Home Blog Page 3472

Benzina: prezzi, maxi-stangata alle porte

0

Milioni di italiani stanno già iniziando a preparare i bagagli per trascorrere le vacanze di Pasqua lontani da casa; in termini numerici quest’anno è previsto un aumento dei vacanzieri anche perché nelle prossime settimane non ci saranno lunghi ponti che possano permettere di concedersi giorni di relax. Si partirà prevalentemente con tutta la famiglia e/o in comitiva, ragion per cui come al solito il mezzo più utilizzato sarà l’auto; ma rispetto alla Pasqua 2009 la sosta presso la stazione di rifornimento per fare il pieno vedrà gli italiani sborsare dieci euro in più rispetto allo scorso anno.

A farlo presente è il Codacons che annuncia proprio dal fronte dei carburanti la maxi-stangata di Pasqua; l’Associazione ha infatti confrontato gli attuali listini, con la benzina sopra il livello di 1,40 euro al litro, con quelli della Pasqua 2009, quando un litro di benzina costava 1,21 euro circa al litro, mentre per il gasolio di euro al litro ce ne volevano all’incirca 1,07.

Dal confronto è così emerso che i costi per la benzina a carico degli automobilisti aumentano di 10,25 euro a pieno, mentre per un pieno di gasolio ci vogliono 8,75 euro in più. Secondo Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, i rincari a carico degli automobilisti sono stratosferici ed intaccano ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.

Si tratta poi per il Codacons dei consueti rincari selvaggi che scattano ogni volta che gli italiani si spostano in massa con la macchina; tutto ciò secondo Carlo Rienzi è frutto dell’assenza di strumenti di controllo che siano in grado di arrestare l’ascesa dei prezzi dei carburanti e di rilevare che effettivamente i ritocchi verso l’alto dei listini siano legittimati dalle oscillazioni di prezzo del greggio sui mercati internazionali. Le Associazioni dei Consumatori, non a caso, denunciano oramai da qualche anno come l’adeguamento dei prezzi dei carburanti verso l’alto sia sempre più rapido e corposo rispetto invece ai ribassi che sono lenti ed irrisori.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/benzina-prezzi-maxi-stangata-alle-porte/26655/

Incentivi cucine, moto ed elettrodomestici: si parte

0

Con la firma del Decreto attuativo da parte del Ministro Scajola, annunciata in data odierna, è tutto pronto per la partenza, dal prossimo 6 aprile 2010, degli incentivi che, con un plafond pari a 300 milioni di euro, riguardano, tra l’altro, gli acquisti di cucine, moto ed elettrodomestici. Per i motocicli sono stati stanziati 12 milioni di euro per l’acquisto di motocicli elettrici o ibridi, senza obbligo di rottamazione, con un bonus statale del 20% sul costo d’acquisto e comunque per un massimale pari a 1.500 euro.

Il massimale scende a 750 euro, con una percentuale pari al 10% del costo d’acquisto, per i motocicli fino a 70 kw di potenza, o fino a 400 cc, che siano di classe “euro 3″, e che ci sia la contestuale rottamazione di un mezzo di classe “euro 0″ oppure “euro 1″.

60 milioni di euro sono stati invece stanziati per l’acquisto di nuove cucine componibili con uno sconto statale pari al 10% del costo e con un massimale pari a mille euro; per fruire dell’incentivo occorre sostituite una vecchia cucina a fronte dell’acquisto di quella nuova che, tra l’altro, deve avere la predisposizione per la raccolta differenziata, la valvola di sicurezza per i piani cottura, deve rispettare le norme sull’emissione di aldeide formica, e deve essere corredata da almeno due elettrodomestici ad alta efficienza energetica.

50 milioni di euro, in accordo con quanto riferisce il Ministero dello Sviluppo Economico, sono stati invece stanziati per l’acquisto di elettrodomestici; in questo caso, fermo restando il rispetto dei relativi massimali, lo sconto è pari al 20% del prezzo di acquisto. Il massimale di sconto è pari a 400 euro per l’acquisto di pompe di calore per acqua calda, 500 euro per le cappe climatizzate, 100 euro per le cucine a gas, 80 euro per i piani cottura e per i forni elettrici, e 130 euro per la lavastoviglie. L’acquisto dei nuovi elettrodomestici deve avvenire a fronte della sostituzione di quelli vecchi e nel rispetto di ben definite classi minime di efficienza energetica.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/incentivi-cucine-moto-ed-elettrodomestici-si-parte/26611/

Swaps e truffa contrattuale

0

Costituisce reato di truffa contrattuale minimizzare i rischi e non rilevare con dovizia di particolari tutti gli elementi di una operazione finanziaria proposta al cliente.

Così ha stabilito la Suprema Corte con la sentenza 13 novembre 2009, n. 43347 secondo cui la condotta di un funzionario di banca ha integrato, appunto, il reato di truffa contrattuale per la vendita di prodotti finanziari rischiosi (nello specifico si trattava di prodotti finanziari atipici, c.d. swaps) per il cliente, in quanto non gli aveva fornito con completezza ogni elemento utile per l’operazione stessa, traendo, altresì, consapevolmente un vantaggio per conto dell’istituto di credito dalla inesperienza e ignoranza in materia del consumatore.

Nel quadro della tutela del consumatore, talvolta si trascura la rilevanza penale di molte fattispecie pregiudizievoli per i diritti e gli interessi dei singoli.

Tra le fattispecie penali da prendere in considerazione nell’ottica consumerista una delle più rilevanti è quella della c.d. truffa contrattuale.

Si configura il reato di truffa, nella specie di truffa contrattuale, quando il “dolus in contrahendo” si manifesta attraverso artifici o raggiri che, intervenendo nella formazione del negozio, inducono la controparte a prestare il proprio consenso, ovvero quando sussiste un rapporto immediato di causa ad effetto tra il mezzo o l’espediente fraudolentemente usato dall’agente ed il consenso ottenuto dal soggetto passivo, sì che questo risulta viziato nella sua libera determinazione.

Ricorrono, quindi, gli elementi della truffa contrattuale tutte le volte in cui uno dei contraenti pone in essere artifici o raggiri diretti a tacere o a dissimulare fatti o circostanze tali che, se conosciuti, avrebbero indotto la controparte ad astenersi dal concludere il contratto.

Nella sentenza in oggetto, i giudici affermano, altresì, che il reato in oggetto è a “consumazione prolungata, cioè si realizza ogni volta in cui si determina – alla scadenza di ogni contratto sottoscritto dall’investitore – la sua perdita economica con il profitto ingiusto per la banca, mentre la condotta dell’agente perdura, ugualmente, fino alla scadenza di ogni singolo contratto”.

Precedenti giurisprudenziali

Il delitto di truffa, nella forma cosiddetto contrattuale, si consuma non al momento in cui il soggetto passivo, per effetto degli artifici o raggiri, assume l’obbligazione della dazione di un bene economico, ma al momento in cui si realizza il conseguimento del bene da parte dell’agente con la conseguente perdita dello stesso da parte della persona offesa.

(La Corte ha precisato che, ove il bene sia corrisposto in più ratei, il reato si consuma con l’ultimo atto di erogazione)” (cfr. . Cassazione Penale, Sezione II, 11.7.2008, n. 31044; per gli altri precedenti cfr. 14095/2009; 11016/2005).

Reati contro il patrimonio, truffa, momento di consumazione del reato

Poiché la truffa è reato istantaneo e di danno, che si perfeziona nel momento in cui alla realizzazione della condotta tipica da parte dell’autore abbia fatto seguito la deminutio patrimonii del soggetto passivo, nell’ipotesi di truffa contrattuale il reato si consuma non già quando il soggetto passivo assume, per effetto di artifici o raggiri, l’obbligazione della datio di un bene economico, ma nel momento in cui si realizza l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente e la definitiva perdita dello stesso da parte del raggirato. Ne consegue che, qualora l’oggetto materiale del reato sia costituito da titoli di credito, il momento della sua consumazione è quello dell’acquisizione da parte dell’autore del reato, della relativa valuta, attraverso la loro riscossione o utilizzazione, poiché solo per mezzo di queste si concreta il vantaggio patrimoniale dell’agente e nel contempo diviene definitiva la potenziale lesione del patrimonio della parte offesa (Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza del 21 giugno 2000, n. 18).

(Altalex, 22 marzo 2010. Nota di Manuela Rinaldi)

L’assegno postdatato non può essere titolo esecutivo

0

L’assegno bancario “postdatato”, il quale svolge le funzioni proprie della cambiale, ma sfugge alla relativa tassa sul bollo, non può essere considerato titolo esecutivo, anche se viene successivamente regolarizzato dal punto di vista fiscale.

E’ questo il principio fissato dalla terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 3 marzo 2010, n. 5069.

Richiamando la precedente giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione, i giudici rammentano come l’esplicita abrogazione della normativa sugli assegni (art. 119 r.d. n. 1736 del 1933), che subordinava l’azione di regresso alla regolarizzazione fiscale presso l’Ufficio del Registro, abbia comportato l’abrogazione implicita del precedente articolo 118, che, a sua volta, subordinava la qualità di titolo esecutivo dell’assegno alla successiva bollatura nel termine prescritto dalla legge.

Precisano i giudici di legittimità che se è vero che la postdatazione non comporta automaticamente la nullità dell’assegno bancario, ma comporta soltanto la nullità del relativo patto per contrarietà a norme imperative, poste a tutela della buona fede e della regolare circolazione dei titoli di credito, consentendo al creditore di esigere immediatamente il suo pagamento; è altrettanto vero che l’assegno postdatato non può valere, però, come titolo esecutivo.

Nel caso di specie, l’opponente aveva anche chiesto il risarcimento, facendo valere l’illegittimità del pignoramento e quindi la responsabilità per fatto illecito di cui all’articolo 2043 del Codice civile.

Il giudice di merito ha rigettato l’opposizione a pignoramento presso terzi, ponendo a fondamento della sua decisione, la norma dell’articolo 31, secondo comma, R.D. n. 1736 del 1933 ed ha escluso la risarcibilità dei danni per fatto illecito.

Peraltro, la richiesta di risarcimento davanti al primo giudice non conteneva alcun riferimento all’articolo 96 Codice di procedura civile, invocato solo in sede di legittimità.

La Cassazione ha confermato che non può essere accolta una richiesta di risarcimento ex articolo 2043 del Codice civile, “fondata sulla mera illegittimità del pignoramento e senza alcun elemento sull’eventuale danno, laddove l’esecuzione è frutto dell’inadempimento dell’opponente”, perché non esiste un principio in base al quale si possa qualificare come illecita la richiesta di pignoramento “da chiunque provenga e comunque posta in essere”.

Il rimedio contro i casi di impignorabilità dei beni, di nullità del pignoramento come atto, di inesistenza del titolo esecutivo, dal quale trae origine il pignoramento stesso, è dato soltanto dalle opposizioni esecutive, nel senso che, nei casi indicati dall’articolo 96 Codice di procedura civile, è consentito all’opponente di fare valere le pretese risarcitorie previste dalla legge nell’ambito del giudizio di opposizione.

La responsabilità processuale per danni ricade, quindi, interamente, in tutte le sue possibili ipotesi, nell’ambito normativo dell’articolo 96 del Codice di rito.

Ma neppure sotto tale profilo (nel caso inammissibile perché sollevato per la prima volta in sede di legittimità), secondo i giudici di legittimità ricorre un’ipotesi di responsabilità aggravata, nel caso si agisca (come nel caso di specie) sulla base di un titolo esecutivo ritenuto valido, quindi, “senza dolo o colpa grave; ma neppure adottando una condotta non contraddistinta da “normale prudenza””.

In conclusione, la Corte ha considerato errata ed ha cassato la decisione di merito per aver posto a fondamento del rigetto dell’opposizione a pignoramento presso terzi, “la irregolarità come titolo dell’assegno, perché postdatato”, facendo riferimento all’articolo 31, secondo comma, R.D. n. 1736 del 1933, senza considerare “la sua qualità di titolo esecutivo”.

Accolti i primi due motivi di ricorso e respinto il terzo con la richiesta di risarcimento, in mancanza di ulteriori accertamenti di fatto, il Collegio ha deciso anche nel merito accogliendo l’opposizione all’esecuzione, stante l’inesistenza di un valido titolo esecutivo.

(Altalex, 23 marzo 2010. Nota di Giuseppe Mommo)

Trenitalia: Pasqua 2010, corse straordinarie

0

Fra pochi giorni, in vista della Pasqua 2010, parte per le Ferrovie dello Stato il piano di rafforzamento dell’offerta attraverso delle corse straordinarie; a fronte dei consueti 450 treni nazionali che viaggiano ogni giorno, infatti, a partire dal 31 marzo prossimo, e fino al 7 aprile 2010, Trenitalia offrirà altri 15 mila posti in più grazie a ben 31 convogli speciali con corse straordinarie. Al riguardo le Ferrovie dello Stato stimano che saranno ben 2,5 milioni i viaggiatori che quest’anno per la Pasqua saliranno sui treni a media ed a lunga percorrenza.

Contestualmente, in vista dei flussi di passeggeri elevati, saranno potenziati nelle stazioni i servizi di assistenza e di informazione. Buona parte dei viaggiatori per la Pasqua 2010 punterà sulla novità di quest’anno, ovverosia sul servizio di trasporto ad alta velocità che, tra l’altro, permette di viaggiare a prezzi calmierati prenotando e programmando la vacanza con il dovuto anticipo. In merito le FS, in base alle prenotazioni fin qui raccolte, rilevano come per l’esodo pasquale i biglietti più acquistati sulla rete AV siano quelli che portano verso Torino, Venezia, Napoli e Roma.

Per quanto riguarda i prezzi e gli sconti, sono attive la “Promo -15%” e la “Promo -30%” su tutti i convogli a media ed a lunga percorrenza, così come ci sono tantissimi posti mese disponibili per viaggiare sulla tratta Roma – Napoli in seconda classe a soli 25 euro, e sulla tratta Roma –Milano a soli 39 euro sempre in seconda classe; ma anche in prima classe si viaggia a prezzi più bassi rispetto al costo pieno del biglietto.

E per i viaggi dal 10 aprile prossimo, e fino al 23 maggio 2010, i biglietti con destinazione Torino, ma anche per il ritorno, sono scontati del 20%; le Ferrovie dello Stato hanno in particolare attivato questa promozione per agevolare i pellegrini che nelle prossime settimane si recheranno sotto la mole in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/trenitalia-pasqua-2010-corse-straordinarie/26599/

Bar, pausa caffè e servizi igienici

0

L’utilizzo dei servizi igienici in un bar deve essere garantito a tutti coloro che lo chiedono, oppure solamente ai clienti del pubblico esercizio? Ebbene, sulla questione la Confcommercio Firenze e la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, hanno presentato al Tar Toscana un ricorso, vincendolo, contro una delibera dell’Amministrazione del Comune di Firenze approvata al fine di poter garantire a tutti, passanti compresi, l’utilizzo dei servizi igienici nei bar.

Il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani, nel commentare la sentenza del Tar, ha di conseguenza ribadito le ragioni della categoria, ovverosia quelle per cui i servizi igienici rappresentano un servizio privato per i clienti e non un servizio pubblico. Il presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, nell’essere comunque dispiaciuto del fatto che sulla vicenda si sia arrivati alle aule dei Tribunali, ha sottolineato come non possa essere scaricato solo sui bar il compito di fornire al pubblico i servizi igienici. Per Lino Enrico Stoppani, infatti, non può essere quello dei servizi igienici nei bar un servizio pubblico imposto per Legge visto che spesso l’utilizzo dei servizi diventa tra l’altro l’occasione per furti, vandalismo e comportamenti poco civili.

E riguardo ai servizi offerti dai bar, la Fipe nei giorni scorsi ha altresì messo in evidenza come per i lavoratori/consumatori la pausa caffè possa rappresentare un momento per raccogliere le energie ed essere più efficienti sul lavoro attraverso un conseguente aumento della produttività; questo in accordo con una ricerca a cura della New York University che in merito ha adottato un approccio scientifico per arrivare a tali risultati.

La Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha colto l’occasione per mettere in evidenza quanto sopra descritto anche in risposta a Daniela Santanchè, sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma di Governo, la quale nei giorni scorsi ha espresso contrarietà riguardo alla pausa caffè dei lavoratori nelle aziende.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/bar-pausa-caffe-e-servizi-igienici/26595/

MEF: programma trimestrale di emissione Second Quarter 2010 Issuance Program

0

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica l’emissione dei seguenti nuovi titoli per il secondo trimestre del 2010:
BTP 01/03/2010 – 01/09/2020 Ammontare minimo dell’intera emissione: 12 miliardi di Euro
BTP 01/06/2010 – 01/06/2013 Ammontare minimo dell’intera emissione: 9 miliardi di Euro
CTZ 30/04/2010 – 30/04/2012 Ammontare minimo dell’intera emissione: 9 miliardi di Euro
L’ammontare minimo si riferisce all’intera emissione, ovvero al valore che il circolante del titolo dovrà necessariamente raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza.
La data di godimento dei nuovi titoli può non coincidere con quella di regolamento della prima tranche.
Inoltre, durante il secondo trimestre, potranno essere emessi ulteriori nuovi titoli sulla base delle condizioni dei mercati finanziari.
Saranno altresì offerte ulteriori tranche dei seguenti titoli in corso di emissione:
BTP 01/12/2009 – 15/12/2012 cedola 2,00%
BTP 15/01/2010 – 15/04/2015 cedola 3,00%
CCT 01/03/2010 – 01/03/2017
Infine, in relazione alle condizioni di mercato, il MEF si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli a medio e lungo termine, nominali e indicizzati all’inflazione, ivi inclusi titoli non più in corso di emissione, per assicurare l’efficienza del mercato secondario.
Per tutte le aste di BTP, BTP€i e CCT il Tesoro utilizzerà la consueta procedura d’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa.
Fonte: http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=23859

Pasqua 2010 in agriturismo

0

In vista della Pasqua 2010 per quest’anno è previsto un aumento dei flussi turistici presso gli agriturismi, che in Italia sono oltre 18 mila sparsi su tutto il territorio nazionale. I vacanzieri della Pasqua e della Pasquetta, in accordo con le stime della Coldiretti, nel rapporto di uno su quattro punteranno sulle vacanze verdi sia come soluzione per allontanarsi, almeno per qualche giorno, dal caos quotidiano, sia per gustare i prodotti tipici locali a tavola rigorosamente a “chilometri zero”.

E se a Pasqua ad affollare gli agriturismi saranno le famiglie, per il giorno di Pasquetta aumenteranno le presenze dei giovani in comitiva che scelgono tale soluzione come alternativa al pic-nic fuori porta. D’altronde presso gli agriturismi si possono gustare quasi 500 vini a denominazione d’origine, oltre duecento prodotti agroalimentari che si fregiano della denominazione d’origine riconosciuta in sede europea, e quasi 4.500 specialità tipiche che sono state censite dalle Regioni. L’agriturismo, sia per la ristorazione, sia per il pernottamento, offre inoltre quel buon rapporto tra qualità e prezzo che di norma le strutture ricettive “tradizionali” non garantiscono.

Oltre alla buona tavola ed al pernottamento in aperta campagna, presso l’agriturismo aumentano sempre di più le attività offerte dalle strutture ricettive: dalle escursioni alla mountain bike e passando per il trekking, l’equitazione ed altre attività culturali e ricreative.

Ma come scegliere l’agriturismo? Ebbene al riguardo la Coldiretti ricorda come tra i canali di consultazione possibili ci sia il Web con il sito www.campagnamica.it dove sono censite quasi 1.500 strutture agrituristiche che possono essere selezionate sfruttando un motore di ricerca presente sul Portale. In molti di questi agriturismi, inoltre, è possibile anche comprare i prodotti a “chilometri zero”: dalla carne ai salumi e passando per le uova, latte, frutta, verdura, miele ed altre conserve.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/pasqua-2010-in-agriturismo/26583/

Bond Argentina: come evitare la prescrizione

0

Nei giorni scorsi s’è appreso che è stata presentata in Consob una nuova Offerta Pubblica di Scambio per i Bond dell’Argentina, ma nell’attesa che se ne sappia di più, pur tuttavia, occorre fare molta ma molta attenzione ai termini di prescrizione, partiti nel dicembre del 2001, quando c’è stato il default da parte del Governo di Buenos Aires, e che hanno una durata pari a cinque anni. Di conseguenza, chi ha inviato una lettera per far causa alla banca entro la primavera dell’anno 2005, adesso ed allo stesso modo, a distanza di quasi cinque anni, deve attivarsi nuovamente nei confronti dell’Istituto di credito inviando una nuova lettera.

A far presente questa situazione è l’Associazione Altroconsumo, la quale sottolinea come con l’annullamento dei nuovi termini di prescrizione, inviando una nuova lettera, i tempi slittino alla primavera del 2015 quando questa annosa vicenda di risparmio tradito dovrebbe essersi conclusa. A tal fine Altroconsumo ha predisposto online il modello di lettera da inviare alla banca, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, visionabile cliccando qui.

La domanda riporta come oggetto sia la richiesta di interruzione della prescrizione sui Bond dell’Argentina, sia la richiesta di risarcimento; alla domanda occorre ricordarsi di allegare sia la situazione aggiornata del proprio deposito titoli, sia la copia contabile relativa all’acquisto dei titoli andati in default.

Per quanto riguarda invece l’Offerta Pubblica di Scambio (Ops), prendendo a riferimento le ultimissime dichiarazioni del Ministro delle Finanze argentino, c’è da pensare che l’Offerta al massimo sarà comparabile con quella del 2005, con il recupero di un terzo circa del valore, se non addirittura peggiore. Nel frattempo, in ogni caso, occorre “cautelarsi” inviando la raccomandata alla banca in modo tale che i titoli acquistati non vengano colpiti dalla prescrizione; oltre al danno, infatti, arriverebbe altrimenti anche la beffa.

Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/bond-argentina-come-evitare-la-prescrizione/26607/

Banche: meno dividendi, più prestiti alle famiglie

0

Sembrava che in Italia la situazione economica a livello congiunturale fosse migliorata, e che il nostro Paese fosse sulla strada verso una crescita del PIL 2010 all’1% ed anche oltre. Ma gli ultimi dati relativi alle vendite al dettaglio, comunicati dall’Istat, rappresentano un vero e proprio allarme per l’economia, per l’occupazione e per la tenuta dei bilanci delle famiglie italiane già messi a dura prova negli ultimi due anni. Questo perché i dati dell’Istat rivelano come la crisi stia ora colpendo pesantemente anche i consumi relativi ai beni di prima necessità, ovverosia gli alimentari anche per effetto degli aumenti dei prezzi.

Come uscire da questa sorta di circolo vizioso? Ebbene, secondo l’Adiconsum una grossa mano la potrebbero dare le banche facendo il loro mestiere, ovverosia concedendo alle imprese ed alle famiglie credito in maniera accessibile. Gli Istituti di credito a tal fine dovrebbero invece secondo l’Associazione dei Consumatori distribuire meno dividendi e non lasciarsi tentare dagli investimenti di natura speculativa che poi, tra l’altro, sono quelli che hanno portato l’economia globale alla peggiore recessione degli ultimi decenni.

L’Adiconsum caldeggia altresì la messa a punto da parte del Governo di provvedimenti di natura straordinaria visto che dati alla mano la crisi non sembra essere per nulla finita. Secondo il Segretario nazionale dell’Associazione, infatti, il calo dei redditi, avente come prima causa la cassa integrazione ed i licenziamenti, genera una sorta di spirale perversa che fa contrarre i consumi e fa retrocedere le famiglie sempre di più verso la soglia di povertà.

Per risollevarci il Segretario Giordano ritiene necessaria a questo punto la detassazione dei redditi da lavoro dipendente unitamente all’armonizzazione delle rendite finanziarie e ad un piano di opere pubbliche immediatamente cantierabili che possano fungere da volano per il rilancio della nostra economia e per dare ossigeno ad un tessuto produttivo in palese crisi.
Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/banche-meno-dividendi-piu-prestiti-alle-famiglie/26591/