Cucina e dintorni/ Non c’è turismo senza gastronomia

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Stefano Manocchio*
Il binomio oramai è inscindibile e segnala un fenomeno inarrestabile: non c’è turismo senza buona cucina. Lo sta capendo l’Italia, con un ritardo che è nel Dna della nostra gente ma che potrebbe essere premessa di un pronto recupero, come avviene quando uno non ha memoria di vittorie passate e anziché crogiolarsi cerca subito la soluzione vincente del momento. Il pacchetto turismo-gastronomia è fatto di percorsi del gusto, esperienze sensoriali che poi confluiscono nel cosiddetto ‘turismo esperenziale,; quello, per intenderci, che non è fatto solo di alberghi, piscine, spa e puntatine al bar o al night, ma di emozioni e sensazioni, di contatto con la natura e, appunto con il buon cibo.
I pacchetti turistici, i viaggi organizzati, le visite alle città d’arte e anche la semplice vacanza al mare contemplano soluzioni ‘all’ inclusive’ con la bottega artigiana, il percorso nel centro storico, ma anche il ristorante tipico o la sosta ai mercatini del gusto e alle bancarelle di street-food. La degustazione di prodotti eno gastronomici oramai non viene neanche più contemplata nei programmi, perché è insita in tutte le manifestazioni e non se ne può fare a meno.
In tutto ciò potremo essere vincenti, a patto di non aspettare che la fortuna ci piova addosso dal cielo, visto che è al nostro fianco. LA RICETTA DELLA SETTIMANA. Risotto con gli asparagi. Lessare gli asparagi e separare punte e gambi; questi ultimi vanno lavorati con frullatore ad immersione con olio, sale e poco latte fino a creare un composto cremoso. In padella far soffriggere olio e cipolla, aggiungere il riso e far tostare leggermente, poi sfumare il vino bianco e preparare la cottura in brodo. AL termine aggiungere le punte di asparagi, pepe macinato e infine la crema di asparagi; poi spegnere la fiamma e mantecare con parmigiano grattugiato prima d’impiattare.

*giornalista appassionato di cucina

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