(Adnkronos) – Il calendario di Coppa Italia si scontra con il festival di Sanremo 2025. A sottolineare la sovrapposizione televisiva dei due eventi ci pensa Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai, che in un post su facebook ha espresso tutto il suo stupore. "Incredibile – scrive l'ad della Rai – calendario Coppa Italia: andata quarti di finale nella settimana dal 4 al 6 febbraio 2025. La 75esima edizione del Festival di Sanremo 2025 dal 4 all’8 febbraio 2025, date comunicate da Rai prima della decisione della Lega Calcio. I telespettatori italiani avranno qualcosa da ridire?". La Rai aveva già annunciato che il Festival di Sanremo 2025, uno degli eventi televisivi e musicali più attesi dell'anno, si terrà dal 4 all'8 febbraio 2025. Tuttavia, la Lega Calcio ha comunicato ieri che le partite di andata dei quarti di finale della Coppa Italia si disputeranno nella stessa settimana, dal 4 al 6 febbraio 2025 in onda su Mediaset. —[email protected] (Web Info)
F1 Gp Silverstone, prove libere: Russell è il più veloce
(Adnkronos) –
Le due Mercedes di George Russell e Lewis Hamilton si piazzano in testa alla terza sessione di prove libere del Gp di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone, con diverse precipitazioni, pista umida e freddo e con Pierre Gasly che va subito fuori e Valterri Bottas che si è girato. Primo Russell con il tempo di 1.37.529 seguito da Hamilton. Terza la McLaren di Lando Norris e quarta la Ferrari di Carlos Sainz, seguito dalla Red Bull di Max Verstappen e dall'altra rossa di Charles Leclerc. Settima la McLaren di Oscar Piastri mentre a chiudere la top ten ci sono l'Aston Martin di Fernando Alonso, la Red Bull di Sergio Perez e la Haas di Nico Hulkenberg. —[email protected] (Web Info)
Gb, prima riunione governo Starmer: “Tantissimo lavoro da fare”
(Adnkronos) – "Abbiamo un'enorme quantità di lavoro da fare, quindi, ora procediamo con il nostro lavoro". Lo ha dichiarato il nuovo primo ministro britannico, Keir Starmer, presiedendo la prima riunione di governo all'indomani del successo a valanga del Labour alle elezioni politiche. Dando il benvenuto alla sua nuova squadra di governo, Starmer ha sottolineato che "è stato l'onore e il privilegio della mia vita essere stato invitato ieri dal Re, Sua Maestà il Re, a formare un governo e a formare il governo laburista del 2024". Sono definitivi i risultati delle elezioni nel Regno Unito. Secondo il conteggio ufficiale, ai laburisti sono andati 412 seggi, 211 in più rispetto al voto del 2019, ai conservatori 121 (-251), ai Lib Dem 72 (+64) e al Partito nazionale scozzese 9 (-39). Trentasei seggi (+15) sono andati ad altri partiti, tra cui il Reform Party di Nigel Farage, che entra per la prima volta in Parlamento e assicura cinque seggi alla sua formazione. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Liste d’attesa, Schillaci: “Spero in un visibile miglioramento già in autunno”
(Adnkronos) – Liste d'attesa, "spero che già dall'autunno potremmo avere un visibile miglioramento del problema". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento all'evento 'Prendersi cura dell'Europa: innovazione, inclusione e ricerca' all'interno del Forum in Masseria (Manduria), promosso da Bruno Vespa. "Altro aspetto che voglio citare del decreto sulle liste d'attesa è che dal 2025 ci sarà il superamento del tetto di assunzione per gli operatori sanitari che è un qualcosa inserito 20 anni fa in un contesto economico diverso e che nessun governo ha mai tolto e noi lo faremo. Ci stiamo lavorando dai primi mesi del Governo, questo per dire che non è un decreto fatto per motivi elettorali". "L'86% degli italiani ha ben accolto il decreto legge sulle liste d'attesa. E' un provvedimento a cui teniamo particolarmente perché andrà a risolvere quello che è un problema annoso e doloroso dei cittadini. Mi fa piacere anche osservare che è stato colto in maniera acuta quello che è lo spirito del decreto e i provvedimenti chiave, quanto sia importante avere a disposizione uno strumento che non c'era come la piattaforma di monitoraggio. A che punto siamo? C'è un cronoprogramma che sta andando avanti con tutta una serie di decreti attuativi del ministero della Salute e alcuni con il Mef e altri con le Regioni, che si dovrebbe concludere tra 2 mesi". Sul fatto che le regioni abbiamo mosso delle critiche al decreto, "le regioni hanno visto l'articolo 2 del decreto, dove è previsto un organismo di vigilanza che però già esiste e risale al 2005 – ha chiarito il ministro -, ma mai è stato messo in funzione, non vogliamo prendere spazi delle Regioni, ma fare gioco di squadra". "Ognuno deve fare la sua parte, il Covid ha dimostrato la fragilità dei sistemi sanitari nazionali in tutto il mondo" ha detto il ministro Schillaci. "Quello che è mancato in Italia è stata la medicina e l'assistenza territoriale, penso che si debba armonizzare e non dividere. Ognuno può fare la sua parte. Le farmacie durante il Covid hanno dimostrato di poter fare una parte importante e si sono rivelate anche molto ben viste dai pazienti e dai cittadini. Ci sono i medici di base e ci sono i laboratori di analisi, c'è tutta la parte del Pnrr dedicata alla medicina territoriale. Se vogliamo ammodernare il Ssn, come per le liste d'attesa, c'è bisogno del contributo di tutti e nessuno può in qualche modo tirarsi indietro. Capisco le rivendicazioni di tutti e delle categorie però se si vuol fare il bene del Ssn si deve trovare il modo di armonizzare. Il territorio va rivalutato e chi ha più capacità è giusto che le metta a disposizione". "Stiamo pensando a una piattaforma, sulla scia di quella che sarà realizzata per il monitoraggio delle liste d'attesa, per sapere quanto è il problema della salute mentale in Italia" dice il ministro. "Vogliamo avere una migliore cognizione della salute mentale nel Paese e dei disturbi che sicuramente" sono diventati un po' meno latenti "durante il Covid". "Ci preoccupa che oggi ci sia una crescita importante tra i giovani e gli adolescenti. Però nel disegno di legge che accompagna il decreto legge ci sono dei fondi 'ad hoc' per la salute mentale e c'è un grande dialogo con il Mef affinché una parte precisa del Fondo sanitario nazionale che poi verrà ripartito tra le regioni venga proprio dedicato ad affrontare i problemi della salute mentale". La revisione della legislazione europea del farmaco proposta dalla Commissione Europea, "anche se parte da intenti nobili – ovvero di avere una legislazione nuova e più moderna con una maggiore accesso ai farmaci – noi come Italia abbiamo detto che la risposta non può essere quella di diminuire la durata dei brevetti". "Non è questa la risposta perché ci sono dei competitor fortissimi come gli Usa e la Cina e non possiamo più continuare come negli ultimi 10 anni altrimenti le aziende vanno a investire in altri continenti. Io credo che l'Europa sarà nei prossimi 6 mesi chiamata a prendere una posizione su questo e ci sono altre grandi nazioni che condividono il nostro percorso, abbassare la protezione dei brevetti dei farmaci non può essere l'unica risposta. L'Europa deve tornare a essere attrattiva". —[email protected] (Web Info)
Ucraina, Le Pen: “Con Bardella premier no a uso armi Francia contro la Russia”
(Adnkronos) – No all'uso di armi francesi in Russia per aiutare l'Ucraina. Marine Le Pen spiega la posizione del suo partito in un'intervista alla Cnn concessa alla vigilia del ballottaggio. Se Jordan Bardella dovesse diventare premier, impedirebbe a Kiev di usare le armi a lungo raggio fornite da Parigi per colpire obiettivi in Russia, spiega l'esponte del Rn, che poi ribadisce anche il no all'invio di soldati francesi. "Se Emmanuel Macron vuole mandare le truppe e il primo ministro è contrario, allora non si manderanno truppe in Ucraina. Il premier ha la parola finale". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Iran, chi è il neo presidente riformista Masoud Pezeshkian
(Adnkronos) – Deputato dal 2008 per cinque legislature consecutive in rappresentanza di Tabriz, Masoud Pezeshkian ha vinto, malgrado non fosse tra i favoriti, le elezioni presidenziali in Iran. Unico candidato riformista ammesso dal Consiglio dei Guardiani, Pezeshkian ha prima 'eliminato' al primo turno il vincitore annunciato delle elezioni, il conservatore (o principalista) Mohammad Baqer Qalibaf, e infine ha avuto la meglio al secondo turno sull'ultraconservatore (o paydari), Saeed Jalili. Pezeshkian è stato eletto nono presidente della Repubblica islamica con 16.384.403 voti su un totale di 30.530.157 voti, mentre il suo avversario Jalili ne ha raccolti 13.538.179 (il resto sono schede bianche e nulle). L'affluenza è stata vicina al 50%, significativamente più alta del primo turno, quando si è fermata appena sotto il 40%, ma comunque al di sotto della soglia che avrebbe restituito una parvenza di legittimità all'establishment politico-religioso. Succederà a Ebrahim Raisi, scomparso in un incidente in elicottero il 19 maggio nel nord-ovest dell'Iran insieme all'allora ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian.
Nato il 29 settembre del 1954 a Mahabad, nella provincia dell'Azerbaigian occidentale, Pezeshkian è di etnia azera come la Guida Suprema, Ali Khamenei. Nella sua vita c'è un dramma. Nel 1994 perse la moglie e uno dei figli in un incidente stradale ed è stato costretto a crescere da solo gli altri suoi due figli e una figlia.
Cardiochirurgo di formazione, Pezeshkian è stato rettore dell'Università di Scienze Mediche di Tabriz. La sua carriera politica è iniziata tra il 1997 ed il 2001, durante la presidenza di Mohammad Khatami, come vice ministro della Sanità. Nel secondo mandato di Khatami è stato promosso ministro, mentre tra il 2016 e il 2020 ha ricoperto la carica di primo vice presidente del Majlis (il Parlamento). Sia nel 2013 che nel 2021 si era candidato alla presidenza, ma senza risultati degni di nota. Un conservatore nella vita privata, ma un riformista in politica viene definito Pezeshkian, la cui lealtà ai principi della Repubblica islamica e alle linee guida di Khamenei non sono assolutamente messe in discussione. Gli osservatori non si aspettano dalla sua presidenza svolte significative in politica estera, soprattutto se negli Stati Uniti dovesse essere rieletto Donald Trump, la cui decisione nel 2018 di uscire unilateralmente dall'accordo sul nucleare (Jcpoa) affossò la presidenza riformista di Hassan Rohani. Pezeshkian non è un candidato anti-sistema – "saremo amici di tutti tranne che di Israele", ha detto durante la campagna elettorale – ma su alcuni punti è stato molto chiaro. Il primo riguarda le sanzioni, che non ha esitato a definire "un disastro" per l'economia, devastata dall'inflazione. Il presidente eletto ha espresso in più occasioni la necessità di dialogare con l'Occidente per ottenere la revoca delle restrizioni. Uno scenario che oggi appare lontano, ma che nei prossimi mesi potrebbe avvicinarsi alla realtà soprattutto se sarà confermata la sua intenzione di attingere a piene mani per la scelta dei ministri dall'esperienza politica di Rohani. Sono in molti a scommettere che agli Esteri tornerà Mohammad Javad Zarif, che – oltre ad essere il 'padrino' politico di Pezeshkian – per anni è stato il volto 'gentile' dell'Iran nonché protagonista degli estenuanti negoziati che portarono alla nascita del Jcpoa. "Pezeshkian ha parlato con forza della necessità che l'Iran risolva le tensioni con l'Occidente" attraverso "trattative dirette piuttosto che colloqui tramite mediatori", ha affermato Trita Parsi del Quincy Institute, notando che il presidente eletto ha avanzato questa proposta in un contesto in cui non appare improbabile che Trump possa diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. "Si tratterebbe di un cambiamento significativo se gli iraniani accettassero di impegnarsi direttamente con gli Stati Uniti anche con Trump come presidente", ha aggiunto, non nascondendo le difficoltà che rendono "molto difficile il rilancio dell'accordo sul nucleare. Ma ora potrebbe esistere la volontà politica – almeno da parte iraniana – per un nuovo accordo. Che esista da parte americana è una storia diversa". Con Pezeshkian è lecito aspettarsi un'apertura soprattutto a livello di giustizia sociale e diritti. Il presidente eletto, che fu tra i politici che chiesero chiarimenti sull'uccisione nel 2022 di Mahsa Amini mentre era in custodia della polizia, ha annunciato un allentamento del rigido codice di abbigliamento sul velo e maggiori libertà per i giovani, sostenendo che non esistono testi islamici che consentano alle autorità di aggredire o arrestare le donne che non indossano l'hijab. La sua attenzione verso queste due delicate questioni, ritenute linee rosse invalicabili dagli ultraconservatori, è stata apprezzata dall'elettorato, come dimostra il risultato delle urne. La strategia vincente del 69enne è stata corteggiare gli elettori disillusi, in particolare le giovani generazioni, e convincerli che le elezioni presidenziali contano e che l'esito del voto potrebbe portare un cambiamento reale nelle loro vite. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Caldo, oggi bollino giallo ad Ancona e Bologna. Domani a Roma e in altre 5 città
(Adnkronos) – Weekend caldo su alcune zone dell'Italia. Oggi bollino giallo (livello di allerta 1, condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un'ondata di calore) ad Ancona e Bologna. Mentre domani, oltre a questi due capoluoghi, si aggiungono Bari, Perugia, Pescara e Roma. E' quanto previsto dal bollettino sulle ondate di calore che il ministero della Salute elabora dei bollettini giornalieri per 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. —[email protected] (Web Info)
Ascolti tv, Portogallo-Francia domina la prima serata
(Adnkronos) – Gli Europei di calcio su Rai 1 dominano la prima serata di ieri. La partita tra Portogallo e Francia, che ha visto la Francia qualificarsi per le semifinali per 5-3, è stata vista da 5.559.000 di spettatori pari al 34.4% di share, registrando un picco di ascolti durante i rigori (6.159.000 spettatori, 48.3% share). Su Canale5, il film 'La Rosa della Vendetta' ha conquistato 2.104.000 spettatori con uno share del 12.6% mentre il programma 'Quarto Grado – Le Storie' su Rete4 ha totalizzato 912.000 spettatori e il 6.6% di share. Fuori dal podio troviamo Rai2 con 'I Casi della Giovane Miss Fisher: La serie' con 710.000 spettatori e il 4.2% di share, mentre a scegliere il film su Rai3 'Le cose che non ti ho detto' son stati 671.000 spettatori e il 4% di share. Seguono: Italia1 con '…e alla fine arriva Polly' (632.000 spettatori, 3.8% share); Nove con 'I Migliori Fratelli di Crozza' (400.000 spettatori, 2.4% share); La7 con 'Eden – Un Pianeta da Salvare' (395.000 spettatori, 2.6% share) e Tv8 con 'I delitti del BarLume – Un due tre stella!' (293.000 spettatori, 1.8% share). —[email protected] (Web Info)
MotoGp Germania, Martin in pole. Bagnaia quarto
(Adnkronos) –
E' di Jorge Martin la pole position nel Gp di Germania di MotoGp. Il pilota spagnolo della Ducati Pramac è stato il più veloce nelle qualifiche sul circuito del Sachsenring con il tempo di 1.19.423. Il leader del Mondiale ha preceduto di appena 48 millesimi l'Aprilia del portoghese Miguel Oliveira, e di 220 Raul Fernandez con l'altra Aprilia. Quarto posto e seconda fila per la Ducati di Pecco Bagnaia. Il campione del mondo per due volte è stato penalizzato dalle bandiere gialle che lo hanno costretto ad abortire il suo giro veloce. Quinto posto per Alex Marquez, seguito da Franco Morbidelli, Maverik Vinales, Fabio Di Giannanantonio, Enea Bastianini e Pedro Acosta. Marc Marquez scatterà dal 13° posto dopo la caduta di ieri. —[email protected] (Web Info)
Ragazza morta dopo caduta in vano ascensore a Fasano, c’è un indagato
(Adnkronos) – "Dopo la prima iscrizione sul registro degli indagati a breve potrebbero essercene delle altre". E' quanto scrive il Nuovo Quotidiano di Puglia oggi in edicola in relazione all'inchiesta sulla morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano, in provincia di Brindisi, precipitata da quasi 15 metri nel vano ascensore della palazzina di case popolari in via Piave, dove abitava con i suoi genitori nella notte tra domenica e lunedì. Entro giovedì 11 luglio, scrive il quotidiano, "la pm titolare del fascicolo Livia Orlando conferirà l'incarico al medico legale Domenico Urso di effettuare, presso l'obitorio del cimitero di Ostuni, l'autopsia sul corpo della sfortunata ragazza. Nello stesso giorno si dovrebbe tenere anche un'ulteriore perizia tecnica sull'ascensore", si legge nell'articolo. In questo modo l'indagato o gli indagati, essendo esami irripetibili, potranno nominare difensori e tecnici di parte. "Proprio sul malfunzionamento dell'impianto dell'ascensore sono puntati i riflettori degli inquirenti", continua il quotidiano, che hanno sentito diversi testimoni. "Probabilmente qualche elemento sarà comunque emerso – si legge ancora – se alla fine un nome è stato iscritto sul registro degli indagati: il fatto che la porta al quarto piano si sia aperta, nonostante la cabina fosse giù al primo è il primo mistero da svelare". Al momento l'ipotesi di reato ventilata dalla Procura è quella di omicidio colposo. —[email protected] (Web Info)









