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Premio Tenco, migliore album ‘È inutile parlare d’amore’ di Paolo Benvegnù

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(Adnkronos) – Annunciate oggi, lunedì 8 luglio, le opere vincitrici delle Targhe Tenco 2024: Migliore album in assoluto 'È inutile parlare d’amore' di Paolo Benvegnù, Migliore album in dialetto 'Assamanù' di Setak, Migliore album opera prima 'Curami l'anima' di Elisa Ridolfi, Migliore album di interprete 'Hasta Siempre Mercedes' di Simona Molinari, Migliore canzone singola 'La Mia Terra' di Diodato e Migliore album a progetto 'Sarò Franco – Canzoni inedite di Califano'. Risultato record nella fase del ballottaggio con la partecipazione di 239 votanti. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato dal 1984 a 'I migliori dischi dell’anno' di canzone d’autore pubblicati nel corso dell’anno, ovvero resi disponibili in qualunque modo al pubblico dal 1° giugno 2023 al 31 maggio 2024.  Le opere degli artisti candidati per le Targhe sono votate da una giuria vasta e competente formata da esperti, giornalisti e addetti ai lavori scelti dal Club Tenco, che esprime i suoi voti nei modi e tempi che vengono comunicati ai giurati dell’associazione. Di seguito il numero dei voti ottenuti da ciascun finalista delle Targhe Tenco 2024 suddivisi nelle 6 sezioni previste: Paolo Benvegnù con l’album 'È inutile parlare d’amore' (Woodworm, Distribuzione Universal) si aggiudica la targa del migliore album in assoluto con 62 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Vasco Brondi con 'Un segno di vita' (50 preferenze); Calcutta con 'Relax' (45 preferenze); Daniele Silvestri con 'Disco X' (44 preferenze); La Crus con 'Proteggimi da ciò che voglio' (35 preferenze).  
Club Tenco-Piotta, non si placa la polemica: ormai 'cantano' gli avvocati
 Per la targa Migliore album in dialetto (o lingua minoritaria parlata in Italia) l’opera più apprezzata è 'Assamanù' di Setak con 74 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Davide Van De Sfroos con 'Manoglia' (53 preferenze); Eleonora Bordonaro con 'Roda' (47 preferenze); Massimo Silverio con 'Hrudja' (33 preferenze); Mesudì con 'Nodi' (9 preferenze). Elisa Ridolfi con l’album “Curami l'anima” (Squilibri Editore) si aggiudica la targa Migliore album opera prima con 64 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Lamante con “In memoria di” (54 preferenze); Marta Del Grandi con “Selva” (50 preferenze); Andrea Satta con “Niente di nuovo tranne te” (43 preferenze); Coanda con “Le vite altrove” (6 preferenze).  Per la targa Migliore album di interprete l’opera più votata è 'Hasta Siempre Mercedes” (Bmg) di Simona Molinari con 60 preferenze. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: Perturbazione con 'La Buona Novella (dal vivo)' (56 preferenze); Joe Barbieri con 'Vulío' (39 preferenze); Chiara Raggi e Giovanna Famulari con 'In punta di corde' (31 preferenze); Agnese Valle con 'I miei uomini' (29 preferenze); Alberto Patrucco con 'AbBrassens' (19 preferenze). La targa Migliore canzone singola, che va agli autori del brano, è assegnata a 'La mia terra' (Carosello Records) di Diodato con 83 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: 'L'oceano' di Paolo Benvegnù feat. Brunori Sas (59 preferenze); 'L'uomo nel lampo' di Paolo Jannacci e Stefano Massini (40 preferenze); 'La promessa della felicità' di Federico Sirianni (31 preferenze); 'La fioraia' di Agnese Valle (17 preferenze).  
Premio Tenco 2024, Piotta diffida il presidente e chiede ufficialmente l'accesso agli atti
 Infine il Migliore album a progetto, che va al produttore, è 'Sarò Franco – Canzoni inedite di Califano' (prodotto da Alberto Zeppieri) con 63 preferenze. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono: '17 fili rossi + 1 – Ricordando Piazza Fontana' (48 preferenze); 'Parole liberate vol. 2' (39 preferenze); 'Shahida – Tracce di libertà' (37 preferenze); 'Stagioni. Tributo ai Massimo Volume' (30 preferenze).  Il Premio Tenco 2024 si terrà il 17,18 e 19 ottobre 2024 come di consueto presso il Teatro Ariston di Sanremo (Imperia). La rassegna dedicata alla Canzone d’Autore più prestigiosa e rinomata del nostro Paese, che quest’anno celebra l’importante traguardo dei 50 anni, anche in questa edizione premierà uno o più artisti con il Premio Tenco, assegnato dal Club Tenco alla carriera di coloro che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale. Sempre il Club Tenco assegna anche il Premio Tenco all'operatore culturale e il Premio Yorum, istituito in collaborazione con Amnesty International Italia dal 2020 per dare visibilità agli artisti che in tutto il mondo, mettendo spesso a repentaglio la loro vita, lottano per i diritti umani e la libertà d’espressione. —[email protected] (Web Info)

L’Italia come la Francia, Le Pen come Meloni? Ecco tutte le differenze

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(Adnkronos) – Non importa che il voto sia in Francia, in Grecia o in Papua Nuova Guinea: ci sarà sempre un politico italiano che cercherà di leggerlo in chiave nazionale. Ma quali sono le affinità e le differenze tra l’inedita situazione politica che emerge dalle legislative francesi, e il sorprendentemente stabile mondo italiano? Il Front National è stato fondato da Jean-Marie Le Pen nel 1972: sono 52 anni che il partito – oggi si chiama Rassemblement National – prova a sfondare il “cordone sanitario” che il sistema istituzionale francese gli ha teso intorno dalla sua nascita, considerandolo al di fuori dell’arco costituzionale e opponendo, a ogni ballottaggio raggiunto da un membro della famiglia Le Pen, il cosiddetto fronte repubblicano, un’alleanza “tutti contro uno” per tenere fuori un movimento, ispirato al MSI italiano, che affonda le sue radici nel petainismo e tra i collaborazionisti di Vichy. Diversamente dagli eredi di Almirante, che nel 1994 arrivarono al governo grazie al crollo della Dc e allo sdoganamento di Berlusconi, passando poi per la svolta di Fiuggi e il viaggio di Gianfranco Fini in Israele, fino al 2015 il Fronte Nazionale non aveva rinnegato un bel niente. Ma in quell’anno, le frasi sulle camere a gas (“un dettaglio della Seconda Guerra Mondiale”) sono valse a Jean-Marie una multa per antisemitismo e la cacciata dal partito che aveva fondato. La figlia Marine, da tempo in prima linea, ha iniziato allora un processo edipico di “uccisione del padre”, che l’ha portata a bandire ogni ostilità con il popolo ebraico, nonché ad aprire su questioni fino a quel momento inaccettabili per i nostalgici del Fronte: diritti Lgbt, aborto, laicità dello Stato. Storico “l’outing” di Florian Philippot, vicepresidente del partito, che nel 2014 finì in prima pagina del rotocalco “Closer” con il suo compagno. Fu allora che Marine Le Pen iniziò a difendere pubblicamente le scelte “sacre” della vita privata di ognuno.  L’apertura sui diritti civili, in un Paese peraltro dalla forte connotazione laica e libertaria, non sono però state sufficienti per considerare i lepenisti potabili per gli altri movimenti politici. Tralasciando i programmi degli ultimi 20 anni, in occasione di queste elezioni legislative, il Rassemblement National guidato dal 2022 dal giovane Jordan Bardella, ha incentrato la sua campagna elettorale sull’attacco agli stranieri. Con una serie di proposte unanimemente considerate incostituzionali, che avrebbero messo “i francesi prima di tutto”: nel welfare, nei servizi sociali, nelle graduatorie, indipendentemente dai diritti degli “altri” (residenti ma non di nazionalità francese). Oltre a discorsi molto duri contro la minoranza di origine musulmana e magrebina (oltre sei milioni di persone), Bardella e Le Pen si sono messi ad attaccare i cittadini con doppia nazionalità, sottintendendo una mancata fedeltà alla Repubblica e proponendo di escluderli da ruoli nella pubblica amministrazione (in particolare nei settori difesa, sicurezza, intelligence). Si tratta però di oltre 3,5 milioni di persone che sono parenti, colleghi e amici di altri milioni di francesi. Una proposta che ricorda le leggi che negli anni ’30 colpirono gli ebrei e che ha avuto un effetto notevole nell’impedire al RN di ripetere ai ballottaggi il buon risultato del primo turno.  L’Italia non ha la storia coloniale francese, non vive la stessa frattura culturale e sociale con il mondo islamico, non ha una comunità di persone con doppia cittadinanza numerosa e attiva come la Francia. Il RN, in particolare dopo il flop di Zemmour, si è posizionato come il nemico numero uno della comunità maghrebina, e cerca di attirare i voti sia di chi vive nelle banlieues a contatto con queste comunità, sia di chi le teme a prescindere. Semplificando molto, nel nostro Paese la comunità islamica è meno numerosa, è composta non da giovani africani di seconda o terza generazione (con molta rabbia nei confronti di una Francia che non ha saputo integrarli), ma da asiatici di prima generazione (pakistani e bengalesi) che tendenzialmente non vivono l’Islam in chiave politica e non covano risentimento per ragioni coloniali.  Giorgia Meloni all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina si è schierata nettamente in difesa di Kyiv, e da presidente del Consiglio ha ribadito il legame con gli Stati Uniti e il ruolo italiano nella Nato, instaurando anche una stretta relazione con Ursula von der Leyen. Marine Le Pen è, tuttora, agli antipodi in politica estera. Se il francese medio diffida degli Stati Uniti, la leader di RN è sempre andata al di là della diffidenza, schierandosi più volte contro Washington e al fianco di Putin, il “patriota”. Nel 2014, a poche settimane dall’annessione illegale della Crimea, il suo partito ottenne un prestito da 9 milioni di euro da una banca ceco-russa. Ha sempre difeso questa scelta spiegando che le banche dell’UE non le facevano credito, e che le alternative erano cinesi o iraniane.  Nella campagna elettorale per le europee, Marine Le Pen è apparsa in videomessaggio durante il summit di Identità e Democrazia, il gruppo europeo di cui forse non farà più parte, organizzato a Roma dalla Lega. Nel video, buona parte era dedicata a un attacco a Giorgia Meloni per il suo rapporto con Ursula von der Leyen, considerata da Le Pen la causa del disastro economico e sociale europeo. Anche in questo campo, le differenze tra la destra francese (ricordiamo che Le Pen si definisce “né di destra né di sinistra, ma solo patriota”, come Putin) e la destra di Fratelli d’Italia, restano notevoli.  Quando nacque il governo Draghi, all’inizio del 2021, Fratelli d’Italia fu l’unico partito italiano a restare all’opposizione. Persino la Lega che fu no-Euro e poi giallo-verde si unì alla grande coalizione guidata dall’ex presidente Bce. Aver evitato i palazzi romani sin dalla nascita del partito (nel 2012) ha permesso a Meloni e i suoi di sfruttare al massimo l’effetto anti-establishment (o “underdog”, come si è auto-definita) e vincere le elezioni nel 2022. I Le Pen hanno avuto vita molto difficile all’Assemblea nazionale: il sistema uninominale a due turni per decenni ha tenuto fuori gran parte dei loro candidati. Nel 2022, con Macron rieletto ma indebolito in parlamento, ottengono 89 seggi e per la prima volta riescono a formare un gruppo. Con il voto di ieri arrivano a 126 deputati (più i ribelli di Eric Ciotti) e diventano il primo partito. Esclusi dal governo, hanno la chance di continuare ad accumulare consensi, reiterando l’accusa di “golpe amministrativo” e di “alleanza del disonore” contro il fronte repubblicano.  A differenza di Meloni, però, potrebbero non essere i soli all’opposizione. Bisogna ancora capire quale ruolo e quale peso potrà avere La France Insoumise, partito di Mélenchon, nel governo che verrà. Prima del ballottaggio, Macron aveva detto che avrebbe tenuto fuori dalla maggioranza l’odiato leader della sinistra oltranzista. Ieri sera Edouard Philippe, ex primo ministro macroniano, ha detto che andrà costruita una coalizione con dentro tutti tranne Rassemblement National e France Insoumise. Mélenchon appena si sono chiuse le urne ha subito preso il controllo della narrazione del Nuovo Fronte Popolare, e ora socialisti, comunisti e ambientalisti non possono scaricarlo, non subito almeno.  Un terzo “incomodo” fuori dalla grande coalizione potrebbe essere anche il gruppo dei Repubblicani, gli eredi dei gollisti che da Sarkozy in poi hanno perso milioni di voti a favore di Le Pen e Macron. Far parte della nascente maggioranza avrebbe il vantaggio di piazzare qualche pedina al governo e lo svantaggio di finire definitivamente scavalcati dalla destra più “pura”, cioè dai ribelli di Eric Ciotti e dal Rassemblement National. Ieri sera uno dei leader repubblicani con ambizioni per l’Eliseo, Laurent Wauquiez, ha detto che non ci sarà “né coalizione né compromissione” con la strana alleanza sinistra+centristi. Il partito, dopo lo scisma di Ciotti, non ha una guida ufficiale, e non è detto che ubbidirà compatto a questo ordine.  Dopo il successo di Keir Starmer e lo scatto della sinistra francese, in Italia torna il modello straniero come strategia per riconquistare il potere. Un film già visto: dalla B di Blair alla Z di Zapatero, c’è sempre un leader oltreconfine che custodisce la ricetta per una vittoria progressista. La sinistra italiana è riuscita addirittura a chiamare un partito in onore di un premier della Grecia – l’unico paese allora messo peggio di noi in termini economici – durato il tempo di un’elezione e un referendum (“L’Altra Europa con Tsipras”). Il problema è che i francesi non hanno (ancora) trovato il modo di far convivere il partito comunista e Horizons, la “gamba destra” del gruppo macronista, due ruoli che in Italia potremmo assegnare a Fratoianni e Calenda. O di far la pace tra il leader di Place Public Raphaël Glucksmann e Jean-Luc Mélenchon, definito solo tre giorni fa, in piena campagna elettorale in cui doveva fingere armonia, “un problema immenso”. Per ora il campo largo italiano, che non esiste a livello nazionale ma fa capolino alle elezioni amministrative con alterne fortune (bene nei comuni, meno nelle regioni), dovrà trovare al suo interno – se esiste – il modo di creare una coalizione strutturata.  —[email protected] (Web Info)

Ricerca, le emozioni accendono il cervello come il tatto o il movimento: lo studio

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(Adnkronos) – "Sentire le farfalle nello stomaco" quando ci si innamora o "ribollire di rabbia" quando l'ira brucia nel profondo. Espressioni d'uso comune che rendono bene l'idea di quanto 'fisico' possa essere un sentimento. Metafore con un fondamento scientifico: le emozioni hanno una "natura 'corporea'", a tal punto che provarle 'accende' il cervello come toccare qualcosa o compiere un movimento. Lo dimostra uno studio dell'università di Milano-Bicocca, pubblicato su 'iScience': "Le emozioni – hanno scoperto gli autori – attivano regioni corticali che tipicamente rispondono a esperienze tattili e motorie". "In passato diversi progetti di ricerca avevano dimostrato a livello comportamentale che le emozioni sono associate a specifiche parti del corpo. Tuttavia, rimaneva da capire quanto specifiche aree cerebrali, tipicamente coinvolte nell'elaborazione di sensazioni tattili e motorie, partecipassero alla generazione di specifiche emozioni quali la tristezza, la felicità, la paura. Noi lo abbiamo dimostrato per la prima volta a livello neurofisiologico", spiega Elena Nava, professoressa del Dipartimento di Psicologia UniMiB, che ha firmato il lavoro insieme ai colleghi Michelle Giraud, Laura Zapparoli, Gianpaolo Basso, Marco Petilli ed Eraldo Paulesu dello stesso dipartimento.  Ecco l'esperimento. Gli scienziati hanno utilizzato un macchinario di risonanza magnetica (Rm) funzionale a 3 Tesla – attivo all'ospedale San Gerardo di Monza – su un campione di 26 persone, mappando nel cervello le aree specifiche di risposta neuronale a stimoli di tipo sia motorio e tattile sia emotivo.  I filamenti di Von Frey, uno strumento che permette di stimolare parti diverse del corpo con uguale intensità, sono stati usati su mani, tronco, piedi e volto dei partecipanti. Nel primo test – illustra una nota – i componenti del campione sono stati indotti a muovere singolarmente le stesse parti (per esempio aprivano chiudevano le mani, muovevano le labbra e così via). Poi si è proceduto a un recall emotivo: in base ad interviste condotte nei giorni precedenti, ai partecipanti veniva chiesto di rivivere episodi autobiografici per loro altamente emotivi, sia in positivo che in negativo (il giorno del matrimonio, un lutto o altro). Attraverso la Rm funzionale, i ricercatori hanno quindi registrato quale area del cervello venisse attivata da ogni stimolazione – motoria, tattile o emotiva – ricavando due mappe, tattile-motoria ed emotiva. Ebbene, sovrapponendo la mappa delle aree corticali attivate durante la rievocazione delle emozioni alla mappa delle aree corticali attivate durante le stimolazioni tattili e motorie, si è visto che alcune aree si attivano con entrambe le tipologie di stimolazione. "La generazione di emozioni – afferma Nava – si associa ad attività in aree corticali somatosensoriali e motorie, quelle che tipicamente rispondono al tatto o ad azioni motorie. Si dimostra così l'idea di un'esperienza 'incarnata' delle emozioni, e quindi la necessità di esperire a livello tattile e motorio le emozioni per poterle generare e sentire consciamente".  —[email protected] (Web Info)

Imprese: gestione dei rischi climatici, Sace in partnership per polizze dedicate

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(Adnkronos) – È stata siglato l’accordo tra Sace e Bnl Bnp Paribas, in partnership con One Underwriting, Agenzia del Gruppo Aon, per un’esclusiva di distribuzione del prodotto ‘Protezione Rischio Clima’ per il canale bancassurance dell’Istituto di credito. Nell’ambito della partnership – si legge in una nota – Sace interviene attraverso il nuovo strumento “Protezione Rischio Clima”, rivolto a tutte le imprese per rispondere all’esigenza di assicurazione contro i danni derivanti dagli eventi catastrofali, non più trascurabili, di fronte alla crescente esposizione a fenomeni geologici e ambientali estremi sempre più frequenti.  ''La sfida ai danni che i cambiamenti climatici portano a persone, edifici e attività produttive parte da iniziative di sistema come questa – ha sottolineato Ruxandra Valcu, Chief Commercial Officer di Bnl Bnp Paribas- Per il mondo produttivo del nostro Paese è di fondamentale importanza avere la possibilità di accedere a validi strumenti di protezione preventiva, specie in un territorio come il nostro che, per morfologia e clima, risulta sempre più spesso esposto a variabili dagli effetti incerti. Coinvolgere aziende, leader nei loro settori di riferimento, quali Bnl Bnp Paribas, Sace e il Gruppo Aon, permette di rispondere adeguatamente anche a queste nuove esigenze delle imprese''.  Come ha osservato Paolo Alfieri, che guida le assicurazioni di breve termine e le cauzioni di Sace: ''Con questa iniziativa che coinvolge Bnl Bnp Paribas, per il tramite di One Underwriting, Agenzia del Gruppo Aon, rafforziamo il nostro impegno per offrire alle aziende italiane i migliori strumenti assicurativi e le giuste competenze e connessioni per la copertura dai danni causati da calamità naturali. Sace c’è e il nostro obiettivo è fare in modo che tutte le imprese possano cogliere le opportunità connesse alla transizione sostenibile e acquisire piena consapevolezza sulla gestione del rischio climatico, che è in continua evoluzione''. Stefano Deiro, presidente e amministratore delegato di One Underwriting, ha commentato: ''Siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare questo innovativo prodotto assicurativo di grande importanza per la tutela contro gli eventi naturali estremi. Il cambiamento climatico – ha aggiunto – è tra le maggiori sfide e preoccupazioni per le aziende e la collettività in generale e i suoi impatti sono sempre più frequenti e gravosi. Diventa quindi fondamentale mettere in atto azioni concrete che possano dare un sostegno al Paese''.  La polizza “Protezione Rischio Clima” di Sace offre alle imprese la possibilità di assicurare terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali come sismi, alluvioni, esondazioni, inondazioni e franamento. Secondo un recente studio condotto dal Disaster Risk Management Knowledge Centre (Drmkc) della Commissione europea, l’Italia è il Paese europeo più vulnerabile alle catastrofi naturali. La forte e crescente esposizione del nostro Paese a fenomeni geologici e climatici estremi ha determinato uno specifico focus sugli eventi calamitosi all’interno della Legge di bilancio 2024 che, infatti, prevede un obbligo per le imprese italiane di stipulare entro il 31 dicembre 2024 contratti assicurativi a copertura dei danni direttamente causati da eventi catastrofali sul territorio nazionale.  Sempre in favore delle microimprese e Pmi italiane, in questi giorni, Sace ha stretto una partnership con Facile.it per la diffusione della nuova polizza Protezione Rischio Clima Smart, specifica per i danni catastrofali, in maniera semplice e veloce, con un link diretto a MySace.it, anche tramite la piattaforma di Facile.it. "Il cambiamento climatico e gli eventi catastrofali sono un rischio attuale e concreto per tutte le imprese, soprattutto le più piccole – ha ribadito Alfieri – per questo Sace c’è ed estende Protezione Rischio Clima a tutte le microimprese grazie alla partnership con un grande operatore come Facile.it. Attingendo alle migliori tecnologie disponibili sul mercato e all’esperienza di un player come Facile.it rendiamo la nostra Polizza accessibile in maniera semplice e veloce anche alle imprese più piccole: uno strumento fondamentale non solo per proteggersi ma anche per rafforzare la propria competitività". Dello stesso avviso Maurizio Pescarini, ceo di Facile.it. "Come facile.it – ha precisato – abbiamo da sempre assunto l’impegno di semplificare la vita dei consumatori, facendo risparmiare loro tempo e denaro. Ora vogliamo ampliare i nostri servizi e portare la profonda esperienza maturata in ambito assicurativo anche alle microimprese e Pmi italiane, partendo proprio da un nuovo verticale di offerta dedicato alle polizze per danni causati da eventi naturali e catastrofali. Da questo punto di vista – ha concluso – l’affinità con Sace è stata immediata; l’obiettivo comune è di proporre alle piccole e microimprese una polizza danni catastrofali semplice da capire, facile da sottoscrivere e dal costo contenuto ma che, al contempo, offra una protezione completa e soddisfi i futuri requisiti normativi". —[email protected] (Web Info)

Giulia Cecchettin, Turetta direttamente a processo e rinuncia a perizia psichiatrica

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(Adnkronos) – Filippo Turetta, accusato dell'omicidio di Giulia Cecchettin, rinuncia all'udienza preliminare prevista nei prossimi giorni dinanzi al gup e andrà direttamente a processo in Corte d’Assise. I legali della difesa fanno sapere inoltre che non chiederanno la perizia psichiatrica per il loro assistito.  —[email protected] (Web Info)

Corruzione Liguria, Toti non si ricandiderà alle Regionali

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(Adnkronos) – Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ai domiciliari con l'accusa di corruzione, non si ricandiderà alle prossime elezioni Regionali. Lo dice il suo avvocato Stefano Savi in una nota in cui spiega la richiesta di revoca degli arresti domiciliari davanti al Tribunale del Riesame. ''Quanto alle elezioni – scrive Savi – le prossime previste riguardano il rinnovo del Consiglio Regionale, e non possono ritenersi rischio né attuale, visto la distanza di un anno e tre mesi dalla loro celebrazione, né concreto, visto che il Presidente non parteciperà''. —[email protected] (Web Info)

Salute, dagli occhiali da sole ai colliri: ecco come proteggere gli occhi in vacanza

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(Adnkronos) – Mare, montagna e sole d'estate. Oltre alle creme solari per proteggere la pelle nel bagaglio estivo meglio ricordare anche gli strumenti – e le regole – per tutelare gli occhi: dai colliri agli occhiali da sole fino ai controlli di routine, ricorda il medico oculista Pierfilippo Sabella della Eyecare Clinic di Milano che propone un vademecum.  La prima regola è la protezione dai raggi Uv. Gli "occhiali da sono sole indispensabili. Vanno sempre indossati e devono avere lenti certificate che bloccano i raggi Uva e Uvb, anche sotto l'ombrellone e in giornate nuvolose. I raggi Uv possono danneggiare la retina anche in condizioni di luce apparentemente tenue". Ma non è solo questione di 'buone lenti'. Anche la forma conta. E' importante scegliere la montatura giusta che sia "avvolgente in grado di proteggere gli occhi anche dai raggi laterali, riducendo l'evaporazione del film lacrimale".  Gli 'occhiali' servono anche in acqua. "Durante il nuoto in mare o piscina è sempre bene utilizzare occhialini o maschera per proteggere gli occhi da cloro, salsedine, sabbia e altri agenti irritanti". Mentre vanno tolte"le lenti a contatto che in acqua aumentano il rischio di infezioni. Prediligere gli occhiali da vista o utilizzare lenti a contatto monouso da gettare dopo ogni bagno", aggiunge Sabella.  La protezione degli occhi passa anche da un'adeguata idratazione. E' importante "utilizzare colliri o lacrime artificiali per mantenere gli occhi idratati, soprattutto in ambienti secchi, ventosi o con aria condizionata, che possono causare secchezza oculare, affaticamento e irritazione. Serve poi bere molta acqua perché idratare tutto il corpo aiuta anche a mantenere la salute degli occhi, prevenendo la secchezza e la formazione di fastidiose 'mosche volanti'".  Inoltre va limitata l'esposizione al sole diretta. "In particolare mai fissare direttamente il sole, tanto più per periodi prolungati. Il riposo è fondamentale anche per gli occhi: fare spesso pause dalle attività che richiedono un forte sforzo visivo, come leggere o utilizzare dispositivi elettronici". Anche l'alimentazione conta. "Utile consumare cibi ricchi di vitamine e antiossidanti, come frutta e verdura, che possono aiutare a proteggere gli occhi dai danni indotti dai radicali liberi". Infine è di grande importanza "sottoporsi a visite oculistiche periodiche per monitorare la salute degli occhi e individuare precocemente eventuali problemi. La cura degli occhi è importante in ogni periodo dell'anno, ma diventa fondamentale durante le vacanze quando si trascorre più tempo all'aria aperta e si è esposti a fattori di stress ambientali come sole, vento, cloro e salsedine", conclude l'esperto.  —[email protected] (Web Info)

Vaccini e obbligo, medici contro Borghi: “Si torna indietro di 100 anni”

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(Adnkronos) – Medici all'attacco contro l'emendamento presentato dal senatore della Lega Claudio Borghi al Dl liste d'attesa per cancellare l'obbligo vaccinale per i bambini introdotto dalla legge Lorenzin. Dagli infettivologi al pediatra il coro è unanime: le vaccinazioni sono fondamentali per la salvaguardia dei più piccoli. Ironico Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova che rileva come "Claudio Borghi è riuscito a fare una cosa fino ad oggi mai realizzata: ricompattare tutta la comunità scientifica, e mi pare anche una parte della sua maggioranza, sul valore dei vaccini. E' stato geniale nella sua uscita, dobbiamo ringraziarlo. Le persone di buon senso – dice all'Adnkronos Salute – della maggioranza e dell'opposizione hanno preso le distanze dalla sua proposta. Si occupi di economia, se ne è capace, e spero che abbia più competenze rispetto a quelle che ha dimostrato di avere nell'ambito della medicina e della scienza. Quella di Borghi è stata una proposta scellerata – ribadisce Bassetti – atta a colpire la salute dei più deboli: i bambini". Linea nettamente condivisa anche dall'epidemiologo Massimo Ciccozzi. "I vaccini sono uno strumento di prevenzione di sanità pubblica. Pensare di togliere l'obbligo per le vaccinazioni dei bambini è far tornare indietro di cento anni l'Italia. Quante vite hanno salvato dal vaiolo, dal tetano, dal morbillo, dalla difterite, dalla polio? Personalmente – afferma Ciccozzi all'Adnkronos Salute – sono contrario all'obbligo per il vaccino antinfluenzale o, ora, per il Covid. Ma la popolazione pediatrica è fragile come quella anziana e va protetta. Nell'ultimo anno il morbillo ha causato epidemie in tutta Europa, pensare di togliere l'obbligo vaccinale oggi – da un punto di vista di sanità pubblica – sarebbe la scelta peggiore". "Abolire l'obbligatorietà delle vaccinazioni significherebbe scherzare con la vita", gli fa eco il pediatra Italo Farnetani. Soprattutto per quella anti-morbillo, sottolinea all'Adnkronos Salute, "tornare indietro sarebbe come condannare a morte alcuni bambini ogni anno". "Le vaccinazioni contro morbillo, rosolia, parotite e varicella", che l'emendamento vorrebbe non fossero più obbligatorie, bensì raccomandate, "sono tutte importanti – spiega l'esperto, professore ordinario di Pediatria dell'Università Ludes-United Campus of Malta – ma quella per il morbillo è la più salvavita", se si considera che "il morbillo ancora oggi determina piccole epidemie e casi di morte. Anche in Italia", avverte il medico, e anche successivamente agli "anni '70 del secolo scorso, da quando cioè abbiamo a disposizione un vaccino efficace contro questa infezione. Purtroppo fino al 2017 non esisteva l'obbligo vaccinale e, pur essendo la vaccinazione anti-morbillo fortemente raccomandata dai pediatri – insiste Farnetani – è stata sempre poco praticata dai genitori, con percentuali per molti anni intorno al 30%, lontanissime dal 95% di copertura che permetterebbero la scomparsa della malattia".  Il pediatra ricorda che "già dagli anni '80 l'Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato l'obiettivo di eradicare il morbillo a livello globale, com'è avvenuto per il vaiolo, ma purtroppo l'obiettivo è fallito e continua a non essere raggiunto proprio perché ci sono gli over 7 anni ancora in gran numero non vaccinati. Senza l'obbligatorietà del vaccino non si raggiungerà mai un numero sufficiente di bambini vaccinati", ammonisce Farnetani che chiama in causa la Costituzione: abolendo l'obbligo, conclude, verrebbe "calpestato anche l'articolo 32. Anziché garantire il diritto alla salute, si lascerebbero le persone indifese da una malattia potenzialmente grave e letale". —[email protected] (Web Info)

Ue, nasce con la Lega il gruppo dei ‘Patrioti’: Vannacci vicepresidente

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(Adnkronos) – "Oggi, dopo un lungo lavoro, nasce con la Lega a Bruxelles il grande gruppo dei Patrioti, che sarà determinante per cambiare il futuro di questa Europa". Matteo Salvini, leader della Lega, su X annuncia la nascita del nuovo gruppo all'Europarlamento. Il gruppo è stato lanciato dal primo ministro ungherese Viktor Orban, dall'ex premier ceco Andrej Babis e dal presidente del Freiheitliche Partei Österreichs Herbert Kickl. Jordan Bardella, leader di Rassemblement National, è stato eletto presidente dello schieramento di cui fa parte anche la formazione francese di destra. Tra i sette vicepresidenti c'è l'eurodeputato della Lega Roberto Vannacci. Prima vicepresidente è l'ungherese Kinga Gal.  Al gruppo dei Patrioti nel Parlamento Europeo aderiscono "84 eurodeputati" provenienti da "12 Paesi" membri dell'Ue, spiega il capodelegazione della Lega Paolo Borchia a Bruxelles. La Lega è la terza delegazione, dopo il Rassemblement National francese e gli ungheresi di Fidesz. Nel dettaglio si tratta di 30 eurodeputati del Rassemblement National (Francia), Fidesz e Partito Popolare Cristiano Democratico (Ungheria) con 11; la Lega con 8 eurodeputati; Ano 2010 (Movimento dei Cittadini Insoddisfatti) di Andrej Babis con 7 (Repubblica Ceca); Přísaha a Motoristé con 2 (Repubblica Ceca, letteralmente 'giuramento e automobilisti'); Fpoe con 6 (Austria); Pvv di Geert Wilders con 6 (Olanda); Vox (Spagna) di Santiago Abascal con 6; il Vlaams Belang (Fiandre, Belgio) con 3; Chega con 2 (Portogallo); Dansk Folkeparti con uno (Danimarca); il greco Fonì Logikis (la Voce della Ragione) con un eurodeputato; Latvija pirmajā vietā (Prima la Lettonia) con uno.  —[email protected] (Web Info)

Wimbledon, Musetti ai quarti di finale: Perricard battuto in 4 set – Video

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti ai quarti di finale del tabellone del singolare maschile di Wimbledon 2024. Il 22enne azzurro, testa di serie numero 25, negli ottavi di finale supera il francese Giovanni Mpetshi Perricard per 4-6, 6-3, 6-3, 6-2 in 2h03'. Musetti, per la prima volta in carriera ai quarti dei Championships, aspetta il vincente della sfida tra il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 4 e lo statunitense Taylor Fritz, numero 13 del tabellone.  Il tennis azzurro celebra un risultato mai ottenuto prima, con 3 atleti nei quarti dei due tabelloni del singolare. Nel torneo maschile, con Musetti è approdato tra i 'last eight' anche Jannik Sinner, numero 1 del mondo. Nel torneo femminile, ai quarti c'è Jasmine Paolini, testa di serie numero 7.  Il toscano paga a caro prezzo l'unico passaggio a vuoto nel primo set. Concede una palla break che Perricard sfrutta, allungando e chiudendo il primo parziale. Musetti è bravo a voltare pagina e ad alzare il livello del proprio gioco.   
La percentuale di prime sale (oltre il 70%) e gli errori gratuiti vengono contenuti (8) contro un avversario che sbaglia moltissimo: Perricard piazza 35 vincenti, ma perde spesso e volentieri la misura dei colpi come dimostrano i 42 errori non provocati. Musetti è bravo a sfruttare le occasioni che il rivale concede puntualmente: l'azzurro spezza l'equilibrio a metà del secondo e del terzo set. Poi, nel quarto, scappa subito sul 3-0 e chiude i conti al termine di uno scambio interminabile di 30 colpi: 6-2. —[email protected] (Web Info)