'' nazionale. Gilles Pennelle, direttore generale del Rassemblement National, si è dimesso. La conferma è arrivata a Bfmtv dopo le notizie di Le Monde secondo cui ha rassegnato ieri le dimissioni. Pennelle è stato eletto alle europee del 9 giugno. Con i risultati del voto per le legislative anticipate il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella ha visto aumentare i seggi all'Assemblea nazionale senza però raggiungere l'auspicata maggioranza. Intanto la Procura di Parigi ha aperto un'indagine nei confronti di Marine Le Pen con il sospetto di finanziamenti illeciti alla sua campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2022. Lo riporta l'emittente Bfmtv citando proprie fonti attendibili. L'inchiesta giudiziaria è stata aperta lo scorso 2 luglio, hanno precisato le fonti. Quello che viene contestato è il prestito, da parte di una persona giuridica, a un candidato in campagna elettorale. Quindi l'accettazione, da parte di un candidato in una campagna elettorale, di prestiti elargiti da una persona giuridica. Contestata anche l'appropriazione indebita di beni da parte di soggetti che esercitano funzioni pubbliche e la frode commessa ai danni di una persona pubblica. La fonte giudiziaria citata da Bfmtv ha spiegato che è stato contestato anche il reato di falsificazione e l'uso di falsi. —internazionale/[email protected] (Web Info)