Debiti fiscali, arriva il decreto attuativo per accedere alle 120 rate di Equitalia

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E’ in arrivo finalmente il decreto attuativo del Ministero dell’Economia che permetterà di dilazionare le rate di Equitalia fino ad un massimo di 120. Il regolamento sarebbe dovuto essere stato varato già a partire dallo scorso 20 settembre ma, solo in questi giorni, il Ministero sta concludendo l’iter per rendere il tutto operativo.
Non solo. Il decreto è stato pensato per dare diverse opportunità di scelta al contribuente e all’impresa in difficoltà fornendo fino a quattro strade da percorrere: piano di rateizzazione ordinaria, piano di rateizzazione in proroga all’ordinario, piano di rateizzazione straordinario e, infine, piano di rateizzazione in proroga a quello straordinario.
ORDINARIO: si tratta del classico piano fino ad ora concesso che rispetta l’iter già in uso presso gli sportelli di Equitalia e che prevende fino ad un massimo di 72 rate;
STRAORDINARIO: il contribuente dovrà provare di essere in una comprovata e grave situazione di difficoltà economica non dipendente dalla sua responsabilità ma legata alla crisi di settore. Le rate potranno arrivare fino ad un massimo di 120 e saranno bilanciate in base al reddito familiare (l’importo non potrà superarne il 20% di quello mensile) o in base al valore della produzione dell’impresa (il tetto in questo caso è del 10%).
PROROGA ORDINARIO: in questo caso la base di partenza è il piano ordinario per cui il contribuente o l’impresa possono inoltrare richiesta per ottenere una proroga che potrà essere sia ordinaria di 72 rate, sia straordinaria di 120 purché si dimostri che la propria situazione economica sia effettivamente peggiorata o sia stata influenzata dalla congiuntura economica.
PROROGA STRAORDINARIO: l’ultima possibilità a disposizione dei soggetti interessati che hanno già fatto richiesta di un piano straordinario è quella di chiedere anche qui una proroga o ordinaria di 72 rate o straordinaria di 120.
Come detto in precedenza, l’altra novità in programma è quella di calibrare il carico dei pagamenti alla disponibilità finanziaria del debitore affinché sia effettivamente in grado di onorare quanto dovuto al fisco senza incorrere in ulteriori difficoltà. Per questo si è fissato per le rate un tetto massimo del 20% della retribuzione mensile familiare e del 10% della produzione dell’impresa oltre il quale il dilazionamento non potrà andare. Il tutto fermo restando che non vi siano altre entrate provenienti da redditi o proprietà non ipotecati, pignorati o sequestrati tali da rendere il debitore solvibile.