Il film della settimana/ “La La Land” di Damian Chazelle (Usa)

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Pietro Colagiovanni *

Un campione di incassi e di premi (ben 7 Oscar) La La Land (2016) di Damian Chazelle è un prodotto che si può definire eponimo di una realtà come Hollywood. Un’opera che fa capire come l’industria cinematografica hollywoodiana abbia una tradizione ed una capacità di confezionare film rimarchevole, unica ed incredibile. La trama è esile ma centrata su un dramma che dai tempi di Eschilo funziona e funzionerà sempre.

Due giovani aspiranti artisti (lei Emma Stone attrice, lui Ryan Gosling musicista) si incontrano, si conoscono si innamorano. I loro sogni alla fine diventeranno realtà, ma il loro amore finirà e ognuno prenderà altre strade. Tranne reincontrarsi alla fine del film e, con un semplice sguardo, capire che l’amore è per sempre. Quindi nulla di straordinario ma la storia funziona perfettamente. C’è poi la musica.

Il film di Chazelle è un omaggio ai film musicali americani anni 50 e 60, alla “Singing in the rain” per capirci. Il tutto in salsa terzo millennio (c’è la popstar John Legend tra i principali interpreti) e con una forte predilezione per la musica jazz, di cui il film trasuda quasi in ogni fotogramma. Ma attenzione: il film propone l’immagine idealizzata del jazz, del club in cui si suona il jazz, del trombettista di colore alla Miles Davis. Ma se poi si ascolta bene la musica, tranne qualche passaggio alla Charlie Parker, sentiamo il classico jazz mainstream, quello che ascolti nell’ascensore dell’albergo, quello che è gradevole e non crea problemi al padiglione auricolare. Ma Hollywood è così, rende patinato, appetibile, colorato, gradevole qualsiasi mondo, realtà, attività umana, jazz incluso.

A tutto questo si aggiungono poi i colori, per lo più pastello, attentamente studiati in ogni scena e le ambientazioni classicamente hollywoodiane, i balletti alla Fred Astaire e Ginger Rogers. E così le due ore del film passano gradevolmente e piacevolmente. Nessuno degli ingredienti del film, quindi, è particolarmente interessante, profondo o genuino. Solo Emma Stone recita molto bene, ma balla così così. Ryan Gosling invece ha la stessa espressione per tutto il film ma, essendo un gran fico, gli si perdona tutto.

Alla fine però la magia di Hollywood riesce. Da ingredienti mediocri spunta un film confezionato bene e appetibile, che si lascia vedere e che ti intrattiene. Ed è questa la parola magica: intrattenere. Hollywood crea prodotti il cui unico obiettivo è quello di intrattenere le persone, gli spettatori gradevolmente per un paio di ore. Ed in questo l’industria cinematografica hollywoodiana è assolutamente imbattibile.

Voto 3/5

*imprenditore, comunicatore, fondatore del gruppo Terminus

per commenti, recensioni o sollecitazioni e suggestioni cinematografiche potete contattarmi a [email protected].it

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