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Gruppo Hera-sindacati, con Patto buon lavoro disegnano modello del futuro

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(Adnkronos) – Il Gruppo Hera disegna il modello di impresa del futuro e insieme alle organizzazioni sindacali vara il Patto del buon lavoro, un documento ampio, innovativo e programmatico, inedito nel panorama del settore in Italia. Fondato su cinque pilastri (salute e sicurezza; filiere integrate e appalti; equità e inclusione; benessere, sviluppo professionale e produttività; sostenibilità e valore condiviso), il Patto del buon lavoro è stato firmato dal Gruppo Hera, dal coordinamento rsu del Gruppo Hera e dalle segreterie nazionali e regionali di Filctem e Fp Cgil, Femca, Fit e Flaei Cisl, Uiltec e Uiltrasporti Uil, Fiadel e Cisal Federenergia. L’impegno comune è di tracciare un percorso che coniughi crescita aziendale, sviluppo sostenibile e benessere collettivo, con l’obiettivo di creare valore nel lungo termine e generare un impatto positivo tangibile per tutti gli stakeholder, a partire dalle persone e dal territorio, temi da sempre centrali per la multiutility che già oggi conta oltre 10.000 dipendenti, un numero in costante aumento dal 2002, con oltre il 95% di contratti a tempo indeterminato.  La strategia di rendere le persone protagoniste del cambiamento e del futuro dell’azienda è confermata anche dalle 2.600 assunzioni nel quadriennio 2024-2027, comprensive delle internalizzazioni previste, con investimenti complessivi per 60 milioni di euro sulla formazione e lo sviluppo di nuove competenze per affrontare le prossime sfide. La piena convergenza tra impresa e lavoratrici e lavoratori, che hanno ratificato il documento nelle assemblee territoriali convocate dalle organizzazioni sindacali, si è realizzata per la prima volta attorno al corporate purpose, ragion d’essere del Gruppo Hera, tanto che nel 2021 è stato tra le prime aziende in Italia ad averlo esplicitato nel proprio statuto e adesso è tra i primi ad inserirlo in un accordo programmatico con le organizzazioni sindacali. A dare concretezza agli impegni del Patto, inoltre, una novità assoluta: il premio di risultato sarà calcolato anche in base alla capacità della multiutility di generare valore condiviso, a conferma di un impegno ancora più stringente per garantire uno sviluppo sostenibile e una transizione giusta.  Numerose le novità contenute nel Patto, tra cui l’impegno per il supporto alla genitorialità, alle persone fragili, ai caregiver, la valorizzazione delle diverse abilità, l’investimento per la crescita e il benessere delle persone del Gruppo, il contrasto alla violenza di genere e la promozione dell’inclusione. Lo stesso documento è stato redatto utilizzando un linguaggio inclusivo, assicurandone l’accessibilità anche nel formato digitale per renderlo fruibile alle persone non vedenti o ipovedenti che utilizzano screen reader. Il Patto del buon lavoro rappresenta un progetto aperto al coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder di riferimento e ha l’ambizione di rappresentare un esempio virtuoso sul piano nazionale.  La sicurezza è uno dei principi fondanti del Gruppo Hera, fin dalla sua nascita, e i progetti avviati nel corso degli anni, insieme ai positivi risultati ottenuti (nel 2023 l’indice di frequenza degli infortuni è sceso a 9,66, miglior valore dal 2016, anno in cui è iniziata la rilevazione, raggiungendo valori del 39% inferiori alla media delle aziende analizzate dalla Fondazione Utilitatis per conto di Utilitalia nel Rapporto di Sostenibilità 2023), sono il punto di partenza delle iniziative di miglioramento, che riguarderanno, tra l’altro: la sicurezza delle persone che lavorano su strade dove insiste il traffico veicolare; l’informatizzazione del processo di gestione del vestiario e dei dispositivi di protezione individuale; lo scambio di esperienze e le simulazioni di tutte le situazioni di emergenza, anche in collaborazione con le istituzioni.  Gran parte delle azioni contenute nel Patto del buon lavoro riguardano la cultura e la formazione, ambiti sui quali gli standard quali-quantitativi del Gruppo sono già particolarmente elevati. Hera prosegue dunque sulla strada già tracciata e si impegna a realizzare nel periodo 2024-2027 oltre 400.000 ore di formazione e ad investire solo in questo ambito circa 20 milioni di euro.  Filiere integrate e appalti: già nel 2016, con la firma congiunta del Protocollo Appalti tra la multiutility e le organizzazioni sindacali, il Gruppo Hera si è posto all'avanguardia su questo tema e ora conferma lo spirito innovativo con la volontà di rivedere il Protocollo entro il 2024, migliorandolo attraverso il confronto sindacale e cogliendo l’opportunità introdotta dalla nuova normativa di recente approvazione. L'impegno riguarda la definizione più chiara delle clausole sociali, a cominciare dalla pubblicazione nel sito del gruppo del nuovo protocollo. Verrà poi definito un sistema di qualifica e selezione delle imprese che premia qualità, sicurezza e performance Esg. Verranno introdotti nuovi strumenti digitali per una gestione più efficace dei controlli in cantiere e realizzate attività di audit tramite visite ispettive nei cantieri e nelle sedi dei fornitori. Equità e inclusione: i valori dell’equità e dell’inclusione vengono declinati nel Patto del buon lavoro con azioni concrete che confermano e migliorano, con scelte innovative, la strada già tracciata dal Gruppo Hera sin dalla sua nascita. Oltre al potenziamento del coinvolgimento delle persone attraverso momenti di partecipazione e ascolto, per rafforzare il senso di appartenenza al Gruppo, il Patto contiene novità sulla flessibilità (ad esempio l’ampliamento della possibilità dello smart working per le persone fragili e i caregiver); genitorialità (aumento dei permessi nel periodo del primo anno di età dei figli, riconoscimento di ulteriori permessi per l’inserimento al nido e per essere presenti il primo giorno di scuola elementare); valorizzazione delle diverse abilità; promozione del linguaggio inclusivo; contrasto alla violenza di genere, con l’istituzione della Commissione bilaterale per le pari opportunità come ulteriore sede di monitoraggio e confronto. Benessere, sviluppo professionale e produttività: investire nel benessere, nello sviluppo e nella motivazione delle persone di Hera è fondamentale per una produttività sostenibile e per determinare il successo duraturo dell’azienda. Il Patto del buon lavoro introduce l’aumento fino a 400 euro dal 2025 della quota flessibile destinata a tutte le lavoratrici e i lavoratori e prevede investimenti per consolidare le collaborazioni con il sistema educativo e l’apprendimento continuo delle persone per complessivi 60 milioni di euro. Inoltre, Hera si impegna a rendere possibile la fruizione di 150 ore annuali di permesso studio a tutte le persone del Gruppo, anche per master e corsi di alta formazione non riconosciuti dal Miur. Permessi anche per chi si dedica a corsi di abilitazione professionale, ad esempio per conseguire patenti speciali.  Sostenibilità e valore condiviso: la novità assoluta nel calcolo del premio di risultato anche sulla capacità del Gruppo Hera di incrementare il valore condiviso (oltre all’aumento progressivo annuale del premio stesso di 225 euro l’anno nel triennio 2025-2027), è accompagnata da una serie di azioni di sviluppo delle persone in termini di evoluzione delle modalità di lavoro, accelerazione della digitalizzazione dei processi, valorizzazione in ottica di sostenibilità e circolarità. Rientra in questa prospettiva il sostanzioso piano di assunzioni nel periodo 2024-2027 che riguarderà 2.600 persone, comprensive delle internalizzazioni previste. —[email protected] (Web Info)

Giornata mondiale del bikini. “Zero tabù per chi ha subito un intervento al seno”

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(Adnkronos) – Il senso di libertà che esplode quando, via i vestiti, ci si spoglia della fatica di un anno di lavoro e la pelle si accende a contatto con il sole e con il vento. Una gioia appannata solo dal pensiero di non apparire perfette come si vorrebbe. Croce e delizia di ogni inizio d'estate, la prova costume ha un sapore dolceamaro un po' diverso per le donne che ritornano in spiaggia dopo un intervento di ricostruzione mammaria per un cancro al seno. Nessun tabù, via i complessi e le paure: scoprirsi e affrontare a testa alta lo specchio e lo sguardo degli altri si può e si deve. Parola delle esperte di Beautiful After Breast Cancer (Babc) Italia Onlus, che in occasione della Giornata mondiale del bikini in calendario il 5 luglio rassicurano e consigliano chi si prepara a indossarlo dopo l'operazione. Quando si indossa nuovamente il bikini dopo una ricostruzione al seno, si teme che qualsiasi irregolarità o differenza tra le mammelle possa essere notata", spiega Marzia Salgarello, chirurgo plastico ricostruttivo presso la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e presidente di Babc Italia Onlus. "In realtà – precisa – con le nuove tecniche di ricostruzione mammaria protesica prepettorale, mi sento di rassicurare le donne. Queste tecniche, infatti, rendono la ricostruzione più naturale, perché la protesi è posizionata davanti al muscolo e quindi si comporta in modo simile al seno di prima della mastectomia". Non teoria, ma realtà: "In questo periodo dell'anno – racconta la specialista – la mia équipe ed io riceviamo numerose foto di pazienti che sfoggiano orgogliose il costume da bagno. In quelle immagini c'è innanzitutto la gioia di aver superato un periodo difficile, ma anche quella di ritrovare il proprio corpo, in alcuni casi ancor più bello di prima. E' questo soprattutto il caso delle pazienti che hanno ricevuto una ricostruzione bilaterale dopo una mastectomia bilaterale, in cui, quindi, i due seni sono davvero molto simili, poiché è stata posizionata la stessa protesi su entrambi i lati". Ma anche "in tutti gli altri casi, ovvero quando la mastectomia e la successiva ricostruzione mammaria sono state monolaterali, cioè hanno coinvolto solo un seno – tranquillizza Salgarello – la ricostruzione con la protesi prepettorale garantisce comunque un aspetto e una mobilità che lo fa assomigliare all'altro seno". "Nel caso la paziente sia stata sottoposta ad una ricostruzione con lembi, ovvero con i propri tessuti e non con la protesi", continua Liliana Barone Adesi, dirigente medico dell'Uoc di Chirurgia plastica della Fondazione Policlinico Gemelli e vicepresidente Babc Italia Onlus, il seno "avrà di certo un aspetto ancora più naturale che le garantirà anche, nell'immediato, una maggiore simmetria rispetto all'altro seno. Inoltre, i risultati della ricostruzione con lembi sono più stabili nel tempo: il seno ricostruito seguirà i cambiamenti fisiologici del corpo, ingrassando se la paziente prende peso e invecchiando con lei. Sarà soggetto alla forza di gravità, come fa il seno originario. Questo tipo di intervento, però, necessita di 'attingere' tessuto principalmente dall'addome, e pertanto non è indicato nelle pazienti particolarmente magre. Le pazienti che presentano invece una pancia un po' più pronunciata possono ricostruire la mammella prelevando il tessuto proprio da quel distretto. L'incisione verrà fatta in una zona che cade sotto lo slip e che pertanto risulterà invisibile anche in costume, analogamente a quanto avviene per un addominoplastica estetica". "Quel che le pazienti temono di più nell'indossare il costume – riferisce Salgarello – è che nella posizione sdraiata, se la ricostruzione è stata con una protesi monolaterale, il seno con protesi rimarrà più duro e statico, mentre l'altro non ricostruito cambierà di forma poiché più morbido. In realtà, grazie alle nuove tecniche di ricostruzione prepettorale, la mobilità della mammella è molto simile a quella originaria e inoltre con l'uso di costumi ad hoc si può ridurre al minimo questo problema. Grazie alle moderne protesi è possibile ottenere un risultato naturale che uniforma il seno ricostruito a quello sano", ribadisce l'esperta. Alcune buone abitudini possono aiutare. "Consigliamo alle pazienti di utilizzare una protezione solare 50+ anche sotto il costume, applicata più volte al giorno, e di esporsi al sole solo nelle ore più fresche, evitando quindi le ore centrali della giornata", raccomanda Barone. "Nessun problema – aggiunge – per il bagno al mare. Il consiglio però è di fare una doccia con acqua dolce subito dopo, per evitare irritazioni della pelle che l'acqua salina può comportare. Un altro utile accorgimento in caso di ricostruzione autologa è quello di utilizzare i cerotti al silicone sulla cicatrice. In questo modo si otterrà la protezione completa delle cicatrici, quasi come se fosse uno schermo solare totale applicato in permanenza, e si favorisce anche una migliore cicatrizzazione della pelle". —[email protected] (Web Info)

Elezioni Regno Unito, ‘sì’ al seggio da ubriachi e con i cani, ‘no’ ai selfie: tutte le regole del voto

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(Adnkronos) –
Si può votare da ubriachi, si possono portare con sé cani o altri animali domestici, persino un serpente come dimostra una foto scattata a Dorset, mentre non si possono scattare selfie all'interno dei seggi né rivelare per chi ha votato un altro elettore, pena una multa salata. Sono alcune delle regole del voto contenute in una sorta di 'decalogo' che la Bbc ha messo a disposizione degli elettori che oggi si recano alle urne in tutto il Regno Unito per le elezioni politiche. A parte le regole standard, come l'obbligo di portare con sé la scheda elettorale e un documento d'identità valido con la foto e di accertarsi su quale sia il proprio seggio, la Bbc spiega che l'elettore troverà a disposizione penne e matite nei seggi, ma se preferisce può portarsene una da casa.  Sono vietati i selfie: secondo la Commissione elettorale non è consentito scattare foto all'interno dei seggi perché si rischia di mettere a rischio la segretezza dello scrutino. Si può invece portare il telefono nella cabina elettorale per utilizzare la lente d'ingrandimento o le app di sintesi vocale oppure la torcia per migliorare l'illuminazione. E' possibile rendere noto sui social a quale partito è andata la propria preferenza, ma la Commissione consiglia almeno di non aggiornare i propri account all'interno del seggio elettorale. Pugno duro per chi rivela come ha votato qualcun altro, anche accidentalmente: è prevista una multa fino a 5mila sterline o sei mesi di reclusione. Le persone che hanno bevuto o sono ubriache possono votare, a meno che non siano moleste. Gli animali, ad eccezione dei cani da assistenza, di solito non sono ammessi nei seggi elettorali. Tuttavia non si tratta di un divieto rigido e la decisione è rimandata ai responsabili della sezione. E' incoraggiato invece portare i bambini alle urne per educarli fin da piccoli all'esercizio della democrazia. La Commissione elettorale stabilisce, inoltre, che è possibile indossare abiti con uno slogan politico quando ci si reca a votare. Bisogna, tuttavia, andarsene subito dopo aver espresso il voto perché non è consentito fare campagna elettorale all'interno dei seggi. All'interno è vietata anche la discussione politica ed il personale è chiamato ad intervenire se sentirà riferimenti a candidati o partiti. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Roma, femminicidio al Portuense: uccide ex con colpo di fucile poi si costituisce

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(Adnkronos) – Ennesimo femminicidio oggi, 4 luglio, a Roma. Intorno alle 14 Manuela Petrangeli, una fisioterapista di 51 anni, è stata freddata in strada nel quartiere Portuense con un colpo di fucile a canne mozze sparato da un'auto di piccola cilindrata in via degli Orseolo. La vittima era a piedi e stava andando al lavoro quando è stata raggiunta da un uomo, al volante di una Smart, che le si è accostato con la macchina e ha sparato. Inutili i tentativi di rianimarla da parte del 118, la donna è morta sul colpo.  Poco dopo si è costituito in una caserma dei carabinieri il suo presunto assassino. Si tratta dell'ex compagno della vittima. Il 53enne ha consegnato il fucile con cui ha ucciso la donna. A quanto si apprende non risulterebbero denunce presentate in passato. La coppia, che si era lasciata da tre anni, aveva un figlio di 9 anni. Sull’omicidio la procura di Roma ha aperto un fascicolo coordinato dai pm del pool antiviolenza. Sul corpo della donna verrà disposta nelle prossime ore l’autopsia. —[email protected] (Web Info)

Messina, esplosione in fabbrica fuochi d’artificio: tre feriti gravi

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(Adnkronos) – Almeno tre persone sono rimaste ferite in un'esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d'artificio di Messina, nel quartiere Bordonaro. Sul posto si trovano tre squadre dei vigili del fuoco e le ambulanze del 118. I feriti sono i proprietari dell'azienda, due fratelli e la madre, ricoverati in modo grave in ospedale. —[email protected] (Web Info)

Elezioni Regno Unito, la royal family può votare?

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(Adnkronos) – Il Regno Unito va al voto per le elezioni 2024. Si tratta delle prime consultazioni da quando Re Carlo III è salito al trono. Il sovrano, così come i membri della Royal Family, può votare? E' possibile veder spuntare il principe William ad un seggio? La risposta, in estrema sintesi è: i reali possono votare, ma non votano. Il re – così come ha fatto in passato la regina Elisabetta – e i membri della royal family "scelgono di astenersi dal voto", spiega il 'royal commentator' del Washington Post, Richard Fitzwilliams. "Qualsiasi altra cosa violerebbe la necessità, prevista dalla nostra costituzione non scritta, che la monarchia sia al di sopra della politica di partito", afferma l'esperto. Parole condivise in toto da Robert Hazell, professore in materia di governo e costituzione all'University College di Londra: "Per convenzione" i membri principali della famiglia reale, incluso il monarca, "non votano per preservare la neutralità politica della famiglia reale". Jeff King, professore di legge all'University College di Londra, evidenzia che "le regole relative al potere di voto dei membri della famiglia reale sono regolate dalla convenzione costituzionale e non dalla legge statutaria". Nell'ordinamento britannico, "le convenzioni sono 'vincolanti' in un senso rilevante, anche se hanno carattere politico e non legale. Alcune convenzioni sono state sottoposte a tensioni negli ultimi anni, ma la convenzione secondo cui il monarca di non votare è una regola chiara". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Malattia di Crohn, campagna ‘Crohnviviamo’ fa chiarezza su alimentazione

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(Adnkronos) – Le persone con malattia di Crohn, una patologia infiammatoria cronica dell'intestino (Mici), hanno la necessità di seguire un regime alimentare specifico e di rinunciare a diversi alimenti, condizione che può ostacolare la socialità, rendendo difficile la convivialità durante i pasti, così come le uscite con familiari, amici e colleghi. Considerando poi che, nel 95% dei casi, per evitare le fasi acute della malattia occorre fare ulteriori sacrifici alimentari, è facile capire come ciò possa portare a un senso di frustrazione, isolamento e difficoltà socio-relazionali. Con la diffusione della malattia che, secondo le ultime stime epidemiologiche, continua ad aumentare, è fondamentale far luce sui bisogni di chi convive con questa condizione che colpisce circa 200mila persone in Italia, con un picco di prevalenza tra i giovani adulti fra 20 e 30 anni. Proprio questo è l'obiettivo della campagna di sensibilizzazione 'Crohnviviamo', promossa da Nestlé Health Science in collaborazione con l'associazione pazienti Amici Onlus.  La campagna – si legge in una nota – contribuisce a mostrare l'impatto della malattia di Crohn sui diversi aspetti della vita quotidiana, sia a livello fisico che psicologico, con focus sull'aspetto centrale della nutrizione. Dalle interviste ai pazienti, emerge il forte impatto dell'alimentazione sui sintomi della patologia e i pazienti sono alla costante ricerca di informazioni sulla dieta. E' nato così 'Faq: Alimetnazione e malattia di Crohn', che raccoglie le risposte a dubbi e domande più frequenti. Il pamphlet, a cura di Camilla Fiorindi, dietista-nutrizionista dell'Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, con il patrocinio dell'Associazione malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Amici) Onlus, è disponibile gratuitamente, in formato digitale, sul sito di Nestlé Health Science. Ecco 10 consigli per chi ha la malattia di Crohn – rivolti anche a familiari e caregiver – che possono essere approfonditi consultando il vademecum a cura della dottoressa Fiorindi: optare per 3 piccoli pasti e 2 spuntini al giorno, invece che 3 pasti più abbondanti; nella fase attiva della malattia, privilegiare le verdure ricche in fibra solubile – piccole porzioni di patate, carote, zucca e zucchine cotte – come indicato nella dieta Cded (dieta di esclusione per la malattia di Crohn o Crohn's Disease Exclusion Diet) che esclude tutti i cibi pro-infiammatori; per la frutta si può optare per la mela cotta o grattata, senza buccia, banane mature, spremute di agrumi, centrifughe o estratti di frutta; il consumo di grassi saturi, zuccheri semplici, additivi alimentari ed emulsionanti può aumentare un'infiammazione intestinale in corso: limitarli o escluderli, di conseguenza, può avere un impatto positivo sulla salute intestinale.  Indipendentemente poi dalla terapia farmacologica – continua l'elenco – una dieta sana ed equilibrata migliora lo stato nutrizionale e l'efficacia del farmaco. Se qualcuno in famiglia ha la malattia di Crohn, è opportuno privilegiare la bollitura e la cottura a vapore. Le carenze a cui prestare particolare attenzione sono: vitamina B12, vitamina D e ferro. Per le donne in gravidanza, è importante monitorare regolarmente il livello del ferro e dell'acido folico. Inoltre, la Cded rappresenta una preziosa strategia terapeutica per bambini, adolescenti e adulti con questa patologia. Nella fase 3 della Cded, si possono consumare – una volta a settimana e con moderazione – anche gli alimenti non consentiti. Il vademecum a cura della dietista è pensato per accompagnare le persone in un percorso volto a migliore la gestione della malattia attraverso l'alimentazione ed è rivolto a tutti, sia a chi ha appena ricevuto la diagnosi sia a chi è in remissione.  "Un'alimentazione bilanciata e salutare – spiega Fiorindi – svolge un ruolo fondamentale nellìomeostasi del microambiente intestinale, tanto da riuscire ad influenzarne la composizione e il corretto funzionamento. Tuttavia, durante una fase di riacutizzazione della malattia la dieta deve essere spesso modificata sulla base di eventuali sintomi presenti, sulla localizzazione della recidiva e sulla storia chirurgica pregressa. Secondo dati recenti – prosegue l'esperta – la maggior parte di coloro che presentano una Mici non ha ricevuto alcun consiglio dietetico, e la disinformazione spinge le persone a cercare informazioni da varie fonti, trovando consigli generali" non sempre con solide basi "scientifiche. Per questi motivi e non solo, è fondamentale il supporto di un professionista della nutrizione in tutte le fasi della malattia per garantire il mantenimento di un adeguato stato nutrizionale, ma anche per educare la persona con Mici guidandola nelle scelte alimentari quotidiane e promuovendo al contempo una migliore qualità di vita correlata all'alimentazione. Il vademecum che ho curato insieme ad Amici Onlus e a Nestlé Health Science mette a disposizione di tutte le persone con malattia di Crohn le informazioni di cui c'è bisogno per orientarsi tra dubbi e domande relativi alla dieta da seguire". Per supportare medici e dietisti, Nestlé Health Science ha inoltre ideato una piattaforma sulla Cded (Modulifexpert) che permette al medico di aggiornarsi costantemente e di rendere disponibile per il paziente una App (Modulife) che semplifica la gestione della dieta. "Il fatto che la nutrizione giochi un ruolo cruciale nella gestione della malattia di Crohn e della colite ulcerosa – sottolinea Mara Pellizzari, presidente di Amici Onlus – è oggi un fatto risaputo e le evidenze scientifiche a supporto sono assolutamente numerose. Non solo, è qualcosa che le persone con queste malattie vivono in prima persona: sin dagli esordi, infatti, chi ne è colpito cerca di individuare gli alimenti che potrebbero indurre un'acutizzazione e cerca di evitarli. Tuttavia, è importantissimo che questo compito non sia svolto 'in solitaria', ma sia guidato dagli esperti, per una dieta che sia il più possibile d'aiuto nella gestione quotidiana della malattia. Iniziative come Crohnviviamo servono proprio a dare risposte e risolvere i dubbi più frequenti in fatto di nutrizione". La campagna Crohnviviamo, nel corso del 2024, promuove – oltre alla diffusione del vademecum a cura della dottoressa Fiorindi – l'organizzazione sul territorio di una serie di incontri tra medici e pazienti, insieme ad Amici Onlus, con l'obiettivo di sensibilizzare sull'importanza di una presa in carico che metta al centro le esigenze di chi convive con malattie infiammatorie croniche intestinali e, in primis, con la malattia di Crohn. Sottolineando al contempo – conclude la nota – l'efficacia della dieta di esclusione Cded, terapia dietetica consolidata e di provata efficacia basata sull'esclusione di alimenti pro-infiammatori e l'integrazione nella dieta di Modulen – alimento a fini medici speciali – per gestire la malattia nel quotidiano e per indurre la remissione nelle fasi acute tanto tra i bambini e quanto negli adulti.  —[email protected] (Web Info)

Incidente in teleferica, donna precipita e muore in Valle Anzasca

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(Adnkronos) –
Cade dalla teleferica e muore. Tragico incidente sulle montagne del Verbano Cusio Ossola – in Piemonte – dove una donna, per cause ancora in corso di accertamento, oggi 4 luglio è precipitata da una teleferica, che conduce all'alpeggio di Drocala, per un centinaio di metri e ha perso la vita. L'incidente, secondo le prime informazioni, si è verificato nel territorio di Calasca Castiglione, nella Valle Anzasca.  Secondo quanto riferiscono i media locali, la donna stava caricando i bagagli sull'impianto per recarsi con la famiglia in una baita, quando questo è partito improvvisamente e lei sarebbe rimasta agganciata con gli abiti. Ha quindi cercato tenersi aggrappata, ma non ha resistito ed è precipitata nel vuoto. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco di Verbania e il Soccorso alpino della Guardia di Finanza. Il corpo della vittima, quanto si apprende sarebbe già stato recuperato in un dirupo. Intanto i carabinieri hanno disposto il sequestro dell'impianto per verificare se siano state prese tutte le previste misure di sicurezza.  —[email protected] (Web Info)

Malattie rare, Ucb conferma impegno per miastenia gravis e sindrome di Dravet

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(Adnkronos) – Il mese di giugno, appena trascorso, è stato particolarmente ricco di iniziative dedicate ad alcune patologie rare che interessano principalmente il sistema nervoso centrale: il 2 giugno si è celebrata infatti la Giornata mondiale della miastenia gravis e il 23 quella della sindrome di Dravet. Sono malattie per le quali, negli ultimi anni, Ucb Pharma sta rivolgendo il proprio impegno, mettendo sempre al centro i pazienti e le loro testimonianze, e continuando a investire in innovazioni terapeutiche che abbiano un impatto positivo sulle loro vite.  Per celebrare al meglio le due giornate mondiali – si legge in una nota – il 24 giugno l'azienda farmaceutica belga ha organizzato, presso i propri uffici di Milano, l'evento 'Alleviamo la fatica e lasciamo il segno', dedicato ai dipendenti con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle patologie, dando voce a chi vive con queste malattie rare attraverso il coinvolgimento diretto delle associazioni dei pazienti con video testimonianze di caregiver e pazienti, offrendo ai partecipanti una visione reale e toccante della quotidianità di queste persone. All'iniziativa hanno partecipato Isabella Brambilla, presidente dell'Associazione Dravet Italia, e Roberta Annunziata, dell'associazione Aim Campania. A seguito di queste testimonianze, è stato organizzato un workshop creativo e simbolico durante il quale i partecipanti hanno personalizzato delle magliette bianche su cui sono state scritte, sul retro, parole rappresentative del dolore e della fatica dei pazienti, trasferendone simbolicamente il peso sulle spalle. Sul fronte, hanno decorato le magliette con stencil a forma di zebra e unicorno, simboli legati alle due patologie, lasciando un segno tangibile del loro supporto e solidarietà. La miastenia gravis (gMG) – ricorda la nota – è una malattia autoimmune rara, cronica, caratterizzata da alterazioni morfologiche e funzionali responsabili del disturbo della trasmissione a livello della giunzione neuromuscolare, con manifestazioni cliniche eterogenee quali ptosi palpebrale (caduta delle palpebre), visione doppia, difficoltà a deglutire, masticare e parlare, oltre a una grave debolezza muscolare che può colpire vari distretti e che, quando coinvolge i muscoli della respirazione, può essere potenzialmente letale.  Per questa patologia, lo scorso dicembre Ucb ha ottenuto l'approvazione europea per zilucoplan e nel gennaio 2024 per rozanolixizumab. Il primo è un peptide inibitore della componente 5 della cascata del complemento (inibitore C5), approvato dall'Ue come terapia aggiuntiva a quella standard in pazienti adulti positivi agli anticorpi anti-recettore dell'acetilcolina (AChR). E' l'unico farmaco della sua categoria a possedere un meccanismo d'azione duplice. Rozanolixizumab è un anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato, che si lega al recettore Fc neonatale, determinando la riduzione delle IgG circolanti. Il farmaco è approvato come terapia add-on alla standard in pazienti adulti positivi agli anticorpi AChR o anti-tirosinchinasi muscolo-specifica (MuSK). La farmaceutica belga è quindi la prima e unica a possedere un portafoglio focalizzato sulla gMG, in grado di offrire terapie mirate sia agli anticorpi anti-AChR che a quelli anti-MuSK. Nel mese di maggio di quest'anno il 'Journal of Neurology' ha pubblicato i dati di un'analisi post hoc dello studio registrativo di fase 3 Raise e dello studio di estensione in aperto (Ole) Raise-XT, attualmente ancora in corso, che valuta l'effetto a lungo termine di zilucoplan sulla fatica, in pazienti adulti con gMG da moderata a grave, positivi agli anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (AChR-Ab+). La sindrome di Dravet – prosegue la nota – è una encefalopatia epilettica che inizia nell'infanzia ed è caratterizzata da convulsioni difficilmente trattabili con farmaci anti-crisi, disturbi cognitivi, comportamentali e motori, che persistono fino all'età adulta.  Per questa grave patologia, Ucb ha acquisito da Zogenix un farmaco presente da circa 2 anni sul mercato italiano (fenfluramina), che ha dimostrato una riduzione significativa dal punto di vista statistico e clinico della frequenza delle crisi convulsive. Nel corso del recente Congresso internazionale di neurologia infantile (Icnc), l'azienda ha presentato i risultati finali dello studio di estensione in aperto a 3 anni (Ole) relativo a fenfluramina, che hanno dimostrato l'efficacia a lungo termine del farmaco come terapia add-on in pazienti di età compresa tra 2 e 32 anni. Le ulteriori valutazioni dei caregiver, secondo la Clinical Global Impression Scale, integrando i dati sulla riduzione del numero delle crisi, forniscono un endpoint di efficacia positivo. Tali risultati rafforzano il potenziale del trattamento a lungo termine e l'efficacia di fenfluramina fino a 3 anni, mostrando riduzioni significative e durature della frequenza mensile mediana delle crisi convulsive nelle persone affette dalla sindrome di Dravet, che rappresentano i principali obiettivi per il paziente, aiutandolo a raggiungere il massimo potenziale dello sviluppo e della qualità della vita.  "Alla base del nostro impegno nelle malattie rare – afferma Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb Pharma Italia – c'è la consapevolezza che molte di queste, spesso, sono patologie 'orfane', di interesse limitato per ricercatori e medici, per le quali non è disponibile una terapia. Scegliere di intraprendere questo percorso per Ucb ha significato impegnarsi con coraggio e responsabilità, per fare la differenza nella vita dei pazienti con patologie ancora poco conosciute e non idoneamente trattate. Il nostro obiettivo – conclude – è quello di trasformare la vita di ogni singola persona con una malattia rara, sviluppando farmaci innovativi, migliorando la diagnostica ed esplorando nuovi approcci al trattamento". —[email protected] (Web Info)

Euro 2024, caso Demiral è affare di stato: Erdogan vola a Berlino per Olanda-Turchia

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(Adnkronos) – Il caso di Merih Demiral, difensore della Turchia che ha esultato con il gesto dell'organizzazione ultranazionalista dei lupi grigi, supera i confini di Euro 2024 e diventa un affare di stato. Tra tensioni diplomatiche e polemiche, legate al gesto del difensore che è oggetto di inchiesta della Uefa, scende in campo anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che potrebbe andare a Berlino per i quarti di finale Olanda-Turchia. Lo riferisce l'agenzia tedesca Dpa a cui fonti della presidenza hanno confermato che Erdogan ha annullato un viaggio in programma per sabato in Azerbaigian. Non ci sono invece conferme sull'arrivo di Erdogan nella capitale tedesca. Ma secondo i media locali il presidente vuole essere vicino alla Nazionale. Le ultime tensioni tra Ankara e Berlino sono sorte dopo la 'performance' di Demiral, che esultando per un gol negli ottavi di finale contro l'Austria – in cui ha realizzato una doppietta -con le mani ha mimato il muso del lupo, un gesto associato ai 'lupi grigi'. Il difensore della Turchia è sotto indagine da parte dell'organo decisionale Uefa. Ieri la Turchia ha convocato l'ambasciatore tedesco ad Ankara per contestare le critiche al calciatore e protestare per le parole del ministro dell'Interno tedesco, Nancy Faeser, che ha chiesto l'avvio dell'inchiesta, definita "inaccettabile" e "politicamente motivata" da Ankara.   Stamani Berlino ha convocato l'ambasciatore turco. "Abbiamo evocato l'incidente con l'ambasciatore turco a Berlino", ha dichiarato un portavoce rispondendo ad una domanda della Dpa sui contenuti del colloquio con il diplomatico convocato questa mattina al ministero degli Esteri.  —internazionale/[email protected] (Web Info)