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Nancy Brilli e la lotta con l’insonnia: “Il mio desiderio più grande è dormire 8 ore”

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(Adnkronos) – "Il mio desiderio più grande? Fare un sonno ristoratore di 8 ore". Per Nancy Brilli, con una lunga storia di insonnia alle spalle, cominciata già a 18 anni, una 'bella dormita' sarebbe un vero e proprio regalo, ma – spiega l'attrice all'Adnkronos Salute – "riesco a dormire, di seguito, non più di 2 ore. E il periodo estivo è il peggiore perché il caldo rende tutto più faticoso", racconta l'attrice che con il suo vissuto ha un posto d'onore nella schiera degli italiani che in questa stagione hanno un difficile rapporto con Morfeo. L'unica cosa positiva di questo momento "è che sto girando un film di notte. E mentre gli altri ingollano 50 caffè per non addormentarsi – sorride – io sono sveglissima, sono un bijou".  La contabilità delle notti passate in bianco "è consistente", prosegue. Appena maggiorenne "avevo già difficoltà ad addormentarmi. Con gli anni le cose sono peggiorate. E ancora di più con il Covid che ha aggravato di molto la situazione". In anni "di esperienza da insonne le ho provate tutte, tutte, veramente tutte. Purtroppo non ho trovato nulla, se non farmaci, che mi facciano dormire. Ma anche quelli adesso non durano tutta la notte. Tante persone riescono a fare dei sonnellini il pomeriggio. Io zero, sono sveglia come un grillo. La notte a volte faccio 2 ore di sonno, poi resto sveglia un'ora, poi mi riaddormento altre 2 ore. Così, di tanto in tanto, a 4 ore ci arrivo. Ma non essendo io Leonardo Da Vinci che diceva che 4 ore gli bastavano, essendo un'umile signora sessantenne che fa l'attrice, vorrei dormire molto di più. Fosse anche per evitare le occhiaie!". Il vantaggio della notte, racconta ancora l'attrice, "è che c'è tanto silenzio. Ci si può concentrare, è più facile studiare, è più facile leggere un libro. E' anche più facile vedere le serie televisive anche se assolutamente sconsigliabile, perché se inizi a vederti una serie vedi tutte le 22 stagioni di seguito e non è proprio il massimo: non aiuta a dormire, aiuta a stare svegli".  —[email protected] (Web Info)

Ricerca: scoperto microrganismo intestinale chiave nel rapporto fra dieta e salute

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(Adnkronos) – Si chiama Blastocystis, è un non-batterio che abita nell'intestino e – lungi dall'essere un "parassita indesiderato" come veniva considerato in passato – gioca un ruolo chiave nel rapporto fra dieta e salute. In sintesi, dipende anche da lui se ognuno di noi risponde diversamente a un determinato regime alimentare, risultando più o meno predisposto a sviluppare malattie intestinali e cardiometaboliche. Lo ha scoperto un gruppo di ricerca dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e dell'università di Trento, in uno studio pubblicato su 'Cell' e finanziato dalla start-up inglese Zoe e da diversi programmi della Comunità europea.  Al lavoro, coordinato da Nicola Segata, professore ordinario del Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio) dell'università di Trento e principal investigator presso il Laboratorio di metagenomica computazionale dell'Ieo, e da Francesco Asnicar, ricercatore del Cibio, hanno collaborato altri team italiani dell'università di Napoli Federico II e dell'università degli Studi di Sassari, e diversi gruppi internazionali, in particolare del King's College di Londra in Gb e di Harvard a Boston, Usa. Gli autori hanno raccolto e analizzato 56.989 campioni di microbiota intestinale di persone di 32 nazioni, per analizzare come la presenza di Blastocystis è associata a dieta e salute.  Blastocystis, microrganismo eucariote del microbiota intestinale, era già noto al team di Segata. In una ricerca precedente su circa mille persone, l'équipe aveva infatti notato che i soggetti con Blastocystis mostravano risposte glicemiche più favorevoli, cioè un minor rialzo dell'indice glicemico a fronte dell'assunzione di zuccheri. Il nuovo studio è andato oltre, mostrando che la prevalenza di Blastocystis è legata alla geografia, allo stile di vita e alle abitudini alimentari, e che la sua presenza corrisponde a un minore indice di massa corporea e a una minore probabilità di malattie cardiometaboliche. "Con questo lavoro – afferma Elisa Piperni, dottoranda Semm (Scuola europea di medicina molecolare), ricercatrice presso il gruppo di Segata in Ieo e prima firma dell'articolo – abbiamo mostrato che Blastocystis è più prevalente e abbondante in persone normopeso rispetto a persone obese, in soggetti sani rispetto a soggetti con malattie intestinali o sistemiche, in chi consuma più frequentemente cibi ricchi di fibre e poco processati, e in soggetti con parametri del sangue indicativi di salute cardiometabolica, rispetto a valori associati a stati di infiammazione, alta colesterolemia e glicemia o ipertensione. Oggi sappiamo che il microbiota svolge un ruolo fondamentale nella nostra salute e che la sua composizione è legata alla dieta, tuttavia i microrganismi e meccanismi responsabili di questo legame sono solo parzialmente conosciuti. In particolare, il ruolo della componente non-batterica del microbiota, e più specificamente di eucarioti unicellulari di cui Blastocystis fa parte, è stato trascurato in passato. Blastocystis si considerava un parassita indesiderato. Invece noi mostriamo che è un indicatore di salute che contribuisce a spiegare perché ognuno di noi ha una risposta individuale alla dieta". "Con questo studio – commentano Segata e Asnicar – abbiamo aperto un nuovo promettente filone di ricerca sugli eucarioti presenti nel microbiota umano, che abbiamo solo iniziato a scalfire in superficie investigando il ruolo di Blastocystis. Ora dobbiamo scoprire come questo microrganismo svolga una funzione positiva. La nostra ricerca si è avvalsa della metagenomica, strumento biotecnologico ad alta risoluzione che permette di studiare tutto il Dna di una comunità microbica, e di metodi computazionali e di intelligenza artificiale che consentono di individuare associazioni tra caratteristiche del microbiota e caratteristiche degli individui. Tuttavia saranno necessari esperimenti specifici in vitro per capire come Blastocystis agisce sul nostro corpo. L'indicazione importante che emerge è che se vogliamo davvero attingere all'enorme tesoro di informazioni del microbiota, e soprattutto capirne l'impatto sulla nostra salute, le analisi future dovranno concentrarsi non solo sui batteri, ma anche su eucarioti, funghi e virus. Una maggior comprensione di tutti i componenti del microbiota ci permetterà in futuro di sfruttarli per sviluppare terapie di medicina e nutrizione di precisione". —[email protected] (Web Info)

Vaccini, da igienisti parere contrario a stop obbligo: “Non si può abbassare la guardia”

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(Adnkronos) – La Società italiana d’Igiene, Medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) ha espresso un parere "contrario" sull’abolizione delle vaccinazioni obbligatorie per morbillo, rosolia, parotite e varicella. "L’Italia è sempre stata all’avanguardia e l’introduzione dell’obbligo ha permesso di ottenere, in tempi relativamente rapidi, un significativo incremento delle coperture". “I recenti dati epidemiologici relativi al morbillo – afferma Giovanni Gabutti, coordinatore del Gruppo di Lavoro 'Vaccini e politiche vaccinali’ della Siti – dimostrano chiaramente che non si può abbassare la guardia e che, anzi, occorre un ulteriore sforzo per incrementare le coperture vaccinali. L’ipotesi di abolire l’obbligo vaccinale non ha pertanto alcun razionale scientifico e comporterebbe il rischio sia di vanificare gli sforzi fatti negli ultimi anni che di favorire la comparsa di nuovi episodi epidemici di malattie che non possono assolutamente essere considerate né sconfitte né banali”. La Siti ricorda che "le vaccinazioni sono uno strumento di prevenzione primaria di straordinaria importanza e vengono utilizzate con l’obiettivo di conferire uno stato di protezione ai soggetti che per età, condizioni epidemiologiche, di salute, occupazionali o comportamentali, sono esposti al rischio di contrarre malattie infettive prevenibili mediante immunizzazione nonché quello di ottenere il controllo o l’eliminazione, quando possibile l’eradicazione, di patologie infettive che correlano con quadri clinici severi, complicazioni o per le quali non esiste terapia". Un programma di vaccinazione "ha due effetti, uno diretto, per cui la quota di popolazione vaccinata diventa immune (da cui deriva una riduzione del numero delle infezioni), ed uno indiretto, in base al quale, superata una certa soglia di copertura, si ottiene un minor numero di casi di infezione e quindi una ridotta forza dell’infezione stessa (immunità di gregge) – prosegue la Siti – Il meccanismo dell’immunità di gregge si innesca però quando vengono raggiunti e mantenuti elevati tassi di copertura vaccinale, generalmente ≥95% come esplicitato nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 che indica chiaramente gli obiettivi di copertura da raggiungere". L’Italia è sempre stata all’avanguardia in ambito vaccinale e storicamente ha ottenuto risultati eccellenti, soprattutto nella fascia pediatrica. "Tuttavia, a partire dal 2013 e per alcuni anni, si è registrato un progressivo calo delle coperture nei confronti sia delle vaccinazioni obbligatorie che di quelle raccomandate che ha determinato nel nostro Paese una copertura media

Al via settimana J&J ‘la medicina del futuro’, da Altems 3 nuove professioni

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(Adnkronos) – Una settimana di incontri con clinici, associazioni pazienti, istituzioni, università e centri di ricerca, pensata per immaginare insieme le prossime evoluzioni della sanità italiana. E' la Johnson & Johnson Week 'Insieme verso la medicina del futuro', che si apre oggi. Il primo giorno, si legge in una nota, si focalizza sulla presentazione di uno studio di Altems – Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari, Università Cattolica del Sacro Cuore, punto di riferimento a livello nazionale per la ricerca e l'innovazione in sanità – promosso da Johnson & Johnson Innovative Medicine, sui temi del mismatch formativo dei professionisti della salute. Sono 3 le nuove professioni del futuro indicate da Altems: responsabile dell'innovazione, direttore sanitario 4.0 e patient journey manager. Come dovranno evolvere le competenze degli operatori sanitari per superare al meglio le sfide di un sistema sanitario in costante evoluzione? Quanto si sentono equipaggiati gli studenti di oggi, che saranno i futuri professionisti della sanità? Sono le domande a cui lo studio di Altems prova a dare una risposta a partire da 2 parole: managerialità e ibridazione. La gestione del processo salute oggi richiede competenze manageriali non solo per i direttori dei centri clinici, ma per tutti gli operatori sanitari, che sono chiamati a sviluppare un mindset manageriale per affrontare la complessità del sistema e contribuire alla sua sostenibilità. Allo stesso modo, l'analisi ha confermato quanto il mondo della sanità stia vivendo un percorso irreversibile verso la multidisciplinarietà e la contaminazione con discipline di varia natura. Su questi aspetti, gli studenti italiani si sentono impreparati. Nello specifico, nel confronto tra l'importanza attribuita alle competenze dalle aziende private e pubbliche, rilevata dal self assesment degli studenti, il disallineamento più grande è nelle competenze come la pianificazione, l'organizzazione aziendale, il business planning e le competenze logico analitiche. "Dall'analisi che abbiamo condotto – spiega Federica Morandi, direttore dei Programmi accademici e Ricerca di Altems – emerge chiaramente come il mondo della formazione si trovi di fronte ad uno spartiacque con il passato: oggi vi è sempre maggiore consapevolezza rispetto alla necessità di associare alle hard skills, intese come competenze tecniche, anche quelle competenze comportamentali, relative al saper essere, che risultano fondamentali per rispondere ai fenomeni di ibridazione e managerialità che interesseranno sempre di più il settore. Tuttavia, queste capacità sono quelle in cui si registra un alto mismatch rispetto a quanto appreso oggi dagli studenti, rendendo necessario un rapido intervento per integrare i corsi di laurea in questo senso. E' un tema che va affrontato con decisione già oggi, perché gli interventi che si potrebbero attuare realisticamente produrranno i loro effetti non prima di dieci anni". Non vi è dubbio che la sfida per l'attuale sistema formativo sia tanto sui saperi tecnici, quanto sulla creazione di un mindset diverso per i futuri operatori sanitari, che li renda in grado di seguire con tempestività ed efficacia i trend che l'innovazione e la tecnologia portano nel loro lavoro, sia in termini di processi e servizi che di ruoli veri e propri, oggi ancora embrionali o inesistenti. Di questi, Altems ne identifica 3 in particolare: il responsabile dell'innovazione, il direttore sanitario 4.0 e il patient journey manager. Sono figure che molto hanno a che fare con la gestione dell'innovazione, in modo che arrivi davvero ai pazienti, e venga gestita al meglio e in modo efficiente nel lavoro di tutti i giorni; con l'approccio manageriale a tutto ciò che è salute e sanità, facendo leva sempre di più sull’innovazione tecnologica e di processo; con una presa in carico del paziente lungo tutto il suo percorso di cura, efficientando in un unico flusso gestionale le fasi della malattia, le esigenze dei diversi membri del team multidisciplinare di cura, la continuità casa-ospedale. "Lo studio – sottolinea Americo Cicchetti, direttore generale della Programmazione sanitaria, ministero della Salute – accende i riflettori sull'importanza di dare vita ad un cambio di passo nella formazione in ambito sanitario per assicurare che le competenze degli studenti siano le più ampie e variegate possibili, consentendogli di rispondere concretamente alle esigenze di un sistema sanitario in continua evoluzione. E' quanto mai opportuno aprire una riflessione su come poter sostenere il nostro sistema in questo senso costituendo un tavolo di lavoro che veda un ampio coinvolgimento di tutti gli interlocutori del settore della salute e della formazione, con l'obiettivo di individuare le comuni direttrici evolutive dei percorsi di studio in ambito sanitario".  Come osserva Graziano Onder, coordinatore della segreteria tecnico-scientifica della Presidenza dell'Istituto superiore di sanità, "viviamo un momento di grande evoluzione, in cui la capacità di orientarsi tra discipline diverse rappresenta una realtà quotidiana. La classe medica deve sapere evolvere il proprio ruolo per essere parte attiva di questo cambiamento e, in questo senso, un contributo fondamentale può essere dato dalle prossime generazioni di medici. In questo quadro il ruolo della formazione è centrale per saper cogliere e vincere la sfida di un sistema della salute più forte, innovativo e capace di rispondere alle rinnovate esigenze della società". In questo contesto, "la ricerca presentata oggi – commenta Francesca Galli, dirigente Ufficio di Gabinetto, Segreteria tecnica del ministro, ministero dell'Università e della Ricerca – pone un tema importante per le competenze di domani e offre importanti spunti sui cui riflettere per assicurare che il mondo della formazione e della salute siano in sintonia, costruendo corsi di laurea sempre più in grado di rispondere alle sfide del futuro. Il Mur da tempo si sta impegnando concretamente per assicurare che l'offerta formativa a livello universitario sia sempre al passo con le esigenze sia del mondo della pubblica amministrazione che del settore privato, contribuendo allo sviluppo personale e professionale degli studenti".  A tale proposito, Mario Sturion, Managing Director di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, dichiara: "Siamo molto fieri di aprire oggi la nostra settimana di incontri 'Insieme verso la medicina del futuro' presentando l'interessante studio di Altems. Questo evento, e tutta la Johnson & Johnson Week, vogliono essere testimonianza del cambiamento che abbiamo intrapreso come azienda attraverso il recente rebranding: una vera dichiarazione di intenti, un impegno verso il futuro e un omaggio alla nostra storia aziendale di 138 anni, che esprime al meglio il senso di responsabilità nel rispondere – insieme ai nostri partner – alle nuove sfide della salute del futuro. Tra queste, il tema delle competenze da costruire oggi per un sistema sanitario più equo, moderno ed efficiente – conclude – è quanto mai rilevante e siamo certi che questo studio faccia luce sulla direzione in cui andare a beneficio di tutti i pazienti". —[email protected] (Web Info)

Biden sfida il suo partito: “Chi vuole il mio ritiro si candidi alla presidenza”

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(Adnkronos) –  
Joe Biden non lascia. Anzi, rilancia la sfida. Il presidente degli Stati Uniti va all'attacco delle "elite dem" che gli chiedono di ritirarsi e rinunciare alla candidatura per le elezioni di novembre 2024. "Sfidatemi alla convention", il messaggio del presidente americano in un'intervista a Msnbc. "Sono sempre più frustrato dalle elite del partito – dice Biden – Chiunque di loro pensa che non dovrei candidarmi, si candidi alla presidenza e mi sfidi alla convention". Intanto, in una lettera ai membri democratici del Congresso, Biden ribadisce la sua volontà di proseguire la campagna e affrontare Donald Trump. "Voglio che sappiate che, nonostante tutte le speculazioni sulla stampa e altrove, sono fermamente impegnato a restare in questa corsa, a condurla fino alla fine e a battere Donald Trump", ha scritto Biden, secondo quanto riporta la Cnn. 
Biden cerca di mettere a tacere le crescenti preoccupazioni sulle sue condizioni, sottolineando che "la questione su come andare avanti è discussa ormai da più di una settimana. Ed è ora che finisca. Abbiamo un lavoro. E questo significa battere Donald Trump. Mancano 42 giorni alla Convention Democratica e 119 giorni alle elezioni generali. Qualsiasi indebolimento della risolutezza o mancanza di chiarezza sul compito che ci attende non fa altro che aiutare Trump e danneggiarci".   Nelle ultime ore, intanto, è salito a nove il numero dei deputati democratici al Congresso che hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti di abbandonare la corsa elettorale in vista del voto di novembre. Si tratta di Adam Smith di Washington, Jerry Nadler di New York, Mark Takano della California e Joe Morelle di New York, come riferiscono fonti citate dal Washington Post e dalla Nbc News. La loro posizione sarebbe stata espressa durante una riunione convocata ieri pomeriggio dal leader democratico della Camera Hakeem Jeffries di New York. Durante i colloqui, durati più di un'ora, il futuro di Biden come leader del partito è stato pesantemente messo in discussione, secondo le fonti citate dalla Nbc. I 4 membri del Congresso 'No Biden' si uniscono agli altri cinque deputati democratici che avevano pubblicamente chiesto al presidente di farsi da parte. Il primo a esporsi è stato il deputato del Texas Lloyd Doggett, che da pioniere ha mandato un messaggio esplicito e chiaro a Biden: ''dovrebbe ritirarsi''. Dopo di lui è stata la volta di Raul Grijalva, rappresentante dell'Arizona, secondo il quale Biden dovrebbe avere la ''responsabilità di abbandonare la corsa" elettorale. La Cnn riporta poi che anche il deputato del Massachusetts Seth Moulton si è esposto pubblicamente chiedendo a Biden di ritirarsi. Sulla stessa linea altri due deputati democratici alla Camera, la rappresentante del Minnesota Angie Craig e il rappresentante dell'Illinois Mike Quigley.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Femminicidio Roma, l’ex Manuela Petrangeli dopo gli spari: “Speriamo che l’ho presa bene”

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(Adnkronos) –
“L’ho uccisa, speriamo che l’ho presa bene, ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti”. Queste le parole che Gianluca Molinaro, l’uomo che giovedì pomeriggio ha aperto il fuoco contro la sua ex compagna e madre di suo figlio Manuela Petrangeli, ha riferito alla sua ex confessando l’omicidio compiuto poco prima. La donna lo ha poi convinto a costituirsi in una caserma dei carabinieri.  La testimonianza è riportata nell’ordinanza con cui il gip di Roma sabato ha convalidato il fermo e disposto per Molinaro, rimasto in silenzio nel corso dell’interrogatorio a Regina Coeli, la custodia cautelare in carcere. Gli inquirenti hanno anche acquisito gli sms scambiati con un amico prima del delitto “oggi forse prendo due piccioni con una fava” e dopo l’omicidio della fisioterapista 51enne “gli ho sparato du botti”. Messaggi che l’amico di Molinaro ha detto di aver visto quando ormai era troppo tardi.  
Le accuse contestate dai pm del pool antiviolenza, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, all’uomo, difeso dall’avvocato Eleonora Nicla Moiraghi, sono di omicidio aggravato e detenzione abusiva di armi. Molinaro quando giovedì pomeriggio, alle 14.40, si è presentato alla caserma dei carabinieri ha dichiarato di aver appena ucciso la sua ex compagna raccontando “di aver saputo tramite un sistema di videosorveglianza da lui installato nell’abitazione della donna di continui tradimenti e che la donna si era iscritta a un sito di incontri”. Tutto falso. Una ricostruzione che non ha trovato riscontro nelle verifiche effettuate dagli inquirenti che non hanno rinvenuto alcun sistema di videorsoveglianza a casa della donna.  Nell’ordinanza il gip ha sottolineato come “gli elementi sono assolutamente convergenti” evidenziando la “pervicace gelosia” dell’uomo “nonostante la relazione si fosse conclusa da circa tre anni”. Agli atti è anche la testimonianza dell’attuale compagna che, sentita dagli investigatori, ha spiegato che con lei Molinaro era sempre stato calmo manifestando solo disagio per le difficolta avute con il figlio minorenne che non riusciva a frequentare assiduamente.  Un delitto compiuto con un fucile a canne mozze, detenuto illegalmente, e consegnato nella caserma dove si è presentato dopo l’omicidio. Sull’arma sequestrata sono in corso ora gli accertamenti dei carabinieri del Ris. Le indagini puntano a individuare oltre a chi abbia fornito l’arma a Molinaro anche a chi l’abbia modificata, un lavoro che viene compiuto da professionisti, rendendola di fatto un’arma da guerra. Oltre al fucile con cui ha esploso due colpi mentre era a circa un metro dalla vittima, sono state sequestrate altre due cartucce che aveva con sé in una borsa. E gli accertamenti proseguono anche sui telefoni sequestrati all’uomo e alla vittima. —[email protected] (Web Info)

Donna scomparsa a San Sperate, arrestato per omicidio il marito: usava il suo telefono fingendosi lei

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(Adnkronos) –
Omicidio aggravato della moglie e occultamento di cadavere, con queste accuse è stato convalidato il fermo del marito di Francesca Deidda, la cui scomparsa dal paese di San Sperate, Sardegna, era stata denunciata dal fratello il 30 maggio. Le piste sul suicidio e la fuga volontaria era state subito scartate e le indagini si erano concentrate sui comportamenti di Igor Sollai.  Dalle indagini è emerso che l'uomo, un autotrasportare 42enne, dopo che si erano perse le tracce della donna avrebbe utilizzato il telefonino della moglie per far credere ad amici e parenti che fosse ancora viva. Le incongruenze nelle versioni fornite ai carabinieri hanno permesso di approfondire la situazione e scoprire che dopo aver ucciso la moglie si era sostituito a lei.  
Era lui che spiegava ad amici e parenti della vittima che si trattava un allontanamento volontario, ma senza voler mai parlare al telefono. Con una mail aveva pure annunciato il suo licenziamento. I carabinieri hanno raccolto elementi sufficienti per incastrare il 42enne e stamattina è stato convalidato il fermo disposto dalla Procura di Cagliari. Nessuna traccia del cadavere di Francesca Deidda. —[email protected] (Web Info)

Torna il grande caldo: domani bollino arancione in 5 città e mercoledì l’allerta si allarga a 13

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(Adnkronos) – Torna il grande caldo sull'Italia. Domani martedì 9 luglio è previsto bollino arancione, allerta di livello 2 – ovvero condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili – a Roma, Latina Frosinone, Perugia, Rieti. 
Mercoledì aumenteranno a 13 i capoluoghi con allerta 2: Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste e Viterbo. E' quanto registra il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, che monitora 27 città con previsioni a 24, 48 e 72 ore.  "Al Nord l'estate non è ancora partita, ma in altre regioni sì e si iniziano a vedere i primi accessi al pronto soccorso. Spesso sono anziani, molto disidratati. E il sistema risponde perché all'emergenza caldo, se ci sarà, risponderemo come sempre fatto rispetto alle priorità, al di là del Codice calore tanto sbandierato mediaticamente", dice all'Adnkronos Salute Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), intervenendo sull'attuazione da parte delle Regioni, attraverso le Asl e le aziende ospedaliere, dei Codici calore – una corsia preferenziale per gli anziani e i fragili colpiti dall'afa – nei pronto soccorso. Una richiesta arrivata anche dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e sabato rimarcata da un appello alle Regioni del direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia. "Nei pronto soccorso si continua a lavorare anche d'estate con i codici di priorità stabiliti – sottolinea De Iaco – indipendentemente dal caldo, dal freddo o da una pandemia. I medici di emergenza-urgenza lavorano nella stessa maniera stante le difficoltà che oggi viviamo nei pronto soccorso, con il personale ridotto all'osso anche per le ferie. La macchina dei dipartimenti d'emergenza è tarata per rispondere a tutte le necessità". "Credo che forse – osserva il presidente Simeu – il Codice calore abbia più senso sul territorio e nella medicina di prossimità, per il pronto soccorso non cambia nulla. Se arriva un paziente con un colpo di calore e comorbidità, avrà una priorità rispetto ad altri in attesa. Noi – conclude – continuiamo a stratificare le risposte e le priorità sulla base dei parametri clinici seguendo un protocollo di triage codificato da linee guida nazionali".   —[email protected] (Web Info)

Ponza, 16enne va a buttare la spazzatura: “Un uomo mi ha spinta in casa e mi ha violentata”

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(Adnkronos) – Era andata a buttare la spazzatura davanti casa sull'isola di Ponza, in provincia di Latina, quando è stata afferrata da un 30enne, spinta in casa e costretta subire violenza sessuale. E' accaduto ieri sera intorno alle 19. La vittima, una ragazza romena 16enne, appena è riuscita a liberarsi, ha raccontato quanto accaduto ai genitori che hanno subito chiamato i carabinieri. Una volta sul posto i militari della stazione di Ponza hanno individuato un romano di 30 anni, palesemente ubriaco. La giovane è stata visitata dal poliambulatorio sul posto e poi portata in elisoccorso all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.  
Il giovane è stato denunciato su disposizione della procura di Cassino per violenza sessuale. I carabinieri di iniziativa lo hanno accompagnato sulla terraferma e a suo carico hanno emanato un foglio di via per tre anni con divieto di rientro a Formia. Il 30enne si trovava a Ponza per fare dei colloqui di lavoro tramite un'agenzia interinale ed era ospite di altri tre amici in una casa proprio accanto a quella dove abita la ragazza. —[email protected] (Web Info)

Energia, transizione energetica: Edison Next aderisce ad Alis

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(Adnkronos) – "La nostra Associazione è da sempre fortemente impegnata nello sviluppo della sostenibilità e contribuisce con tutti i soci ad un serio e concreto percorso di transizione ecologica ed energetica. L’ingresso in Alis di Edison Next rappresenta uno straordinario valore aggiunto in questa direzione e sono molto orgoglioso della sinergia avviata, che ci porterà sicuramente a raggiungere importanti risultati per le imprese e la collettività. Con la sua piattaforma e i suoi servizi, Edison Next affianca le aziende nel percorso di decarbonizzazione e nella transizione verso una mobilità sempre più sostenibile, aiutandole a ridurre emissioni e consumi ed adottando soluzioni tecnologicamente avanzate anche attraverso un maggiore utilizzo di energia rinnovabile al 100%". Ad affermarlo in una nota è il presidente di Alis Guido Grimaldi commenta l’adesione ad Alis da parte di Edison Next, società del gruppo Edison che ha la missione di accompagnare aziende, pubbliche amministrazioni e territori nel loro percorso di decarbonizzazione e transizione ecologica attraverso una piattaforma di servizi, tecnologie e competenze in cui il digitale svolge un ruolo chiave.  Edison Next è presente in Italia, Spagna e Polonia con più di 3.700 persone presso oltre 70 siti industriali, 2.300 strutture pubbliche e private e 300 città, con un piano di investimenti per 2,5 miliardi di euro al 2030 per sostenere la decarbonizzazione di aziende e territori. Ponendosi come partner solido e di lungo periodo, Edison Next costruisce percorsi di decarbonizzazione che tengono conto delle specificità delle singole realtà e che mettono in campo un mix di tecnologie, bilanciando quelle già mature, come il fotovoltaico, con altre di medio periodo, come il biometano, per arrivare a quelle più prospettiche come l’idrogeno. In particolare, nell’ambito della mobilità sostenibile Edison Next sta sviluppando diverse iniziative che fanno leva sull’elettrico e sull’idrogeno per la decarbonizzazione dei trasporti, soprattutto quelli pesanti e del mondo della logistica. “Entrare a far parte di una realtà come Alis, importante punto di riferimento per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese, è per noi una grande soddisfazione, nonché un passo importante per rafforzare il nostro contributo attivo alla decarbonizzazione di settori che possono giocare un ruolo chiave nella transizione energetica del nostro Paese", sottolinea Giovanni Brianza, Ceo di Edison Next. "Con il nostro ingresso in Alis ci impegniamo a portare valore a tutti gli associati mettendo a disposizione le nostre competenze e la nostra piattaforma di servizi e tecnologie che consente di rispondere alle esigenze di decarbonizzazione sia del mondo dei trasporti che degli hub logistici". —[email protected] (Web Info)