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Dengue: un caso in provincia di Firenze, Asl ‘situazione sotto controllo’

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(Adnkronos) – Un caso di Dengue importato è stato segnalato all'Igiene pubblica della Zona Empolese dell'Ausl Toscana Centro, riferisce l'azienda sanitaria. La persona infettata ha contratto l'arbovirosi in seguito a un soggiorno all'estero ed è residente nel comune di Certaldo (Firenze), in una zona di campagna e con poche abitazioni. Sta bene e si trova presso la propria abitazione.  Il personale dell'Igiene pubblica di Empoli, a cui afferisce il Comune di Certaldo, sta ancora effettuando le indagini e il sopralluogo per le opportune verifiche. Il sopralluogo è finalizzato a richiedere al sindaco l'emanazione di un'ordinanza contingibile e urgente al fine di disporre l'esecuzione di una disinfestazione nella località di residenza del caso, per un raggio di circa 100-200 metri. La disinfestazione sarà effettuata entro domani. Nelle prossime ore l'Igiene pubblica della Zona Empolese, a conclusione del sopralluogo, invierà la proposta di ordinanza al sindaco che è già stato avvisato ufficialmente.  —[email protected] (Web Info)

Uap a Mattarella, ‘faccia chiarezza sui fondi erogati a farmacie e violazione leggi’

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(Adnkronos) – L'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap) chiede l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "nella sua qualità di tutore e garante della Costituzione, affinché si faccia chiarezza sui fondi erogati alle farmacie e sulla palese violazione dell'art. 78 del Regio Decreto n. 1265/1934, che prevede espressamente l'incompatibilità della professione sanitaria con quella di commerciante. E si chiede se alla luce di questi interventi normativi – che equiparano le farmacie alle strutture sanitarie – si possa allora desumere di conseguenza che anche le strutture sanitarie private possono erogare servizi sanitari senza il rispetto dei 420 requisiti richiesti dal D.Lgs. n. 502/1992, senza dover subordinare l'esercizio della propria attività a preventive autorizzazioni regionali e se possono vendere farmaci, creme e pantofole". Il nodo è la possibilità che con la 'farmacia dei servizi' quest'ultime possano fare esami e visite, come accade negli ambulatori e poliambulatori privati accreditati.  Il presidente dell'Uap, Mariastella Giorlandino, ricorda che, "in particolare, il D.Lgs. n. 502/1992 (norma avente vigore di legge in tutto il territorio nazionale) stabilisce inequivocabilmente che i servizi sanitari possono essere erogati solo presso strutture che possiedono determinati requisiti (ben 420) e che hanno ottenuto il rilascio di autorizzazioni regionali. A tal riguardo, occorre sottolineare che le farmacie non possiedono i requisiti richiesti dalla citata normativa, ma – rimarca – agiscono in virtù di una mera autorizzazione comunale (prevista ai sensi della L. n. 153/2009) che gli riconosce la possibilità di eseguire esami di autocontrollo, tipo pungidito, che non forniscono una diagnosi esatta e che, soprattutto, non individuano alcun responsabile civile e penale di chi ha eseguito l'esame nei casi di eventuale errore diagnostico". "Pertanto, riconoscere alle farmacie la possibilità di erogare vere e proprie prestazioni sanitarie significa andare contro il disposto normativo di cui al citato D.Lgs. n. 502/1992, e quindi non garantire più qualità dei servizi, spacciandolo ai cittadini come un provvedimento di convenienza economica che invece non c'è", evidenzia. "Faccio un esempio: un elettrocardiogramma eseguito da un farmacista (che non è un medico) e refertato in telemedicina viene rimborsato alle farmacie 30 euro; di contro, un elettrocardiogramma eseguito e refertato da un medico viene rimborsato alle strutture sanitarie soli 12 euro. E' scandaloso – incalza Giorlandino – constatare che per le farmacie sono previsti fondi maggiori rispetto a quelli erogati alle strutture sanitarie e agli ospedali pubblici, mentre solo qualche mese fa era previsto un taglio dell'80% dei rimborsi previsti alle strutture ospedaliere e alle strutture accreditate convenzionate nelle Regioni in piano di rientro, in forza di una presunta mancanza di fondi per finanziare la sanità pubblica italiana". "Tutto ciò – osserva la presidente Uap – avrebbe comportato un sicuro rischio di chiusura delle strutture sanitarie pubbliche ed un fallimento certo di quelle private, oltre ad un macroscopico danno erariale, passibile di giudizio dinanzi la Corte dei Conti, colpendo così solo il Sud Italia in piano di rientro. Nonostante non sia stato approvato il D.L. Zangrillo ed il cosidetto Decreto 'Taglia Code', si chiede alle Regioni come sia possibile che le stesse stanno autodeliberando alle farmacie la possibilità di eseguire screening con fondi nazionali senza il rispetto della citata normativa nazionale di cui al D.Lgs. n. 502/1992, mettendo a serio rischio la salute dei cittadini e così creando due distinte categorie di erogatori delle strutture sanitarie: le farmacie libere da requisiti e tetti di spesa e le strutture sanitarie che invece devono sottostare ai 420 requisiti ed autorizzazioni regionali".  —[email protected] (Web Info)

Sanità: Policlinico Umberto I Roma, riapre reparto oncoematologia pediatrica

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(Adnkronos) – Riapre al Policlinico Umberto I di Roma, con uno staff e una struttura rinnovata, il reparto di oncoematologia pediatrica, chiuso dal 2020. "Oggi per noi è un giorno importante e simbolico perché riapriamo un capitolo importante della nostra storia: hanno preso servizio alcuni dirigenti medici e altri seguiranno nei prossimi giorni, così da ricomporre quell'équipe dello storico reparto di oncologia e oncoematologia pediatrica del Policlinico. Ripartiamo nel solco della nostra tradizione", ha detto all'Adnkronos Salute Fabrizio d'Alba, direttore generale dell'ospedale romano, a margine dell'inaugurazione del reparto e di un nuovo blocco operatorio ipertecnologico, alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e della rettrice dell'università Sapienza, Antonella Polimeni.  "Torneremo ad avere – assicura il Dg – ciò che c'è sempre stato nella nostra storia: un reparto di oncologia ed oncoematologia pediatrica di eccellenza, che saprà superare la discontinuità e la chiusura dei reparti a causa Covid. E a conferma dell'attenzione fattiva che poniamo al rafforzamento della pediatria, potenzieremo la terapia intensiva e la radiologia pediatrica". Il valore di questa giornata "è anche legato al fatto che Policlinico Umberto I fa un ulteriore passo in avanti rispetto alla presa in carico dei cittadini e per poter dare risposte ai bisogni dei nostri piccoli pazienti". Oggi, sottolinea d'Alba, "facciamo una cosa in più grazie anche alle scelte programmatorie della Regione Lazio in termini di fabbisogno, che sono state formalizzate e che oggi ci permettono di dire che avremo una chirurgia pediatrica h24 che risponderà alla rete dell'emergenza e che andrà a lavorare in un comparto operatorio completamente rinnovato e modernizzato".  "Le sale operatorie inaugurate oggi, di ultimissima generazione – evidenzia il Dg – confermano questa volontà che va anche nella direzione di rafforzare la formazione dei futuri medici sull'oncoematologia pediatrica. L'investimento è di carattere strategico ed è un investimento di pari valore di quanto speso in tecnologie e ambienti. La nostra oncoemeatologia riparte con una forte integrazione con l'area ematologica che possiede le competenze per il trattamento di pazienti in età pediatrica, e ciò a mio a mio avviso ci permetterà di fare un salto in avanti".  "La mia mission e di tutta la mia équipe, giovane e al femminile – spiega la neo primaria Loredana Amoroso, oncologa pediatra – è duplice: offrire ai pazienti cure standard ed innovative e portare avanti il concetto di umanizzazione e personalizzazione delle cure. Il mio impegno sarà quello di far accreditare la struttura all'interno dell'Associazione italiana di oncoematologia e creare internamente dei percorsi di aggiornamento destinati a medici ed infermieri. Lavorerò per creare un team multidisciplinare che comprenderà gli oncologi, chirurghi, ematologi, radiologi, radioterapisti, in grado di accogliere il paziente oncoematologico che è un paziente complesso che ha necessita diverse che richiedono competenze differenti".  L'incarico della primaria comincia oggi e "sono state già assunte altre 5 colleghe pediatre che comporranno l'équipe". Si comincerà a lavorare da subito per organizzare e riavviare tutto, sul piano amministrativo e pratico, e "a settembre riapriremo all'utenza. Ci sono 8 posti letto di degenza ordinaria e 4 posti di day hospital, 12 posti in tutto", conclude Amoroso che è stata allieva di due illustri predecessori a capo del reparto, Manuel Castello e Anna Clerico. "Mi sono laureata e specializzata con loro, quindi per me è un ritorno a casa".   —[email protected] (Web Info)

Sanità, Schillaci su carenza infermieri: “Puntare su specializzazioni universitarie”

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(Adnkronos) – "Il ministero della Salute riconosce pienamente il valore degli infermieri per la tenuta e lo sviluppo del Servizio sanitario nazionale. Lo dimostrano le misure che abbiamo adottato per migliorarne le condizioni di lavoro, penso all'abolizione del vincolo di esclusività e agli incentivi per quanti lavorano nei servizi d'emergenza. Siamo consapevoli della grave carenza di infermieri nel nostro sistema sanitario, la stiamo affrontando con interventi urgenti come il reclutamento di personale dall'estero e anche grazie alle interlocuzioni costanti con la Fnopi stiamo valutando soluzioni a lungo e medio termine per sostenere gli infermieri che abbiamo in Italia e per migliorare il loro profilo professionale. Vogliamo infatti rendere più attrattiva questa importante professione non solo economicamente, ma anche con migliori e più certe prospettive di carriera. Un passo fondamentale in questa direzione è l'evoluzione della professione infermieristica verso specializzazioni universitarie, per rispondere alle sfide del futuro e garantire un'assistenza sanitaria sempre più qualificata ed efficiente".  Così il ministro della Salute Orazio Schillaci, in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli, e alla presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Giovanna Iannantuoni, in occasione dell'incontro 'Sfide e opportunità della professione infermieristica', promosso oggi a Roma da Fnopi e Crui. "Guardiamo ai giovani ed è apprezzabile il video motivazionale realizzato da Fnopi – ha poi aggiunto Schillaci – per far conoscere ai ragazzi delle scuole superiori le opportunità offerte dalla professione infermieristica e per incoraggiarli a intraprendere questo percorso formativo e professionale. La giornata di oggi rappresenta un'occasione importante per un confronto istituzionale e costruttivo per delineare insieme le strategie per la professione infermieristica. Sono certo che grazie alla collaborazione tra le istituzioni, la Fnopi e le università riusciremo a superare le criticità attuali e a valorizzare al meglio gli infermieri, patrimonio del nostro Servizio sanitario nazionale". —[email protected] (Web Info)

Aviaria, virus attivo per ore su attrezzi da mungitura: “Rischio contagio”

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(Adnkronos) – I lavoratori degli allevamenti di bovini da latte in cui circola il virus dell'influenza aviaria H5N1 ad alta patogenigità (Hpai) "sono a rischio di infezione" non solo per contatto diretto con latte non pastorizzato, prodotto da mucche malate, ma anche "attraverso superfici contaminate durante il processo di mungitura". Su questo punto hanno raccolto "prove convincenti" Valerie Le Sage e colleghi del Centro ricerca vaccini dell'università di Pittsburgh, negli Usa. Lo studio è pubblicato su 'Emerging Infectious Disease', rivista dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc).  Alla luce dell'epidemia di virus Hpai-H5N1 nelle vacche da latte di diversi stati americani, con esperimenti in laboratorio gli autori hanno testato la persistenza dei virus dell'infuenza aviaria A(H5N1) e dell'influenza umana A(H1N1) sugli strumenti utilizzati per la mungitura. L'esame ha rilevato che "entrambi rimangono infettivi sui materiali delle attrezzature da mungitura per diverse ore", anche più di tre. Risultati che evidenziano appunto "il rischio di trasmissione del virus H5N1 all'uomo da superfici contaminate durante la mungitura". E al di là dell'intensità dei sintomi – che nei 4 casi umani finora confermati ufficialmente dai Cdc come collegati all'epidemia di aviaria nei bovini sono stati lievi, quasi sempre confinati agli occhi – il timore è che "l'aumento delle infezioni umane da virus H5 potrebbe consentire ai virus stessi di adattarsi all'uomo, evolvendo all'interno del suo organismo, diventando capaci di trasmettersi da una persona all'altra". Da qui la raccomandazione: "Per ridurre la diffusione del virus H5N1 dalle vacche da latte all'uomo – avvertono gli scienziati – gli allevamenti dovrebbero implementare l'uso di dispositivi di protezione individuale come mascherine, visiere e altre protezioni per gli occhi tra i lavoratori durante la mungitura". Una preoccupazione in più riguarda particolari rivestimenti in gomma usati nel processo di mungitura: "Contaminati potrebbero essere responsabili della diffusione del virus da animale ad animale, osservata nei bovini da latte. La sanificazione delle guaine dopo la mungitura di ogni mucca – suggeriscono i ricercatori – potrebbe ridurre la diffusione del virus tra gli animali e contribuire a frenare l'attuale epidemia". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Sanità, infermieri: “Contro carenza non basta reclutamento dall’estero”

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(Adnkronos) – "La carenza di infermieri è tema complesso, non esistono ricette semplici. E' ovvio che ad oggi con meno 65mila professionisti nel Ssn c'è la necessità di reclutare infermieri dall'estero. Tuttavia, questa non è l'unica soluzione per arginare un fenomeno grave, se pensiamo che tra il 2023 e il 2033 ben 90mila infermieri raggiungeranno l'età della pensione e che ogni anno 500 abbandonano il nostro Paese per lavorare all'estero". Così all'Adnkronos Salute Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), in occasione dell'incontro 'Sfide e opportunità della professione infermieristica', organizzato oggi a Roma da Fnopi e Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane). Un confronto istituzionale e un'occasione per illustrare le potenzialità della professione, le criticità persistenti e il ruolo cruciale rappresentato dalla formazione universitaria negli sviluppi futuri del sistema salute. All'emorragia di infermieri si aggiungono i dati allarmanti dei laureati in Scienze infermieristiche, "che ogni anno sono in media 12mila a fronte di 14mila uscite per età pensionabile – aggiunge Mangiacavalli – Quindi è necessaria e urgente un'evoluzione del percorso formativo universitario, con le specializzazioni, che speriamo sia presto realtà. Occorre creare condizioni per rendere la professione infermieristica attrattiva per i giovani, nella misura in cui i giovani possano riempire il proprio zaino di competenze ed evolversi in ambito lavorativo. La formazione deve essere sempre più aderente ai dati epidemiologici e di sistema che ci dicono come si muove e si orienta il Paese".  Tra le tante richieste della Fnopi sul tavolo del ministero della Salute, c'è "il riconoscimento della professione infermieristica come professione usurante – sottolinea Mangiacavalli – perché adesso non lo è e per questo non ha neanche alcuni benefici di legge. Risultato? La stragrande maggioranza degli infermieri non va in pensione per raggiunti limiti d'età, ma appena ne ha la possibilità. Ad oggi l'infermiere che entra nel Ssn svolge le stesse mansioni nelle stesse condizioni e con lo stesso stipendio per 40-45 anni: la sua posizione è identica fino a quando va in pensione, tolti alcuni scatti automatici legati alla contrattazione. Con la specializzazione universitaria, invece, si può costruire una carriera diversa".  —[email protected] (Web Info)

Carenza infermieri, Iannantuoni (Crui): “Cambiare sentiment su professione”

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(Adnkronos) – "Bisogna cambiare il sentiment su professione infermieristica che è passione, cura, ma soprattutto è una professione moderna che si colloca perfettamente nell'idea dell'ospedale del futuro. Non si può parlare di ospedale del futuro senza riconoscere la professione infermieristica come parte fondante. Dobbiamo far comprendere ai ragazzi delle superiori quanto sia stimolante e moderna, ma dobbiamo anche coinvolgere in questo discorso la politica. Il nuovo disegno del corso di laurea di Medicina e chirurgia non deve essere un nuovo colpo alle professioni sanitarie, per sminuirle". Lo ha detto la presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Giovanna Iannantuoni, intervendo da remoto all'incontro 'Sfide e opportunità della professione infermieristica', promosso oggi a Roma da Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) e Crui. "Lavoriamo quindi insieme affinché questa professione venga riconosciuta per quella che è – ha poi concluso – affinché intercetti i giovani, ma anche le scelte della politica e i finanziamenti. Spero che questa sia la prima di numerose azioni comuni di impatto politico sui cui lavorare tutti insieme. Potete contare sulla Crui e sulla sua presidente per portare avanti le vostre battaglie".  —[email protected] (Web Info)

Sanità, Respiriamo insieme: “Urgente prevenire Rsv in neonati per etica e sostenibilità”

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(Adnkronos) – L'urgenza di prevenire le infezioni da virus respiratorio sinciziale (Rsv) "nei neonati deriva da ragioni sia etiche che economiche". Essendo "un'infezione delle vie respiratorie che può caratterizzarsi per gravità fino a mettere a rischio la vita del neonato", è chiaro che possa comportare "un forte aggravio per le famiglie che devono, nei casi più gravi, ricorrere anche a ricoveri in terapia intensiva, con l'invasività delle cure che" potrebbero avere "esiti invalidanti anche per il resto della vita del piccolo paziente. Inoltre l'infezione severa, impegnando i genitori in un'assistenza diretta di ricovero, che a volte dura anche 15-20 giorni, può avere anche risvolti economici perché ai costi sanitari diretti" si vanno a sommare quelli "indiretti dovuti all'assenza dal lavoro di uno dei genitori e le eventuali future assenze in caso di condizione invalidante, temporanea o stabilizzata, che la malattia potrebbe determinare". Così Simona Barbaglia, presidente dell'associazione pazienti Respiriamo insieme (respiraiamoinsieme.org), illustra all'Adnkronos l'importanza di prevenire l'infezione da Rsv, prima causa di bronchiolite e di ospedalizzazione nei bambini sotto l'anno di vita, immunizzando tutti i neonati con strumenti efficaci oggi disponibili come gli anticorpi monoclonali, ma che rischiano di non essere potenzialmente accessibili e non sono ugualmente accessibili su tutto il territorio nazionale.  La prevenzione delle infezioni da Rsv "deve rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per il Servizio sanitario nazionale – aggiunge Barbaglia – e deve essere garantita a tutti i soggetti che ne hanno diritto a livello nazionale, senza disuguaglianze. Purtroppo, ad oggi, nonostante la disponibilità di strumenti di prevenzione e raccomandazioni sia dal mondo scientifico che del ministero della Salute", la prevenzione dall'Rsv "non è ancora stata inserita nel calendario vaccinale nazionale". L'auspicio è quindi "che la protezione da questo virus diventi una priorità e possa trovare prestissimo posto nel calendario del Piano nazionale di prevenzione". Nel dettaglio, tra le Regioni ad essersi attivate per essere pronte ad erogare l'immunizzazione dal prossimo autunno, "risultano soltanto Valle d'Aosta, Lombardia, Toscana, Veneto, Trento e Bolzano – osserva Barbaglia – Il rischio delle possibili disparità è quindi reale e le resistenze, laddove presenti, sono per lo più figlie dell'organizzazione che spesso risente di carenze o limitazioni di risorse, sia economiche che di personale. Agendo su questi due fattori le criticità potrebbero essere senz'altro contenute". Sicuramente, però, "la mancanza di una raccomandazione nazionale sta rallentando l'accesso" omogeneo "a questi nuovi strumenti di prevenzione. Ma la messa in atto di tutte le misure preventive – sottolinea – consentirà di avere un numero di casi nettamente inferiore di infezioni da Rsv nei neonati con conseguente liberazione di posti nelle terapie intensive, oltre ad abbattere l'impatto economico e garantire migliore sostenibilità dei sistemi sanitari nazionale e regionale".  L'associazione nazionale pazienti Respiriamo insieme Aps "dal 2014 è impegnata incessantemente e attivamente nel promuovere e tutelare la salute di tutte le persone, i pazienti adulti e minori affetti da patologie respiratorie, immunologiche, allergiche e rare del polmone – illustra Barbaglia – con l'obiettivo di garantire a tutti l'accesso al giusto percorso di cura e ridurre il peso della malattia per i pazienti e i familiari attraverso il sostegno, l'advocacy, l'educazione e la ricerca". In questo contesto si inserisce anche la campagna di sensibilizzazione 'Non è come sembra', lanciata lo scorso marzo a Roma, "a cui ha presenziato anche il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia – ricorda – che ha preannunciato proprio in questa occasione l'uscita della circolare del ministero della Salute con le misure di prevenzione contro l'Rsv che è stata firmata proprio lo stesso giorno. L'obiettivo della nostra campagna, che proseguirà fino a ottobre 2024, è proprio quello di accendere i riflettori su questa problematica e tracciare importanti linee di indirizzo che portino ad accrescere l'informazione, la conoscenza, la consapevolezza e la protezione rispetto all'Rsv e ai rischi per i pazienti fragili, dai neonati agli anziani, alle persone con patologia".  Oltre a rappresentare "la prima causa di bronchiolite e quindi di ospedalizzazione nei bambini sotto l'anno di vita, l'infezione da Rsv – rimarca Barbaglia – è causa di infezioni respiratorie acute (Ari), di bronchite asmatica e asma nei bambini, adolescenti e giovani adulti fragili, di riacutizzazione di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e di polmonite interstiziale con sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) nell'anziano, soprattutto in presenza di comorbidità, determinando complicanze" anche molto gravi. In questo contesto, evidenzia, "è quindi necessario sensibilizzare, informare in ogni sede e occasione la popolazione sui rischi legati a questo virus e sugli strumenti di prevenzione esistenti. Va poi coinvolto in modo diretto il mondo sanitario sia territoriale che ospedaliero".  "Dal nostro confronto quotidiano con i soci o i pazienti – conclude Barbaglia – emerge una fotografia piuttosto deludente riguardo all'informazione sull'offerta preventiva a loro dedicata. E' importantissimo intervenire quindi affinché ci siano sempre più campagne e iniziative mirate a far conoscere in modo capillare le opportunità di prevenzione vaccinale ed immunizzazione, soprattutto alle persone fragili come bambini, neonati ed anziani, oltre a chi soffre di patologie respiratorie croniche come le persone di cui la nostra associazione si prende cura". —[email protected] (Web Info)

Donna uccisa a Roma, le colleghe: “Mai avvisaglie o crisi, Manuela era tranquilla” – Video

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(Adnkronos) – Roma, 4 lug. (Adnkronos) "Era appena uscita dal lavoro, Manuela aveva appena attaccato col figlio, gli aveva detto 'amore, adesso mamma viene a prenderti', con una collega stava andando a riprendere la macchina quando l'ex compagno le si è accostato con la sua smart". È il racconto all’Adnkronos di due colleghe di Manuela Petrangeli, la fisioterapista 51enne uccisa a colpi di fucile dal suo ex in via degli Orseolo, davanti alla clinica Villa Sandra dove la vittima lavorava come fisioterapista.  "L'ha prima colpita a un braccio, lei è corsa via, ha provato a ripararsi dietro a un’auto parcheggiata, ma poi lui ha mirato al petto e non c’è stato più nulla da fare", dicono le colleghe. "Una donna davvero per bene, un’amica e una professionista – aggiunge Maria Cristina, collega di Manuela – Mai avremmo immaginato una cosa del genere perché mai ci aveva raccontato di liti o situazioni difficili. Erano separati da circa tre anni, ma nessuna crisi. È solo l’ennesimo, terribile, femminicidio". "Le avevano fatto da poco il contratto – aggiunge Maria Rita – Stamattina abbiamo preso il caffè insieme, finalmente era tranquilla". (di Silvia Mancinelli) —[email protected] (Web Info)

Abuso d’ufficio, abrogato oggi il reato

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(Adnkronos) – Abrogato il reato d'abuso d'ufficio. L'aula della Camera ha approvato, infatti, oggi con 170 sì e 77 no l'articolo 1 del Ddl Nordio. "Il ministro Nordio sostiene che con l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio l'Italia correrà più velocemente" aveva sostenuto questa mattina sulle pagine del quotidiano La Stampa il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia prima che si pronunciasse l'aula della Camera. "Io non credo che abolire una norma posta a tutela dei diritti dei privati rispetto a comportamenti abusivi di chi esercita un pubblico potere, possa agevolare crescita ed efficienza generale di un sistema. Anzi, credo esattamente il contrario. – aveva detto Santalucia prima dell'abrogazione del reato – Rinunciando a sanzionare comportamenti abusivi, si creeranno ulteriori intralci. Aumenterà la diffidenza nei confronti dei pubblici poteri. Non si muoverà affatto nel senso indicato dal ministro. E' un errore di prospettiva".   —[email protected] (Web Info)