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Infertilità, dieta personalizzata con la radiografia ‘full body’

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(Adnkronos) – Dieta anti-infertilità personalizzata con una radiografia 'full body' per valutare la composizione corporea della donna e creare per lei un percorso di nutrizione finalizzato a ottimizzare le chance di concepimento. Questo l'approccio testato dagli esperti nutrizionisti del gruppo Genera, guidati dalla biologa Gemma Fabozzi, responsabile del centro B-Woman per la salute della donna, in collaborazione con l'équipe di Laura di Renzo, professoressa ordinaria di Nutrizione clinica dell'Università Tor Vergata di Roma, che hanno presentato i risultati del loro test pilota al 40.esimo congresso della Società europea di Medicina della riproduzione ed embriologia (Eshre), in corso ad Amsterdam. "E' noto dai dati presenti in letteratura – spiega Fabozzi, prima firma del lavoro – che essere sottopeso, sovrappeso oppure obese aumenta il rischio di ripetuti fallimenti d'impianto dell'embrione o di aborto spontaneo, probabilmente a causa del ruolo chiave che il tessuto adiposo esercita nella riproduzione". Ma non è una banale questione di peso. "L'indice di massa corporea (Bmi) è l'indicatore più utilizzato per definire le caratteristiche antropometriche, ma – sottolinea l'esperta – rappresenta un indicatore inadeguato della composizione corporea, con il rischio di calcolare erroneamente la percentuale di massa grassa e di sottostimare il possibile fallimento riproduttivo. Questo studio ha voluto analizzare la composizione corporea dei pazienti infertili mediante assorbimetria a raggi X a doppia energia (Dxa), il gold standard per il calcolo e la localizzazione della massa magra, indipendentemente dal peso corporeo, fornendo un'immagine tridimensionale delle densità degli organi corporei. Una strada che si può percorrere soprattutto per elaborare piani nutrizionali personalizzati per le pazienti con problemi di infertilità". La sperimentazione ha coinvolto 66 donne, di cui 50 già con figli e 16 con una storia di ripetuti fallimenti di impianto di embrioni prodotti con la fecondazione assistita. E' stata eseguita una caratterizzazione della composizione corporea mediante Dxa ed è stato scoperto che "tale composizione e anche la densità ossea sono diverse tra pazienti fertili e infertili: rispetto alle prime, le donne infertili che erano ricorse senza successo alla Pma mostrano differenze nella distribuzione dei tessuti soprattutto nella parte inferiore del corpo, e nella mineralizzazione ossea".  "Anche l'analisi del microbiota – prosegue Fabozzi – ha dimostrato delle differenze significative tra i due gruppi: le pazienti infertili hanno una aumentata percentuale di proteobatteri ed enterobatteriacei, che poi sono quei batteri che comunemente causano problematiche di infezioni vaginali che sappiamo essere un fattore di rischio per l'impianto dell'embrione. Una percentuale di gran lunga maggiore rispetto al 4%, in media, di presenza normale di questi microrganismi".  "E' fondamentale – evidenza di Renzo – la determinazione della massa corporea, distinta in muscolare, grassa e ossea. La condizione di infertilità è infatti caratterizzata da una riduzione della massa magra con conseguente aumento ed espansione proporzionale della massa grassa, non solo a livello viscerale, ma anche periferico. Inoltre, rispetto alle donne fertili, quelle con problemi di infertilità presentano una minore massa ossea a livello del tronco. Una condizione che si presenta a prescindere dal Bmi della paziente", rimarca. "L'obiettivo è quello di arrivare a rendere più oggettivo il modo in cui siamo in grado di valutare la composizione corporea di una donna infertile – rimarca Fabozzi – Oggi ci basiamo sulla Bia (bioimpedenziometria), sul Bmi e sul peso, che sono indici di analisi abbastanza imprecisi, ma anche di facile utilizzo. Con la Dxa, una sorta di radiografia full body, possiamo studiare quanta massa magra e grassa sono presenti, come si distribuiscono, insieme a una fotografia della composizione ossea e lipidica che a quanto pare varia fra chi è fertile e chi è infertile. Questo è un punto di partenza importante. Gli studi dovranno ora proseguire per capire meglio queste differenze, individuare le pazienti a rischio infertilità e arrivare a elaborare per ognuna una terapia nutrizionale e di stili di vita mirata". —[email protected] (Web Info)

Elezioni Usa, Trump: “Biden non si arrenderà per il suo ego”

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(Adnkronos) – Donald Trump ritiene che Joe Biden resterà in corsa per la Casa Bianca, nonostante le pressioni crescenti all'interno del Partito Democratico affinché si ritiri a causa dei dubbi sulle sue capacità cognitive ed il calo nei sondaggi. "Mi sembra che sia molto probabile che rimanga (nella corsa alla presidenza, ndr). Ha un ego e non vuole arrendersi. Non vuole farlo", ha dichiarato l'ex presidente e candidato repubblicano in un'intervista alla rete televisiva Fox. Trump è poi tornato sul dibattito di Atlanta, spiegando che durante il faccia a faccia ha visto Biden "con un aspetto molto pallido" e ha pensato che "la sua voce fosse debole". "Non sapevo esattamente cosa stesse succedendo – ha proseguito Trump – È stato un dibattito strano perché per un paio di minuti le risposte che ha dato non avevano molto senso. Quando ha parlato, aveva uno sguardo nel vuoto, come se fosse fuori combattimento". Secondo il tycoon, le dichiarazioni di Biden "non erano nemmeno risposte", ma solo "parole messe insieme senza alcun significato".  Trump infine ha osservato che, a suo avviso, il Paese si sta dirigendo "verso la terza guerra mondiale, con quest'uomo che semi-gestisce le cose, perché non le sta gestendo".  —internazionale/[email protected] (Web Info)

In 10 anni +30% bimbi da fecondazione assistita in Italia

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(Adnkronos) – Nell'Italia delle culle vuote, sempre più bimbi nascono dalla fecondazione assistita. Si è passati, in media, dal 32% nel 2010 al 42% nel 2020, circa il 30% in più, con picchi fra il 70% e l'80% nelle donne 'under 38'. Questo progressivo aumento è anche il frutto di 5 strategie che hanno migliorato i tassi di successo della Pma in 10 anni, secondo un esteso studio firmato dal gruppo Genera e presentato al 40.esimo congresso della Società europea di Medicina della riproduzione ed embriologia (Eshre), in corso ad Amsterdam.  Le cinque strategie vincenti sono le terapie ormonali personalizzate e mai uguali da donna a donna, mirate a ridurre rischio di complicanze, come l'iperstimolazione ovarica, senza però compromettere il risultato; la coltura a blastocisti, cioè portare gli embrioni prodotti in laboratorio al quinto-settimo giorno di sviluppo, lo stadio più adatto a facilitare poi l'impianto in utero; l'approccio freeze-all, cioè la scelta di congelare i gameti e gli embrioni prima di procedere con il trasferimento, in modo da avere tempo per ottimizzare le condizioni dell’utero materno; il test genetico pre-impianto che consente di conoscere lo stato di salute degli embrioni prima del transfer e, infine, la più recente adozione dell'approccio multiciclo, cioè la sensibilizzazione della coppia a 'non mollare' – spiegano gli esperti – e a considerare la Pma come un percorso, le cui potenzialità spesso non si concretizzano in un solo tentativo ma, in media, in almeno tre.  Dal 2004, quando è entrata in vigore la legge 40 sulla Procreazione medicalmente assistita, a oggi sono nati ben 217.000 bambini con il ricorso alle tecniche di Pma, attualmente il 4% delle nascite che avvengono ogni anno nel nostro Paese (dati Iss). "Nel corso degli ultimi 10 anni, il periodo di tempo che abbiamo preso in considerazione per questo studio – illustra Alberto Vaiarelli, primo autore del paper, ginecologo e coordinatore medico-scientifico del centro Genera di Roma – l'implementazione e la crescente adozione di questi approcci hanno migliorato i risultati della fecondazione in vitro. L'indicatore principale del successo della fecondazione in vitro è il tasso cumulativo di bambini nati, ma ci sono altri risultati da considerare per una valutazione più approfondita dell'efficacia e dell'efficienza del trattamento, compreso il tempo necessario per arrivare ad avere un bambino, il tasso di aborto spontaneo e la prevalenza di gravidanze gemellari. Inoltre, la coppia dovrebbe essere sempre messa nelle migliori condizioni – sottolinea – per pensare a un progetto di family planning, puntando ad avere più di un bambino, quando possibile".  Lo studio si è basato analizzando i dati di 6.600 coppie sottoposte a Pma nel centro Genera di Roma, divise in 11 gruppi in base all'anno del loro primo trattamento (2010-2020) e confrontate per verificare la nascita di un bambino entro 3 anni, la prevalenza di aborto spontaneo e di parto gemellare e la prevalenza di parti singoli di più di 2 bambini entro 6 anni. La stimolazione ormonale è avvenuta con protocolli diversi, tutti i pazienti sono stati sottoposti a Icsi (l'inseminazione intracitoplasmatica, ossia la tecnica di laboratorio che consente l'inserimento di un singolo spermatozoo all'interno dell'ovocita maturo) su ovociti freschi, ma con coltura al secondo-terzo giorno di sviluppo o a blastocisti (5-7 giorni), trasferimento a fresco o con freeze-all di embrioni non testati con Pgt o testati e risultati cromosomicamente sani (euploidi), trasferimenti di embrioni singoli o multipli. E' emerso che, nel corso degli anni, l'adozione delle strategie ipotizzate dagli esperti come le migliori per ottimizzare i tassi di successo è aumentata progressivamente. Con l'effetto di un continuo miglioramento del tasso cumulativo di bambini nati entro 3 anni: è aumentato in media dal 32% nel 2010 al 42% nel 2020, con picchi fra il 70% e l’80% nelle donne 'under 38' in caso di normale riserva ovarica. Contemporaneamente è dimezzato il numero delle donne che hanno subito un aborto spontaneo (dal 12% a meno del 6%) e sono diminuite le donne con parto gemellare (dal 7,5% allo 0,5%). "I progressi clinici e di laboratorio – chiosa Vaiarelli – hanno migliorato l'efficacia e l'efficienza della fecondazione in vitro nel tempo, soddisfacendo anche il desiderio di pianificazione familiare. Le tecnologie che abbiamo in serbo per il futuro e il miglioramento dei flussi di lavoro ci serviranno per raggiungere l’obiettivo di una riduzione dell'abbandono del trattamento da parte delle coppie. Questo significa concepire la Pma come un percorso, e non come un singolo tentativo". —[email protected] (Web Info)

Afa e picchi di oltre 40°C, Italia nella morsa del caldo

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(Adnkronos) – Prepariamoci a giornate di caldo infernale sull'Italia con l'avanzata dell'Anticiclone Africano che favorirà temperature roventi, notti tropicali e umidità alle stelle. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma l’inizio dell’espansione della bolla d'aria afosa africana, già dalle prossime ore. Il culmine di questa ondata di calore è atteso entro sabato 13 luglio, ma anche nei giorni seguenti l’estate italiana spingerà al massimo sull’acceleratore per la gioia solo dei vacanzieri: in città si soffrirà molto la prima ondata di caldo ‘nazionale’, da Nord a Sud. 
Il caldo maggiore si registrerà in Sardegna ed in Sicilia con picchi di 42-43°C, fino a 38-39°C anche sul Sud peninsulare e parte del Centro: nessuna novità verrebbe da dire, come successo altre volte nelle ultime settimane. In realtà, questo persistente anticiclone africano colpirà anche il Nord: Bologna e Ferrara saranno le città più canicolari con temperature intorno ai 36-37°C, mentre Milano potrebbe salire fino a 33°C ma con un tasso di umidità alle stelle. Attenzione poi alle temperature notturne, anch'esse destinate a subire un generale aumento con il ritorno diffuso delle notti tropicali, le notti con minime superiori ai 20°C. Insomma, per i prossimi giorni il dominio dell’Anticiclone Africano sarà assoluto: dovremo confrontarci anche con indici biometeorologici a fondo scala, al massimo: parliamo ad esempio della temperatura percepita, combinazione di temperatura ed umidità. I valori di temperatura percepita (Heat Index, Humidex, Stress Index tra i principali indici di questo parametro meteo) saranno molto elevati o, come detto sopra, a fondo scala. In sintesi, questi indici misurano quanto caldo si sente effettivamente considerando che l'elevata umidità rende più difficile il raffreddamento del corpo attraverso la sudorazione. In condizioni di alta umidità, come quelle attese sull'Italia nei prossimi giorni, il sudore evapora più lentamente dalla pelle, riducendo l'effetto di raffreddamento naturale del corpo. Aumenta così il disagio fisico e si soffre maggiormente. Bisognerà dunque prepararsi adeguatamente al grande caldo: ventilatori e condizionatori pronti all'uso, massima idratazione con almeno 2 litri di acqua al giorno, lontani dal sole diretto tra le 11 e le 18 e, inoltre, pasti leggeri durante le giornate infernali; la digestione è per il nostro organismo un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo: non ce ne sarà bisogno di questo surplus di calore, almeno durante tutta questa lunga ondata di calore ‘nazionale’. 
NEL DETTAGLIO
 
Martedì 9. Al Nord: sereno o poco nuvoloso. Al Centro: tutto sole. Al Sud: bel tempo, caldo. 
Mercoledì 10. Al Nord: qualche temporale sui confini alpini, sole e caldo afoso altrove. Al Centro: sole e molto caldo. Al Sud: ampio soleggiamento e caldo africano. 
Giovedì 11. Al Nord: sole e caldo sempre più intenso. Al Centro: sole e molto caldo. Al Sud: soleggiato e molto caldo. 
Tendenza: sole e caldo in ulteriore aumento, anticiclone ad oltranza. —[email protected] (Web Info)

Made in Italy, 72 mila visitatori per tappa a Los Angeles del tour mondiale della Nave Amerigo Vespucci

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(Adnkronos) – Si è svolta oggi alla presenza del Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, della Console Generale a Los Angeles Raffaella Valentini e del Senatore statunitense Bob Archuleta, la cerimonia conclusiva della tappa di Los Angeles – California – del Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci, lo storico veliero e nave scuola della Marina Militare già ambasciatore del Made in Italy nel mondo e del Villaggio Italia, l’Esposizione Mondiale Itinerante pluriennale delle eccellenze italiane che per altre sette tappe affiancherà il tour del Vespucci. Proprio nella tappa di Los Angeles è stato inaugurato il primo Villaggio Italia, che in 6 giorni di sosta – dal 3 all’8 luglio – ha registrato numeri eccezionali. Son stati 72.000 i visitatori che hanno ammirato la nave più bella del mondo e le eccellenze del Made in Italy in esposizione al Villaggio. Di questi oltre 42.000 a bordo di Nave Amerigo Vespucci. Sold out per tutte le attività del palinsesto del Villaggio Italia: 30 gli eventi e 140 ore di show, dalle visite guidate presso le mostre agli show cooking, dalle esibizioni della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri e dei musicisti dell’Accademia Teatro alla Scala alle conferenze internazionali dedicate alla Blue Economy e alla Space Economy e all’attesissimo incontro con l’artista Jago che ha realizzato per il tour mondiale del Vespucci l’opera in bronzo “La David” in mostra al Villaggio Italia. Grande interesse anche per le proiezioni dei film italiani a cura della Mostra Internazionale del Cinema della Biennale di Venezia. Presenti, anche lo sport con l’esposizione delle Fiaccole storiche delle Olimpiadi, il design con la mostra "Italia Geniale" organizzata dal Ministero dell'Impresa e del Made in Italy e curata dall’Adi, e il patrimonio paesaggistico italiano con un'esposizione fotografica sulla bellezza dei mari italiani, un'iniziativa in continuità con le azioni per la protezione dell’ambiente svolte dal Vespucci in ambito accademico e universitario nell’opera di promozione degli obiettivi del World Oceans Day. Per poter soddisfare le migliaia di richieste di prenotazione arrivate sul sito www.tourvespucci.it sono state estese le fasce orarie per le visite a bordo che hanno comunque richiesto ai visitatori alcune ore di attesa. Grande seguito dell’iniziativa anche sui social dove sui sei canali dedicati al Tour Vespucci (Facebook, Instagram, Tik Tok, LinkedIn, X e Youtube) i contenuti pubblicati hanno ottenuto oltre 97 milioni di visualizzazioni con 20 milioni di interazioni, mentre 36mila sono stati i contributi generati in tutto il mondo dagli utenti della Rete: la parola citata maggiormente dagli Italiani è “Orgoglio”, dagli Americani “Wonderful”. Grande attenzione anche da parte dei media americani, incluse tutte le principali reti televisive che hanno seguito la presenza del Vespucci e del Villaggio Italia a Los Angeles. “La sosta a Los Angeles ha dimostrato quanto l’Italia sia amata e apprezzata negli Stati Uniti: è stata un’emozione fortissima”, ha affermato il Ministro della Difesa Guido Crosetto. “Ho visitato Nave Vespucci, il Villaggio Italia, ho avuto la possibilità di conoscere tante persone che hanno espresso soddisfazione e forte gradimento per questa iniziativa che mi riempie di orgoglio. Nave Vespucci, i tantissimi eventi organizzati nel Villaggio Italia, le esibizioni della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri, tra le quali il concerto in ricordo di Ennio Morricone, le conferenze su Space e Blue Economy sono stati il frutto di un lavoro di squadra eccezionale, con un unico obiettivo: promuovere il Made in Italy. Lo abbiamo fatto con un progetto che coinvolge più ministeri e che è stato fortemente voluto da tutto il Governo. Il Villaggio Italia, inaugurato per la sosta di Los Angeles, sarà riproposto nelle prossime tappe in programma per raccontare la nostra amata Italia e tutte le sue eccellenze, dalla tecnologia all'arte, dalla musica alla cultura. Eccellenze che insieme a Nave Vespucci in questo lungo viaggio saranno una prestigiosa vetrina del Made in Italy e un forte propulsore per la nostra economia e l’immagine dell’Italia nel Mondo”. Il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, a margine dell’evento ha dichiarato che: “La tappa di Los Angeles ci ha insegnato quanto forte sia la volontà dell’Italia, quanto generosa sia l'accoglienza nei porti dove andiamo, quanto importante sia andare e raccontare il nostro Paese per rafforzare e per aggiornare l’idea di Italia che hanno nel mondo. Con Nave Vespucci e Villaggio Italia porteremo la nostra tradizione e allo stesso tempo porteremo l'innovazione che ci contraddistingue come secondo Paese produttore manifatturiero d’Europa”. "Un risultato eccezionale, ben oltre le aspettative, con dei numeri che non lasciano spazio a dubbi. Il modello del Villaggio Italia quale mini Expo itinerante al fianco di Nave Amerigo Vespucci, già ambasciatore d’Italia nel Mondo – sottolinea l’Amministratore delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli ha commentato così il grande successo dell’iniziativa – ha incantato Los Angeles alla quale va il mio più sentito ringraziamento per il grande riscontro di affetto che ha espresso in queste giornate e le migliaia di visitatori rappresentano una bellissima immagine del legame storico e solido che c’è tra i due paesi e che conferma quanto l’Italia sia amata e apprezzata nel mondo”, “Ritroveremo il villaggio Italia a Tokyo dal 25 al 30 agosto con un palinsesto ricco di sorprese. Buon vento a Nave Vespucci e al suo straordinario equipaggio”. Al progetto del Villaggio Italia partecipano oltre al Ministero della Difesa, che ha fortemente voluto l’iniziativa, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – con il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare e il Ministro per lo Sport e i Giovani – il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura e il Ministero del Turismo. Il progetto Villaggio Italia è una produzione di Difesa Servizi e Ninetynin —internazionale/[email protected] (Web Info)

Nuovo incidente per un Boeing, aereo United Airlines perde ruota durante il decollo

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(Adnkronos) – Ancora un incedente per Boeing. Un areo di linea della United Airlines ha perso una ruota di atterraggio durante il decollo da Los Angeles, ma è stato in grado di atterrare in sicurezza a Denver, in Colorado, senza feriti. La compagnia americana United Airlines ha confermato l'incidente in un comunicato stampa. "La ruota è stata recuperata a Los Angeles e stiamo indagando sulle cause di questo evento", ha annunciato.  L’aereo coinvolto nell’incidente è un Boeing 757-200 che trasportava 174 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio. Secondo un portavoce dell'azienda, l'aereo è stato consegnato alla compagnia 30 anni fa, nel 1994. La Boeing ha cessato la produzione del modello 757-200 dal 2004. L'incidente ha portato all'apertura di una nuova indagine da parte dell'autorità di regolamentazione dell'aviazione americana Faa.  Si tratta del secondo incidente di questo tipo per la United Airlines quest'anno. A marzo, un Boeing 777-200 diretto in Giappone ha perso una gomma a mezz'aria dopo il decollo da San Francisco, atterrando in sicurezza all'aeroporto internazionale di Los Angeles. La ruota è atterrato su un'auto in un parcheggio per i dipendenti dell'aeroporto, rompendo un finestrino dell'auto, ma nessuno è rimasto ferito. Per Boeing si tratta dell'ennesimo episodio imbarazzante nell'arco di pochi mesi. A gennaio il portello di un 737 Max 9 dell'Alaska Airlines èl etteralmente esploso un finestrino in volo; a marzo un Boeing 737 Max è uscito fuori pista all'aeroporto di Houston; quindi le ripetute segnalazioni di problemi ai meccanismi di rilascio delle maschere di ossigeno che hanno indotto l'autorità americana di vigilanza sui voli Faa ad ispezionare l'intera flotta.  Proprio nei giorni scorsi Boeing ha inoltre raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e si dichiarerà colpevole nell'ambito dell'indagine sugli incidenti mortali dei 737 Max 8 del 2018 e 2019 che causarono 346 morti . —internazionale/[email protected] (Web Info)

Giornalisti, addio a Daniele Repetto: vicedirettore e storica firma dell’Adnkronos

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(Adnkronos) –
Addio a Daniele Repetto, storica firma del giornalismo italiano, a lungo vice direttore dell’agenzia Adnkronos e poi direttore editoriale del Gruppo Gmc. Genovese di origine, Repetto, 75 anni, è morto nella notte a Roma, al termine di una grave malattia. Per le edizioni Adnkronos ha pubblicato il volume 'Il clandestino è finito', sulla dissociazione politica dal terrorismo, e curato vari studi sul terrorismo nazionale e internazionale. Grazie al suo contributo sono nati anche i due libri che hanno celebrato prima i 50 e poi i 60 anni dell'agenzia. 
Ironia e rigore, la battuta tagliente e la calma olimpica, Daniele Repetto non aveva bisogno di alzare la voce per farsi rispettare in agenzia e per gestire anche le situazioni più concitate. E' stato, per la generazione di cronisti dell'Adnkronos affacciatisi alla professione fin dagli anni '90, un punto di riferimento  saldo e sicuro, l'interlocutore dalla risposta definitiva e rassicurante, l'autorevolezza dei fatti e delle azioni che non si nutre di vanagloria ma vive di quotidiano e instancabile impegno. Daniele era quella sua camminata inconfondibile, la sigaretta sempre accesa tra le dita, quella genovesità romanizzata che ne moltiplicava l'implacabile arguzia. Un maestro di giornalismo vecchio stile, sempre alla caccia del più piccolo refuso, sempre in prima linea a indicare ai suoi giornalisti la direzione da seguire nella battaglia quotidiana per l'informazione di qualità. 
Il direttore responsabile dell’AdnKronos Davide Desario e la redazione tutta si stringono ai colleghi Marta e Mattia Repetto per la scomparsa dell’amato padre Daniele. A loro e a tutte le persone care le nostre più sentite condoglianze. —[email protected] (Web Info)

Estate, caldo e notti insonni, dalla sonnologa le scelte giuste per tornare a riposare

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(Adnkronos) – Lo spot, con Luisa Ranieri, di una famosa marca di tè con il tormentone "Anto', fa caldo" è diventato il simbolo delle notti insonni e non solo degli italiani alle prese con l'afa. "D'estate si dorme sempre peggio rispetto all'inverno e il caldo non va d'accordo con il sonno. Mentre il freddo 'concilia' il riposo notturno, infatti quando si fa molto tardi ad un certo punto iniziamo a sentire un po' di freddo e questo è il segnale con cui il corpo ci dice di andare a dormire. Di solito accade alle 5 del mattino, ma lo stesso meccanismo si innesca intorno alle 15, la famosa 'pennichella' che vorremmo tanto fare, ma non possiamo. Questi sono i due momenti di maggior sonnolenza. Nel secondo caso si è convinti che la causa sia l'aver mangiato e l'inizio della digestione, ma non è così. Poi c'è anche una igiene del sonno che va rispettata e spesso non lo facciamo, al di là di chi soffre di insonnia". Così all'Adnkronos Salute Loreta Di Michele, pneumologa ed esperta di medicina del sonno dell'Ao San Camillo-Forlanini di Roma.  Come si può 'aiutare' a migliorare la qualità del sonno anche in estate? L'aria condizionata può essere una svolta o meglio lasciare le finestre aperte? "La tecnologia ci aiuta, ma dobbiamo usarla in modo intelligente – risponde Di Michele – L'aria condizionata sì, personalmente ritengo sia meglio la deumidificazione, ma attenzione per chi ha un apparato respiratorio labile, gli ex fumatori con enfisema o gli asmatici".  La climatizzazione "deve essere usata con criterio – raccomanda – perché una camera da letto bollente non va bene, ma lo sbalzo termico tra esterno e interno è peggio: la regola è che si può scendere di 6 punti, ma non si deve andare oltre. Ma spesso si abusa dell'aria condizionata e infatti d'estate come pneumologa vedo molte più tracheobronchiti che l'inverno. Recenti studi – ricorda – hanno evidenziato come il riscaldamento globale danneggi la struttura della mucosa respiratoria, le ciglia vibratili non funzionano più, e infatti l'asma bronchiale prenderà il sopravvento su altre patologie".   Ci sono alcune abitudini, come dormire con il proprio animale domestico o fare sport in tarda serata, che possono agevolare o danneggiare la dolce 'discesa' verso il sonno? "L'uomo è sempre un animale – risponde l'esperta di medicina del sonno – e quindi soggetto a riflessi sempre cadenzati. Quindi il rispetto degli orari, nel prepararsi alla notte, dei rituali insomma. Mettersi il pigiama, lavarsi i denti, ad esempio. Si inizia a percepire che la palpebra sta 'calando' e quindi ci si prepara al sonno. E' chiaro che il cellulare a letto non va bene, come l'esercizio fisico troppo intenso: eviterei di andare in palestra alle 21. Il sonno è deattivazione, l'isolamento da quello che accade intorno, ristabilisce un equilibrio".  E gli integratori? "La pasticca di melatonina non è un ormone, si può prendere e non fa male", illustra Di Michele. Il pet sdraiato accanto a noi nel letto "può fare compagnia e dare sicurezza a chi ha deficit affettivi o negli anziani". Una doccia fredda in una notte afosa può aiutarci a rilassarci e a prendere sonno? "A chi soffre di insonnia non è consigliata – precisa – mentre un tazza di latte che contiene triptofano può farci rilassare".  "In sintesi, dobbiamo anche ricordarci di assecondare il nostro metabolismo, se siamo 'allodole' (mattinieri) o 'gufi' (tiratardi). Non dobbiamo perdere la ciclicità, anche se un minimo di spostamento degli orari è tollerato. Magari in vacanza facciamo degli strappi, ma i ritmi biologici vanno rispettati. Capita spesso di curare gli insonni con una chiacchierata e non con i farmaci", conclude la pneumologa Di Michele. —[email protected] (Web Info)

Caldo, medici pronto soccorso: “Iniziano primi accessi ma Codice calore già nostra priorità”

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(Adnkronos) – "Al Nord l'estate non è ancora partita, ma in altre regioni sì e si iniziano a vedere i primi accessi al pronto soccorso. Spesso sono anziani, molto disidratati. E il sistema risponde perché all'emergenza caldo, se ci sarà, risponderemo come sempre fatto rispetto alle priorità, al di là del Codice calore tanto sbandierato mediaticamente". Lo afferma all'Adnkronos Salute Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), intervenendo sull'attuazione da parte delle Regioni, attraverso le Asl e le aziende ospedaliere, dei Codici calore – una corsia preferenziale per gli anziani e i fragili colpiti dall'afa – nei pronto soccorso. Una richiesta arrivata anche dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e sabato rimarcata da un appello alle Regioni del direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia.  "Nei pronto soccorso si continua a lavorare anche d'estate con i codici di priorità stabiliti – sottolinea De Iaco – indipendentemente dal caldo, dal freddo o da una pandemia. I medici di emergenza-urgenza lavorano nella stessa maniera stante le difficoltà che oggi viviamo nei pronto soccorso, con il personale ridotto all'osso anche per le ferie. La macchina dei dipartimenti d'emergenza è tarata per rispondere a tutte le necessità. Credo che forse – osserva il presidente Simeu – il Codice calore abbia più senso sul territorio e nella medicina di prossimità, per il pronto soccorso non cambia nulla. Se arriva un paziente con un colpo di calore e comorbidità, avrà una priorità rispetto ad altri in attesa. Noi – conclude – continuiamo a stratificare le risposte e le priorità sulla base dei parametri clinici seguendo un protocollo di triage codificato da linee guida nazionali".  —[email protected] (Web Info)

Fecondazione, inquinamento riduce nascite da Pma: l’allarme

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(Adnkronos) – L'inquinamento atmosferico è nemico degli aspiranti genitori. L'esposizione al particolato fine (Pm), prima del prelievo degli ovociti durante la fecondazione in vitro, può ridurre le probabilità di arrivare alla nascita di un bimbo di quasi il 40%. Lo rivela uno studio pionieristico, presentato al 40.esimo congresso annuale dell'Eshre, la Società europea di riproduzione umana ed embriologia, in corso ad Amsterdam, e pubblicato su 'Human Reproduction'.  Negli ultimi anni è emerso con sempre maggiori evidenze il legame fra inquinamento e salute riproduttiva. Una nuova prova arriva ora da questo studio australiano, che ha analizzato l'esposizione al Pm10 nelle due settimane precedenti la raccolta degli ovociti, scoprendo che le probabilità di un nato vivo diminuivano del 38% confrontando il quartile più alto di esposizione (da 18,63 a 35,42 µg/m3) a quello più basso (da 7,08 a 12,92 µg/m3). In pratica, maggiore è il particolato fine che si respira, minori sono le chance di arrivo del bebè.  Per ottenere questi risultati i ricercatori hanno esaminato, nell’arco di otto anni a Perth, 3.659 trasferimenti di embrioni congelati da 1.836 pazienti. L'età media delle donne era di 34,5 anni al momento del prelievo degli ovociti e di 36,1 anni al momento dell'impianto. Sono state valutate le concentrazioni di inquinanti atmosferici nell’arco di quattro periodi di esposizione prima del prelievo degli ovociti (24 ore, 2 settimane, 4 settimane e 3 mesi), con modelli creati per tenere conto delle co-esposizioni. Anche l'aumento dell'esposizione al Pm2,5 nei 3 mesi precedenti il ​​prelievo degli ovociti è stato associato a una diminuzione delle probabilità di nati vivi. Non solo. I ricercatori evidenziano che "l'impatto negativo dell'inquinamento è stato osservato nonostante l'eccellente qualità complessiva dell'aria durante il periodo considerato, con livelli di Pm10 e Pm2,5 che superavano i valori soglia dell'Oms solo nello 0,4% e nel 4,5% dei giorni di studio".  "Questo è la prima ricerca – spiega l'autore principale Sebastian Leathersich, specialista in fertilità e ginecologo al King Edward Memorial Hospital della donna di Subiaco – che ha utilizzato cicli di trasferimento di embrioni congelati per analizzare separatamente gli effetti dell'esposizione agli inquinanti durante lo sviluppo degli ovociti, nel periodo dell'impianto degli embrioni e all'inizio della gravidanza. I nostri risultati rivelano un’associazione lineare negativa tra l’esposizione al particolato durante le 2 settimane e i 3 mesi precedenti alla raccolta degli ovociti e i successivi tassi di natalità da quegli ovociti. E dunque suggeriscono che l'inquinamento influisce negativamente sulla qualità degli ovociti e non solo sulle prime fasi della gravidanza, effetto che non era stato segnalato in precedenza".  Se la correlazione tra inquinamento e risultati riproduttivi peggiori è orami chiara, i meccanismi alla base sono ancora oscuri. "Il cambiamento climatico e l'inquinamento rimangono le maggiori minacce per la salute umana, e la riproduzione non ne è immune – prosegue Leathersich – Anche in una parte del mondo con una qualità dell’aria eccezionale, dove pochissimi giorni superano i limiti massimi di inquinamento accettati a livello internazionale, esiste una forte correlazione negativa tra i livelli di polveri sottili e il tasso di natalità nei cicli di trasferimento di embrioni congelati. Ridurre al minimo l’esposizione agli inquinanti deve essere una priorità chiave per la salute pubblica". Si tratta di una priorità anche per il presidente eletto dell'Eshre, Anis Feki. "Questo importante studio evidenzia un legame significativo tra l'inquinamento atmosferico e tassi di successo della fecondazione in vitro più bassi – commenta – con una notevole riduzione dei nati vivi associata a una maggiore esposizione al particolato prima del prelievo degli ovociti. Questi risultati sottolineano la necessità di un’attenzione continua ai fattori ambientali nella salute riproduttiva”. —[email protected] (Web Info)