La riflessione/ Serve lavoro e.. non sussidi

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Il sogno dei giovani di oggi: ”Se avessi un contratto a tempo indeterminato comprerei un divano, un armadio spazioso, farei un mutuo per comprare casa e poi, comprerei un tavolo in cucina,potrei pensare di farmi una famiglia,magari mettere al mondo un figlio”. Un contratto a tempo indeterminato fa circolare l’economia, i sussidi servono a poco e solo in momenti di difficoltà, mentre la gente normale ha bisogno di certezze altrimenti non vive, sopravvive e spende per la necessità del giorno per giorno. Non bisogna essere psicologi, o essere passati da una esperienza diretta di non lavoro, disoccupazione, per avere questo tipo di sensibilità. Il sussidio riduce sempre di più il livello potenziale delle persone, che se sono povere rimangono povere, se sono ricche rimangono ricche, con la disastrosa conseguenza che la stratificazione sociale rimane rigida e non permette flessibilità né cambiamento, per cui così come nasci, muori.

Il sistema dei sussidi aumenta la diversità tra chi se lo può permettere e chi no, cancella completamente i fondamenti della meritocrazia, dei diritti e dei doveri di una società. I giovani vanno all’estero per lavoro sperano di tornare in Italia dopo anni di lavoro all’estero, magari con più lingue straniere, parlate perfettamente… e dopo un po’ di ricerca del lavoro si ritrovano a rimpiangere dov’erano… il profilo, la professionalità, l’esperienza rappresentano un rischio nello scardinare un sistema chiuso clientelare che facilita personaggi mediocri già all’interno del sistema… La nostra generazione e quella subito precedente, ha lottato per avere più diritti, più ammortizzatori sociali che permettessero un respiro più profondo alla società rinata post guerra, la mia generazione già non vede più nulla di tutto ciò perché da anni ormai si sta smantellando tutto quello di positivo e costruttivo che è stato costruito e che avrebbero dovuto ereditare le generazioni successive.

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Una bella parte di colpa è stata della così detta sinistra al potere che, troppo legata alle questioni di leadership e finanza, si è persa un pezzo di storia importante, isolandosi completamente dall’attuale tessuto sociale. Che ne sarà se il governo, che verrà, andrà avanti a denigrare il concetto di Europa, se smantella tutte le leggi conquistate dalle donne negli ultimi 50 anni, se continuerà a fare terra bruciata degli strumenti che servono a/per capire? Sprofonderemo anche noi in un ritorno al passato oscuro come vediamo in Afghanistan, siamo tutti legati ad un filo sottilissimo chiamato democrazia e per il passaggio ad un governo mono o teocratico ci si mette poco e con un soffio si cancellano tutte le conquiste,il mio invito; restiamo tutti tesi ad una vigilanza/militanza attiva.

Alfredo Magnifico

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