(Adnkronos) –
Come cambierà il Servizio sanitario nazionale dopo gli interventi del Pnrr? Nel 2026, una volta terminata la messa a terra della Missione 6 Salute del Piano di nazionale di ripresa e resilienza, il vecchio Ssn come lo conosciamo avrà un nuovo volto: servizi più vicini al cittadino, meno ricorso all'ospedale e meno liste d'attesa. Ma a che punto siamo? A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Alessio Nardini, direttore generale Unità di missione per l'attuazione degli interventi del Pnrr del ministero della Salute. Tra i temi affrontati come cambierà la presa in carico dei cittadini, se ci sarà il personale per le nuove strutture che faranno da filtro all'ospedale, le Case di comunità e gli ospedali di comunità e infine se gli italiani hanno davvero capito come cambierà la sanità pubblica. A metà 2024, a che punto siamo direttore Nardini? "Abbiamo raggiunto tutti i target per le Centrali operative territoriali (Cot), Case della Comunità (CdC) e Ospedali di comunità (OdC), che avevano scadenza nell’ultimo periodo del 2023. Nella fase attuale è in corso la rilevazione dei dati relativi allo stato di avanzamento fisico, procedurale e finanziario dei singoli interventi, con particolare interesse nei confronti delle progettualità riferite alle Cot. La rimodulazione complessiva del Piano, prevede la realizzazione e la messa in esercizio di almeno 480 Cot entro il 31 dicembre 2024. Al 20 giugno 2024, risultavano avviati i lavori e/o erano in corso di esecuzione le forniture per un totale di 1.104 interventi. Di questi 500 sono riferiti a progettualità relative a Cot, 468 a CdC e 136 a OdC". "Allo stato attuale sono 16 le CdC e 5 gli OdC per i quali è stato eseguito un collaudo della corretta esecuzione dei lavori e progressivamente si stanno attivando le strutture sul territorio, con la messa in opera delle diverse funzioni di erogazione dell’assistenza, sulla base degli standard delineati dal Dm 77/2022, in vista della scadenza attesa entro giugno del 2026 – prosegue – Per quanto riguarda le Cot, al 20 giugno 2024, ne risultavano collaudate 359 rispetto al target di almeno 480 operative e funzionanti entro dicembre 2024. Dati più aggiornati riferiti all’investimento, rilevano al 30 giugno 2024: l’avvio dei cantieri/delle forniture per 530 interventi (Cup o Codice unico di progetto); la conclusione dei lavori/esecuzione delle forniture per 457 interventi (Cup); il collaudo di 391 interventi (Cup). Abbiamo chiesto alle Regioni – precisa – chiarimenti circa la documentazione da produrre per soddisfare i meccanismi di verifica di cui agli Operational Arrangements, tesi a comprovare il raggiungimento del Target europeo M6C1-7, accompagnate da nota successiva contenente apposite check-list e format documentali necessari a comprovare il conseguimento del suddetto target. E’ in corso – osserva Nardini – di acquisizione la documentazione richiesta, che sarà oggetto di successiva valutazione. Allo stato attuale, quindi, si ritiene che non vi siano criticità ostative al raggiungimento dei target delineati".
Come cambierà la presa in carico dei cittadini? Direttore Nardini può farci un esempio concreto rispetto ai problemi che oggi hanno gli italiani sulle cronicità? "Il Dm 23 maggio 2022, numero 77, recante 'Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale', disegna di fatto un nuovo modello di organizzazione dell’assistenza. Il Regolamento non investirà unicamente il livello territoriale, per il quale delinea nuovi modelli e standard organizzativi oltre a chiarificare e ordinare gli standard per i setting assistenziali già esistenti. La costruzione di un archetipo organizzativo dell’assistenza che pone la persona al centro dell’intero sistema sanitario ne modificherà la presa in carico – risponde – La definizione di modelli organizzativi come le Case di comunità e di professionisti in queste ultime impiegati, quali gli Infermieri di comunità, prevedono di fatto la presa in carico di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro capacità di percepire e/o esprimere un loro bisogno assistenziale – prosegue – Si prevede, infatti, di agire sulla comunità nel suo complesso, promuovendo una medicina di iniziativa che, grazie ai sopracitati modelli e standard, permetta sul lungo periodo di fornire risposte assistenziali anche ai bisogni sanitari e socio-sanitari inespressi. Ciò è ancora più vero quando si fa riferimento a condizioni di cronicità o multi-cronicità, eventi maggiormente presenti sul nostro territorio nazionale, soprattutto a seguito del progressivo invecchiamento della popolazione, ormai in corso da diversi decenni". Un esempio concreto per la gestione della cronicità potrebbe essere rappresentato proprio dalle Centrali operative territoriali (Cot). "Questa centrale assolve al suo ruolo di raccordo tra i vari servizi attraverso le specifiche funzioni distinte interdipendenti, che riguardano il coordinamento della presa in carico della persona tra i servizi e i professionisti sanitari, coinvolti nei diversi setting assistenziali, oltre che il coordinamento degli interventi da erogare, provvedendo anche all’attivazione dei soggetti e delle risorse della rete assistenziale. La Cot – illustra Nardini – è quindi demandata anche al tracciamento e al monitoraggio delle transizioni da un luogo di cura all'altro o da un livello clinico assistenziale all'altro dell’assistito preso in carico, attraverso anche un supporto informativo e logistico ai professionisti della rete assistenziale. In tale contesto provvede, quindi, alla raccolta, alla gestione e al monitoraggio dei dati di salute, anche attraverso strumenti di telemedicina, dei percorsi integrati di cronicità (Pic), dei pazienti in assistenza domiciliare e alla gestione della piattaforma tecnologica di supporto per la presa in carico della persona. Per porre un esempio concreto, si pensi ad un assistito anziano in presenza di cronicità o multi-cronicità, per il quale è necessario più volte in un arco temporale riferito anche al breve periodo gestire il passaggio tra diversi livelli di assistenza: domiciliare; ospedaliera; residenziale". "La Cot si occuperà nel concreto di intervenire coordinando tutti gli attori del sistema, sia personale di distretto sia ospedaliero, nonché di gestire i rapporti con la rete di emergenza/urgenza, per far fronte a tutte le esigenze dell’assistito. In questo contesto, gli operatori sanitari afferenti alla Cot (secondo gli standard di personale del Dm 77/2022: 1 Coordinatore infermieristico; 3-5 Infermieri; 1-2 unità di Personale di supporto) gestiranno il percorso riferito al paziente, avendo a disposizione la possibilità anche di monitorarne i dati di salute, anche attraverso strumenti di telemedicina, tracciando e monitorando gli ingressi e le dimissioni da un setting assistenziale all’altro". Molti osservatori hanno evidenziato la difficoltà rispetto alle risorse umane. Dove troviamo i medici e gli infermieri per le Case di comunità o gli ospedali di comunità? "Con la legge di bilancio 2024 abbiamo previsto stanziamenti di 250 milioni di euro per il 2025 e 350 per il 2026 per il reclutamento di personale destinato al rafforzamento dell’assistenza territoriale. Inoltre con il decreto legge sulle liste d’attesa si interviene per allentare già nel 2024 il tetto di spesa alle Regioni per assumere personale e abolirlo dal 2025 ", risponde Nardini. "Ma in primo luogo è necessario precisare che gli interventi della Missione 6 del Pnrr saranno conformi, anche rispetto agli standard di personale, come previsto in fase programmatoria, definiti dal Dm 77 – prosegue Nardini – Nel merito, anche allo scopo di rispondere alle esigenze relative alle risorse umane, nascenti dall’emanazione del nuovo Regolamento per l’assistenza territoriale (Dm 77 del 2022), lo scorso 8 febbraio 2024 è stato sottoscritto l’Accordo collettivo nazionale, che prevede una riorganizzazione delle convenzioni in atto con il personale riferito al territorio, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, oltre ad una piena attuazione del ruolo dei medici di assistenza primaria. L’Acn ha quindi declinato il nuovo modello organizzativo di erogazione dell’assistenza primaria nell’ambito dei rapporti di lavoro, come di seguito brevemente si illustra". Il direttore generale Unità di missione per l'attuazione degli interventi del Pnrr del ministero della Salute prosegue spiegano quali sono gli interventi nell'Acn dell'8 febbraio 2014, "in continuità con l’Acn 2022, prevede (articoli 6, 8 e 9): l’adesione obbligatoria dei medici di medicina generale all’assetto organizzativo definito dalla Regione, il superamento di tutte le forme organizzative esistenti e la loro sostituzione con le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) che operano per l’intero arco della giornata e per sette giorni alla settimana, e con le Unità complesse di cure primarie (Uccp); l’adesione obbligatoria dei medici di medicina generale al sistema informativo (rete informatica e flussi informativi) di ciascuna Regione e al sistema informativo Nazionale (Nsis, Ts, Fse,), quali condizioni irrinunciabili per l’accesso e il mantenimento della convenzione, pena l’impossibilità di accedere alla convenzione e la decadenza dal rapporto di lavoro convenzionale". "In particolare, l’articolo 9, 'Partecipazione alla forma organizzativa multiprofessionale (Uccp)' ha apportato una fondamentale integrazione rispetto alle previsioni del precedente Acn: ha stabilito la coincidenza tra l’Uccp (forma organizzativa multiprofessionale) e la Casa della comunità in cui la forma organizzativa multiprofessionale opera in forma integrata – rimarca Nardini – Mutuando la terminologia del Dm 77, nello stesso articolo, sono poi state declinate le sedi in cui si articolano le strutture territoriali che possono essere quelle di riferimento 'hub' o altre 'spoke'. Tra le sedi spoke si richiamano anche le eventuali sedi di riferimento delle Aft. Questo sintetico ma determinante passaggio negoziale ha introdotto il modello organizzativo necessario ad attuare gli investimenti programmati con il Pnrr nella disciplina di regolamentazione del rapporto di lavoro, riallineando l’organizzazione dell’assistenza territoriale con le strutture in cui sarà erogata". L’Acn, 8 febbraio 2024, dà piena attuazione al 'ruolo unico del medico di assistenza primaria', previsto all’art.31, relativo sia ai medici a ciclo di scelta (ex assistenza primaria – ex Medici di famiglia che operano con propri assistiti in carico) sia ai medici ad attività oraria (ex continuità assistenziale – ex guardia medica, cioè medici che garantiscono la continuità assistenziale durante gli orari di chiusura degli studi medici). "La revisione del ruolo unico del medico di assistenza primaria è l’elemento cardine del contratto in cui trovano finalizzazione i progetti e gli obiettivi del Pnrr per la parte riguardante l’assistenza territoriale – evidenzia il direttore – A seguito di tale revisione altri istituti negoziali hanno subito adeguamenti e adattamenti (es. il meccanismo del rapporto ottimale e di individuazione delle carenze, le procedure di accesso e di affidamento degli incarichi a tempo determinato). Dal primo gennaio 2025, "in base a quanto previsto dall’articolo 38, l’incarico di medico del ruolo unico di assistenza primaria è conferito in una sola azienda e comporta lo svolgimento di attività a ciclo di scelta e attività oraria pari a 38 ore settimanali, con progressiva riduzione dell’attività oraria rispetto all’aumento delle scelte in carico fino al massimale di 1.500 assistiti".
Gli italiani hanno capito l'impatto del Pnrr sull'assistenza sanitaria pubblica? "Il Pnrr, per tutte le sue Missioni e misure, ha previsto molteplici strumenti di comunicazione, attraverso sia l’utilizzo dei vari media sia del web. Anche il ministero della salute, titolare di un’intera Missione del Pnrr, la Missione 6, ha utilizzato in particolare le risorse promosse dalla rete, al fine di rendere agevole la comunicazione rispetto alle iniziative promosse dal Pnrr con impatto sull’assistenza sanitaria", risponde il direttore Nardini. Un particolare riferimento, nel merito, può essere fatto al Portale Pnrr Salute (www.pnrr.salute.gov.it/portale/pnrrsalute/homePNRRSalute.jsp ), "che si pone come una vetrina rispetto sia alle informazioni relative alla Missione 6, fornendo – precisa – indicazioni circa gli investimenti da realizzare e il loro stato di attuazione, in termini sia di obiettivi raggiunti sia di news rispetto allo stato di conseguimento delle misure, ma anche come fonte di informazione rispetto all’innovazione introdotta nel Ssn grazie agli interventi finanziati dal Piano". "Certamente le modalità di erogazione dell’assistenza, alla luce di quanto illustrato in precedenza, si modificheranno nel prossimo futuro, rendendo necessariamente visibile ai cittadini il cambiamento. Tuttavia il cambiamento radicale di approccio ai fabbisogni di salute dei cittadini determinerà un necessario grande intervento di comunicazione e diffusione del mutamento che investirà l’intero Ssn ma soprattutto coinvolgerà i cittadini in nuovo approccio al servizio sanitario nazionale. Anche questa rappresenta una sfida che dovremo affrontare anche dopo la chiusura degli interventi Pnrr missione 6 salute", conclude —pnrr/[email protected] (Web Info)
Meno ospedale e attese, servizi più vicini ai cittadini: come il Pnrr cambierà il Servizio sanitario nazionale
Saldi, 10 consigli utili per evitare le fregature
(Adnkronos) – Come ogni anno, il Codacons mette in guardia i consumatori da "possibili fregature" e diffonde i consigli utili per fare acquisti in sicurezza durante i saldi. 1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. 4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova 6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile e deve esserci l’indicazione del prezzo praticato negli ultimi 30 giorni prima dell’avvio dei saldi. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Il commerciante è obbligato ad accettare forme di pagamento elettroniche (carte, bancomat) anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. —[email protected] (Web Info)
Paolo Berlusconi: “Malpensa? Silvio nella storia, nessuno riuscirà mai a sminuirlo”
(Adnkronos) – "Sulla decisione di intitolare l’aeroporto di Malpensa a mio fratello Silvio più che lieto sono felice di questo riconoscimento che la Regione Lombardia e Matteo Salvini in particolare hanno voluto riconoscere a Silvio". Lo dice all'AdnKronos Paolo Berlusconi. "Sulle eventuali polemiche che tale decisione può suscitare in certi ambienti, impariamo da Dante: 'non ragioniam di lor ma guarda e passa'", aggiunge. "Silvio è nella storia e nessuno riuscirà mai a sminuirlo", conclude il fratello del Cavaliere. —[email protected] (Web Info)
Si ribalta con il trattore, un morto in provincia di Lucca
(Adnkronos) – Infortunio mortale in provincia di Lucca. Intorno alle 21 nel comune di Montecarlo un trattore si è ribaltato e l'uomo di 63 anni alla guida è rimasto schiacciato dal mezzo. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della Misericordia di Montecarlo ma hanno potuto solo constatare il decesso dell'uomo, titolare di un'azienda familiare. Sul posto arrivati anche gli operatori della prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, insieme ai carabinieri. —[email protected] (Web Info)
Irpef, a Milano i contribuenti più tartassati d’Italia
(Adnkronos) – Sono i residenti della Città metropolitana di Milano i contribuenti Irpef più tartassati d’Italia. Nel 2022 hanno versato all’erario un’imposta media sui redditi delle persone fisiche pari a 8.527 euro. Seguono i soggetti Irpef di Roma con 7.092, di Monza-Brianza con 6.574, di Bolzano con 6.472 e di Bologna con 6.323. I meno 'vessati' del Paese, invece, sono i residenti della Sud Sardegna: sempre nel 2022 l’Irpef media pagata al fisco nella provincia sarda da ogni singolo contribuente è stata pari a 3.338 euro. Il dato medio nazionale, invece, si è attestato sui 5.381 euro. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia, che ha messo a punto la graduatoria per importo Irpef medio versato all’erario dai contribuenti italiani suddivisi per le 107 province presenti in Italia. Un dato, fanno notare gli artigiani veneti, che va letto con attenzione: così come afferma il comma 2 dell’articolo 53 della Costituzione, il nostro sistema tributario è fondato sul criterio di progressività. Pertanto, i territori dove il prelievo Irpef medio è più importante sono anche quelli dove i livelli di reddito sono più elevati. Va altresì segnalato che, verosimilmente, dove si paga di più, la qualità e la quantità dei servizi erogati dalle Amministrazioni pubbliche di questi territori spesso sono di rango superiore rispetto a quelli somministrati nelle altre aree del Paese dove si pagano meno tasse. Insomma, a Milano, Roma, Monza, Bolzano, Bologna, Parma, è vero che il prelievo fiscale è più elevato, ma ciò è ascrivibile al fatto che in queste province la concentrazione dei contribuenti più abbienti è maggiore che nel resto del Paese. Inoltre, è utile ricordare che rispetto alla stragrande maggioranza delle altre realtà urbane, questi cittadini pagano di più, ma al contempo beneficiano di servizi pubblici (sanità, scuola, trasporti, cultura, tempo libero, etc.), che spesso presentano livelli di qualità non riscontrabili altrove. I contribuenti Irpef presenti in Italia, ricorda la Cgia, sono poco più di 42 milioni, di cui 23,3 milioni dichiarano redditi da lavoro dipendente, 14,5 milioni dichiarano redditi da pensione, 1,6 milioni sono occupati come lavoratori autonomi e 1,6 milioni presentano altri redditi (affitti, terreni, rendite mobiliari, etc.). Nel 2022 l’importo medio nazionale di Irpef versato all’erario è stato pari a 5.381 euro. La percentuale di contribuenti che ha pagato meno della media nazionale si è attestata al 69 per cento. Questo vuol dire che in Italia quasi 7 contribuenti Irpef su 10 versano al fisco meno di 5.381 euro all’anno. L’area che presenta la percentuale più bassa, pari al 60 per cento, è la Provincia Autonoma di Bolzano. Seguono il Lazio con il 63 per cento, la Lombardia con il 64 per cento, la Valle d’Aosta con il 66 per cento e l’Emilia Romagna e la Liguria entrambe con il 67 per cento. Le regioni, invece, dove il tasso dei contribuenti meno abbienti è nettamente maggiore li scorgiamo in Calabria, dove il 78 per cento dei contribuenti paga meno della media nazionale, nella Provincia autonoma di Trento con l’80 per cento e nelle Marche con l’84 per cento. Sempre nel 2022 le casse dello Stato hanno ricevuto 174,2 miliardi di euro di Irpef netta che, come dicevamo più sopra, ammonta a 5.381 euro per ogni contribuente. Questi 174,2 miliardi, ovviamente, sono “sottodimensionati” di almeno 20 miliardi euro di detrazioni Irpef previsti dalla legge (per spese mediche, tasse scolastiche, interessi passivi sul mutuo prima casa, bonus edilizi, etc.). Inoltre, a concorrere a ridurre il prelievo vi sono altri 28 miliardi di oneri deducibili Irpef (contributi previdenziali, contributi per la previdenza complementare, spese mediche per disabilità, assegno coniuge, etc.) che abbattono il reddito complessivo su cui, successivamente, si applica l’aliquota Irpef corrispondente. Tra le 107 province italiane monitorate dalla Cgia, Roma presenta il più alto numero di contribuenti Irpef: 2,9 milioni di persone di cui 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, 904 mila pensionati, 107 mila lavoratori autonomi e 64.300 soggetti con redditi da partecipazione. Seguono Milano con 2,4 milioni, Torino e Napoli entrambe con 1,6, Brescia con 927.100, Bari con 828.500, Bergamo con quasi 823 mila e Bologna con 796.700. Nonostante il peso delle tasse negli ultimi anni sia in calo, continuiamo ad avere un livello di pressione fiscale tra i più elevati in Ue. Nel 2023, infatti, solo la Francia, il Belgio, la Danimarca e l’Austria hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 45,8 per cento del Pil, a Bruxelles si è attestata al 45,3 per cento, a Copenaghen al 44,5 per cento e a Vienna al 42,9 per cento. Da noi, invece, ha toccato la soglia del 42,5 per cento. Tra i 27 dell’Ue, l’Italia si è “piazzata” al 5° posto. La Germania, invece, si è posizionata al 10° con una pressione fiscale del 40,6 per cento e la Spagna al 13° con il 37,8 per cento. La media dei Paesi europei è stata del 40,3 per cento; 2,2 punti in meno della media italiana. Secondo quanto riportato nel Documento di Economia e Finanza 2024, quest’anno la pressione fiscale è stimata al 42,1 per cento del Pil, in diminuzione di 0,4 punti rispetto alla soglia toccata nel 2023. Questo risultato è ascrivibile al fatto che il Pil nominale è destinato a crescere (+3,7 per cento) più velocemente dell’incremento del gettito fiscale (+2,6 per cento). Pertanto, la pressione fiscale è attesa in diminuzione. Si ricorda, infatti, che la stessa è data dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil nominale. L’incremento del gettito del 2,6 per cento rispetto al 2023 dipende da una pluralità di fattori: il primo è legato alla crescita economica (+1 per cento circa nel 2024); il secondo alla crescita delle retribuzioni, grazie ai rinnovi contrattuali, alla corresponsione degli arretrati nel pubblico impiego e all’aumento dell’occupazione. Più contenuto, invece, è l’impatto sulle entrate riconducibile agli inasprimenti fiscali previsti per quest’anno, come la maggiore tassazione sui tabacchi, l’incremento dell’Iva su alcuni prodotti per l’infanzia, l’igiene femminile e alle riaperture dei termini per la rivalutazione e il pagamento dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Infine, hanno sicuramente condizionato il risultato finale anche le misure che nel 2024 hanno alleggerito il prelievo fiscale sugli italiani, come la riduzione dell’Irpef, tramite l’eliminazione del secondo scaglione di reddito (minor prelievo pari a circa 4,2 miliardi di euro) e il “bonus mamme”, con l’esonero contributivo per le lavoratrici dipendenti con due figli. —[email protected] (Web Info)
Sole nel Centro-Sud, temporali al Nord: Italia divisa nelle previsioni meteo
(Adnkronos) – Afa e caldo africano in arrivo sull'Italia, ma con il Nord ancora a rischio di nuovi e violenti temporali. Se al Centro-Sud le temperature saranno in aumento ma ancora piacevoli, nel Settentrione sono infatti attesi peggioramenti nelle prossime ore dai settori alpini fino alle pianure, con rischio di fenomeni intensi e bombe d'acqua. Questo il quadro meteo delineato dagli esperti nelle previsioni del tempo per la giornata di oggi, 6 luglio, e per i giorni a venire. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it ci spiega il tempo che farà non solo nel weekend appena iniziato, ma anche la prossima settimana. Nelle prossime ore il primo impulso temporalesco si avvicinerà all’Italia facendo peggiorare il tempo sui settori alpini dove, dopo la nuvolosità diffusa del mattino, scoppieranno dei temporali nel corso del pomeriggio, che potrebbero sconfinare fin verso le vicine pianure. Sarà tutto soleggiato altrove con caldo ancora piacevole. Domenica 7 luglio arriverà il secondo impulso instabile, più forte del primo. Stavolta i temporali, decisamente più forti, oltre a interessare i settori alpini e prealpini, scenderanno a macchia di leopardo pure sulle zone pianeggianti di Piemonte, Lombardia e Veneto centro-occidentale. I fenomeni potrebbero risultare molto intensi con locali bombe d’acqua. Il resto d’Italia invece sarà protetto dall’anticiclone che inizierà ad avere caratteristiche sempre più subtropicali. Ecco quindi che dalla prossima settimana, l’anticiclone africano conquisterà gradualmente tutto il Paese. Si trascorreranno giornate soleggiate con un cielo poco nuvoloso, ma saranno le temperature ad essere le vere protagoniste. I valori termici massimi saliranno fin oltre i 34°C al Centro-Sud. Basti pensare che tra mercoledì e giovedì Roma e Firenze potrebbero raggiungere i 38°C, mentre sulle Isole Maggiori superare anche i 40°C (nelle zone interne). Al Nord ci penserà anche l’afa a far peggiorare le condizioni climatiche, infatti 32-35°C con un alto tasso di umidità sono un pericolo per la salute da non sottovalutare, soprattutto per le persone fragili come anziani e bambini. L’anticiclone africano sosterà sull’Italia per tutta la settimana. Sabato 6. Al Nord: peggiora con rovesci dalle Alpi verso le pianure occidentali. Al Centro: soleggiato e caldo. Al Sud: sole prevalente. Domenica 7. Al Nord: tempo molto instabile con temporali a tratti forti. Al Centro: nubi irregolari. Al Sud: sole e caldo in aumento. Lunedì 8. Al Nord: nubi sparse. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato e caldo. —[email protected] (Web Info)
Napoli, vigile urbano ubriaco alla guida: travolta e uccisa una donna
(Adnkronos) – È un vigile urbano in servizio al comando di polizia locale di Portici (Napoli) il 26enne arrestato per omicidio stradale a Camposano per aver investito e ucciso Lucia Passariello, la giovane mamma di 27 anni. L'automobilista è risultato ubriaco (tasso alcolemico di 1,7 g/l) ed è stato accompagnato agli arresti domiciliari dai carabinieri della compagnia di Nola, che indagano sotto il coordinamento della Procura nolana. In servizio da inizio 2024, il giovane agente ieri sera ha investito con la sua Suzuki Splash la 27enne, il cui corpo è stato sbalzato oltre un muro. Madre di una bambina di 7 anni, Lucia Passariello era in compagnia di due bambine al momento del tragico incidente avvenuto in via Croce San Nicola a Camposano, a due passi da casa. La donna era a passeggio in via Croce San Nicola insieme alle due nipotine di 10 e 7 anni. Lungo lo stesso senso di marcia è arrivata la Suzuki guidata dal 26enne, che avrebbe preso in pieno la 27enne di Camposano, sbalzandola in un terreno, oltre un muro alto un metro e mezzo. La donna è morta sul colpo, le due bimbe sono miracolosamente illese ma in stato di shock. L’uomo alla guida si è fermato e poco dopo sono arrivati i carabinieri della compagnia di Nola. Accompagnato in ospedale, gli è stato rilevato un tasso alcolemico pari a 1,7 g/l. È stato arrestato per omicidio stradale e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Secondo i primi accertamenti, i documenti di circolazione erano in regola e il veicolo assicurato. L’auto è stata sequestrata dalla Procura di Nola per ulteriori accertamenti. La salma sarà sottoposta ad autopsia presso II Policlinico di Napoli. —[email protected] (Web Info)
Iran, il riformista Pezeshkian eletto presidente: “Tenderemo mano a tutti”
(Adnkronos) – Il riformista Masoud Pezeshkian è il nuovo presidente iraniano. Nel ballottaggio di ieri ha ottenuto il 53,7% dei voti, contro il 44,3% del conservatore Saeed Jalili. "Tenderemo la mano dell'amicizia a tutti – queste le prime parole di Pezeshkian, citato dalla tv di Teheran – Siamo tutti gente di questo Paese, c'è bisogno di tutti per il progresso di questo Paese". Settant'anni a settembre, il cardiochirurgo originario della provincia di Tabriz era arrivato a sorpresa in testa al primo turno delle elezioni del 28 giugno scorso con il 42% dei voti, contro il 38% dell'ex capo negoziatore nucleare. Primo turno che era stato caratterizzato da una fortissima astensione alle urne, la più bassa della rivoluzione islamica del 1979, con solo il 39,9% dei 61 milioni di elettori che si era recato alle urne. Ieri, invece, forse sull'onda della speranza di una vittoria del riformista, sono andati a votare molti più iraniani e in un tentativo di sostenere la partecipazione al voto la chiusura delle urne è stata posticipata dalle 18 a mezzanotte. L'affluenza dovrebbe aggirarsi intorno al 50%. In totale, Pezeshkian ha ottenuto 16,3 milioni di voti, contro i 13,5 di Jalili. E già all'alba migliaia di iraniani sono scesi per le strade di Teheran e di altre città per celebrare la vittoria del nuovo presidente, che succede a Ebrahim Raisi, morto in un incidente di elicottero il 19 maggio scorso. Un invito esplicito a continuare con le politiche seguite da Ebrahim Raisi, il defunto presidente iraniano morto in un incidente in elicottero lo scorso maggio, è stato rivolto intanto dalla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, nel suo messaggio di congratulazioni a Pezeshkian. "Raccomando al presidente eletto Pezeshkian di confidare in Dio misericordioso, guardare verso orizzonti lunghi e luminosi e continuare il cammino del martire Raisi. Dovrebbe sfruttare al meglio le ampie capacità e potenzialità del Paese, in particolare risorse come giovani, rivoluzionari e fedeli, per il conforto del popolo e il progresso del Paese", ha affermato l'ayatollah, elogiando il lavoro "brillante" svolto dalla Repubblica islamica "nell'affrontare la furia artificiale del boicottaggio delle elezioni, che i nemici della nazione iraniana hanno lanciato per indurre alla disperazione". Vladimir Putin si è intanto congratulato con Pezeshkian. In un telegramma inviato al nuovo presidente iraniano, pubblicato sul sito del Cremlino, il presidente russo esprime l'auspicio per "un'ulteriore espansione della cooperazione bilaterale costruttiva in tutti i settori a beneficio dei nostri popoli amici, nell'interesse della stabilità regionale". Putin definisce le relazioni russo-iraniane "amichevoli e di buon vicinato" e ricorda che "Mosca e Teheran stanno coordinando efficacemente gli sforzi per risolvere questioni urgenti nell’agenda internazionale". Anche il presidente cinese Xi Jinping si è congratulato con il nuovo presidente riformista iraniano. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Xinhua, Xi si è detto "pronto a lavorare con il nuovo presidente per far avanzare in modo più approfondito la partnership strategica complessiva tra Cina e Iran". Anche il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha inviato un messaggio di congratulazioni a Pezeshkian per la vittoria alle elezioni presidenziali iraniane. Lo ha riferito l'agenzia siriana Sana, secondo cui Assad ha affermato che l'Iran è "uno dei Paesi più importanti con cui desideriamo garantire che i rapporti siano al loro apice", sottolineando che le relazioni tra Teheran e Damasco si basano "su radici stabilite attraverso decenni di rispetto reciproco, comprensione comune e fermi principi". "Lavoreremo insieme per rafforzare la relazione strategica siro-iraniana e aprire nuovi orizzonti promettenti per la cooperazione bilaterale dal momento che la resistenza rimarrà l'approccio comune che seguiamo per preservare l'orgoglio dei nostri Paesi e difendere gli interessi dei nostri popoli", ha detto Assad. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Elezioni Regno Unito, da Corbyn a Farage: chi ha vinto e chi ha perso tra i big
(Adnkronos) – A prima vista, il risultato finale delle elezioni nel Regno Unito è chiaro: Sir Keir Starmer ha vinto, Rishi Sunak ha perso. Ma altre storie politiche e personali hanno caratterizzato queste legislative, dai ministri e sottosegretari estromessi alle new entry. Chi ha vinto e chi ha perso, si è chiesta la Bbc, nella notte che ha sconvolto Westminster? Tra gli ultimi, sicuramente Liz Truss, diventata Primo Ministro 668 giorni fa, rimossa nel giro di sette settimane dai suoi stessi parlamentari, dimenticata ieri mattina dai suoi elettori del South West Norfolk, un destino che non toccava a un ex primo ministro dal 1935. La signora Truss ha visto svanire la sua maggioranza di circa 23mila voti ed è stata sconfitta dai laburisti. Le sue preferenze sono state solo 630. Le fa compagnia Penny Mordaunt – leader della Camera dei Comuni e un tempo candidata a diventare primo ministro – che ha visto la sua maggioranza di oltre 15mila voti a Portsmouth North rovesciata dai laburisti. Mordaunt sperava che il suo profilo personale – legato in parte al suo ruolo di cerimoniere durante l'incoronazione di re Carlo III – le avrebbe permesso di resistere all'ondata contraria che ha investito il suo partito, ma non è stato così. Stessa sorte è toccata all'ex ministro della Difesa Grant Shapps che ha ricoperto incarichi di governo per la maggior parte dei 14 anni di potere dei conservatori. Nelle prime ore di oggi, ha visto svanire una maggioranza di oltre 10mila voti e i laburisti conquistare il suo seggio di Welwyn Hatfield. Tra gli altri ministri estromessi dai Comuni Johnny Mercer, ministro dei Veterani, Gillian Keegan, ministro dell'Istruzione, Lucy Frazer, ministro della Cultura e Simon Hart, capogruppo di Sunak. Risultato del tutto diverso per Nigel Farage, eletto per la prima volta ai Comuni con una maggioranza di oltre 8mila voti a Clacton. Il suo ritorno in prima linea in politica ha trasformato queste elezioni e ha visto Reform UK diventare il terzo partito del Paese per numero di voti. Farage ha promesso di "stupire" l'elettorato. L'impennata del suo partito ha visto anche l'elezione ai Comuni dell'ex parlamentare conservatore Lee Anderson e del cofondatore di Reform Richard Tice. L'ha spuntata da indipendente Jeremy Corbyn, che si è candidato a Islington North – il collegio elettorale che rappresenta dal 1983 – dopo essere stato cacciato dal Labour per la sua risposta all'antisemitismo. I laburisti hanno presentato un candidato contro di lui, ma la popolarità locale di Corbyn ha fatto sì che vincesse nel seggio di Londra nord con oltre 7voti. Uno dei grandi interrogativi che emergono dal risultato elettorale è quale tipo di Partito Conservatore emergerà dal peggior risultato della sua storia moderna. L'ex ministro dell'Interno Suella Braverman dovrebbe essere una di coloro che cercheranno di dare forma alla prossima direzione del partito, insieme a personalità come James Cleverly e Kemi Badenoch. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Sciopero personale Fs: oggi e domani Frecce, Intercity e treni regionali a rischio
(Adnkronos) – Proclamato da alcune sigle sindacali autonome uno sciopero nazionale del personale del Gruppo Fs Italiane, dalle ore 21 di oggi – sabato 6 luglio – alle ore 21 di domani, domenica 7 luglio. Lo sciopero nazionale, si legge in una nota del gruppo Fs, potrebbe avere un impatto significativo sulla circolazione ferroviaria e comportare cancellazioni totali e parziali di Frecce, Intercity e treni del Regionale di Trenitalia. Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dello sciopero. Trenitalia, tenuto conto delle possibili importanti ripercussioni sul servizio, invita tutti i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione e, ove possibile, a riprogrammare il viaggio. Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili attraverso l’App Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo Fs Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, le self-service e le agenzie di viaggio convenzionate. —[email protected] (Web Info)









