(Adnkronos) – L’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale e il Comune di Palermo hanno firmato un accordo operativo che discende dall’accordo quadro siglato l’11 novembre del 2022, in cui si individuavano gli ambiti di intervento di comune interesse in modo da disciplinare congiuntamente i lavori per la rigenerazione urbana del waterfront di competenza di entrambi e migliorare le connessioni di interfaccia città-porto con l’armonizzazione degli strumenti urbanistici dei due Enti. Nel frattempo, è stato deciso che sarà un concorso internazionale d’idee, strumento fondamentale che porta alla progettazione e, quindi, alla realizzazione dell’opera, come avvenuto nel 2018 con il progetto di interfaccia, lo strumento per individuare il miglior progetto che dovrà coordinarsi sia con lotti del waterfront già in fase di realizzazione, sia con gli interventi previsti dal Comune per alcune aree. Il nuovo bando, definito nel dettaglio dalle due amministrazioni, prevede una procedura aperta in unico grado in forma anonima, e sarà pubblicato, previa condivisione con gli ordini professionali competenti, entro la metà del mese di luglio, completate le verifiche amministrative. I termini di pubblicazione sono stati fissati in 90 giorni. Il Concorso stabilirà una graduatoria di merito, con la distribuzione di un montepremi che ammonta complessivamente a 185 mila euro: 80 mila euro al primo classificato, 40 mila al secondo, 20 mila al terzo e 10 mila al quarto. “La rigenerazione del waterfront centrale di Palermo – è il commento dell’assessore Maurizio Carta durante l'inaugurazione del prolungamento della passeggiata a Sant'Erasmo a Palermo con il Presidente dell'Autorità portuale di Sicilia occidentale Pasqualino Monti- oggi fa un salto di livello perché con il nuovo accordo operativo il Comune di Palermo e l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale mettono in campo le loro migliori risorse finanziarie e tecniche per riqualificare la via Crispi, con la realizzazione di una passerella pedonale su via Amari, e per rigenerare complessivamente il Foro Italico, uno degli spazi pubblici vegetali più importanti della città, amato dai cittadini e dai turisti e sempre più sede di grandi eventi, ma anche di convivialità quotidiana. Per il parco del Foro Italico verrà bandito un concorso internazionale di idee per dotarlo di quelle strutture compatibili ad accogliere le diverse funzioni e per poter consentire ai fruitori di affacciarsi sul mare riportando la passeggiata della Marina a contatto con il profumo, il suono, l’incanto dell’acqua”. —[email protected] (Web Info)
Elezioni Gb, Farage eletto per la prima volta: “Primo passo di qualcosa che vi stupirà”
(Adnkronos) – Nigel Farage eletto per la prima volta alla Camera dei Comuni. Nelle elezioni che si sono svolte in Gran Bretagna il suo partito Reform Uk ha conquistato quattro seggi, secondo i dati di Bbc e Guardian. Farage ha vinto a Clacton, per più di 8.000 voti, riporta la rete britannica. E', ha detto, "il primo passo di qualcosa che vi stupirà tutti". Per quasi tre decenni Nigel Farage è stato il volto dell'euroscetticismo nel Regno Unito, diventando uno dei campioni della Brexit alla guida dell'Ukip prima e poi del Brexit Party. Ora che l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea è una realtà, il 60enne istrionico leader populista, grande amico e fan di Donald Trump che lo voleva ambasciatore britannico a Washington, vuole riformare il Paese abbassando drasticamente le tasse e dichiarando guerra a criminalità e, soprattutto, all'immigrazione. Alla guida di Reform Uk Farage afferma di volte guidare "una rivolta politica, voltando le spalle allo status quo politico che non funziona, niente funziona più". Iniziata la campagna con l'11%, il partito di Farage è costantemente salito, arrivando anche a metà giugno a 19% e facendo precipitare i Tories al terzo posto. Gli ultimi sondaggi lo danno intorno al 16%, che sarà confermato sarà un enorme risultato per il partito. —internazionale/[email protected] (Web Info)
‘Museo, museo diffuso, non museo’, Fnm si appassiona alla storia
(Adnkronos) – Nella cornice della Sala dei Milanesi della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Fnm, principale Gruppo integrato nella mobilità sostenibile in Lombardia, ha organizzato il seminario di approfondimento intitolato ‘Museo, museo diffuso, non museo – Quando la passione per la storia è un’impresa’, in cui si è parlato di come affrontare le sfide attuali della cultura d'impresa, di come i valori, le credenze e i comportamenti stratificati nel tempo possano essere codificati e consegnati alle nuove generazioni e delle modalità in cui questo processo di codificazione possa comporre l’identità immateriale di una comunità, anche di un ampio territorio: “Nel contesto attuale che vede sempre più, in termini di vita sociale, l'affermarsi di un individualismo spesso esasperato, l’impresa deve essere consapevole che ha addosso una responsabilità civile che è molto di più della responsabilità sociale d’impresa. Il Gruppo Fnm si è preso l'impegno di sviluppare e portare avanti il tema della responsabilità civile che implica la consapevolezza di essere comunità che sta insieme perché ha un obiettivo ed è in connessione con altre comunità. Una comunità che deve prendersi cura delle persone che ne fanno parte”. Ha affermato Marco Piuri, direttore generale Fnm, parlando della responsabilità civile come tratto che contraddistingue le aziende, in quanto parte del tessuto della realtà e delle relazioni. Si è anche parlato di come l’identità definita e radicata favorisca un impatto positivo sul territorio attraverso la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo economico, la responsabilità sociale e la valorizzazione del patrimonio culturale. Tutto questo, infatti, rende l’azienda un attore importante nella crescita e nella prosperità della comunità locale. In tale contesto, il Gruppo Fnm, poi, ha sottolineato il ruolo della cultura come mediatore tra la realtà aziendale e l’universo dei suoi stakeholders. Essa funge da piattaforma per tradurre e rendere immediatamente comprensibili le attività e il modus operandi aziendale, che altro non sono se non declinazioni della missione d'impresa nell’ecosistema in cui essa opera. La cultura agevola tale processo, permettendo ai cittadini e alle comunità di legarsi non soltanto ai prodotti e ai servizi, ma a ciò che l’azienda rappresenta: un insieme di esperienze, memorie, aspettative e aspirazioni. Una narrazione culturale efficace permette di permeare il tessuto collettivo, andando a dialogare con le esperienze personali e di gruppo. È essenziale, perciò, comprendere la cultura non soltanto come ornamento, ma come un assetto strategico vitale. Ed è da qui che parte l’aspirazione di Fnm: dilatare la concezione tipica della Corporate Social Responsibility (CSR) in direzione di una più completa e integrata Corporate Cultural Responsibility (CCR), dove la cultura diventa il fulcro attorno al quale ruota l'intera stratificazione aziendale. Solo in questo modo si potrà contribuire alla costruzione di un tessuto sociale realmente ricettivo e dinamico, in grado di affrontare i cambiamenti e le sfide del presente e del futuro. Durante il seminario sono state illustrate, infatti, le principali azioni di cultural heritage del Gruppo Fnm, con un particolare focus al Museo della mobilità che nascerà a Saronno. ‘Sarò – il viaggio verso il futuro’ sarà un vero e proprio hub di ricerca sul futuro della mobilità con esposizioni permanenti e temporanee, installazioni, spazi immersivi, esperienze multimediali, dibattiti, mostre, talk. Tutti elementi di un ampio programma di attività scientifico-culturali rivolte a tutti: “Con un intervento complessivo di 40 milioni di euro, riporteremo a Saronno tutta la nostra realtà lavorativa ed è previsto un recupero museale importante. Per Fnm la storia del gruppo è di grande valore”, ha affermato Fulvio Caradonna, presidente di Ferrovienord e consigliere delegato di Fnm. Presente all’evento anche Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa e direttore della Fondazione Pirelli, che ha sottolineato, poi, l’importanza della sinergia tra il Gruppo Fnm e la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano: “La Veneranda Fabbrica è Milano, la Milano delle fabbriche, della qualità e della bellezza. Fnm, al contempo, è uno dei soggetti fondamentali della crescita intrinseca alla dimensione di una metropoli in cui il lavoro sta dentro una serie di relazioni che appartengono a una funzione fondamentale della cittadinanza. Credo che il dialogo tra istituzioni che hanno una storia e un futuro sia un contributo fondamentale al miglioramento della qualità della consapevolezza dei cittadini rispetto alla propria identità e alla costruzione futuro. La memoria consente di lavorare con responsabilità sull’innovazione”. La Veneranda Fabbrica del Duomo è lo storico ente preposto alla conservazione e valorizzazione della Cattedrale meneghina. Custode di un’identità definita e radicata: “Con le nostre iniziative vogliamo far conoscere la storia del Duomo ai turisti e farla rivivere ai milanesi. Viviamo della parte turistica e delle iniziative di fundraising, una di queste è l’adozione di una delle 3400 statue del Duomo”, ha affermato Fulvio Pravadelli, direttore generale della Veneranda Fabbrica del Duomo. Sin dal 1387 l’ente è responsabile del processo di lavorazione del marmo, dall’escavazione presso la cava madre di Candoglia, alla lavorazione presso il Cantiere Marmisti in zona Certosa, fino alla messa in opera degli elementi architettonici e decorativi sulla Cattedrale. La Veneranda Fabbrica del Duomo ha ideato così il progetto ‘Adotta una statua’: “Si tratta di una delle 3400 statue che si trovavano sul Duomo e che sono state portate nel Cantiere Marmisti – ha continuato Pravadelli – Qualche anno fa, in accordo con la sovrintendenza, abbiamo proposto ad alcune aziende alcune statue restaurate per poterle dare in prestito d’uso portandole presso l’azienda o presso luoghi particolari”. L’esperienza di stratificazione culturale, in molti casi, produce patrimoni e collezioni notevoli che possono interessare un vasto pubblico. Per questo si realizzano musei, collezioni aperte, gallerie di impresa con buoni risultati di affluenza e di valore aggiunto. Il seminario affronta questa scelta culturale imponente con l’illustrazione delle regole del gioco, le linee guida, le sfide attuali per il migliore ingaggio del pubblico e per attrarre investimenti e energie: “C’è un'espressione fondamentale quando si parla di Museo, ‘a servizio della società’, cioè anche a servizio di quelle persone che non ci vanno. Il Museo si deve interrogare su chi lascia fuori, qualsiasi policy deve cercare di coinvolgere l’idea della collettività”, ha detto Giovanna Brambilla, storica dell’arte, esperta di educazione al patrimonio, responsabile progetti territoriali e audience development per la Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia, durante il panel ‘Un museo in movimento: l’impresa e le sue storie come generatore di trasporto emotivo, culturale e sociale’. A porre l’accento sull’importanza dell’esperienza di stratificazione culturale anche Maria Elena Colombo, responsabile interpretazione, accessibilità, condivisione presso il Museo Egizio e docente di Museologia e Comunicazione in Università Cattolica, durante il panel ‘Il museo come narratore: complessità e regole’: “Nelle Case Museo contenitore e contenuto vivono un’osmosi. Il contenitore ha un ruolo fondamentale per la sua posizione sul territorio, per il suo legame con la città e il suo farsi diaframma facile tra fuori e dentro”. —[email protected] (Web Info)
Cultura, Brambilla: “Musei devono essere al servizio della società”
(Adnkronos) – "C’è un'espressione fondamentale quando si parla di Museo, ‘a servizio della società’, cioè anche a servizio di quelle persone che non ci vanno. Il Museo si deve interrogare su chi lascia fuori, qualsiasi policy deve cercare di coinvolgere l’idea della collettività”. Parole di Giovanna Brambilla, storica dell’arte, esperta di educazione al patrimonio, responsabile progetti territoriali e audience development per la Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia, intervenuta al seminario ‘Museo, museo diffuso, non museo – Quando la passione per la storia è un’impresa’, organizzato da Fnm presso la Veneranda Fabbrica del Duomo a Milano per creare un momento di studio e di approfondimento capace di stimolare una riflessione sulle sfide attuali della cultura d’impresa e il ruolo delle aziende nella crescita della comunità locale. Indagare il ruolo delle imprese nei processi culturali è stato per il Gruppo un momento di approfondimento importante anche in vista della futura nascita del Museo dei trasporti a Saronno. Un hub che si farà portavoce del legame storico tra Fnm e la città, guardando al futuro della mobilità, attraverso esposizioni permanenti e temporanee, installazioni, spazi immersivi, esperienze multimediali, dibattiti, mostre e talk. —[email protected] (Web Info)
Ucraina-Russia, Putin accoglie Orban: “Pronto a conoscere posizione Ue”
(Adnkronos) – Il premier ungherese Viktor Orban è arrivato oggi a Mosca per incontrare Vladimir Putin. "Sono pronto a discutere con te" delle proposte per "una soluzione pacifica" della crisi in Ucraina e "spero che mi farete conoscere la vostra posizione, la posizione dei partner europei", ha detto il presidente russo ricevendo al Cremlino il premier ungherese, che il primo luglio ha iniziato la presidenza di turno dell'Ue. "L'Ungheria sarà presto il solo Paese in Europa in grado di mantenere il dialogo sia con Mosca che con Kiev", ha affermato Orban, all'inizio del suo incontro con Putin. I due si sono seduti accanto a un tavolino piccolo da caffè, con le loro delegazioni ai lati. Al colloquio sono presenti anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e i consiglieri Yury Ushakov e Vladimir Medinsky. "Mi fa molto piacere vederla. C'è molto di cui parlare", ha esordito Putin che poi ha aggiunto: "Auspico che avremo l'opportunità di scambiare opinioni sulle nostre relazioni bilaterali in questa situazione difficile e anche di parlare delle prospettive per la crisi più grande in Europa, vale a dire l'Ucraina". Il ministero degli Esteri di Kiev sottolinea intanto che "la decisione" sulla visita del premier ungherese a Mosca è stata "presa dalla parte ucraina senza approvazione né coordinamento con l'Ucraina". E' quanto si legge in una nota in cui si sottolinea "il principio del 'nessun accordo sull'Ucraina senza l'Ucraina' resta inviolabile per il nostro Paese", con l'invito a "tutti gli Stati a rispettarlo rigorosamente". La 'Formula di pace', insiste il ministero degli Esteri ucraino nella nota pubblicata sul suo sito dopo che Orban il 2 luglio era stato a Kiev, "resta l'unico modo realistico per ripristinare una pace giusta". Il comunicato richiama il summit del mese scorso in Svizzera, "a cui ha partecipato anche l'Ungheria", a testimonianza del fatto che "più di un centinaio di Paesi e organizzazioni internazionali condividono una visione di pace basata sul rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina e della Carta delle Nazioni Unite". E, si legge ancora, il formato del summit di pace è una "piattaforma cruciale per trovare strade per ripristinare una pace giusta". L'Ucraina, conclude la nota, "resta propensa in modo costruttivo a continuare a lavorare sullo sviluppo della cooperazione bilaterale e sull'integrazione europea dopo la visita a Kiev del premier ungherese". In un post su X prima della partenza, il premier ungherese ha spiegato che "non è possibile arrivare alla pace in Ucraina stando comodamente seduti in poltrona a Bruxelles". "Anche se la presidenza di turno dell'Ue non ha mandato di negoziare per conto dell'Ue, non possiamo sederci e aspettare che la guerra finisca miracolosamente – aggiunge – Serviremo come strumento importante per compiere i primi passi verso la pace. Questo è lo scopo della nostra missione di pace". La presidenza di turno dell'Ue "non ha il mandato di interagire con la Russia per conto dell'Ue" e "nessuna discussione sull’Ucraina può aver luogo senza l’Ucraina", ha scritto ieri via social il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. E oggi è la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a rincarare la dose: "Il primo ministro ungherese Viktor Orban è in visita a Mosca. L'appeasement non fermerà Vladimir Putin. Solo l'unità e la determinazione apriranno la strada ad una pace complessiva, giusta e duratura in Ucraina", dice via social. Secondo quanto precisa l'Alto Rappresentante Josep Borrell, in una nota, la visita di Orban a Mosca "si svolge esclusivamente nel quadro delle relazioni bilaterali tra Ungheria e Russia". L’Ungheria, ricorda, "è ora lo Stato membro dell’Ue che esercita la presidenza di turno del Consiglio fino al 31 dicembre 2024. Ciò non comporta alcuna rappresentanza esterna dell’Unione, che spetta al presidente del Consiglio Europeo a livello di capi di Stato e di governo e all'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a livello ministeriale". "Il primo ministro Orbán non ha ricevuto alcun mandato dal Consiglio dell’Ue per visitare Mosca – continua – la posizione dell’Ue sulla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina si riflette in molte conclusioni del Consiglio Europeo. Questa posizione esclude contatti ufficiali tra l’Ue e il presidente Vladimir Putin. Il primo ministro ungherese non rappresenta quindi in alcun modo l’Ue. Inoltre, vale la pena ricordare che il presidente Putin è stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale ed è stato emesso un mandato di arresto per il suo ruolo in relazione alla deportazione forzata di bambini dall'Ucraina alla Russia", conclude. Sulla visita a Mosca di Viktor Orban interviene anche Olaf Scholz. Il semestre di presidenza ungherese dell'Ue "non è il motivo di questa visita, ma lo sono le sue attività in quanto premier ungherese", ha detto il cancelliere tedesco. L'Ue "condanna la guerra russa" in Ucraina, ha ribadito Scholz, rimarcando che la politica estera dell'Ue non dipende dal premier ungherese. "Un'iniziativa della parte ungherese". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha intanto definito la visita di Orban. "Letteralmente due giorni fa è arrivata la proposta", ha affermato Peskov in dichiarazioni riportate dall'agenzia russa Tass. "L'Ungheria ci aveva informato di questa visita". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, parlando del viaggio a Mosca del premier ungherese Vitkor Orban, in una conferenza stampa in vista del summit dell'Alleanza atlantica la prossima settimana a Washington. Stoltenberg ha detto di aspettare che gli alleati discutano di questa visita nel vertice e dei "colloqui che ha avuto a Mosca" con il presidente Vladimir Putin. "Naturalmente – ha precisato il numero uno dell'Alleanza – Orban non rappresenta la Nato a questi incontri, rappresenta il suo Paese". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Vaccini, Borghi: “Abolire obbligo legge Lorenzin perché strada è informare”
(Adnkronos) –
"L'obbligo vaccinale" previsto dalla legge Lorenzin "non ha portato a nessuno risultato, lo strumento migliore è l'informazione ai cittadini. A me risulta che ci sia un aumento nella popolazione del rifiuto dei vaccini. Ricordiamoci anche la lezione del Covid". Così all'Adnkronos Salute il senatore della Lega, Claudio Borghi, che ha presentato due emendamenti, (3.0.7 e 3.0.8) al Ddl sulle liste d'attesa – che inizia la sua discussione in Parlamento – per "la revisione dell'obbligatorietà dei vaccini" e "in materia di consenso per l'alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico", rispettivamente. La legge Lorenzin prevede l'obbligo di alcune vaccinazioni per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia. L'emedamento prevede una modifica della legge Lorenzin del 2017 passando dall'"obbligo" alla "raccomandazione" per i vaccini, "in considerazione del fatto che l'assetto degli obblighi vaccinali presente nel nostro Paese si pone come fortemente esteso rispetto al panorama europeo e internazionale – recita l'emendamento – e tale situazione si pone in conflitto con quanto statuito dalla nostra Carta Costituzionale, ai sensi delle prescrizioni di cui all'articolo 32 in ordine ai termini dell'obbligatorietà dei trattamenti sanitari". Sul fronte del Fascicolo sanitario elettronico, "ci sono stati rilievi del Garante della privacy", ricorda Borghi e "effettivamente in molti casi si tende ad usare una certa leggerezza nell'uso dei dati sanitari. E' evidente che il Fse può avere implicazioni molto positive ma – rimarca il senatore – c'è anche l'aspetto che molti cittadini si sentono schedati e pensano che non sia il caso di condividere i loro dati nelle forme che al momento sono sicure ma che tante volte abbiamo visto poi non esserlo". —[email protected] (Web Info)
Tumori: colon retto, proteina operaia bersaglio contro resistenza a chemio
(Adnkronos) – Una proteina 'operaia' che si chiama Smyd3, complice del cancro perché fiancheggia le cellule malate aggiustandone il genoma, è un bersaglio da colpire per combattere la resistenza del tumore al colon retto alla chemioterapia. Inibendola, è possibile aumentare l'efficacia delle cure. E' la via indicata da un progetto di ricerca condotto all'Irccs 'Saverio de Bellis' di Castellana Grotte (Bari), specializzato in gastroenterologia. Lo studio, durato 5 anni e guidato dal genetista dell'università di Bari Cristiano Simone, è stato finanziato dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro. I risultati sono stati pubblicati sul 'Journal of Experimental & Clinical Cancer Research'. E' noto che la chemioterapia, ancora oggi uno dei trattamenti più efficaci per la cura dei pazienti oncologici – ricordano dall'istituto pugliese – agisce danneggiando il Dna sia delle cellule tumorali che di quelle sane, causandone la morte. Il tumore, però, può sviluppare una resistenza ai chemioterapici, proprio come avviene per i batteri verso gli antibiotici, e questo causa la maggior parte delle recidive. Accade perché le nostre cellule possiedono un sistema di riparazione del Dna che consente loro di rimanere in salute, ma che purtroppo viene sfruttato anche dalle cellule tumorali per difendersi dall'azione della chemioterapia. Di questo sistema fa parte la proteina Smyd3. "Smyd3 è una proteina operaia coinvolta proprio nella riparazione del Dna nelle cellule cancerose – spiega Simone – Recentemente abbiamo dimostrato che l'impiego di un nuovo inibitore di Smyd3 aumenta l'efficacia dei chemioterapici, e che nei tessuti di pazienti con neoplasie gastrointestinali Smyd3 è fortemente espressa. Il nostro studio identifica Smyd3 come bersaglio terapeutico nei tumori in cui è espressa in eccesso, permettendo di eliminare in maniera mirata le cellule cancerose e risparmiando quelle sane. Questo approccio terapeutico rappresenterebbe un'arma vincente non solo per evitare la resistenza ai chemioterapici, ma anche per ridurne le dosi, limitando sia gli effetti collaterali sia i costi". "Questo è il risultato vincente di uno studio multidisciplinare", dichiara il direttore scientifico dell'Irccs de Bellis, Gianluigi Giannelli, che evidenzia come "ricercatori, chirurghi, oncologi, anatomopatologi abbiano lavorato in squadra proprio come avviene in tutti i grandi centri di ricerca internazionali". C'è di più: "L'inibitore di Smyd3 – riporta una nota – è già stato validato scientificamente presso l'Irccs de Bellis e brevettato in Italia ed in fase di approvazione a livello internazionale. Il trasferimento tecnologico, fortemente perseguito dalla direzione scientifica, rappresenta un punto di forza della ricerca dell'istituto pugliese, offrendo anche opportunità allo sviluppo dell'imprenditorialità territoriale". —[email protected] (Web Info)
Estate: creme solari pericolose? I medici anti-fake news bocciano i ‘no-cream’
(Adnkronos) – "Dottore, è vero che tutte le creme solari sono pericolose?", ma "è importante proteggersi dal sole?". Da settimane oncologi e dermatologi raccomandano di non esporre la pelle al sole senza averla protetta con una adeguata quantità di crema (o formulazioni analoghe). Tuttavia, c'è chi pensa che questi prodotti sarebbero da evitare perché priverebbero l'organismo dei benefici del sole o sarebbero addirittura pericolosi, in particolare cancerogeni. Non solo. Mentre gli esperti ricordano che i raggi ultravioletti sono la prima causa di invecchiamento della pelle, qualcuno sostiene che siano proprio i filtri solari a danneggiarla e a rovinarla dal punto di vista estetico. Ecco perché gli esperti di 'Dottore, ma è vero che…?', il sito anti-bufale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), hanno deciso di fare chiarezza bocciando il movimento 'no-cream'. Per questi influencer 'anti-crema' che spopolano sui social media, va benissimo esporsi al sole anche senza protezione, perché i benefici sul sistema immunitario derivati dalla maggior produzione di vitamina D sarebbero in grado di neutralizzare qualunque eventuale rischio. A questa tesi, però, i medici di Fnomceo replicano così: "E' vero che il contenuto della vitamina D nell'alimentazione può essere insufficiente, ma per beneficiare di quella prodotta dalla nostra pelle basta la minima esposizione al sole che si ha nella vita quotidiana, semplicemente recandosi ogni giorno a scuola o al lavoro. Non esiste invece alcuna prova che l'uso dei filtri solari riduca i livelli di vitamina D nel sangue". Alcuni non diffidano dei solari in toto, ma raccomandano di privilegiare quelli con 'filtri fisici', anche detti 'minerali', rispetto a quelli con 'filtri chimici': i primi, a base di sostanze altrettanto chimiche, come l'ossido di zinco, costituiscono una barriera al passaggio dei raggi Uva e Uvb, mentre quelli definiti filtri chimici si basano su sostanze che li assorbono, soprattutto avobenzone, ossibenzone e octinossato. Con uno studio del marzo 2020, condotto dalla Food and Drug Administration statunitense su diversi prodotti in varie formulazioni (latte, spray, crema ecc.) sulla pelle di una cinquantina di volontari – spiegano i medici anti- fake news – gli autori hanno dimostrato che "le 6 sostanze chimiche testate sono assorbite nel circolo sanguigno e in 3 settimane di applicazione possono superare i livelli di concentrazione dimostrati come sicuri dall'agenzia. Attenzione, però. Oltre questa soglia non abbiamo prove di tossicità, ma solo la necessità di ulteriori sperimentazioni". Questa conclusione, come precisano gli stessi scienziati, "non significa che le persone dovrebbero smettere di usare i filtri solari: negli Stati Uniti si diagnosticano ogni anno circa 5 milioni di tumori maligni della pelle, tra melanoma e altri tipi di malattia, il 90% dei quali è da ricondurre all'esposizione al sole. L'abbronzatura selvaggia rappresenta quindi un rischio certo, mentre i possibili effetti negativi delle creme sarebbero tutti da verificare". Proprio l'aumento nel numero dei casi di tumori della pelle ha spinto i medici a insistere maggiormente sull'utilizzo di protezioni solari, sottolineano gli esperti Fnomceo. Mentre un tempo si consigliava la crema solo durante le vacanze al mare o in montagna, oggi i medici suggeriscono di applicare possibilmente una protezione tutto l'anno e ripetere l'applicazione durante il giorno. In teoria ciò potrebbe cambiare il profilo di sicurezza di un prodotto: sicuro per un uso occasionale, meno se usato in grandi quantità tutti i giorni per anni. Anche per questo la Fda ha chiesto ulteriori accertamenti alle aziende, senza però smettere di raccomandare l'uso dei filtri ai cittadini. Sulla necessità di proteggersi dai raggi ultravioletti, puntualizzano i dottori anti-bufale, "a livello scientifico c'è pieno consenso. I filtri solari servono a ridurre il danno dell'esposizione diretta al sole. Per maggiore prudenza nei confronti degli organismi in crescita, l'American Academy of Pediatrics mette per esempio in guardia dall'utilizzo dell'ossibenzone nei prodotti per i bambini, opta per i filtri fisici e soprattutto per l'uso di indumenti protettivi. Fino a 6 mesi di età, poi, tutti sconsigliano di esporre i bambini direttamente al sole: solo se non c'è modo di proteggerli è meglio applicare la crema sulle parti scoperte". Per gli adulti, invece, "oltre all'ombra e a indumenti protettivi (cappello e occhiali da sole compresi), l'American Academy of Dermatology raccomanda sempre l'uso dei filtri solari nelle parti esposte, non solo al mare o in montagna, ma anche nel corso di altre attività all'aperto". —[email protected] (Web Info)
Alimenti: Symbola-Coldiretti, 93% prodotti Dop e Igp nasce in piccoli Comuni
(Adnkronos) – Il 93% delle produzioni tipiche nazionali che si consumano nasce nei 5.538 comuni italiani con meno di cinquemila abitanti, un patrimonio di gusto e biodiversità che fa da traino anche al turismo, con 2 italiani su 3 (65%) tra coloro che andranno in vacanza che visiteranno un borgo nell’estate 2024, secondo Ixe’. È quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” che vuole raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, valorizzato e promosso grazie alla legge n.158/17, a prima firma Realacci, con misure per la valorizzazione dei Piccoli Comuni. Quindi ben 297 dei 321 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea hanno a che fare con i Piccoli Comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 54 formaggi a denominazione, del 98% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79% dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279 mila imprese agricole presenti in quei territori con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. "Le ferie estive sono anche un’occasione per riscoprire i nostri prodotti tipici legati ai territori e ai piccoli comuni. I piccoli Comuni – dichiara Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola – sono una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione". "Per salvaguardare questa ricchezza nazionale, è necessario creare le condizioni affinché la popolazione residente e le attività economiche possano rimanere. – dichiara Ettore Prandini, presidente Coldiretti – È quindi fondamentale contrastare lo spopolamento, che aggrava anche la situazione di isolamento delle aziende agricole e aumenta la tendenza allo smantellamento dei servizi, dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio". —[email protected] (Web Info)
Farmaci, Schillaci: “Nuova Aifa funziona, dimezzati tempi valutazione nuove molecole”
(Adnkronos) – "Le novità farmaceutiche devono arrivare in tempi rapidi e devono essere rese accessibili velocemente, indipendentemente da dove si vive e da quanto si guadagna. Non possono esserci differenze tra Nord e Sud, questo è un nostro punto debole e chiedo sempre la collaborazione delle Regioni. Devo dire che la riforma dell'Aifa sta funzionando: la Commissione unica ha approvato molte pratiche inevase e i primi risultati sui tempi medi di valutazione sono scesi da 500 a 250 giorni. E' un processo appena iniziato ed è importante dare agli italiani le innovazioni farmaceutiche". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento oggi all'assemblea di Farmindustria a Roma. Quanto alle carenze dei farmaci, "è un problema che si è acutizzato dal 2021 per diversi problemi, abbiamo anche una popolazione che si invecchia, ma la carenza va vista in un contesto globale. Abbiamo in Aifa – ricorda il ministro – un tavolo che si occupa di carenze di farmaci e scambiamo informazione con altri Stati, ma in Italia occorre bilanciare questo problema con l'uso dei farmaci equivalenti – suggerisce – che sono sottoutilizzati rispetto ad altri Paesi Ue". Però serve anche una "visione globale, facendo capire che, se un farmaco manca, lo si può cercare in altri Paesi in Europa. Ma le materie prime sono prodotte in Cina e in India e non possiamo dipendere, per questo dobbiamo cercare nuovi mercati e sinergie". —[email protected] (Web Info)









